S’avvicina l’anniversario di piazza Fontana ed dibattito sul doppio Stato

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Il dibattito sul doppio Stato. In corso sul sito di Aldo Giannuli. Perch, scrive l’autore:

Nonostante manchino ancora molti mesi al 40 anniversario di piazza fontana, la marcia di avvicinamento verso quellimportante data gi cominciata. Libri, articoli, provocazioni e polemiche si contano gi numerosi, alcuni di pi alto profilo, altri di basso e un po’ patetico livello…

Metafore che cambiano e gli zombie come specchio culturale

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Qualcuno con cui essere d’accordo. Luca Tremodala, su Goozo, quando parla dello spirito dei tempi:

Sar la crisi della politica, sar questa aria da ancien rgime che si fa sempre pi opprimente, sar che percepisco come mai prima la potenza della metafora videoludica. Ma lo zombie sta diventando la, anzi La chiave di lettura.

Per ribadire il concetto si veda anche quando viene riportato nel post Horror, sincero specchio della societ di Antonio Sasso su LSDmagazine. Che, dopo aver parlato delle imprese cinematografiche romeriane come della “metafora della rivolta delle classi sociali inferiori sulle classi dominanti, metafora del ghetto e dell’inumanit a cui la societ giunge allorquando costretta a difendersi dal diverso, a sua volta identificato come il ‘mostro'”, rispetto ai nuovi zombie (28 giorni dopo, 28 settimane dopo o Rec) considera:

La nostra, una societ individualistica da un lato e omologante dallaltro, produce cos la denuncia e il sospetto inconsci, nei suoi individui, che appunto l’individualismo riduca ad una solitudine asfissiante, mentre la massificazione crei dei gruppi indistinti di mostri assetati dal loro unico ed egoistico intento: il consumo, se non addirittura laffermazione ad ogni costo della propria identit sull’altro.

(Via Marco Trotta)

Memorie a perdere, tredici racconti di sottile ostilit

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Memorie a perdere di Luigi MilaniA proposito dell’infaticabile Luigi Milani, in questi giorni sta uscendo una sua raccolta, Memorie a perdere. Racconti di ordinarie allucinazioni (Associazione Akkuaria, Catania), ritratti su carta di varia umanit:

dalla denuncia politica – il caso di “Abu Ghraib”, ambientato nella famigerata prigione – al grottesco, come accade in “Real TV”, che mostra i possibili esiti di certa televisione. Ma il volume contiene anche storie di uomini e donne qualunque, alle prese con situazioni che, quasi senza che se rendano conto, sfuggono loro di mano, con esiti imprevedibili – non sempre piacevoli, quasi mai consolatori.

La prefazione stata firmata dal giornalista e comunicatore politico Francesco Costa che del libro tra l’altro scrive:

Nella definizione di questi lavori un dettaglio non secondario, parlando di uno scrittore di sesso maschile, la capacit di Luigi Milani di descrivere le donne. I suoi personaggi femminili agiscono come se non fossero concepiti da un uomo e vivono di vita propria perch sagacemente illuminati dallinterno. E la prevalente tragicit del tono dinsieme si stempera alloccorrenza in unironia non priva di crudelt […]. Smarrimenti improvvisi, latenti inquietudini, un senso di vulnerabilit di fronte all’ignoto, e un paesaggio che, frastornante o silenzioso, si configura spesso come una scena estranea, sottilmente ostile, su cui gli eroi di Luigi Milani muovono i loro passi: ecco da che cosa nasce il palpito che ti prende a leggere questi tredici (e il numero non causale) viaggi nellassurdo, di questi tredici sismografi tesi a registrare sotto i nostri piedi i sommovimenti di cui abbiamo paura e che forse ci faranno inciampare di qui a poco.

Se ne pu leggere anche su Peacelink con un post a firma di Giacomo Alessandroni.

Un po’ di luce sul dopoguerra nel Mezzogiorno d’Italia

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Un po’ di luce, un documentario di Pietro Annicchiarico sul passato prossimo di un pezzo di societ italiana. Parecchio materiale disponibile sul blog Caos Video e di seguito invece una presentazione:

Gli anni tra il 1950 e il 1960 a Grottaglie in provincia di Taranto, sono stati tempi in cui non c’erano le fognature e niente era scontato, nemmeno che il pane fosse presente in ogni casa. Intanto il patriarcato conservava la sua tradizione millenaria e solo a partire dal1968 gli studenti, gli operai e le femministe, con una durissima lotta, riuscirono a spazzarlo via, mettendo in discussione finalmente l’autoritarismo che lo animava. I padri, allora, imperavano con le maniere forti sulla testa dei figli. Nascere poveri contadini, non aiutava a sognare un futuro diverso da quello per cui si era stati programmati. I pochi sognatori che osavano cambiare le proprie sorti, anche se autorizzati dai genitori, dovevano combattere i pregiudizi e le ostilit di chi proprio non voleva che anche il contadino avesse il figlio dottore.

Le differenze sociali ed economiche erano evidenti e accettate come fatto naturale proprio nel luogo dove, in teoria, si dovevano far sviluppare le coscienze civiche: la scuola. Quest’ultima era usata dalla classe politica e intellettuale, per replicare le discriminazioni gi presenti nella societ, che vedeva nettamente distinti i percorsi di emancipazione pensati per figli dei professionisti o comunque di chi aveva uno stipendio statale, con quelli di pura sussistenza riservati ai poveri, figli di contadini e operai a cui non era consigliato proseguire gli studi. Erano le classi differenziali, proprio come quelle che la Lega ripropone oggi per i figli dei migranti.

La nascita del sindacato e la forte spinta del movimento contadino e proletario permise ai braccianti grottagliesi e di tutto il meridione, di raggiungere una chiara consapevolezza dei propri diritti fondamentali: il diritto alla pensione, a un orario di lavoro umano e, non ultimo, a un salario dignitoso […]. “Un po’ di luce” vuole essere un omaggio alle voci, quelle dei nostri genitori e dei nostri nonni, che hanno cercato di trasmetterci le loro drammatiche esperienze del dopoguerra nel Mezzogiorno, ma che hanno trovato solo interlocutori sordi e distratti.
Pietro Annicchiarico

L’unit paramilitare degli Scorpioni condannata per eccidio in Kosovo

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Di questo processo si racconta anche qui e alla fine ci si riusciti a condannare di nuovo gli Scorpioni, gruppo paramilitare responsabile anche del massacro di Srebrenica di cui varie volte si scritto. Lo racconta Peacereporter parlando di un eccidio di dieci anni fa:

La Corte serba per i crimini di guerra ha condannato […] a pene fino a venti anni […] i componenti di un’unit speciale, chiamata Scorpioni, che dipendeva dal ministero degli Interni di Belgrado durante il conflitto in Kosovo del 1999. In particolare agli imputati viene addebitata la responsabilit del massacro di Podujevo, in Kosovo, avvenuto nel 1999, quando vennero massacrati 14 albanesi, tra i quali donne e bambini. Zeljko Djukic, Dragan Medic e Dragan Borojevic sono stati condannati a 20 anni di prigione, e Miodrag Solaja a 15, per la motivazione che non aveva ancora 18 anni quando aveva preso parte al massacro. Lo rende noto la televisione serba B92, citando Bruno Vekaric, il portavoce della Corte. Per lo stesso episodio era stato condannato a 20 anni di carcere Sasa Cvjetan, membro della stessa unit. Gli Scorpioni hanno preso parte alle guerre in Croazia (1991-95) e in Bosnia (1992-95), prima di essere inviati nel Kosovo nel 1998-1999. Quattro altri uomini appartenenti all’unit sono stati condannati due anni fa a pene che vanno fino a 20 anni di prigione perch giudicati colpevoli di aver giustiziato sei musulmani nel massacro di Srebrenica, in Bosnia, nel 1995, in cui sono stati uccisi 8 mila musulmani.

Libert di cultura e partecipazione: un fine giugno denso di eventi

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Ci si quasi all’incontro pubblico annunciato un po’ di tempo fa, Giornalismo e media partecipativi: voci, strumenti, prospettive, organizzato da Citizen Media e in programma il prossimo 23 giugno a Roma, presso Sala Walter Tobagi della Federazione Nazionale della Stampa (Corso Vittorio Emanuele II n. 349, 2). Il programma stato messo a punto (da qui si pu scaricare anche in formato pdf) e dieci sono le realt attive a livello nazionale: Global Voices Italiano, Yurait Social Blog, Agoravox Italia, Fai Notizia, Parallelo 41, You Reporter, CafBabel, PeaceReporter, CrossingTv e The Populi. Dell’evento se ne parla anche su Lsdi – Libert di stampa. Diritto all’informazione, che tra le realt che hanno collaborato, insieme alla Federazione nazionale della stampa italiana, con le menti ideatrici e organizzatrici dell’incontro: Bernardo Parrella, Eleonora Pant e Antonio Rossano.

E sempre in tema di eventi, ce n’ un altro terzetto di interessante in questo periodo: nello stesso giorno dell’incontro romano, a Torino ci sar il 3rd Creative Commons Technology Summit di cui si parla anche sul sito di CreativeCommons.it. Identica citt ma qualche giorno prima (il 21 giugno) per torinOpen, iniziativa dell’Arci Torino per la diffusione delle licenze Creative Commons in ambito musicale. Infine di nuovo il 26 giugno, ma stavolta a Prato, per il barcamp Condividere X (fare) Cultura, che si terr al teatro Magnolfi e che vede tra le sue anime l’instancabile Flavia Marzano.

La nuova notte dei morti viventi. Libera, internazionale e collaborativa

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Night Of The Living Dead: ReanimatedSi parla ancora di horror. Ma di horror con risvolti oltre il genere. Il progetto di oggi si chiama Night Of The Living Dead: Reanimated (in codice NOTLD:R), si ispira come appare chiaro al quasi omonimo film del 1968 firmato da George A. Romero e come obiettivo si propone quello di riportare in vita la pellicola cult (operazione da non confondere con un remake). Con una particolarit ulteriore: tutto il materiale prodotto sar rilasciato con una licenza Creative Commons-BY-NC-ND. E quello del curatore del progetto, Mike Schneider, con un’ancra pi libera CC-BY.

Al ri-ritorno dei morti viventi romeriani stanno lavorando in termini collaborativi decine di artisti di tutto il mondo per dare vita a una specie di installazione, con una colonna sonora originale, proiezioni e storie che riportano alle atmosfere del film del 1968. Una delle raccomandazioni che si leggono sul sito di NOTLD:R infatti quella di vederselo prima di accedere al progetto. Dopodich si pu per esempio passare al promo e ai trailer, che sono 1, 2 e 3.

Il progetto del tutto autofinanziato, gli artisti stanno lavorando a titolo volontario, loghi e artwork sono stati donati e, una volta ultimato il lavoro, sar liberamente disponibile in rete. Infine chi vorr il DVD, pagher le spese vive. Chi volesse sostenerlo per pu dare un’occhiata al negozio virtuale tra magliette, tazze e cartoline d'”auguri”.

(Via CreativeCommons.org)

L’horror di Danilo Arona in chiave anticlericale e di satira letteraria

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Lestate di Montebuio di Danilo AronaDanilo Arona torna con un nuovo incubo cartaceo. Incubo che, come spesso accaduto con i suoi libri precedenti, si annuncia come l’ennesima poesia in veste horror (del resto, da queste parti, mai s’ fatto mistero della passione per le avventure letterarie di aroniana matrice). Il libro si intitola Lestate di Montebuio, pubblicato da Gargoyle Books, sar in libreria a partire dal 25 giugno prossimo e contiene la prefazione della sceneggiatrice Susanna Raule. Questa la sua presentazione:

In una notte del dicembre 2007, alle tre in punto, lo scrittore horror Morgan Perdinka si toglie la vita nel suo loft di Milano. Il 9 gennaio del 2008 il cadaverino mummificato di una ragazzina scomparsa quarantacinque anni prima riaffiora dalle acque gelide di un torrente sulla cima del Monte Buio, nell’Appennino Ligure. Eventi all’apparenza estranei l’uno all’altro. Ma quando un carabiniere e un anatomopatologo scoprono che il dodicenne Morgan trascorse le vacanze estive del 1962 sotto il Monte Buio, vivendo un tenero e infantile amore nei confronti della bambina destinata a essere inghiottita dal nulla l’estate successiva, una mostruosa verit inizia a farsi strada, trascinando i due uomini in un abisso inconcepibile dove regnano il Male puro e i suoi pi insospettabili adepti. Cosa lega una vecchia colonia in rovina alle inquietanti preveggenze dei libri scritti da Morgan? Chi la Vergine Crocefissa? Che cosa la sostanza nera e fosforescente che da decenni prolifera sulle propaggini della montagna? Benvenuti nella mente diabolica di Morgan Perdinka, una zona oltre i confini del reale tutt’altro che morta…

Nei suoi lavori precedenti, Danilo ha inserito argomenti che prescindono dalla trama stessa: si va dall’immigrazione alle culture sincretiche dei Caraibi, dalla tradizione popolare locale ai racconti bellici, dalle paure di massa che si evolvono raccontando la contemporaneit al passato come retaggio con cui fare i conti. Stavolta, recuperando parte di questi temi, se ne aggiungo altri (e nel prossimo futuro ci si torner). Sempre dalla presentazione del libro:

Una sontuosa e apocalittica rappresentazione del Male – allinsegna di shock visivi e reminiscenze di antichi folclori locali – si fonde a un feroce e autentico anticlericalismo e a una satira “sgarbata” dellambiente letterario italiano in una storia carica di suggestioni. Un intenso horror metafisico, che anche una riflessione attorno allingegno e alla difficolt dellartista di separarsi dai propri mondi creativi con il rischio di restarne soggiogati non distinguendo pi tra realt e finzione.

Intanto, per saperne di pi, si dia un’occhiata all’intervista realizzata da Andrea G. Colombo su Horror.it.

Nefertiti: antica regina eretica e testimone attuale delle lotte femministe

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Nefertiti di Jasmina TesanovicEsce in questi giorni per Stampa Alternativa un libro che ho editato un po’ di tempo fa e che m’ piaciuto davvero molto. Si intitola Nefertiti – L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto, stato scritto da Jasmina Tesanovic, di cui s’ parlato varie volte da queste parti, e si rivela un testo che non ci si aspetterebbe (almeno se non si mai letto niente dell’autrice, della quale lo scorso gennaio era uscito Processo agli scorpioni con una postfazione pubblicata qui qualche mese fa). Nefertiti non un solo libro storico e non neppure un romanzo d’amore. questo, ma anche un tessuto di rivendicazioni sociali e femministe (Jasmina fa parte delle Donne in nero), una lode all’arte, una rivendicazione di libert e un inno alla bellezza vissuta fuori dagli schemi. Credo che ulteriori parole per descrivere meglio questo libro possano essere quelle di Bruce Sterling, che ne ha scritto la prefazione e che anche il marito della scrittrice serba. Il booktrailer invece stato realizzato dall’infaticabile Luigi Milani, autore anche di quelli per Pentiti di niente e per Il programma di Licio Gelli.

Jasmina Tesanovic una ben nota femminista e dissidente politica dell’Europa del Est. naturale domandarsi perch una donna del genere abbia scritto un romanzo su Nefertiti. Specialmente un libro strano come questo, un libro che chiaramente una litania intesa a risvegliare i morti. Avendo io sposato Jasmina, l’ho vista scrivere questo libro. Mi sono accorto che stata costretta a farlo, forse perfino segretamente ossessionata da un bisogno irresistibile.

Potrei fornire tante spiegazioni sul perch l’abbia scritto quest’opera, ma ne esiste una, credo, che ha molto senso per il pubblico italiano. Jasmina nata nella ex Yugoslavia: in uno stato comunista eretico, un’utopia fallita. Mentre il comunismo italiano tuttora molto vivo a Torino, la mia citt preferita, lo constato tutti i giorni la Yugoslavia scomparsa uguale allantico Egitto. La Yugoslavia di Tito una volta mand una bambina, Jasmina Tesanovic, a vivere nellantica terra d’Egitto. La Yugoslavia e lEgitto una volta erano amici per la pelle.
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Trent’anni fa l’addio a Demetrio Stratos e a un’epoca

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Sono trascorsi trent’anni dalla scomparsa di Demetrio Stratos (qui il sito dedicato al musicista). Da un anno aveva lasciato gli storici Area, nati nel 1972. Con queste parole lo ricorda Paolo Tofani nel libro Dancing days di cui s’ parlato poco tempo fa:

Dovevamo suonare dalle parti di Lecco: passai a prendere Demetrio ma mi disse che stava male. Lo misero subito in ospedale e da allora lo sentii solo al telefono: le prime volte era positivo, si scherzava, alla fine mi diceva d’aver paura, “io di qui non esco”. Anni dopo a New York incontrai il suo medico, che mi disse: non siamo riusciti a fermare nemmeno per un attimo il processo di disgregazione del suo corpo. La morte di Demetrio non ci ha solo privati di un grande musicista: ha segnato una svolta gigantesca nell’Italia di quegli anni.

Il 14 giugno 1979, all’arena di Milano, si svolge un concerto per raccogliere fondi con cui far curare il musicista dall’aplasia midollare, ma tardi. Stratos morto il giorno prima. Quell’evento, per il quale sono arrivare 60 mila persona, diventa cos un funerale simbolico per un uomo e per un’epoca. Tornando a oggi, in questo periodo ha iniziato a circolare il documentario La voce Stratos – Voce unica e irripetibile del ‘900.