Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
8 Jan
Un pezzetto del Paese della vergogna è quello raccontato nel video qui sopra. Ma è anche un libro di Daniele Biacchessi e uno spettacolo teatrale che Daniele porta in giro per l’Italia con i Gang dei fratelli Marino e Sandro Severini. A breve i live riprenderanno per raccontare queste storie:
1944, Sant’Anna di Stazzema. Inizia da un immagine di un girotondo di bambini il racconto di Daniele Biacchessi, accompagnato da Marino e Sandro Severini dei Gang. Questo spettacolo parte da un dato di fatto, incontrovertibile. In Italia la verità storica non segue mai lo stesso binario della verità giudiziaria. Le prove delle stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto nascoste nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. I colpevoli di stragi come Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus, stazione di Bologna, Rapido 904, sono tutti sostanzialmente liberi. E’ l’Italia spiazzante delle verità negate, raccontate da Biacchessi attraverso scene esemplari, flash su personaggi diversi tra loro ma uniti da un solo nome: ingiustizia. Sono tra gli altri Peppino Impastato, direttore di Radio Aut, assassinato da Don Tano Badalamenti; Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia politica. Un collage di fatti e storie, carichi di emozioni. “Il paese della vergogna” é un libro di Chiarelettere Editore. Il quadro sulla strage di via dei Georgofili é scritto da Raja Marazzini.
18 Nov
E sempre in tema Piazza Fontana, riporto qui di seguito l’appello per il 12 dicembre e il relativo manifesto per l’accessibilità e la trasparenza degli archivi nell’interesse dei cittadini che mi ha inviato Daniele Biacchessi. Per aderire va inviata una mail all’indirizzo di Daniele, dbiacchessi[at]retedigreen.com.
Premessa
Il 12 dicembre 2009 ricorre il 40° anniversario della strage di piazza Fontana. Di questa storia, oggi non esiste ancora una narrazione consolidata e condivisa. Così come non esiste per tantissime altre pagine dolorose della storia del nostro Paese. L’Italia, purtroppo è stata segnata da fenomeni eversivi di diversa matrice. Di questo passato tragico, esistono memorie divise e in conflitto tra loro. La ricerca storica è un terreno essenziale su cui impostare un confronto civile superando antiche divisioni.
Per scrivere la storia, servono i documenti, ossia le “tracce” concrete dell’attività delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dei servizi di sicurezza e di tutti i soggetti protagonisti della vita democratica. Questa ricostruzione passa necessariamente attraverso la buona gestione degli archivi. In Italia dal 2007 il segreto di Stato è limitato a un massimo di trent’anni. Ma questo non ha risolto il problema: molti armadi in teoria sono aperti, ma non per questo sono accessibili.
L’accesso ai documenti necessari alle ricostruzioni storiche resta in moltissimi casi assai difficoltoso. Spesso ci si scontra con un segreto di stato “strisciante”, anche se, formalmente, il segreto non c’è. Esiste un nesso profondo tra la conoscenza della verità e la convivenza civile: costruire onestà intellettuale attraverso la memoria storica è essenziale per una Nazione se vuole avere cittadini attivi e consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. La conoscenza non formale della storia recente della nostra Repubblica è uno degli elementi portanti del nostro diritto di cittadinanza.
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5 Oct
Chi vive nel capoluogo lombardo (e chi vi passasse nelle settimane a seguire) avrà la possibilità di assistere nel corso dell’autunno alla “rassegna di teatro, reading e parole” Milano e la memoria. Organizzata dalla Biblioteca Nazionale Braidense e del giornalista e scrittore Daniele Biacchessi, è partita un paio di settimane fa con i primi due appuntamenti dedicati a Lalla Romano (il comitato per il centenario della sua nascita è tra le realtà a sostegno sostengono la rassegna) e alla pellicola Le mani sulla città con un reading dello stesso Biacchessi e di Giulio Cavalli. Questi i successivi appuntamenti:
24 Sep
Ci manca ancora un po’ all’uscita, prevista per il 20 novembre (per quella data sarà online anche la versione elettronica del libro, rilasciato con licenza Creative Commons e pubblicato da Stampa Alternativa), però intanto i giochi sono fatti e con la copertina ormai si è a un passo dalla tipografia. Il libro, intitolato “Attentato imminente”, racconta la storia di Pasquale Juliano (qualche accenno lo si può trovare nella cronologia curata dalla Fondazione Cipriani), consumatasi alcuni mesi prima della strage di piazza Fontana (per questo l’altro giorno se ne accennava) ed è scritto a quattro mani con Simona Mammano. Daniele Biacchessi ha firmato la prefazione mentre la postfazione è opera di Antonio Juliano, il figlio del commissario che indagò a Padova. Questa la presentazione del testo:
Nella primavera del 1969 l’ennesima azione terroristica all’università di Padova fa partire una nuova indagine. A coordinarla è un commissario di polizia, Pasquale Juliano, il capo della squadra mobile, che arriva a individuare un nucleo di estremisti neri che traffica in armi ed esplosivi. Ma i neofascisti gli preparano una trappola: Juliano si vedrà così scippare l’inchiesta, che verrà insabbiata, e finirà sotto processo perché accusato di aver costruito le prove contro i terroristi. Gli occorreranno dieci anni per dimostrare la sua innocenza, ma nel 1979, quando sarà assolto da tutti i capi d’imputazione, la stagione delle bombe avrà ormai quasi concluso il suo corso.
20 Mar
Esce in questi giorni il nuovo libro di Daniele Biacchessi, Passione Reporter, ed esce a cavallo di giorni che non sono senza significato. Perché la storia di uno dei giornalisti raccontata di questo volume si concludeva (e iniziava) esattamente quindici anni fa: era il 20 marzo 1994 infatti quando Ilaria Alpi veniva assassinata a Modagiscio insieme al suo operatore, Miran Hrovatin (qui la ricostruzione di La storia siamo noi e qui un resoconto con cronologia).
Ma il libro di Biacchessi non parla solo del caso Alpi-Hrovatin. In queste pagine si ricostruiscono anche le vicende del medico e fotoreporter Raffaele Ciriello (Venosa, 1959 – Ramallah, 2002), della giornalista del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli (Catania, 1962 – Kabul, 2001), dell’inviato di Radio Radicale Antonio Russo (Francavilla al Mare, 1960 – Tbilisi, 2000) e del freelance Enzo Baldoni (Città di Castello, 1948 – Najaf, 2004). Per leggerne di più, si può scaricare l’articolo (file pdf) uscito oggi sul Sole 24 Ore a firma di Alberto Negri (che sarà alla presentazione del 24 marzo, a Roma, insieme a Luciana Alpi, madre di Ilaria).
27 Sep
Daniele Biacchessi in tour con Il paese della vergogna. Ad accompagnarlo Marino Severini (voce e chitarra) e Sandro Severini (chitarra elettrica) dei Gang.