Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


The Omicide ReportLa cronaca nera è un argomento che spesso viene messo in secondo piano: roba nazional-popolare o per macabri voyeur o sangue incartato di sensazionalismo e venduto un tanto al chilo. A volte, leggendo i quotidiani o guardando i telegiornali, queste considerazioni appaiono vere, soprattutto se non si va troppo per il sottile. Ma, quando per il sottile si decide di andarci (il che significa riportare i fatti o almeno riportare le tesi più verosimili senza troppi slanci letterari o interpretativi), diventano uno dei vari specchi, un filtro, per conoscere la realtà.

In argomento, lo scorso gennaio il Los Angeles Times ha aggiunto ai suoi blog uno completamente dedicato alla nera, The Omicide Report, mantenuto dalla giornalista Jill Leovy. La quale non si sofferma su dettagli più o meno raccapriccianti di determinati fatti, ma compila un asettico bollettino più o meno quotidiano delle morti violente nella contea californiana. Tra le fonti principali, il coroner e agenzie le cui segnalazioni però non finiscono sui giornali. Perché farlo? Nella spiegazione contenuta nelle pagine di FAQ, Leovy scrive: Continua »

Non più solo giornalisti accreditati, ma anche blogger. Me lo segnala Massimo in riferimento alla conferenza stampa per SaltExpò, la fiera gastronomica dedicata al sale. La conferenza stampa si terrà a Roma presso Città del Gusto mentre la fiera vera e propria è in programma dal 3 al 6 maggio. Per i blogger e giornalisti che volessero accreditarsi, il riferimento è SaltExpò e in particolare Mita Gironda.

Captain America Dies on the PageVia Abc News, si legge nell’articolo Captain America Dies on the Page quanto già inizia a circolare in rete. Il mandante è indubbiamente la Marvel i cui dirigenti non hanno tenuto in alcuna considerazione lo stato di servizio della vittima, in attività dal 1941, e i risultati che poteva vantare, 210 milioni di copie vendute tra libri e fumetti in 75 nazioni (e lingue) differenti.

Il noventatreenne “padre” di Cap, Joe Simon, che lo ha assistito nella sua trasformazione da emaciato studente riformato a eroe nerboruto, commenta laconicamente che “avremmo veramente bisogno di lui adesso” ripensando ai personaggi di dubbia fama contro cui la sua creatura si era battura. Ma – avanzano fonti di stampa – non è detta l’ultima e definitiva parola: il celebre personaggio potrebbe tornare sotto un’altra forma e sembrerebbe in programma un film ispirato alla sua saga.

Qualche articolo in giro per la rete:

Manifestazione Anti C.P.T. - Bologna, 3 Marzo 2007 - Foto Davide Gazzotti

Il fotoreportage di Davide sulla manifestazione contro i centri di detenzione temporanea per immigrati che ha avuto luogo a Bologna sabato scorso. A corredo, risulta efficace la lettura dell’articolo La vergogna dei CPT, i nuovi lager italiani scritto da Valerio Evangelisti per Carmilla Online.

NetLeft verso l’assemblea costitutiva

NetLeftDiritti e libertà nel terzo millennio. Per costruire la società delle reti è il titolo dell’assemblea costitutiva di Net Left, associazione che si ispira alla sinistra europea per la comunicazione e l’innovazione tecnologica. La data fissata è per il 10 marzo prossimo e, come scrive Arturo di Corinto nel presentare l’iniziativa:

abbiamo anche deciso che il giorno dell’assemblea [...] *qualsiasi associazione* può presentarsi, prendere la parola e chiedere di aderire a una sua iniziativa o a una campagna dopo averla illustrata. Se l’assemblea aderisce votando a maggioranza, quella proposta diventa anche una proposta di Net_left che Net-Left si impegna a portare all’attenzione dei legislatori, dei politici e della società tutta con iniziative di comunicazione e con proposte di legge. Allora la domanda è: chi ci sta?

Per rispondere all’appello di Arturo, gli si può inviare una a.dicorinto [at] uniroma1.it.

Arte & tecnologie. Comunicazione estetica e tecnoscienzePier Luigi Capucci, docente di teoria e tecnica delle comunicazioni di massa all’università di Bologna, è l’autore del libro Arte & tecnologie. Comunicazione estetica e tecnoscienze, raccolta di nove saggi sul rapporto tra la rappresentazione della realtà attraverso l’ausilio di strumenti elettronici. Uscito una decina d’anni fa per una piccola casa editrice emiliana, il volume è diventato introvabile a causa della chiusura dell’editore nonostante continui ad essere citato come testo di riferimento per il suo ambito. Che fare, dunque? Capucci, oltre a chiedere commenti sul suo lavoro, ne ha modificato la licenza rilasciandolo ora con Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo – 2.5 Italia e rendendo disponibile lo scaricamento del pdf dal sito di Noema.

Sistemi per contribuire al pregiudizio

Sistemi per contribuire al pregiudizioMentre qui da noi ci si sorbisce qualche uscita assurda, su KZJJ, emittente radiofonica dell’Arizona, vengono pubblicati i file audio di una conferenza piuttosto particolare, definita esplicitamente come “controversa”. Si tratta di Love Won Out, sponsorizzata dalla discussa associazione Focus on the Family, che presenta le “terapie” per “guarire” i gay all’omosessualità con tanto di “storie di successo”. Organizzata in collaborazione con la New Life Church, nata in seno al movimento carismatico (e recentemente toccata da uno scandaletto legato alle dimissioni di un pastore che intratteneva una relazione con una donna di malaffare), non fa in tempo ad iniziare che piovono le polemiche. Per esempio con l’American Psychological Association, secondo la quale questi approcci sono privi di qualsiasi fondamento scientifico. Dice a questo proposito Clinton Anderson:

We have the concern first of all that the therapies have never been adequately demonstrated to be safe or effective, and that the promotion of such therapies contributes to the climate of prejudice and discrimination in this country.

Ma un gruppo di fedeli (poco numerosi ma decisamente in grado di far rimbalzare le proprie storie) non è d’accordo: orgogliosi di essere degli “ex”, usano la religione e l’interpretazione che essa dà dell’omosessualità per arrivare alla sua condanna.

Una legge cancella l’ultimo capitolo giudiziario relativo alla banda della Uno Bianca. La legge è 251/2005, “Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione”. Il capitolo giudiziario invece riguarda due depistaggi che portarono le indagini sui delitti dei fratelli Savi e dei loro complici verso la pista erronea della criminalità organizzata.

Il primo fatto accadde il 26 giugno 1989: una rapina alla Coop di via Gorki, a Bologna, durante la quale morì Adolfino Alessandri, 53 anni, freddato dai banditi in fuga perché gridava al ladro. Il secondo è l’eccidio del carabinieri del Pilastro nel quale morirono, il 4 gennaio 1991, tre militari poco più che ventenni: Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta. Per ognuno di questi fatti saltò fuori un supertestimone. Per la Coop di via Gorki una donna si autoaccusò di complicità e indirizzò le indagini verso il clan dei catanesi. Per il Pilastro, una minorenne indicò i fratelli William e Peter Santagata che avrebbero agito insieme a Massimiliano Motta e a Marco Medda e che sarebbero stati elementi della mai esistita quinta mafia bolognese.

Dopo il novembre 1994, quando la banda della Uno Bianca venne fermata, si seppe che invece erano stati i Savi. Le ragioni delle false testimonianze avrebbero dovuto essere chiarite nei giorni scorsi. E invece no, c’è la prescrizione dei reati e così le due donne non devono più fornire spiegazioni sulle versioni che sostennero in passato. Tutto finito. O almeno così si vorrebbe nel quasi totale silenzio degli organi di informazione. Del resto, è solo l’ennesimo interrogativo di una storia mai del tutto chiarita.

Tana per la bambina con i capelli a ombrelloneTana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola (presto online il sito dell’autrice), pubblicato dalla creatura editoriale di Giulio Mozzi, Vibrisse Libri, è un libro fantastico, ritratto della realtà di una bambina che cresce nutrendosi di pensieri e carta vetrata. Come scrive Lidia Ravera:

La piccola educazione sentimentale di una bambina sincera e scostumata. Un’apologia del disagio giovanile come solo e insostituibile motore per una formazione decente. Epica frammentaria di pigrizie e crudeltà, alla ricerca di un po’ d’amore , anche poco, anche usato, anche effimero. Un bel personaggio, la Bambina con i Capelli a Ombrellone, tana per lei, fra Flaubert e Woody Allen.

E non è il solito trucco della fascia di copertina per vendere una copia in più perché – se comunque il libro si può acquistare – è anche scaricabile dalla rete in formato pdf (790KB).

Aggiornamento del 4 settembre 2007: videorecenzione del libro Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola.

OpenCongress.orgDa GP. WorldChanging segnala la nascita di OpenCongress.org, iniziativa della Sunlight Foundation per seguire i processi legislativi federali negli Stati Uniti. In versione ancora beta, si pone tuttavia degli scopi piuttosto ambiziosi: diventare riferimento per cittadini e attivisti arrivando a porsi come interlocutori presso le istituzioni. Le cui azioni saranno seguite attraverso la lente della stampa cartacea e della rete. Il blog informerà circa l’evoluzione del progetto mentre altre sezioni del sito danno notizie in merito alle leggi più coperte dalla stampa o dai blogger o alle aree di competenza dei singoli provvedimenti.

Come annunciato nel suo commento, Pier Luca Santoro è intervenuto sul suo MarketingBlog a proposito di Tecniche di disinformazione. Ed ha aggiunto parecchi link a un argomento di cui si sta iniziando a discutere sempre più spesso. Il post si concentra particolarmente sull’uso dei sondaggi e sulla fiducia che essi smuovono nei lettori, ma anche sulla percezione di “salute” di un paese attraverso la divulgazione dei risultati. E invita a una riflessione circa i committenti di questi sondaggi, destinati a spostare in un senso o in quello opposto le percezioni dei cittadini.

Varie in giro per la rete

E nello specifico:

Da Giornalismi Possibili. Alessandro Capriccioli pubblica su RadioRadicale.it il dossier La correttezza dell’informazione e gli strani “accorpamenti” del Corriere.it. O meglio l’incipit di un dossier per il quale chiede contributi ai navigatori. Partendo da ciò che è stato pubblicato sul sito del principale dei quotidiani italiani, inizia però già a rilevare una serie di accostamenti interessanti: per esempio la notizia della morte di Piergiorgio Welby viene seguita da quella relativa a un figlicidio, la presunta logorrea femminile allo spam o un agente di polizia licenziato perché fuori servizio indossava abiti da donna a uno stupro. Ora, saranno anche accoppiate casuali, coincidenze, ma sembra che qualche antenna si stia drizzando. Tanto che Capriccioli scrive:

Pur non volendo applicare alla lettera l’adagio di Agatha Christie secondo il quale «tre indizi fanno una prova», sarebbe opportuno verificare se tali accorpamenti possano essere considerati semplici sviste, oppure se essi costituiscano dei veri e propri tentativi di gettare una luce negativa su determinati argomenti.

[...]

L’obiettività dell’informazione non è data esclusivamente dal tenore letterale delle notizie da divulgare, ma risulta da un insieme di ulteriori elementi che concorrono a costruire la comunicazione, tra i quali particolarmente significativo è il contesto nel quale le notizie vengono presentate.

E conclude chiedendo a chi avvistasse fenomeni analoghi di segnalarli tramite i commenti al suo articolo o inviandogli una mail all’indirizzo alessandro punto capriccioli at gmail punto com.

I clown della Colombia

Clown by Arzu AysuSe non fosse che questa storia è ambientata in Colombia invece che in Texas, potrebbe essere stata tranquillamente partorita dalla mente di Joe R. Lansdale. E invece no, è reale e in rete ne parla Peace Reporter. Siamo a Cucuta, località turistica a 650 chilometri dalla capitale Bogotà, e qui arriva un circo che ha – come ogni circo che si rispetti – anche una serie di clown. Lo spettacolo è principalmente destinato ai bambini, che accorrono numerosi insieme ai genitori.

Se non fosse che durante le esibizioni accade l’imprevebile. Sicuramente imprevedibile da parte del pubblico: si sentono alcuni scoppi che non sono petarbi, ma colpi d’arma da fuoco, e due clown, Rony e Andres, cadono a terra. I loro veri nomi sono Willington Villamizar e Nelson Nunez, rispettivamente 18 e 24 anni, e l’assassino, My Fish, pseudonimo di Walter Bautista, di anni ne ha 21. Mentre il giovane finisce in manette ed elementi sembrano non emergerne dal successivo interrogatorio, c’è chi improvvisa una manifestazione: sono i colleghi degli artisti, gli acrobati, i trapezisti e i domatori mentre giunge la solidarietà dagli altri gruppi circensi del paese.

Sulle motivazioni in rete non si trova nulla. Chissà che può essere accaduto nel paese latino-americano? Un paese passato per la violencia e i suoi giovanissimi desaparecidos, la narcoguerrilla, le Farc, l’Esercito di liberazione nazionale e la guerra civile.

Wikileaks affair


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