National Geographic: ecco quali sono le dieci nazioni con il maggior impatto ambientale al mondo

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Ten Countries With the Biggest Environmental Footprints

Quali siano i dieci Paesi con il maggior impatto ambientale lo spiega un servizio del National Geographic. Nella classifica vengono inserito Emirati Arabi, Danimarca, Belgio, Australia, Canada, Olanda, Irlanda, Qatar. E il Kuwait, un cui scorcio è ritratto in questa foto.

#Save194: la tutela della sociale maternità passa dalla libertà di scelta e dalla memoria delle battaglie civili

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Bologna, manifestazione a favore della legge 194

Quando è stata scattata questa foto era nel febbraio del 2008, quando fu organizzata una manifestazione in difesa della legge 194, quella sulla “tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”, dopo episodi di questo genere. Ora, a oltre quattro anni di distanza, si riparte con #Save194, dall’hashtag da usare su Twitter per motivi che, ad li là di contesti di cronaca contingenti, nella sostanza sono immutati, difesa della libertà di scelta e di memoria delle battaglie civili. Il rimando è al blog di Loredana Lipperini dove ci sono anche le modalità di azione. Ecco perché:

Quella legge è, con crescente protervia, posta sotto accusa dai movimenti pro life, che hanno più volte preannunciato (anche durante l’ultima marcia per la vita), di volerla sottoporre (di nuovo) a referendum. L’articolo 4 di quella legge sarà all’esame della Corte Costituzionale – il prossimo 20 giugno – che dovrà esaminarne la legittimità, in quanto violerebbe “gli articoli 2, (diritti inviolabili dell’uomo), 32 I Comma (tutela della salute) e rappresenta una possibile lesione del diritto alla vita dell’embrione, in quanto uomo in fieri”.

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“Dial M for Murdoch”: in un libro inglese la storia di “un potere enorme e arrogante usato per intimidire e coprire”

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Dial M for MurdochÈ uscito un mese fa in Inghilterra il libro Dial M for Murdoch – News corporation and the corruption of Britain scritto dal laburista Tom Watson e dal giornalista Martin Hickman (Allen Lane). La vicenda ricostruita è quella dello scandalo intercettazioni (e non solo) che ha coinvolto e travolto il tycoon australiano Rupert Murdoch. Il libro, non ancora tradotto in italiano, viene presentato così:

Questo libro svela quali fossero i meccanismi all’interno di una delle società più potenti al mondo e il modo in cui ha esercitato la sua velenosa e occulta influenza sulla vita pubblica della Gran Bretagna. È il racconto di un potere enorme e arrogante usato per intimidire e coprire. Un potere che, divenuto evidente, ha cambiato il modo di guardare ai politici, ai servizi di polizia britannici e alla stampa. I giornali di Murdoch hanno intercettato telefoni e fregato informazioni usate poi in modo fintamente casuale per distruggere vite per anni. Fu solo dopo un triviale reportage del 2005 sul principe William che gli investigatori si imbatterono in un esteso piano criminale fatto di cinque anni di insabbiamenti che hanno nascosto e intorbidito la realtà.

Per quanto riguarda qualche recensione (sempre in inglese), se ne può leggere su BoingBoing e sull’Indipendent, per il quale Hickman lavora.

La sfida del Manifesto e il fax dei liquidatori: cessare l’attività editoriale del quotidiano

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La sfida del Manifesto

La sfida del Manifesto giunge al capolinea? Domani dall’edizione cartacea si saprà di più, intanto sul sito del quotidiano si racconta che un fax arriva in redazione: i liquidatori comunicano la “cessazione di attività”:

Con i liquidatori abbiamo avviato una trattativa, e per la prossima settimana è stato fissato un incontro. Oggi il fax inatteso: “Si comunica che è stata decisa la cessazione della complessiva attività aziendale della cooperativa Il manifesto in Liquidazione Coatta Amministrativa”. Solo un “passo” formale per avviare la trattativa al ministero? Forse, ma non ci rassicura il resto del fax, in cui si parla di una cassa integrazione di 12 mesi per tutti i lavoratori.

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Da stasera “Lucarelli Racconta”, storie di uomini che misero una “mano davanti alla locomotiva”. Si inizia con Nicola Calipari

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Lucarelli Racconta

Riparte questa sera su RaiTre la trasmissione Lucarelli Racconta di Carlo Lucarelli. La prima puntata alla quale ho collaborato si intitola Nicola Calipari, in quel luogo e in quel momento:

La storia di Nicola Calipari, un poliziotto atipico, colto e gentile, con un grande senso dello Stato. Dagli inizi della sua carriera in Calabria, dove contrasta le attività criminali della ‘ndrangheta, alla Seconda Guerra del Golfo, in Iraq, dove è presente come capo del reparto delle operazioni speciali all’estero del SISMI.

A Baghdad nella notte del 4 marzo del 2005 in un punto della pericolosa Route Irish il destino di quel poliziotto si incrocia con i destini di altre due persone in modo fatale: il soldato statunitense Mario Lozano e la giornalista italiana Giuliana Sgrena appena liberata dopo un rapimento. Calipari viene ucciso dal fuoco della mitragliatrice di Lozano, mentre con il proprio corpo fa scudo alla giornalista.

La linea che sottende tutte le sei puntate di questa serie è quella tracciata dallo scrittore Giorgio Scerbanenco quando scriveva: “Chi mette la mano davanti alla locomotiva in corsa? […] Porre la mano davanti alla locomotiva a volte significa fermarla”. I nostri uomini davanti a un treno sono questi:

Da un poliziotto scomodo a un amministratore politico onesto, da un giornalista curioso a un medico che fa semplicemente il suo dovere di cittadino: figure di questo genere, esemplari ma allo stesso tempo comuni, in cui è possibile riconoscersi, danno la possibilità di immaginare una realtà migliore in cui le regole e la legalità vengono rispettate.

Alle singole storie fanno da sfondo i problemi irrisolti del nostro Paese: le organizzazioni mafiose, le zone grigie di connessione tra politica e criminalità, l’assenza dello Stato, il terrorismo, l’emarginazione culturale e sociale, la pericolosità dei meccanismi economici e finanziari.

La seconda puntata a cui ho collaborato si intitola “Gli uomini dello Stato” e andrà in onda il prossimo 28 maggio. Sono le storie di Boris Giuliano, Pasquale Juliano, Giuseppe Montalto e Loris Giazzon.

Data journalism: la guida di European Journalism Centre e Open Knowledge Foundation rilasciata con licenza Creative Commons

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Data Journalism Handbook

Lo rilancia un post di Creative Commons, il Data Journalism Handbook, rilasciato con licenza CC BY-SA. È il frutto di una collaborazione tra lo European Journalism Centre e la Open Knowledge Foundation e la versione online, alla release 1.0, può essere consultata qui. Il libro su carta, invece, può essere acquistato qui, sul sito di O’Reilly.

E sempre in tema di data journalism, Andrea Fama ne scrive dal festival di Perugia su Lsdi parlando di un giornalismo lontano.

Sul numero di maggio di “E Il mensile” il reportage “Paesi Baschi, le vittime che cercano verità”

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Paesi Baschi, le vittime che cercano verita'

Paesi Baschi, le vittime che cercano verità con relativa galleria fotografica realizzata da Massimo di Nonno:

Paesi Baschi. Il tempo della politica è sospeso: la proposta della sinistra basca, dopo la quale Eta ha deposto le armi, è stata accolta dal grande silenzio di Madrid. Ma è tra le vittime di fronti opposti che si fa strada, con fatica, il bisogno di un racconto comune. È possibile, ci si chiede, arrivare a una memoria condivisa? L’unica certezza è che, senza, sarebbe come costruire una casa sulla sabbia.

Il reportage per esteso, firmato dal giornalista Angelo Miotto, è stato pubblicato sul numero di maggio di E il mensile, in edicola da ieri.