Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

A Milano comanda la 'ndranghetaNonostante ci sia ancora chi sostiene l’inesistenza del fenomeno a fronte di continue smentite e nonostante ci sia chi invece in Lombardia va in giro sotto scorta per aver fatto pubblicamente nomi ed eventi (stasera peraltro sarà presente ad Annozero), la criminalità organizzata c’è nella capitale economica del paese. A raccontare questa storia in un libro sono stati due giornalisti, Davide Carlucci e Giuseppe Caruso. Il lavoro lavoro si intitola A Milano comanda la ‘ndrangheta (Ponte alle Grazie, settembre 2009) e così si presenta:

[...] Decine di inchieste, centinaia di arresti, migliaia di chilogrammi di droga sequestrati: nel capoluogo lombardo il contrasto alla criminalità organizzata di origine calabrese è diventato la priorità per magistrati e forze dell’ordine. Eppure la politica, anche per complicità, preferisce continuare a parlare di rom e prostituzione nelle strade, di immigrati irregolari e furti negli appartamenti, dimenticando il problema principale. Mentre la maggioranza in consiglio comunale, grazie ad un cavillo, fa saltare l’insediamento di una Commissione antimafia cittadina. Questo libro, documentatissimo, ricostruisce le trame complesse e intricate dell’attività delle varie cosche calabresi, ma anche degli altri gruppi criminali che operano in città: dalla Camorra a Cosa nostra, passando per i gruppi stranieri. Un’attività incessante, che fa di Milano un enorme mercato della droga, per alcuni il più grande d’Europa. Il tutto mentre si avvicina l’appuntamento dell’Expo 2015, con la sua enorme torta di affari da 20 miliardi di euro che fa gola a tanti, soprattutto alla ‘Ndrangheta. La borghesia milanese è pronta a resistere o anche questa volta si accorderà?

Il giudice Guido Salvini, sul numero di aprile 2009 della rivista Intelligence, in proposto ha parlato delle mafie invisibili scrivendo che:

Nelle province del Nord, si ha un quadro certo non di controllo del territorio, impossibile per la diversità della mentalità e delle abitudini di vita rispetto alle zone di origine delle cosche, ma di un controllo “selettivo” anonimo e socialmente quasi invisibile su persone e settori economici che vengono via via inglobati in un mondo illecito parallelo con forme di potere e regole proprie. In ogni settore in cui le cosche silenziosamente prevalgono, forti di una liquidità senza limiti e di una capacità di intimidazione che basta spesso essere “percepita” senza essere “agita”, siano tali settori i lavori edilizi o le cooperative di facchinaggio o il trattamento dei rifiuti, vengono meno le regole fondamentali dell’economia legale e quindi la libera concorrenza tra operatori economici, le norme poste a tutela della sicurezza del lavoro, il rispetto dei vincoli ambientali e prevale invece il lavoro nero e il sub-appalto senza controlli.

Milano e la memoriaChi vive nel capoluogo lombardo (e chi vi passasse nelle settimane a seguire) avrà la possibilità di assistere nel corso dell’autunno alla “rassegna di teatro, reading e parole” Milano e la memoria. Organizzata dalla Biblioteca Nazionale Braidense e del giornalista e scrittore Daniele Biacchessi, è partita un paio di settimane fa con i primi due appuntamenti dedicati a Lalla Romano (il comitato per il centenario della sua nascita è tra le realtà a sostegno sostengono la rassegna) e alla pellicola Le mani sulla città con un reading dello stesso Biacchessi e di Giulio Cavalli. Questi i successivi appuntamenti:

  • 10 ottobre, “Letterature di Resistenza”. Daniele Biacchessi su Resistenza e Liberazione a Milano (letture e drammatizzazioni da Calvino, Meneghello, Fenoglio), accompagnato da Michele Fusiello ai sassofoni
  • 17 ottobre, “Un teatro per Milano”, con Renato Sarti
  • 31 ottobre, “Milano tra rock e canzoni”. David Bidussa su Milano nella canzone. Interviene Ezio Guaitamacchi, “Rock files”, Lifegate
  • 7 novembre, “All’ombra di Milanoir”. Piero Colaprico sulla cronaca nera milanese
  • 14 novembre, “Metropoli per principianti”. Gianni Biondillo sulle trasformazioni architettoniche di Milano
  • 28 novembre, “Qualunque cosa succeda. Giorgio Ambrosoli oggi nelle parole del figlio”. Umberto Ambrosoli intervistato da Daniele Biacchessi
  • 5 dicembre, “Una casa della memoria per il terrorismo e le stragi”. Benedetta Tobagi
  • 12 dicembre, “12 dicembre 1969, il giorno dell’innocenza perduta”. Daniele Biacchessi legge Piazza Fontana dalla parte delle vittime, accompagnato da Michele Fusiello ai sassofoni
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  • Terremoto in IrpiniaAgoraVox è un’ottima lettura. Se non quotidiana, quasi. Anche perché qui sopra, sul sito dove “il cittadino fa notizia”, si possono trovare notizie che altrove vengono un po’ snobbate. Come le cronache di Radio Mafiopoli, curate da Giulio Cavalli, caso unico in Italia di giullare con la scorta perché nei suoi spettacoli si permette di parlare e di prendere in giro la criminalità. Oppure come il processo di secondo grado a Marcello dell’Utri, condannato nel 2004, in primo grado, a nove anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. L’appello viene seguito udienza per udienza da Federico Pignalberi. Oppure, ancora, come questa notizia, riportata da pochissimi altri, Terremoto in Irpinia. Tutti assolti, in cui si legge che:

    Eppure ad ormai trent’anni dalla tragedia che coinvolse l’Irpinia, ancora oggi non abbiamo i nomi dei colpevoli della ricostruzione post-terremoto, tragedia nella tragedia; quella che permise ai clan della camorra di fare il salto di qualità ed arrivare ad investire al Nord nelle imprese. Nell’inchiesta istituita dalla Commissione parlamentare presieduta da Oscar Luigi Scalfaro furono coinvolte 87 persone fra politici ed imprenditori e vennero individuati forti collegamenti fra politica e camorra.

    Giulio CavalliSe ne parlava poco tempo fa delle promesse di querele che Giampiero Fiorani aveva riservato per uno spettacolo che parlava di lui a Giulio Cavalli (nel frattempo messo sotto scorta per le minacce della mafia). Da un po’ di tempo si può firmare anche una petizione promossa da Associazione culturale Adelante!, Associazione culturale Casa del Popolo, Circoscrizione dei Soci di Banca Etica della Provincia di Lodi, Laboratorio per la Città, Legambiente Lodi, Punto Informazioni Finanza Etica, Rete Lilliput-Nodo di Lodi a sostegno dell’attore-autore e del suo impegno per il teatro civile:

    Alcune associazioni del Lodigiano, insieme alla Bottega dei Mestieri Teatrali, hanno deciso di dare ospitalità a Lodi allo spettacolo “Previsioni meteo: diluvio universale – the rise and fall of Gianpy” di Eugenio de Giorgi che, sulla base di fonti documentarie, racconta il caso “Antonveneta” e le vicende che hanno inquinato la scena politica ed economica degli ultimi anni. Questa decisione sembra aver scatenato le ire del principale protagonista di quelle vicende, Gianpiero Fiorani, che tramite suoi avvocati ha inviato all’attore Giulio Cavalli, direttore artistico del Teatro Nebiolo di Tavazzano con Villavesco e promotore dell’iniziativa, una lettera di diffida a rappresentare lo spettacolo basata su elementi a nostro parere inconsistenti.

    È evidente che tale atto rappresenta un gesto di intimidazione che mira a impedire che i cittadini lodigiani possano liberamente assistere a uno spettacolo che vuole fare informazione, confrontandosi, discutendo ed eventualmente anche dissentendo su quanto rappresentato e riflettendo su una vicenda che ha toccato direttamente la città e sulla quale c’è stato fin troppo silenzio. Noi associazioni promotrici dell’evento ribadiamo la nostra solidarietà a Giulio Cavalli, dichiarandoci disponibili a sostenerlo in modo attivo in eventuali evoluzioni della vicenda.

    [...] Riconfermiamo, quindi, la volontà a voler dare ospitalità allo spettacolo nella nostra città, ora più che mai, in data e luogo ancora da definirsi, dal momento che, proprio in seguito all’azione dei legali del sig. Fiorani, la disponibilità del cinema Moderno, inizialmente prevista per il 23 aprile 2009, è venuta meno. Abbiamo inoltrato in data odierna la richiesta ufficiale al Comune di Lodi per avere a disposizione uno spazio pubblico e siamo fiduciosi.

    Giampiero Fiorani era conosciuto qualche anno fa dalle cronache finanziarie italiane come capitano di banca. Ma poi è inciampato nel caso Parmalat e, soprattutto, nella scalata ad Antonveneta con diramazioni varie. Correvano i tempi dei furbetti del quartierino e diverse le accuse mosse a carico dell’ex banchiere. Oggi, invece di perfezionare la sua linea difensiva, ha pensato di mettere i bastoni tra le ruote a Giulio Cavalli, che di mestiere si occupa di teatro civile (ma non solo) impedendo la rappresentazione di uno spettacolo che parla di scandali finanziari. Di seguito il comunicato integrale di Cavalli che spiega ciò che è accaduto.

    Lodi, 15 aprile 2009 – La decisione dell’attore e regista Giulio Cavalli di organizzare a Lodi la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Previsioni meteo: diluvio universale – the rise and fall of Gianpy” di Eugenio de’ Giorgi, scatena le ire di Gianpiero Fiorani, che tramite i suoi legali diffida Giulio Cavalli dal dare corso alla rappresentazione e successivamente, non avendo ottenuto quanto richiesto, comunica di vedersi “costretto ad agire per ottenere il risarcimento degli ingentissimi danni che derivano dalla denunciata situazione di illiceità”.

    Lo spettacolo, che era atteso a Lodi per il 23 aprile, è tratto dal libro “Capitalismo di rapina” di Paolo Biondani, Mario Gerevini e Vittorio Malaguti, (ed. Chiarelettere 2007) e ripercorre le tappe della scalata Antonveneta, la storia quotidiana fatta di corruzioni, manovre losche e intercettazioni imbarazzanti dei furbetti del quartierino.
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