Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Qualche segnalazione

Segnalazioni dalla rete:

Prima di ogni altro, leggere

Ettore è un provocatore e, fedele alla sua indole, lancia una provocazione dal suo blog partendo da una domanda: che cos’è il diritto d’autore? La sua risposta suona pienamente condivisibile:

è il diritto dello scrittore ad essere letto, il diritto che la propria opera diventi patrimonio dell’umanità, che tutti, se lo vogliono, la possano leggere, apprezzare, disprezzare, condannare, osannare, farne quello che vogliono, ma avendola potuta leggere

[Update] E mentre su Riaprire il fuoco si tenta di avviare il dibattito di cui sopra, alla tivvù passa uno spot pubblicitario che non solo veicola concetti falsi, ma pure ormai obsoleti nella loro totale inattenbilità. Per spacciare non so quale bufala, si dice testualmente:

Hacker, cacciatori di dati, nemici della tua idea. Come puoi proteggerla?

Sembra anacronistico, se si pensa che nel 2000 già si potevano leggere articoli come questi:

Il Giurì condanna e blocca lo spot BSA
Microsoft e BSA sotto accusa
Bloccato lo spot “anti-pirateria” della BSA

Quel pasticciaccio della Bassa Modenese

Le tre streghe di Johann Heinrich FüssliQuel pasticciaccio della Bassa Modenese di Augusto Cortelloni, avvocato cattolico ed ex senatore dell’Udeur, si concentra su un evento specifico per sviluppare un discorso più ampio: il caso di don Govoni, parroco emiliano finito nella seconda metà degli Anni Novanta nel mirino della magistratura per presunti abusi su minori non senza un riferimento esplicito a pratiche sataniche. Stroncato nel 2000 da un infarto quando il pubblico ministero in primo grado chiese una condanna a quattordici anni di reclusione e riabilitato ex morte nei successivi gradi di giudizio (tanto che pochi giorni fa è stata intitolata alla sua memoria una casa di accoglienza), la vicenda del religioso – come quella dei Bambini di Satana – sottolinea che in casi del genere gli abusati sono di due tipologie: oltre coloro che vengono ingiustamente (carte giudiziarie alla mano) imputati e privati del diritto al nome, ci sono anche i minori, strumentalizzati per fini non chiari e comunque loro stessi vittime. Continua »

Ci dichiariamo nipoti politici

[video]http://www.youtube.com/watch?v=CoJ2Oe6Dc5c[/video]

Chiude il laboratorio ESP di Princeton

Princeton Engineering Anomalies Research“In 28 anni abbiamo raccolto tutti i dati di cui avevamo bisogno. Ora non c’è ragione per continuare e duplicare il lavoro già fatto”. Lo dice al New York Times il settantaseienne Robert G. Jahn dall’inizio a capo del Princeton Engineering Anomalies Research (Pear), laboratorio definito come “imbarazzante” da diversi ambienti scientifici. Perché qui si sono studiati i fenomeni etichettati con l’acronimo ESP (Extra Sensorial Perception).

Quando si è diffusa la notizia, si è pensato che entro la fine di febbraio il centro avrebbe chiuso i battenti perché finalmente qualcuno aveva deciso di porre fine – e tagliare i viveri – a esperimenti che troppo spesso sono stati attribuiti all’ambito della fantascienza e del paranormale. E invece no. Nell’articolo A Princeton Lab on ESP Plans to Close Its Doors, si legge invece che Jahn e la sua equipe avrebbero deciso in autonomia, dopo aver raccolto per anni attorno a sé personaggi noti (e generosi) come Keith Jarrett e Laurance Rockefeller. E per il futuro? Dice l’ex capo del Pear:

It’s time for a new era, for someone to figure out what the implications of our results are for human culture, for future study, and — if the findings are correct — what they say about our basic scientific attitude.

Scrivere insieme la storia afro-americana

Unidentified Free Black Woman, ca. 1852.BlackPast.org – Remembered & Reclaimed nasce come progetto dell’università di Washington per concentrarsi sugli ultimi sei secoli di storia afro-americana e finisce presto per valicare le aule accademiche affacciandosi alla rete con l’obiettivo di espandersi.

Attraverso la costruzione di un’enciclopedia collaborativa e l’apporto di un centinaio abbondante di volontari (tra cui docenti di diverse università, storici indipendenti, documentalisti), sono al momento in lavorazione African American History e African American History in the American West.

Inoltre i documenti prodotti sono messi liberamente a disposizione di chi li consulta e appaiono già piuttosto nutriti gli archivi del progetto.

Minority ReportRapporto di minoranza è un racconto di fantascienza di Philip Dick da cui è stato tratto anche un film. Chi invece perora nella realtà il precrime sembra uscito da una qualche forma di eccesso giustizialista non spiegata peraltro da altro se non vaghi riferimenti a tecnologie avanguardistiche e a equipe di criminologi. Ma un articolo comparso oggi nella sezione scientifica del Guardian, The brain scan that can read people’s intentions, sembra rievocare scenari da narrativa postmoderna. Dichiara infatti al giornale britannico John-Dylan Haynes del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences:

Using the scanner, we could look around the brain for this information and read out something that from the outside there’s no way you could possibly tell is in there. It’s like shining a torch around, looking for writing on a wall.

E aggiunge:

These techniques are emerging and we need an ethical debate about the implications, so that one day we’re not surprised and overwhelmed and caught on the wrong foot by what they can do. These things are going to come to us in the next few years and we should really be prepared.

Qui qualche riferimento alle ricerche in corso.

Psy Ops: no alla musica come tortura

The Men Who Stare at Goats by Jon RonsonNate forse in contesti non proprio scientifici, le Psy ops comprendono anche la musica per condizionare i prigionieri di guerra, come per esempio accaduto nella black prison di Kabul. In proposito, nei giorni scorsi è arrivata una presa di posizione da parte della Society for Ethnomusicology. Intitolata Position Statement on Torture, contiene tre punti che costituiscono il fulcro della pubblica esternazione:

  • calls for full disclosure of U.S. government-sanctioned and funded programs that design the means of delivering music as torture;
  • condemns the use of music as an instrument of torture; and
  • demands that the United States government and its agencies cease using music as an instrument of physical and psychological torture.
  • Per approfondire: Ethnomusicologists against music as torture di David Pescovitz e Capre di guerra di Jon Ronson.

    EkusuteEkusute non è ancora uscito ed è già diventato una voce di Wikipedia. Ma Internet sta facendo anche altro per questo film. Nelle sale giapponesi dal prossimo 17 febbraio, della pellicola horror diretta da Sion Sono (Strange Circus, Suicide Club) si può vedere in rete anche il trailer (non prima però di aver confermato l’intenzione di visualizzare un filmato “inappropriate for some users, as flagged by YouTube’s user community”).

    La protagonista, Chiaki Kuriyama, è l’attrice che ha interpretato la feroce liceale orientale in Kill Bill I.

    Nascita di un mostro quotidiano

    Daily Monster by Stephan BucherUn mostro al giorno. L’illustratore di origine tedesca Stephan Bucher si è prefissato di creare su carta una strana creatura ogni mattina, riprendersi mentre la disegna, documentare il lavoro che svolge sul suo blog e poi mettere il girato in rete. Al momento ha totalizzato qualche decina di video su YouTube e su Revver. Il tutto sotto licenza Creative Commons.

    Letture e visioni

    Segnalazioni in giro per la rete:

    È come sangue e non va via

    Da FdC. Certe vicende non sono mai chiuse. Neanche quando i tribunali hanno emesso sentenze passate in giudicato e gli autori dei delitti sono in carcere. Lo dimostra una notizia che questa mattina compare sui quotidiani: la richiesta di accesso ai benefici di legge da parte di Pietro Gugliotta, detenuto che, come i suoi complici, non è un detenuto qualunque. Il suo curriculum criminale lo vede andare a comporre la banda della Uno Bianca, il commando che tra il 1987 e il 1994 lasciò a terra ventiquattro morti e 102 feriti per un totale di 103 azioni tra una tentata estorsione, una novantina di rapine e una decina di attacchi violenti con lo scopo di uccidere.

    I famigliari delle vittime, rappresentati da Rosanna Zecchi, non vogliono sentir parlare di questa richiesta così come di quelle precedenti (il perdono invocato da Alberto Savi poco più di un anno fa, alla vigilia dell’anniversario per l’eccidio del Pilastro, la domanda poi ritirata di amnistia di cui si è parlato qualche mese fa a beneficio di Roberto Savi o richieste analoghe a quelle di Gugliotta da parte di Marino Occhipinti). A poco più di dodici anni dall’arresto della banda, cinque uomini in divisa più Fabio Savi, rimane il dolore dei parenti, che continuano a portare avanti la propria battaglia e alcuni risultati faticosamente li ottengono. E rimangono gli interrogativi – rimasti tali anche dopo i processi – sull’evoluzione di questa storia criminale e sulla sua fine.

    Wiki per la scrittura creativa

    A million penguins, esperimento di scrittura creativa e partecipativa in lingua inglese lanciato dalla casa editrice Penguin e dalla De Montfort University di Leicester per il suo corso in Creative Writing and New Media. La piattaforma è MediaWiki e al momento sono stati impostati i primi sei capitoli. Le discussioni su tematiche, scrittura, tecnica, approfondimenti sul progetto possono essere seguiti sul relativo blog (via BooksBlog.it).

    Manuale per giornalisti freelance

    Giornalisti freelanceDa un link segnalato da Carlo, arrivo al post How to be a freelance journalist scritto da Matthew Stibbe sul blog Bad Language. Autorevolezza di un articolo è l’obiettivo indicato nell’applicazione di queste regole per non arrivare a confondere comunicati stampa con pezzi giornalistici. Tutto ruota intorno alle “live sources”, coloro che forniscono informazioni o le confermano, e ai “key research documents”, fonti primarie che possano avvalorare un fatto, un evento o anche una semplice opinione.

    Il pezzo di Stibbe è fortemente orientato al rapporto tra un giornalista esterno e il redattore che deve lavorare sull’articolo prima che vada in pagina dovendo in alcuni casi intervenire su di esso. Ma i suggerimenti dell’autore si possono tranquillamente traslare sull’informazione in rete e sulle notizie che ogni giorno i blog pubblicano. Tanto che, se nella bibliografia viene indicato il libro The Pyramid Principle di Barbara Minto che spiega le metodologie base per approcciare un articolo giornalistico, viene compresa anche Writing for the Web, “research on how users read on the Web and how authors should write their Web pages”.

    Monopolio di morte e immortalità

    Ancora Luigi De Marchi e ancora Piergiorgio Welby, Il caso Welby e il dialogo interreligioso. In cui tra l’altro si dice:

    Poiché le mie ricerche di psicologia e storia delle religioni hanno individuato nell’angoscia della morte la fonte primaria delle religioni e nella pretesa di ciascuna religione d’essere l’unica capace di assicurare l’immortalità e la felicità eterna la fonte primaria delle Guerre Sante che hanno insanguinato la storia della terra per millenni, è chiaro che nessun serio dialogo religioso sarà mai possibile se ciascuna religione non rinuncia a questa pretesa di possedere l’“esclusiva” della salvezza e dell’immortalità e di legare la salvezza e l’immortalità all’osservanza delle proprie specifiche dottrine. Grazie dunque Piergiorgio: anche morendo col nome di Dio sulle labbra e scontrandoti col gelido ripudio di Ruini hai rivelato l’inconsistenza di tante chiacchiere vaticane sul dialogo interreligioso.

    Wikileaks affair


    A (s)proposito


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