Studenti bolognesi a Bolzano per “2 agosto 1980: non c’ero, ma so”, presentato al Festival delle Resistenze contemporanee

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Sarà presentato in anteprima domani, 25 aprile, al Festival delle Resistenze contemporanee di Bolzano il lavoro realizzato dagli studenti della 3AM dell’istituto tecnico bolognese Belluzzi-Fioravanti, lavoro realizzato sotto il coordinamento dell’associazione Piantiamolamemoria. È un file audio, progettato e realizzato come una trasmissione radiofonica, e si intitola 2 agosto 1980: non c’ero, ma so: come ragazzi la cui nascita era ancora parecchio là da venire hanno interpretato i fatti della strage alla stazione di Bologna. Dunque, chi fosse a Bolzano domani, faccia un salto all’evento inserito nel programma con il titolo Confronto e sintesi di 5 progetti dedicati alla memoria e ai giovani. L’appuntamento è alle 10 in piazza Matteotti.

“Le stragi ferroviarie tra storia e memorie”: il 13 maggio a Bologna per ricordare l’Italicus (40 anni fa), il Rapido 904 (30 anni) e la stazione

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Le stragi ferroviarie tra storia e memorie

L’associazione Piantiamo la memoria ne sta organizzando di appuntamenti per far in modo che certi periodi della storia italiana non vengano dimenticati. Dopo quella del 6 aprile scorso, Memorie sul binario vivo, il prossimo 13 maggio – a ridosso del giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo – è la volta dell’evento Le stragi ferroviarie tra storia e memorie – Dall’Italicus al Rapido 904, passando dalla stazione di Bologna. E non a caso dato, che il 4 agosto saranno trascorsi 40 anni dalla bomba dell’Italicus (12 morti e 48 feriti) e il 23 dicembre 30 da quella del Rapido 904 (17 morti e 267 feriti).

All’evento del 13 maggio, fissato a Bologna a partire dalle 17.30, saranno presenti la storica Cinzia Venturoli, lo scrittore Carlo Lucarelli, Rosaria Manzo (presidente dell’associazione vittime del Rapido 904), Anna Pizzirani (per l’associazione vittime della strage alla stazione di Bologna) e Franco Sirotti, fratello di Silver Sirotti, vittima della strage dell’Italicus. A coordinare il giornalista Rai Filippo Vendemmiati. Qui il pdf con il programma completo.

Quarant’anni fa la strage di Fiumicino, evento pressoché dimenticato. Una rievocazione la pubblica Il Post

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Strage di Fiumicino

Della strage di Fiumicino se n’era parlato qui recensendo il libro di Salvatore Lordi e Annalisa Giuseppetti (Rubbettino, 2011). E a quarant’anni di distanza, su quei fatti torna oggi Il Post scrivendo:

Il 17 dicembre 1973, esattamente 40 anni fa, un gruppo di cinque terroristi palestinesi – appartenenti all’organizzazione Settembre Nero – attaccò l’aeroporto di Fiumicino, prendendo ostaggi e lanciando bombe contro un aereo della Pan Am. Morirono 32 persone e i terroristi riuscirono a fuggire. Fu la più grave strage terroristica avvenuta in Europa fino a quella di Bologna del 1980. All’epoca il governo fu criticato per la sua politica “filo-araba” e ci fu chi insinuò complicità tra i servizi segreti italiani e i terroristi. Oggi quella strage è stata quasi dimenticata.

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“È come sangue e non va via”: la recensione di Booksblog, esseri umani “incastrati in un evento irreversibile”

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E' come sangue e non va viaBooksblog ha pubblicato nei giorni scorsi una recensione di È come sangue e non va via, l’ebook uscito a inizio agosto per I siciliani giovani di Riccardo Orioles:

Erano giovani coppia in partenza per le vacanze, stranieri di passaggio, diretti in altre località del Belpaese, persone comuni, studenti, lavoratori della stazione, c’erano tassisti, promessi sposi, militari in licenza, persone pronte a ritornare, almeno per qualche settimana, nelle loro terre d’origine, quelle regioni del sud che tanto avevano dato in termini di forze fattrici allo sviluppo del centro-nord. E invece rimasero incastrati in un evento irreversibile non solo per gli 85 che non ne uscirono vivi, ma anche per tutti quegli altri nuclei che inevitabilmente, si ritrovarono a dover fare i conti con la tragedia anche dopo, soprattutto dopo.

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“È come sangue e non va via”: le vittime e la memoria della strage del 2 agosto 1980 in un ebook dei Siciliani Giovani

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E' come sangue e non va viaEsce per I siciliani giovani diretto da Riccardo Orioles l’ebook È come sangue e non va via – 2 agosto 1980: la strage, le vittime e la memoria, testo che va ad aggiungersi a un già nutrito panorama di pubblicazioni elettroniche. Disponibile in tre formati (pdf, mobi ed epub), lo scritto si presenta così:

Anche quella di cui si parla in questo libro è una ferita della storia. Ma lo scopo, questa volta, non è raccontare le vittime delle istituzioni, ma le persone comuni – erano ottantacinque – che il 2 agosto 1980 entrarono in una stazione per non uscirne più. E raccontare anche dei duecento feriti che si sono rialzati conservando a vita, dentro e fuori, le cicatrici impresse da quei fatti.

Per scaricare gratuitamente il libro si veda qui.

“Il faccendiere”: il prossimo 2 maggio per “Il Saggiatore” esce la storia di Elio Ciolini, “l’uomo che sapeva tutto”

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Il faccendiereEsce per i tipi della casa editrice Il Saggiatore giovedì prossimo, 2 maggio, il libro Il faccendiere – Storia di Elio Ciolini, l’uomo che sapeva tutto. Il nome di questo personaggio periodicamente torna sulle pagine dei giornali e nelle cronache giudiziarie è ricordato come colui che depistò le indagini sulla strage alla stazione di Bologna. Ma fu anche colui che il 4 marzo 1992 “previde” gli omicidi eccellenti di quell’anno. Il libro in uscita si presenta con queste parole:

Fingere di sapere. Mescolare il falso al vero. Far correre gli investigatori per mezza Europa alla ricerca di riscontri. C’è un uomo in Italia che sa tutto. Questa è la storia di Elio Ciolini, il depistatore dell’inchiesta sulla strage di Bologna. Condannato per calunnia, Ciolini diventa, dieci anni dopo la bomba del 2 agosto 1980, l’anello di congiunzione con la trattativa Stato-mafia.

Servizi segreti, nomi di copertura, bande criminali, viaggi misteriosi in America Latina; questo è il mondo di un personaggio dai contorni sfumati, sul quale grava una sola domanda: chi è il suggeritore? Nelle pagine del libro si ripercorrono le sue gesta, si consultano quarant’anni di carte giudiziarie, si intervistano giudici, carabinieri, testimoni che scelgono di rimanere nell’anonimato, e si traccia il profilo di un uomo incredibile, una macchietta in apparenza, un criminale nei fatti, che ha tessuto una spy story italiana che di romanzesco non ha nulla e che di reale ha vittime in attesa di giustizia.

“Io ho visto”: un libro di Pier Vittorio Buffa e un sito web per conservare la memoria delle vittime del nazifascismo

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Io ho visto

Io ho visto di Pier Vittorio Buffa è un libro appena uscito per Nutrimenti ed è anche un progetto web con uno scopo ben definito:

non dimenticare quello che è accaduto durante la guerra contro la popolazione civile italiana condotta dai nazifascisti tra il 1943 e il 1945. Un progetto semplice. Fatto di immagini e di parole. Di parole e di immagini. Le parole sono quelle che servono per cercare di dare corpo alle emozioni, come quelle del libro. Le immagini sono quelle di chi ha portato per sempre con sé il dolore di quegli anni.

Partecipare al progetto è semplice. È sufficiente scrivere qua sotto [qui il link, ndb] quello che si è visto allora. O un pensiero, un ricordo. O anche solo il modo per essere rintracciati e raccontare.

Quello che ne nascerà non lo so: racconti da pubblicare qui sul web, una nuova edizione del libro, una semplice raccolta di ricordi… Quello che Io ho visto diventerà lo deciderà soprattutto chi deciderà di parteciparvi.

Al momento nel libro sono raccolte trenta storie di sopravvissuti alle stragi nazifasciste mentre in rete, nella sezione dedicata alle fotografie, ci sono i volti di queste persone. Volti accompagnati dai rispettivi nomi, dalla località in cui i fatti si sono consumati e da una breve descrizione di ciò che accadde.

1980-2012, la strage alla stazione di Bologna nelle parole dei feriti e dei partecipanti alla commemorazione dopo 32 anni

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2 agosto 1980, la parola ai feriti della strage alla stazione di Bologna e a chi ha partecipato alla commemorazione. Il video è di David Marceddu ed è stato pubblicato sul Fatto Quotidiano.

2 agosto 1980, #ioricordo: e Tumblr diviene luogo in cui andare “verso una memoria condivisa” della strage alla stazione di Bologna

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2 agosto - Verso una memoria condivisa

Due agosto – Verso una memoria condivisa è lo spazio Tumblr dell’Associazione fra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. L’iniziativa viene spiegata così:

L’anno scorso, in occasione delle celebrazioni per il 2 agosto, lo staff della rete civica Iperbole ha lanciato sui social media la costruzione di un “ricordo collettivo”, chiedendo alla rete sociale (su Twitter e Facebook attraverso l’hashtag #ioricordo) di condividere il proprio personale 2 agosto 1980, per coinvolgere anche chi a quell’epoca non c’era o era troppo piccolo per avere una memoria precisa: tante piccole testimonianze che unite hanno formato così un unico e per certi versi nuovo “ricordo”.

Aggiunge in una nota Matteo Lepore, l’assessore alla comunicazione del comune di Bologna:

Ricostruire la strage del 2 agosto attraverso le storie delle vittime e le testimonianze personali ci permette, parendo dal basso, di mantenere viva in modo potente la memoria di quel tragico giorno. Dico questo pensando soprattutto alle generazioni che non hanno vissuto in prima persona quel periodo storico. La possibilità di condividere contenuti e valori attraverso i nuovi media sociali può inoltre stimolare in modo innovativo la riflessione su questo tema.

Archivi per la memoria: a Bologna verranno digitalizzati oltre mille faldoni di indagini sul terrorismo

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Rete degli archivi per non dimenticare

C’è un pezzo della storia recente d’Italia, quella che riguarda il terrorismo, che a Bologna può essere quantificato in 1.108 faldoni, 86 scatole e 190 metri di lunghezza. È quanto viene conservato dal tribunale del capoluogo emiliano e che ora confluirà negli Archivi per la memoria, progetto che nasce su impulso di una serie di associazioni, tra cui il Centro di documentazione Sergio Flamigni di Oriolo Romano.

Si tratta di quella organizzazione che, partendo dal materiale raccolto dal senatore del Pci nato a Forlì, è partita con una delle principali banche dati storico-politiche e che dal 2005 è impegnata nella costruzione della Rete per gli archivi per non dimenticare che contribuisca a “una verità storica condivisa e che restituisca dignità e giustizia alle tante vite di donne e uomini bruscamente interrotte dalla violenza e dalla strategia del terrore”.

Il frangente bolognese del progetto parte in questi giorni con le attività di riordino e catalogazione degli atti giudiziari conservati in Emilia Romagna. Atti che riguardano tre i vari filoni l’esplosione alla stazione del 2 agosto 1980, ma anche l’indagine sull’Italicus del 4 agosto 1974, quella sull’assassinio del giuslavorista Marco Biagi ucciso dalle Nuove Brigate Rosse o sul terrorismo neofascista. E a seguire, dopo queste prime fasi, si provvederà alla digitalizzazione dei documenti e i file prodotti verranno infine riversati nell’Archivio di Stato di Bologna. A operare materialmente sono i volontari dell’Auser, che ha sottoscritto una convenzione reiterata da un triennio con il tribunale, mentre il coordinamento è affidato alla Corte d’Assise.
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