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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Lulu Blooker Prize 2007

Lulu Blooker PrizeTorna il Lulu Blooker Prize, nuova edizione del premio indetto già lo scorso anno da Lulu.com. La logica del premio è quella del blog che si fa libro e che in Italia trova qualcosa di simile – ma non identico – in Scritto Misto. Sta di fatto che Lulu.com ormai da tempo ha profuso sforzi per internazionalizzarsi e localizzare i primi servizi in diverse lingue. Dunque male non sarebbe avere un premio in alcuna di queste lingue, oltre che in inglese. Per chi vuole partecipare invece all’edizione anglofona, lo può fare per le categorie fiction, non-fiction e comics e ha tempo fino al 15 gennaio prossimo per sottoporre i propri manoscritti.

Piazza FontanaPrendendo spunto da alcune riflessioni di Sbancor contenute nell’articolo 12 dicembre 2006: nessun imputato per l’anniversario pubblicato da Carmilla a trentasette anni di distanza dalla strage di Piazza Fontana, aggiungo qualche passaggio in riferimento agli “amici americani” e alle ingerenze atlantiche. Sulle quali dice Sbancor:

[oggi esistono] solo tracce, e probabilmente solo dell’ultimo livello. Ma abbastanza per capire il gioco. Sulla presenza dei servizi segreti della Grecia dei “colonnelli” non c’erano mai stati dubbi. Certo, molto c’è da lavorare sui documenti che via via verranno “declassified” dalla CIA. Se verranno declassificati anche quelli sull’Italia.

A proposito di Piazza Fontana e degli “amici americani”, nella relazione riguardante l’Organizzazione “O” redatta dal V Comando Militare Territoriale, si leggono le parole del generale Gianadelio Maletti, ex ufficiale del controspionaggio italiano. Parole che risalgono al marzo 2001 e che furono pronunciate al processo per l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura: Continua »

A destra Olga Julia Calzoni con un'amichetta, Francesca, al circolo della stampaPremessa

Viene ricordato come un delitto machista, consumato nelle più anonime retrovie della destra sanbabilina degli Anni Settanta. È il girone dei menefreghisti, popolato da quelli che non spiccano nella lotta politica in piena esplosione per le vie del centro di Milano, e i protagonisti di questa vicenda se ne fregano discretamente di quel che accade. E, quasi ne fosse una conseguenza, la fine di Olga Julia Calzoni, uccisa a sedici anni da due amici che volevano simulare un sequestro a scopo di estersione, è un crimine nei fatti senza movente, perpetrato per dimostrare forza, superiorità, messa in scacco di chiunque sia più debole. Come del resto accade ancora oggi quando, senza arrivare all’estremo dell’omicidio, il bullismo torna d’attualità sui giornali senza essere mai scomparso dai corridoi delle scuole o dai rapporti di forza che si instaurano nelle compagnie di giovani che si muovono in gruppo. Occultato, semmai, dai silenzi di chi ha paura, dalla prepotenza di chi impone la sua legge e dalla complicità di chi guarda da un’altra parte. E tornato a far parlare di sé solo perché casualmente finito sotto l’occhio di tutti. Continua »

Lello VoceScrittore, poeta, musicista e molto altro ancora. Definire poliedrico un artista come Lello Voce non solo è corretto, ma è quasi doveroso di fronte a un utilizzo così articolato e coerente di strumenti espressivi differenti. Trentanove anni, napoletano che vive a Treviso, ha un curriculum da urlo e l’interpretazione della realtà nel sangue. Ma tutto questo forse lo interpreterebbe come un tradimento, a leggere questa intervista, se apponesse lucchetti che trasformano ciò che crea in mero prodotto commerciale. E avanti allora con le licenze Creative Commons.

Poesia, letteratura, critica, inchieste, sceneggiature. Il tuo curriculum è eterogeneo e ricco di esperienze. Come ti sei avvicinato a ciascuno di questi ambiti e che percorso hai seguito?

Sono tutti aspetti legati a quello che per me è un bisogno primario: comprendere il reale e se possibile, con i miei modi, con i miei stili, comunicarlo. Credo di essere fondamentalmente un poeta, uno che lavora, per essere precisi, mescolando le sue parole e la sua voce alla musica e alle immagini. Ma anche le mie altre attività sono collegate a tutto ciò, che si tratti di scrivere un romanzo, o intervenire su un quotidiano, o invece organizzare un festival letterario. La scommessa è sempre quella: scoprire una piega inedita, scomoda, inaspettata del reale e comprenderne il senso.

Il testo completo dell’intervista è disponibile sui siti di Permesso d’Autore e di Creative Commons Italia.

When It Comes To The Death Of Modern Rock, Go Ahead, Feel FineDal blog di Lawrence Lessig, una strana sovversione delle leggi di natura in difesa del full copyright. «Confesso di essermi sbagliato. Se gli artisti possono sottoscrivere petizioni dopo la loro morte, perché mai non possono registrare nuovi brani cinquant’anni fa?». Di seguito il suo post originale:

For almost 10 years now, I’ve been waging a war against retrospective term extension. My simple argument has been that copyright is about creative incentives, and you can’t create incentives retrospectively.

I now see I am apparently wrong.

As reported yesterday, there was an ad in the FT listing 4,000 musicians who supported retrospective term extension. If you read the list, you’ll see that at least some of these artists are apparently dead (e.g. Lonnie Donegan, died 4th November 2002; Freddie Garrity, died 20th May 2006). I take it the ability of these dead authors to sign a petition asking for their copyright terms to be extended can only mean that even after death, term extension continues to inspire.

I’m not yet sure how. But I guess I should be a good sport about it, and just confess I was wrong. For if artists can sign petitions after they’ve died, then why can’t they produce new recordings fifty year ago?

Helen DuncanIl reato di Helen Duncan fu quello di aver sentito durante la seconda guerra mondiale un disastro della Marina britannica prima che questo fosse reso noto. Allora (era il 1944) venne arrestata, accusata di tradimento e condannata in base al Witchcraft Act, la legge contro la stregoneria che risale al 1735. Del suo caso si interessò anche il primo ministro britannico Winston Churchill che la visitò in carcere e, rieletto nel 1951 all’età di 77 anni, abrogò la settecentesca norma.

Ora la BBC rievoca la vicenda e la ricostruisce un sito creato ad hoc. Sul quale, a cinquant’anni dalla morte della donna, si annuncia la richiesta di revisione della condanna.

DiarioApertoUn’inchiesta sul mondo dei blog in Italia. È DiarioAperto, indagine promossa da SWG, Punto Informatico, Splinder e università di Trieste e attuata attraverso il confronto diretto tra autori e lettori della blogosfera made in Italy. L’8 gennaio il questionario sarà disponibile per essere compilato mentre fino al 31 dicembre c’è tempo per inviare i propri suggerimenti.

I padroni delle notizie di Giuseppe AltamoreDa Giornalismi Possibili. Dice bene Giuseppe Altamore, nelle conclusioni del suo libro I padroni delle notizie, quando spiega di aver cercato di “lanciare un allarme”. Nel suo breve saggio, infatti, traccia un panorama minaccioso per l’informazione mainstream che ogni giorno viene proposta a chiunque apra un quotidiano o veda un telegiornale. La causa? La pubblicità occulta. L’autore parla di “inquinamento silenzioso [che] contamina il rapporto di fiducia che si instaura tra il giornalista, la testata [...] e il pubblico”. Una forma di “inquinamento” nata, almeno per l’Italia, dall’intuizione di un farmacista bresciano che, nella seconda metà dell’Ottocento, colse in pieno le potenzialità di vendita insite nel rapporto tra informazione e pubblicità finendo per fondare una delle concessionarie oggi più fiorenti.

Attraverso la panoramica più o meno recente di casi di contaminazione del giornalismo, Altamore descrive la creazione di una bufala vera e propria. Come quella volta in cui tutti i giornali del mondo raccontarono che la minaccia bellica dell’Iraq risiedeva anche nell’uso che il regime mediorientale faceva di normali consolle di gioco. Continua »

Le tre streghe di Johann Heinrich FüssliDa Fronte della Comunicazione. Aumentano le denunce da parte di chi è stato raggirato da qualcuno che veste i panni del mago? Magari l’eco del caso giudiziario di Vanna Marchi ha contribuito a ridurre il senso di solitudine di chi si trova truffato riducendo di pari passo anche la vergogna che portava a non denunciare questo genere di raggiri.

Emergenza giovani a rischio di essere reclutati da una setta? Si è certi che si tratti davvero dell’esplosione di un fenomeno quando i giornali hanno un andamento ciclico con le emergenze? Ogni tot ne sfoderano una e non per forza deve essere nuova (si veda un po’ che dicono i motori di ricerca sulle emergenze).

C’è bisogno di una nuova squadra investigativa anti-sette? Pare di sì, a giudicare da quanto riportato in questi giorni su diversi organi di informazioni. Anche se poi, navigando sul sito della Polizia di Stato, si legge sui forum aperti ai cittadini una risposta di Carlo Bui che dirige l’Unità di analisi del crimine violento (UACV). Continua »

Cronache verissimeI tempi di Cuore sono ormai lontani, seppur indimenticabili restino alcune copertine, come Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti, e determinate rubriche, tra cui il Il giudizio universale o Mai più senza (una raccolta di quanto uscì in quegli anni è disponibile su Una mano lava l’altra).

Ora, via BooksBlog, si conferma l’uscita di Cronache Verissime, pubblicazione elettronica (in formato pdf) curata dal Collettivo Soda di Rael is Real. La linea adottata è quella di Cronaca Vera (arrivata ad avere un suo spazio su Carmilla). Ma – se ci fosse bisogno di dirlo – gli articoli sono frutto di una fantasia graffiante e scanzonata, trasposizioni satiriche di fatti pompati sui giornali che finiscono così per essere messi alla berlina. Come il servizio sullo squallido mondo dei blog con intercettazioni telefoniche tra Vibrisse e Nazione Indiana, miracoli inspiegabili per la medicina (“Involontariamente ingoia un topo che rimane vivo all’interno del suo stomaco e divora un tumore prima di venire digerito”) e gossip tributati dal mondo di Barbie e dei cartoni animati. Da non perdere nemmeno le pubblicità in fondo agli articoli.

Fumetti al femminile

Bold Riley di Leia WeathingtonVia BoingBoing. Fumetti liberamente consultabili e scaricabili. Con un unico punto di comune: sono creati da donne. Si tratta del sito-comunità GirlAMatic.com, coordinato principalmente da Lisa Jonte, che firma anche la maggior parte degli editoriali, e che pubblica al momento oltre trenta serie differenti di strisce. Alcune delle quali hanno ricevuto riconoscimenti piuttosto importanti come la nomination agli Eisner Awards nella categoria Talent Deserving of Wider Recognition. Da vedere Bold Riley and the Witch in the Wild di Leia Weathington.

Adotta un fattoreL’unico confine del web è scandito dall’inventiva. E così un pastore sardo, alle prese con deprezzamento del latte, ingresso di concorrenti stranieri che applicano tariffe più basse e obblighi di legge che innalzano i suoi, di costi, si è costruito un modo per ampliare la sua attività. Ecco come deve essere nato il progetto di adozione a distanza di una pecorella ricevendo in cambio formaggio e altri prodotti caseari fatti con il latte nell’ovino adottato. Poco web 2.0, il sito, ma decisamente divertente l’attività in sé che permette anche di diventare fattore da remoto.

Tabarin di Hans Rudi ErdtPremessa

In un’intervista di diversi anni fa, Carlo Lucarelli a domanda rispondeva che alcuni delitti irrisolti restano nella memoria collettiva più di altri per una serie di ragioni. Tra cui il contesto generale. Potrebbe essere il caso di Martine Beauregard, uccisa il 18 giugno 1969 alle porte di Torino senza che mai sia stato individuato il colpevole. Ai tempi la storia fece scalpore: senza arrivare al terremoto politico e sociale che nel 1953 seguì l’assassinio di Wilma Montesi, la fine della ragazza di origine francese scosse profondamente gli ambienti ricchi e mondani del capoluogo piemontese. Una realtà che all’apparenza sembrava così vicina a quella ritratta pochi anni prima da Federico Fellini a Roma, ma che, senza scavare neanche così tanto, si rivelava ben più miserabile dietro il suo edulcorato perbenismo. Continua »

Dove nascono le idee?

Dove nascono le idee?L’8 dicembre prossimo, all’interno della fiera della piccola e media editoria Più Libri – Più Liberi, si terrà il forum Dove nascono le idee?, momento di incontro per discutere di “come si alimenta la creatività tra pagine elettroniche e di carta”. Il preparazione del forum, è partito anche un blog per iniziare a porre quesiti, avanzare ipotesi e confrontarsi sul tema. In particolare, al momento, interessanti mi sembrano le 112 domande di Giulio Mozzi: un post di soli punti interrogativi e pochissime affermazioni per andare a stanare concetti legati alla comunicazione, alla (inter)relazione tra autori-blogger e lettori e lo stato dell’editoria italiana.

Cause Commune, Philippe AgrainPhilippe Aigrain è l’autore di un libro splendido, Cause Commune, che ho finito di tradurre poco tempo fa. Pubblicato in lingua originale dall’editore parigino Editions Fayard, nella primavera 2007 sarà disponibile per i tipi di Stampa Alternativa in italiano con il titolo Causa Comune (pagine web in preparazione) sia in libreria che in rete con licenza Creative Commons. Per chi volesse farsi un’idea dei contenuti del libro, ha due possibilità al momento: leggersi la versione francese, scaricabile dal sito creato da Philippe, oppure iniziare ad assaggiarne la presentazione in italiano.

Causa Comune – L’informazione tra bene di tutti e proprietà

Hanno tentato di mettere sotto chiave le varietà di riso coltivate in Estremo Oriente e hanno denunciato agricoltori “colpevoli” di essersi ritrovati loro malgrado con raccolti OGM per cause ambientali. Vorrebbero che le formule matematiche fossero di quasi esclusivo utilizzo di poche realtà tecnologiche che, con la scusa di fare innovazione, impongono monopoli a scapito di concorrenti, consumatori e cittadini. Spacciano logiche sanitarie incentrate sulla somministrazione di medicinali a tutto beneficio dell’industria farmacologica ignorando il diritto all’accesso a cure fondamentali per tutti e negando le strategie per la prevenzione delle malattie. Chi sono? Sono le corporation e i governi compiacenti che combattono i beni comuni informazionali. Continua »

Wikileaks affair


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