Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Arte & tecnologie. Comunicazione estetica e tecnoscienzePier Luigi Capucci, docente di teoria e tecnica delle comunicazioni di massa all’università di Bologna, è l’autore del libro Arte & tecnologie. Comunicazione estetica e tecnoscienze, raccolta di nove saggi sul rapporto tra la rappresentazione della realtà attraverso l’ausilio di strumenti elettronici. Uscito una decina d’anni fa per una piccola casa editrice emiliana, il volume è diventato introvabile a causa della chiusura dell’editore nonostante continui ad essere citato come testo di riferimento per il suo ambito. Che fare, dunque? Capucci, oltre a chiedere commenti sul suo lavoro, ne ha modificato la licenza rilasciandolo ora con Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo – 2.5 Italia e rendendo disponibile lo scaricamento del pdf dal sito di Noema.

Sistemi per contribuire al pregiudizio

Sistemi per contribuire al pregiudizioMentre qui da noi ci si sorbisce qualche uscita assurda, su KZJJ, emittente radiofonica dell’Arizona, vengono pubblicati i file audio di una conferenza piuttosto particolare, definita esplicitamente come “controversa”. Si tratta di Love Won Out, sponsorizzata dalla discussa associazione Focus on the Family, che presenta le “terapie” per “guarire” i gay all’omosessualità con tanto di “storie di successo”. Organizzata in collaborazione con la New Life Church, nata in seno al movimento carismatico (e recentemente toccata da uno scandaletto legato alle dimissioni di un pastore che intratteneva una relazione con una donna di malaffare), non fa in tempo ad iniziare che piovono le polemiche. Per esempio con l’American Psychological Association, secondo la quale questi approcci sono privi di qualsiasi fondamento scientifico. Dice a questo proposito Clinton Anderson:

We have the concern first of all that the therapies have never been adequately demonstrated to be safe or effective, and that the promotion of such therapies contributes to the climate of prejudice and discrimination in this country.

Ma un gruppo di fedeli (poco numerosi ma decisamente in grado di far rimbalzare le proprie storie) non è d’accordo: orgogliosi di essere degli “ex”, usano la religione e l’interpretazione che essa dà dell’omosessualità per arrivare alla sua condanna.

Una legge cancella l’ultimo capitolo giudiziario relativo alla banda della Uno Bianca. La legge è 251/2005, “Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione”. Il capitolo giudiziario invece riguarda due depistaggi che portarono le indagini sui delitti dei fratelli Savi e dei loro complici verso la pista erronea della criminalità organizzata.

Il primo fatto accadde il 26 giugno 1989: una rapina alla Coop di via Gorki, a Bologna, durante la quale morì Adolfino Alessandri, 53 anni, freddato dai banditi in fuga perché gridava al ladro. Il secondo è l’eccidio del carabinieri del Pilastro nel quale morirono, il 4 gennaio 1991, tre militari poco più che ventenni: Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta. Per ognuno di questi fatti saltò fuori un supertestimone. Per la Coop di via Gorki una donna si autoaccusò di complicità e indirizzò le indagini verso il clan dei catanesi. Per il Pilastro, una minorenne indicò i fratelli William e Peter Santagata che avrebbero agito insieme a Massimiliano Motta e a Marco Medda e che sarebbero stati elementi della mai esistita quinta mafia bolognese.

Dopo il novembre 1994, quando la banda della Uno Bianca venne fermata, si seppe che invece erano stati i Savi. Le ragioni delle false testimonianze avrebbero dovuto essere chiarite nei giorni scorsi. E invece no, c’è la prescrizione dei reati e così le due donne non devono più fornire spiegazioni sulle versioni che sostennero in passato. Tutto finito. O almeno così si vorrebbe nel quasi totale silenzio degli organi di informazione. Del resto, è solo l’ennesimo interrogativo di una storia mai del tutto chiarita.

Tana per la bambina con i capelli a ombrelloneTana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola (presto online il sito dell’autrice), pubblicato dalla creatura editoriale di Giulio Mozzi, Vibrisse Libri, è un libro fantastico, ritratto della realtà di una bambina che cresce nutrendosi di pensieri e carta vetrata. Come scrive Lidia Ravera:

La piccola educazione sentimentale di una bambina sincera e scostumata. Un’apologia del disagio giovanile come solo e insostituibile motore per una formazione decente. Epica frammentaria di pigrizie e crudeltà, alla ricerca di un po’ d’amore , anche poco, anche usato, anche effimero. Un bel personaggio, la Bambina con i Capelli a Ombrellone, tana per lei, fra Flaubert e Woody Allen.

E non è il solito trucco della fascia di copertina per vendere una copia in più perché – se comunque il libro si può acquistare – è anche scaricabile dalla rete in formato pdf (790KB).

Aggiornamento del 4 settembre 2007: videorecenzione del libro Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola.

OpenCongress.orgDa GP. WorldChanging segnala la nascita di OpenCongress.org, iniziativa della Sunlight Foundation per seguire i processi legislativi federali negli Stati Uniti. In versione ancora beta, si pone tuttavia degli scopi piuttosto ambiziosi: diventare riferimento per cittadini e attivisti arrivando a porsi come interlocutori presso le istituzioni. Le cui azioni saranno seguite attraverso la lente della stampa cartacea e della rete. Il blog informerà circa l’evoluzione del progetto mentre altre sezioni del sito danno notizie in merito alle leggi più coperte dalla stampa o dai blogger o alle aree di competenza dei singoli provvedimenti.

Come annunciato nel suo commento, Pier Luca Santoro è intervenuto sul suo MarketingBlog a proposito di Tecniche di disinformazione. Ed ha aggiunto parecchi link a un argomento di cui si sta iniziando a discutere sempre più spesso. Il post si concentra particolarmente sull’uso dei sondaggi e sulla fiducia che essi smuovono nei lettori, ma anche sulla percezione di “salute” di un paese attraverso la divulgazione dei risultati. E invita a una riflessione circa i committenti di questi sondaggi, destinati a spostare in un senso o in quello opposto le percezioni dei cittadini.

Varie in giro per la rete

E nello specifico:

Da Giornalismi Possibili. Alessandro Capriccioli pubblica su RadioRadicale.it il dossier La correttezza dell’informazione e gli strani “accorpamenti” del Corriere.it. O meglio l’incipit di un dossier per il quale chiede contributi ai navigatori. Partendo da ciò che è stato pubblicato sul sito del principale dei quotidiani italiani, inizia però già a rilevare una serie di accostamenti interessanti: per esempio la notizia della morte di Piergiorgio Welby viene seguita da quella relativa a un figlicidio, la presunta logorrea femminile allo spam o un agente di polizia licenziato perché fuori servizio indossava abiti da donna a uno stupro. Ora, saranno anche accoppiate casuali, coincidenze, ma sembra che qualche antenna si stia drizzando. Tanto che Capriccioli scrive:

Pur non volendo applicare alla lettera l’adagio di Agatha Christie secondo il quale «tre indizi fanno una prova», sarebbe opportuno verificare se tali accorpamenti possano essere considerati semplici sviste, oppure se essi costituiscano dei veri e propri tentativi di gettare una luce negativa su determinati argomenti.

[...]

L’obiettività dell’informazione non è data esclusivamente dal tenore letterale delle notizie da divulgare, ma risulta da un insieme di ulteriori elementi che concorrono a costruire la comunicazione, tra i quali particolarmente significativo è il contesto nel quale le notizie vengono presentate.

E conclude chiedendo a chi avvistasse fenomeni analoghi di segnalarli tramite i commenti al suo articolo o inviandogli una mail all’indirizzo alessandro punto capriccioli at gmail punto com.

I clown della Colombia

Clown by Arzu AysuSe non fosse che questa storia è ambientata in Colombia invece che in Texas, potrebbe essere stata tranquillamente partorita dalla mente di Joe R. Lansdale. E invece no, è reale e in rete ne parla Peace Reporter. Siamo a Cucuta, località turistica a 650 chilometri dalla capitale Bogotà, e qui arriva un circo che ha – come ogni circo che si rispetti – anche una serie di clown. Lo spettacolo è principalmente destinato ai bambini, che accorrono numerosi insieme ai genitori.

Se non fosse che durante le esibizioni accade l’imprevebile. Sicuramente imprevedibile da parte del pubblico: si sentono alcuni scoppi che non sono petarbi, ma colpi d’arma da fuoco, e due clown, Rony e Andres, cadono a terra. I loro veri nomi sono Willington Villamizar e Nelson Nunez, rispettivamente 18 e 24 anni, e l’assassino, My Fish, pseudonimo di Walter Bautista, di anni ne ha 21. Mentre il giovane finisce in manette ed elementi sembrano non emergerne dal successivo interrogatorio, c’è chi improvvisa una manifestazione: sono i colleghi degli artisti, gli acrobati, i trapezisti e i domatori mentre giunge la solidarietà dagli altri gruppi circensi del paese.

Sulle motivazioni in rete non si trova nulla. Chissà che può essere accaduto nel paese latino-americano? Un paese passato per la violencia e i suoi giovanissimi desaparecidos, la narcoguerrilla, le Farc, l’Esercito di liberazione nazionale e la guerra civile.

Nascita di un blog sul “webmostro”

Monica Mazzitelli, la coordinatrice di iQuindici, segnala sulla mailing list di Frontiere Digitali la nascita del blog Scandalo Italiano sul webmostro Italia.it. Su di esso è riportato un evidente link – con relativa presentazione – alla petizione Not IT my name indirizzata alla presidenza del consiglio dei ministri e al ministro per i beni e le attività culturali.

Samuel Colt (19th century engraving)Febbraio sembra un mese di cupi anniversari. E quello segnalato su Wired, Feb. 25, 1836: Rapid Fire, è forse un anniversario che ne ha determinati molti di successivi. Centosettanta anni fa, infatti, Samuel Colt si vide riconoscere un brevetto sul primo revolver introducendo una serie di novità:

He carved a wooden prototype, then, after his sailing days were over, produced a metal revolving cylinder based on the model. It proved to be a remarkably simple and effective method for delivering five or six bullets in rapid succession, without the need for reloading.

Queste e altre evoluzioni finirono per rivoluzionare l’industria delle armi da fuoco che divenne fiorente senza quasi mai conoscere periodi di crisi. Si provi per esempio a viaggiare nell’archivio di Disarmo Online o a consultare il dossier di Unimondo.

Ecstasy Love, EliselleDi Ecstasy Love, romanzo della scrittrice modenese Eliselle pubblicato da Nicola Pesce Editore, non ho ancora deciso quali parti leggere giovedì prossimo. Al momento ho segnato alcune pagine: il racconto che Zanna fa dei suoi viaggi e del motivo per cui decide di partire ogni sabato sera, il “bad trip” che Fra’ compie per sbaglio dopo un inconsapevole scambio di bicchieri, il percorso in auto che i due ragazzi fanno ritrovandosi alle spalle tre veicoli della polizia e l’aggressione finale tra fumi chimici subita da Luca e Fra’.

Ad ogni modo, da un punto di vista complessivo, il libro di Eliselle scorre via rapido e avvicente: due ore e mezzo per ritrovarsi all’interno di un gruppo di neanche ventenni che vivono in provincia. Le dinamiche all’inizio sembrano quelle tipiche di una compagnia che deve sfangare il fine settimana e che consacra il sabato sera alla trance da discoteca. Il tutto che sembra consumarsi tra trasgressioni verso le imposizioni delle famiglie, fisse tardo adolescenziali, la voglia di affrancarsi come persone diventando però un elemento in più di un mucchio solo all’apparenza selvaggio. Continua »

Save the Internet: petizione e video

Via BB. Save the Internet, il gruppo che lo scorso anno ha bloccato il tentativo del Congresso di togliere di mezzo la Net Neutrality, lancia una petizione e presenta un video attraverso cui sensibilizzare gli utenti sull’argomento.

[video]http://youtube.com/watch?v=cWt0XUocViE[/video]

“Mi guardava. Gli sparai”

La banda della Uno BiancaDa FdC. Tra domani mattina e domenica, si terranno a Zola Predosa, in provincia di Bologna, le cerimonie per commemorare un ventunenne, Massimiliano Valenti, morto il 24 febbraio 1993 per mano dei fratelli Savi. L’omicidio avviene nell’ultima fase della carriera criminale della banda della Uno Bianca, quella che forse più si avvicina a ciò che in tribunale i Savi sosterranno di essere stati, semplici rapinatori. Gli assalti alle banche ci sono (tra il febbraio ’92 e l’ottobre ’94 gli istituti di credito colpiti sono venti, quasi un terzo delle rapine compiute in totale) e i quattrini portati via pure (un miliardo e 200 milioni circa, più della metà di quanto metteranno insieme in quasi otto anni).

Ma in sei casi il bottino sarà pari a zero mentre i morti ammonteranno a tre e i feriti a dieci. E poi ci sono ancora episodi di violenza cieca, ingiustificata, che fanno tornare alla mente gli agguati ai carabinieri di Castelmaggiore e del Pilastro, i tiri al piattello sui rom e gli immigrati o il duplice omicidio nell’armeria bolognese di via Volturno. Casi come quello di Ubaldo Paci, direttore della Cassa di Risparmio di Pesaro, freddato il 24 maggio 1993 mentre alle 8 del mattino stava per aprire la filiale. A fare fuoco contro di lui è Fabio Savi che, dopo averlo raggiunto al petto da distanza ravvicinata, fa per andarsene a mani vuote ma, pochi passi dopo, torna indietro per un inutile colpo di grazia alla tempia. E come per la morte di Massimiliano Valenti. Continua »

Valerio Verbano, il caso è chiuso

Valerio VerbanoVerbano, il caso è chiuso è un articolo pubblicato su Aprile Online e ripreso da Information Guerrilla circa la conclusione delle nuove indagini sulla morte di Valerio Verbano, assassinato a Roma esattamente 27 anni fa da tre persone che si presentarono all’ora di pranzo a casa sua, immobilizzarono i genitori e lo giustiziarono con una 7,65 silenziata dopo averne atteso il rientro da scuola.

La vittima aveva 19 anni, frequentava il liceo scientifico Archimede e militava in Autonomia Operaia. I tre che gli spararono, invece, stavano nella formazione neofascista NAR dei fratelli Fioravanti, Francesca Mambro e Alessandro Alibrandi. Un omicidio consumato negli scontri tra opposti estremismi alla fine degli anni di piombo? Anche se c’è chi vorrebbe credere a questa ipotesi, le modalità dell’agguato non sembrano giustificarla.

Pare invece c’entrare un dossier che il ragazzo aveva messo insieme sull’eversione di destra – e sui NAR nello specifico – nei mesi prima di morire e che era stato sequestrato dalla magistratura quando, nell’aprile ’79, era stato arrestato con l’accusa di fabbricazione di materiale esplosivo. Dopo la morte dello studente, il suo lavoro finisce nelle mani di un magistrato, Mario Amato, che – dopo la sparizione dei documenti e la loro altrettanto misteriosa ricomparsa – si trova di fronte a una fonte di informazioni importante sul movimento fascista e sulla sua logistica tra Montesacro, la Valmelaina e altri quartieri capitolini. Continua »

Wikileaks affair


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