Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per May, 2010

Nel dibattito attuale sulle intercettazioni e sui limiti che a esse si vorrebbe porre, manca sempre un aspetto. Un aspetto che riguarda gli ascolti non autorizzati secondo le attuali procedure investigative. Per questo riporto per esteso un testo scritto da Andrea Cinquegrani, direttore insieme a Rita Pennarola del mensile La voce delle voci. Entrambi sono stati “attenzionati” (e per questo si sono costituiti parte civile al processo di Perugia) nel periodo della centrale d’ascolto di via Nazionale, quella voluta dall’intelligence italiana e affidata da Nicolò Pollari a Pio Pompa. Se ne parlava qui. Tornando al testo di Andrea, si intitola Intercettazioni? Ok, purché a farle siano solo gli 007 del Cavaliere. Nel silenzio dell’opposizione (si fa per dire) parlamentare.

Intercettazioni maledette. All’indice. Da abolire senza se e senza ma. Violano la privacy dei cittadini e mettono a repentaglio le libertà individuali. Su questo Berlusconi e il suo governo ci mettono, ci sbattono la faccia, anche a costo di crisi istituzionali e di mandare a gambe all’aria un paese ormai quasi grecizzato. Riescono nell’ardua impresa di “riunire” il mondo dei media carta-tivvu’ che da sempre prosegue in ordine sparso (e quasi sempre genuflesso). Miracoli del Cavaliere. Peccato che, qualche anno fa, precisamente dal 2001, e fino al 2005, il Berlusconi-pensiero e, soprattutto, opera, fosse diametralmente diverso. Privacy?

Chissenefrega. Diritti di chi opera nel settore dell’informazione? Vaffanculo? Rispetto per chi non la pensa come te? Fottiti. Sì, perché per un bel quinquennio i Servizi capeggiati da Nicolò Pollari (al servizio, evidentemente, dell’esecutivo berlusconiano di allora) eseguirono alla perfezione il compito assegnato: attenzionare i media di opposizione, controllare le voci contro, usare tutti i mezzi – dalle intercettazioni fino al dossieraggio e chissà a quanto altro ancora – per monitorare chi osasse pensare o scrivere in maniera non allineata.

Ad essere controllati – lo ha accertato la magistratura di Roma e poi di Perugia – sono state decine e decine di persone, tra giornalisti, magistrati, attivisti, tutti passati regolarmente ai raggi x per la bellezza di cinque anni, da un’equipe di spioni pagati con i soldi dello Stato e coordinati da Pio Pompa, l’ex braccio destro di Pollari. Tra i super indagati noi della Voce, al vertice – sono le carte di Pollari, Pompa e C. a documentarlo seguendo farneticanti percorsi investigativi – di una piramide che avrebbe compreso di tutto e di più: da Michele Santoro e la sua band, a Giulietto Chiesa e Beppe Giulietti, dal corrispondente di Liberation per l’Italia Eric Jozsef, ai referenti di Reporter sans Frontieres, e poi uno stuolo di magistrati, avvocati e giuristi (nazionali e internazionali), tutti uniti – secondo gli 007 made in Pollari – nella volontà di delegittimare la coalizione alla guida del paese in quegli anni.
(more…)

Qui il photostream su Flickr.

  • 4 commenti
  • Scritto per scatti
  • Alberto Spampinato, direttore del progetto Ossigeno per l’informazione, ha scritto per Nuovi Italiani un pezzo intitolat Minacce ai giornalisti, Italia maglia nera d’Europa in cui si legge tra l’altro che:

    In Italia queste importanti prese di posizione non hanno avuto nessuna risonanza. Eppure proprio negli stessi giorni, nel nostro paese si è manifestata una impressionante recrudescenza del fenomeno: nuove gravi minacce, ritenute attendibili dagli inquirenti, sono state rivolte a Lirio Abbate; un plateale atto di intimidazione è stato compiuto in pieno giorno nei confronti di Rosaria Capacchione; in Calabria cinque giornalisti (Francesco Mobilio, Michele Albanese, Francesco Cutrupi, Antonino Monteleone, Giuseppe Baldessarro) sono stati bersagliati, uno dopo l’altro, in provincia di Reggio Calabria nell’arco di sessanta giorni; alcune troupe televisive sono state minacciate a Rosarno dopo i gravi scontri durante i quali sono stati feriti 37 immigrati. Altri gravi episodi si erano verificati nei mesi e nelle settimane precedenti in varie parti d’Italia, senza che se ne avesse una adeguata rappresentazione sui media: in provincia di Foggia, contro un giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno di San Severo, e a Orta Nuova contro Gianni Lannes, che a dicembre ha ottenuto una protezione di polizia; a Treviso, dove Fabio Fioravanti ha ricevuto minacce telefoniche durante una trasmissione televisiva in diretta; a Udine, dove un giornalista ha ricevuto una busta con un proiettile; a Roma, dove due giornalisti televisivi, Nello Rega e Guido Ruotolo, hanno ricevuto gravi intimidazioni; e ancora altri casi a Napoli, a Palermo, a Genova, a Firenze, a Torino…

    Intanto oggi è cominciato a Bologna il Festival delle culture antifasciste dove si stanno iniziando a caricare i primi materiali del primo giorno.

    Festival delle culture antifasciste

    The Mob Museum

    Si chiamerà Museum of organized crime and law enforcement e aprirà a Las Vegas nel 2011. Così lo presenta BoingBoing:

    Una panoramica audace e autentica dell’impatto del crimine organizzato sulla storia di Las Vegas e la sua impronta unica sull’America e sul mondo. Il museo propone storie vere ed eventi reali con mostre interattive [...] che svelano tutti i volti di un certo tipo di delinquenza e del suo ruolo negli Stati Uniti.

    Facendo scorrere il lungo slideshow che compare sulla home page del sito si può avere un’idea almeno indicativa di ciò che si potrà vedere.

    E rimasero impunitiIl 18 giugno 1982, il primo ad accorgersi di un cadavere fu un dipendente della Daily Express. Si chiamava Anthony James Huntley e alle 7,25 stava camminando lungo la riva del Tamigi, sul lato nord del fiume. Percorrendo quella strada, sarebbe passato sotto il ponte dei Frati Neri al quale era fissata un’impalcatura che finiva nell’acqua. Quella mattina, all’impalcatura, c’era attaccato qualcosa di strano e Huntley si sporse per vedere di che si trattasse. Era il corpo di un uomo. I piedi erano immersi nell’acqua fino alle caviglie e intorno al collo passava una corda annodata a uno dei tubolari.

    L’istinto del passante fu quello di scappare e come un dannato fece il suo ingresso al lavoro. Stephen Edwin Pullen, un collega, si accorse che qualcosa non andava e nel giro di qualche minuto aveva avvertito la polizia per poi trascinare Huntley di nuovo verso il ponte. Così, venticinque minuti più tardi, i due erano già lì a indicare il corpo dello sconosciuto agli agenti John Palmer e Gerald Saint. Che si misero ad appuntare i primi particolari della scena. La corda che a cappio passava intorno alla gola del cadavere era in fibra sintetica arancione ed era stata legata intorno a un occhiello di metallo del secondo tubo dell’impalcatura, allestita il 10 maggio 1982 per alcuni lavori di manutenzione a un canale di scolo. La struttura, in base alle annotazioni della polizia metropolitana, era stata agganciata una ventina di centimetri sotto il parapetto del ponte e scendeva per otto metri. Vi si poteva accedere usando una scala a pioli di metallo che arrivava a lambire la superficie del fiume e gli ottanta centimetri che la separavano dall’impalcatura erano colmati da un’asse di legno.

    Intanto era arrivata anche una motolancia della polizia fluviale con altri tre agenti, Michael Stewart, John Johnston e Donald Bartliff, che slegarono la fune senza rimuovere il cappio dal collo. Dopodiché, tutti e tre adagiarono il corpo sull’imbarcazione lottando contro i suoi 85 chili e i flutti della marea crescente. Infine raggiunsero la banchina di Waterloo, dove il morto venne disteso in attesa del medico legale, che arrivò alle 9,40.
    (more…)

    Peacereporter parla di cyber war e di cyber command per la guerra informatica scrivendo che:

    Venerdì scorso il segretario alla Difesa, Robert Gates, ha nominato il direttore della Nsa, generale Keith Alexander, a capo del nascente Cyber Command, che sarà operativo da ottobre a Fort Meade, Maryland (dove ha sede la stessa Nsa) e coordinerà circa 90 mila “soldati digitali”. Obiettivo [...] sarà quello di dare agli Stati Uniti una capacità di combattimento, difensiva e offensiva, [...] anche sul nuovo e ancor più strategico terreno delle reti informatiche, del “cyberspazio” [conducendo] “operazioni militari ad ampio spettro” per interdire la “libertà di azione nel cyberspazio” degli avversari.

    Se già qualche mese fa si era tornati sul discorso wiretap risks, ora – prosegue l’articolo – il fronte della protesta contro il nuovo strumento militare è più ampio e si rifà a precedenti episodi di abusi. Un paio di link a titolo di esempio riportati nel pezzo: Total information awareness lives on inside the national security agency e Information operations roadmap (pdf, 2,3 MB). Una storia non nuova (seppur la novità stia nella prossima attivazione delle squadre statunitensi), certo, ma che merita di essere tenuta d’occhio fin dai tempi del Farewell dossier, dove la tecnologia giocò un ruolo fondamentale.

    Security Chaos

    L’Organized Crime and Corruption Reporting Project (Occrp), centro per il giornalismo investigativo che riunisce diverse realtà dislocate nell’Europa orientale, ha presentato un dossier sulla sicurezza privata in quell’area geografica. Viene così riassunta l’inchiesta:

    Non esiste luogo che abbia più bisogno di sicurezza. Ma le società che si occupano di proteggere persone, luoghi o proprietà hanno una storia travagliata. Se alcune sono professionali e tentato di battere la concorrenza sleale dei propri governi, altre sono semplicemente strumenti per trafficare in armi. Il settore della sicurezza è nel caos e i suoi costi sono rappresentati da incolumità, denaro e anche vite.

    I paesi presi in considerazione sono Serbia (un ambito senza regole), Moldavia (punti di giunzione tra passato e presente), Romania (sistema nuovo, attori vecchi) e Bulgaria (il violento lato pubblico della sicurezza privata).

    Domani di Maurizio ChiericiOccuparsi delle navi dei veleni significa pagare un prezzo fissato in termini di intimidazioni, attentati e furti quanto meno strani. È il caso di Gianni Lannes, giornalista investigativo sotto scorta dallo scorso dicembre, che negli ultimi tempi è stato oggetto di nuove pressioni. La penultima poco prima della metà di maggio 2010, non più di una settimana fa, e il sospetto era che sull’auto della moglie fosse stata piazzata una bomba. Il presunto ordigno si rivelerà una manomissione all’impianto elettrico: qualcuno ha sfondato il finestrino, aperto il veicolo e armeggiato lasciando in bella evidenza cavi volanti. Un avvertimento che giunge dopo tre veicoli distrutti (il primo esploso il 2 luglio 2009, il secondo bruciato il 5 novembre e il terzo – auto dai freni manomessi – il 23 luglio 2009). Qualche giorno dopo – mentre il cronista stava radunando documentazione acquisita di recente – i ladri fanno visita alla sua casa: spariscono un computer, una fotocamera subacquea e un hard disk portatile. Approfittando di una breve assenza, entrano nella sua abitazione senza scassinare la porta (nessun segno di effrazione) e non si appropriano di nient’altro: televisore, stereo, gioielli, denaro.

    Cos’hanno portato via?

    Documenti di lavoro. A casa non ho uno schedario, non ho un archivio, la mole di dati raccolti sta da un’altra parte, ma casualmente ho lasciato quel materiale pensando che tra le mura domestiche fosse al sicuro. Ero stato via tre giorni, ero a Perugia per una serie di seminari e conferenze sul tema dell’informazione. Ho partecipato proprio domenica scorsa alla marcia della pace e quando ho fatto rientro mi sono accorto di ciò che era accaduto. Una brutta sorpresa, anche perché sono sotto tutela del ministero degli interni che dovrebbe sorvegliare anche la mia abitazione, no?
    (more…)

  • 2 commenti
  • Scritto per storie nere
  • Il cuore occulto del potere - Storia dell'ufficio affari riservati del ViminaleSi intitola Il cuore occulto del potere – Storia dell’ufficio affari riservati del Viminale il nuovo libro di Giacomo Pacini in uscita per i tipi di Nutrimenti (collana Igloo):

    È stato il più potente e misterioso servizio segreto italiano. Campagne di disinformazione, depistaggi, doppiogiochismi, provocazioni; nulla è mancato nella storia dell’Ufficio Affari riservati. Eppure, una ricostruzione delle attività di questa struttura non è mai stata scritta, tanto che ancora oggi gran parte dell’opinione pubblica ignora perfino che sia esistito un organismo chiamato Ufficio Affari riservati. Questo libro colma finalmente il vuoto. Attraverso una corposa mole di documentazione inedita, Giacomo Pacini ricostruisce per la prima volta la storia dei servizi segreti del Ministero dell’Interno. Il risultato è un affascinante e inquietante viaggio che condurrà il lettore nel cuore stesso del potere, dentro i suoi meandri più oscuri e inesplorati.

    Intanto, per capire il livello di coinvolgimento dell’UAARR in determinate vicende italiane (compresa quella di Pasquale Juliano), si provi a titolo di esempio a sfogliare questo documento.

    Un altro database di immagini. È l’olandese Spaarnestad Photo, istituzione nata a metà degli anni Ottanta per preservare gli archivi fotografici di Haarlem e che oggi raccoglie cinque milioni di scatti distribuiti a cavallo di diversi decenni.

  • Nessun commento
  • Scritto per scatti
  • E rimasero impunitiEsce oggi in libreria il libro E rimasero impuniti – Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche, pubblicato da Socialmente Editore come Il programma di Licio Gelli – Una profezia avverata?, che è una sorta di prima puntata del nuovo. Con prefazione di Paolo Bolognesi, il testo è scaricabile anche dalla Rete perché rilasciato con licenza Creative Commons. E da oggi inizia anche la pubblicazione a puntate del racconto in esso contenuto.

    A Voi della Corte è offerta l’occasione
    di emettere un verdetto di responsabilità
    nei confronti di imputati, signori di impunità,
    alcuni dei quali sono stati abituati a considerare
    la giustizia un affare domestico.
    Requisitoria del pubblico ministero Luca Tescaroli,
    Corte d’Assise di Roma, marzo 2007

    Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca,
    è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste,
    che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato
    o che il reato è stato commesso da persona imputabile
    Articolo 530 del Codice di Procedura Penale, Comma 2

    Siamo di fronte a un giallo veramente degno di un film di Hitchcock
    Sandro Paternostro, Tg2 del 18 giugno 1982

    Un cappio arancione

    Il battesimo del palco per i Distretto 51, rock band dell’alta Lombardia che nel proprio repertorio ci metteva anche qualche pezzo soul, era fissato per il primo dicembre 1983 in una palestra di Malnate, provincia di Varese. E fu l’inizio di una carriera, per quanto amatoriale, sopravvissuta ai decenni, all’età che incalzava e al progredire delle attività professionali, non sempre conciliabili con prove e fine settimana a suonare nei locali della zona. Eppure i Distretto 51 ci avevano già provato un anno e mezzo prima, con le esibizioni dal vivo. Era tutto pronto. Era stato fissato il giorno, venerdì 18 giugno 1982, e trovato l’ingaggio, una festa di fine naja in una villa di campagna. Ma la formazione non era al completo. Mancava il tastierista, che non c’era quando gli altri montavano gli strumenti e che non si presentò nemmeno più tardi, quando si attaccò a suonare.
    (more…)

    GNUFunk Radio parte con una nuova trasmissione: si intitola Bandscan, è opera di Christian Diemoz e racconta un universo ignoto ai più, quello delle onde corte, con un registro molto simile al radiodramma che rievoca i conflitti più recenti. Così Christian presenta il suo lavoro:

    La Radio è una passione personale e nonostante sia assai devoto alle tecnologie digitali, un bagno di segnali analogici è sempre rinfrancante, serve a ricordarti che ciò che esisteva quando eri ragazzo sopravvive. In qualche modo, sopravvive quindi una parte di me. Bandscan, è l’operazione che un appassionato compie quando esplora un’intera banda per vedere quali stazioni riesce a ricever in quel momento.

    Come le altre trasmissioni di GNUFunk Radio, anche Bandscan è rilasciata con licenza Creative Commons e la registrazione è scaricabile da Archive.org.

    Bandscan - GNUFunk Radio

    Da Antimafia 2000, Navi dei veleni. Nuova intimidazione per Gianni Lannes:

    Nella mattinata di oggi, di rientro dalla marcia Perugia-Assisi che lo ha tenuto lontano da casa per tre giorni, il giornalista ha scoperto che ignoti sarebbero penetrati all’interno della sua abitazione sottraendogli il computer. Un grave “avvertimento”, spiega lo stesso Lannes, considerata l’assenza di tentativi di effrazione e il momento in cui è avvenuto il furto: proprio quando il giornalista ha rilasciato dichiarazioni in merito al diretto coinvolgimento dello Stato italiano nel caso delle misteriose navi imbottite di rifiuti tossici e radioattivi, fatte colare a picco nei nostri mari.

    Seguirà nei prossimi giorni una lunga intervista a Gianni su questo episodio, sui precedenti e su alcuni aspetti del lavoro che sta svolgendo sulle navi dei veleni.

    Fausto e Iaio - Il sito

    Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci sono passati alla memoria collettiva come Fausto e Iaio. Vittime degli anni di piombo, vennero uccisi a Milano il 18 marzo 1978. Da qualche giorno, per ricordare la loro storia, è nato un sito a loro dedicato con relativo blog, curato dall’Associazione Familiari e Amici di Fausto e Iaio e da Daniele Biacchessi.

    Intervista di Maurizio Costanzo a Licio Gelli

    [L'intervista riportata sotto è divenuta celebre: la realizzò Maurizio Costanzo il 5 ottobre 1980, ai tempi in forza al Corriere della Sera, colloquiando con Licio Gelli, maestro di una famigerata loggia massonica, quella che ha segnato in modo quanto più negativo possibile la storia di questo paese. Alla data in cui uscì questo articolo - otto settimane dopo la strage alla stazione di Bologna - mancavano ancora cinque mesi alle perquisizioni a Castiglion Fibocchi e a Villa Wanda. Perquisizioni che portarono alla scoperta della lista degli iscritti, da cui si venne a sapere che intervistatore e intervistato erano "fratelli" di tessera. Da qui si può scaricare la scansione della pagina originale (formato jpg, 2,7MB).]

    *******

    Il Corriere della Sera, domenica 5 ottobre 1980

    Il fascino discreto del potere nascosto
    Parla, per la prima volta, il signor P2
    Licio Gelli, capo indiscusso della più segreta e potente loggia massonica, ha accettato di sottoporsi a un’intervista esponendo anche il suo punto di vista. L’organizzazione: «un Centro che accoglie e riunisce solo elementi dotati di intelligenza, cultura, saggezza e generosità per rendere migliore l’umanità». L’album di famiglia: da Giuseppe Balsamo (Cagliostro) a Giuseppe Garibaldi. «Una repubblica presidenziale sull’esempio di De Gaulle». Una frase di Aldo Moro. «Sì, ero all’insediamento di Carter per simpatia». In Italia otto servizi segreti: troppi. I politici: «lavorano nell’interesse del paese oppure solo nell’interesse dei partiti?». L’economia e la moglie di Adenauer. Un consiglio al prossimo presidente del Consiglio: «meno programmi, più fatti».
    di Maurizio Costanzo

    Nella galleria dei personaggi inavvicinabili è tra i più inavvicinabili: si chiama Licio Gelli, ha sessant’anni, è di Arezzo e non so cosa abbia scritto sulla carta d’identità alla voce professione: industriale? Diplomatico? Politico? In realtà il suo nome compare spesso come il capo indiscusso di una segreta e potente loggia massonica, la «P2», e rimbalza di continuo in questioni di non facile identificazione. Nel corso di questa intervista ha espresso, credo per la prima volta, opinioni, pareri, raccontato episodi. Ma non mi illudo: è solo una delle sue facce, le altre sono celate in qualche parte del mondo.

    Quattro anno fa io l’avevo invitata a una puntata di «Bontà loro». Declinò l’invito. Per timidezza? Per mantenere mistero intorno alla sua persona?

    Perché non ravvedevo nella mia persona requisiti tali per essere intervistato alla tv.

    Come mai adesso ha accettato questo colloquio?

    Per premiarla della costanza che ha avuto nell’inseguirmi per quattro anni. Così, dopo questa intervista, spero per altri quattro anni di stare tranquillo.
    (more…)

    Wikileaks affair


    A (s)proposito


    Foto Carlo Beccaria
    Per scrivermi, l'indirizzo è
    antonella[at]beccaria.org

    Sottoscrivi i feed RSS Inviami una mail Ascolta i miei podcast Seguimi su Flickr
    Seguimi su Twitter Seguimi su FriendFeed Seguimi su Facebook Seguimi su Scrive.it

    In libreria


    Piccone di Stato
    Piccone di Stato
    Collana Igloo
    Nutrimenti | Acquista

    PhotoStream

    Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Waiting forJewish long home / 1Jewish long home / 2

    In lettura


    Gotica. 'Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea

    Gotica. 'Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea
    di Giovanni Tizian
    Round Robin Editrice

    Ultime letture


    ADV



    Text Link Ads



    Licenze sui contenuti

    Creative Commons License
    I contenuti di questo blog, laddove non diversamente specificato, sono rilasciati con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

    Da Twitter


    Ultimi commenti

    Categorie

    Archivio


    Credits

    Copyleft © - "Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria" è realizzato con WordPress ed è ospitato da Carlo Beccaria. Il tema Illacrimo è stato creato da Design Disease e LifeSpy. La personalizzazione è opera di Claudio Cicali.