Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘scatti’ Categoria

La Moskitia, Gracias a DiosVia ultimo:

“Le popolazioni indigene hanno pari diritto di godere del livello più alto possibile di salute mentale e fisica e quindi hanno il diritto all’accesso a tutti i servizi sociali e sanitari senza alcuna discriminazione sulla propria terra”. Così si legge nella Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni, eppure nella Moskitia honduregna nel Dipartimento di Gracias a Dios il tasso di mortalità neonatale è di 22 morti su 1000 nascite e il tasso di mortalità infantile è di 77 su 1000. Il libro La Moskitia, Gracias a Dios – una sonrisa para los Miskitos, di Nanni Fontana, che sarà presentato presso Caminadella Dolci, in via Caminadella 23 a Milano, sabato 20 dicembre dalle ore 17.30. I proventi della vendita del libro serviranno ad acquistare una clinica mobile, un’imbarcazione con personale medico attrezzata per fornire assistenza sanitaria di base agli indios Miskitos in Honduras.

Da qui può essere scaricato un estratto del volume fotografico realizzato in collaborazione con Imagine Onlus.

  • Nessun commento
  • Scritto per scatti
  • Nonostante la vostra cortese ospitalita'Nonostante la vostra cortese ospitalità è una mostra fotografica che verrà inaugurata a Bologna il prossimo 15 dicembre e che sarà visitabile fino al 20 gennaio (Ala Collamarini dell’Accademia di Belle Arti). Specifico l’argomento, riassunto nel sottotitolo dell’esposizione: dalla chiusura dei manicomi alla tutela della salute mentale oggi. Iniziativa concepita all’interno del trentennale della legge 180/78, quella che viene ricordata anche attraverso il nome del suo artefice, Franco Basaglia, e curata dall’artista Tomaso Mario Bolis e dal docente di storia della fotografia Claudio Marra, ecco come viene presentata la mostra:

    Persi definitivamente gli edifici che contenevano i manicomi e le loro scenografie e cancellate la perentorietà, l’unicità, la sicurezza e l’istituzionalità dell’ospedale psichiatrico, la sfida della fotografia è quella di riuscire a dare immagini efficaci del disagio mentale tra noi. La fotografia comunica al di là degli stereotipi il disagio che, nonostante la grande rimozione, sicuramente non è scomparso, ed esplora nuovi luoghi, nuove esperienze di vita, lo spazio conquistato per la piena espressione delle persone.

    Accanto agli scatti più recenti, un’area dell’esposizione è dedicata ad immagini storiche dell’istituto Roncati.

    (Via OltreGomorra)

    Photojournalism, Technology and EthicsLiberamente scaricabile dalla rete in formato pdf, il testo Photojournalism, Technology and Ethics: What’s Right and Wrong Today? realizzato e messo a disposizione dall’agenzia Black Star mette a confronto tre ere del fotogiornalismo – passata, quella recente fino al ventesimo secolo e ciò che potrà forse essere nel futuro prossimo – e cerca di delineate un rapporto corretto tra ricorso alla tecnologia e genuinità di un’immagine. Che – raccomanda la guida – non va alterata nel momento in cui si racconta per fotografie perché, come scritto nell’indice, le “nostre foto devono sempre raccontare la verità”.

    Con un’impostazione verso l’informazione dal basso non sempre condivisibile – i toni verso i contenuti self made spesso tornano a sottolineare talvolta il refrain dell’autorevolezza della fonte e della qualità del contenuto – il testo risulta comunque interessante anche per cui si avvicina alla fotografia da una prospettiva che non è quella di un fotoreporter di professione. Di fatto, oltre a raccomandare di evitare gli artifici del fotoritocco se si vuole conservare la genuinità della realtà che si ritrae, racconta dell’approccio di fotografi celeberrimi come Robert Capa e fa una cronistoria della manipolazione fotografica con relative controversie anche legali.

  • Nessun commento
  • Scritto per scatti
  • Canadian troops in their trenches during World War IUn archivio fotografico che parte dalla seconda metà del XIX secolo e arriva a oggi. Lo segnala Lsdi quando scrive che va online l’archivio di Life. O almeno ci sta andando. E quando si dice l’archivio, si intende proprio la quasi totalità delle fotografie della celebre rivista, quando il progetto sarà ultimato: nel momento in cui tutto sarà digitalizzato e in rete, ci saranno 10 milioni di immagini, pari al 97 per cento dell’intero patrimonio, disponibili attraverso un accordo tra Google e Time Inc. L’archivio digitale viene suddiviso per annate e per argomenti ed ecco che racconta di quanto c’è a oggi Lorenzo Di Palma su TheInquirer.it:

    La collezione di immagini digitalizzate comprende foto e incisioni prodotte per Life Magazine a partire dagli anni ’70 e riporta “in vita” immagini storiche – scattate da maestri della fotografia come Alfred Eisenstaedt, Gjon Mili e Nina Leen – altrimenti destinate a un polveroso archivio.

    Hiroshima: The Lost PhotographsLe foto perdute di Hiroshima che ritraggono gli effetti del dopo bombardamento atomico del 6 agosto 1945. Ne riferisce nel pezzo Hiroshima: The Lost Photographs lo scrittore e documentarista Adam Harrison Levy su DesignObserver.com (che riprende un precedente articolo più breve apparso su Guardian Weekend Magazine) raccontando in partenza del ritrovamento: stipate dentro valigie che erano state buttate via come roba vecchia e scoperte da un uomo che portava il cane a fare un giretto. Detta così, sembra una storia inventata. Eppure – sostiene l’autore dell’articolo – quell’uomo esiste, è quasi un suo omonimo (si chiama Don Levy, anche se – precisa – non ci sono parentele), gestisce con la moglie una tavola calda a Watertown, un sobborgo di Boston, e con lei si chiede che fare di quelle immagini, su cui era stato scritto a mano “Hiro”. All’inizio i due coniugi non fanno nulla, ma poi decidono di seguire il consiglio di una cliente: contattare un gallerista di New York che le trasforma in una mostra senza però destare quella volta alcuna attenzione.

    La storia delle immagini, prima e dopo il ritrovamento, prosegue come se fosse un’avventura che si conclude all’International Center of Photography dove sono riunite nella collezione “Hiroshima: The United States Strategic Bombing Survey Archive”. Qualunque sia, comunque, l’esatto percorso delle fotografie, scattate da un team di scienziati statunitensi nella seconda metà del settembre 1945, sei settimane dopo il bombardamento, commenta Levy (lo scrittore, non il ristoratore di Boston):

    Since the invention of the camera in 1839, photography has marched in lockstep with death, especially death experienced in war. Starting with Alexander Gardener‘s and Matthew Brady‘s images of the American dead at Gettysburg, through Robert Capa‘s visceral images of the Spanish Civil War (made more immediate as a result of the camera having been freed from the restraints of the tripod), images of death and destruction have served to document war’s brutality.

    Infine, sempre a proposito di immagini (questa volta di un documentario, visibile qui) sono segnalate da Luigi Milani nel post sui fatti del 18 novembre 1978 che posero fine alla confessione del Tempio del popolo, fondata dal pastore protestante James Warren Jones.

    Spettacolo teatrale tratto dal libro 9 maggio ’78 – Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato di Carmelo Pecora.

    Verve PhotoVia Ultimo, si arriva a un post di 10000Words.net in cui vengono segnalati trenta fotoblog di particolare valore e di argomento eterogeo. Tra quelli elencati, Verve Photo, opera di Geoffrey Hiller, è quello che m’ha colpito di più. Sarà per l’impostazione documentaristica o perché le immagini pubblicate corrispondono bene ai pricipi in base ai quali il blog è stato creato:

    Verve is a reminder of the power of the still image. Verve will also point you to new photo agencies, publications and inspiring multimedia projects.

    Di ogni fotografia pubblicata, il post corrispondente racconta la storia e dà informazioni sull’autore.

  • Nessun commento
  • Scritto per blog, scatti
  • Click on the road

    Click on the road – Prima parte, il reportage fotografico di Andrea Spinelli:

    Un reportage sul Kosovo, tante le città viste: da Pristina a Djakova, Pritzren, Klina, Urosevac, Letnica etc… Questa prima raccolta di scatti fatti in strada, da qui il titolo, vuole trasmettere a chi osserva una panoramica sulla vita di questo paese, a poche centinaia di chilometri da noi, ma forse se ne parla troppo poco e diventa in realta, lontano.

    E ancora sui Balcani da Peacereporter: Massacro di Srebrenica: trovata nuova fossa comune. I fatti risalgono al 1995.

    È uno dei tatuaggi di Alice Banfi, che non disegna solo sul suo corpo. Un personaggio da scoprire, oltre che un’ottima scrittrice, che di sé dice:

    Quando ero piccola mi mangiavo le formiche. Ho sempre in borsa le bolle di sapone: primo perché sono belle secondo ma non meno importante, perché se mi dovessero legare ad un letto sono molto utili, spalmandosele sulle caviglie e talloni, il piede esce abbastanza facilmente dalla fascetta di contenzione.

  • 1 commento
  • Scritto per scatti
  • Distruzione mutua assicurata

    Nel contesto dell’imminente distruzione del mondo, l’ipocrisia, le incomprensioni, la lascivia, la paranoia, l’ambizione, gli eufemismi, il patriottismo, l’eroismo ed anche la ragionevolezza possono evocare un’orribile risata.

    Da Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb, proiezione del 26 luglio 2008 in piazza Maggiore, BolognaEstate08.

    (Per maggiori informazioni sul titolo dato all’immagine: distruzione mutua assicurata)

  • Nessun commento
  • Scritto per scatti
  • Sì, l’immagine è assolutamente imperfetta: scattata al buio senza flash e non sono riuscita a trovare una quadratura accettabile. Ma il movimento descritto dalle gonne delle signore che ballano da sole il liscio alla Festa di Liberazione di Bologna è irresistibile. Almeno per me.

    Dervisci militanti, inserito originariamente da _shalom.

  • Nessun commento
  • Scritto per scatti
  • Gay Pride 2008 - Bologna

    Gay Pride 2008 a Bologna.

    Uniformed Letter Carrier with Child in MailbagThe Commons su Flickr, anche se non è proprio una novità (è stato lanciato lo scorso gennaio), è un progetto di grande interesse: pubblica le fotografie conservate negli archivi di alcuni istituti – al momento quelli che hanno aderito sono Libreria del Congresso (3815 elementi), Powerhouse Museum (550 elementi), Brooklyn Museum (2849 elementi) e Smithsonian Institution (862 elementi) – e sulle quali sono scaduti i diritti (o per le quali non è stato possibile identificare il nome dell’autore né altre informazioni che servissero per individuare i detentori dei diritti): la dichiarazione che si chiede agli enti che aderiscono è di nessuna restrizione nota sul diritto d’autore.

    A questo punto entrano in gioco gli utenti che, visitando le gallerie, possono aggiungere tag e commenti e quindi dare una mano a tracciare il profilo delle immagini. E questo è proprio l’altro cardine del progetto: mettere a disposizione perché chiunque possa “contribuire alla descrizione delle raccolte di foto pubbliche di tutto il mondo”.

    Insopportabile pressione

    Insopportabile pressione, inserito originariamente da _shalom.

  • Nessun commento
  • Scritto per scatti
  • Dialoghi da 25 aprile / 1

    Dialoghi da 25 aprile / 1, inserito originariamente da _shalom.

  • 1 commento
  • Scritto per scatti
  • Wikileaks affair


    A (s)proposito


    Foto Carlo Beccaria
    Per scrivermi, l'indirizzo è
    antonella[at]beccaria.org

    Sottoscrivi i feed RSS Inviami una mail Ascolta i miei podcast Seguimi su Flickr
    Seguimi su Twitter Seguimi su FriendFeed Seguimi su Facebook Seguimi su Scrive.it

    In libreria


    Divo Giulio
    Divo Giulio
    Collana Igloo
    Nutrimenti | Dal 14 marzo 2012

    PhotoStream

    In lettura


    La cavalcata dei morti

    La cavalcata dei morti
    di Fred Vargas
    Einaudi

    Ultime letture


    ADV



    Text Link Ads



    Licenze sui contenuti

    Creative Commons License
    I contenuti di questo blog, laddove non diversamente specificato, sono rilasciati con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

    Da Twitter


    Ultimi commenti

    Categorie

    Archivio


    Credits

    Copyleft © - "Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria" è realizzato con WordPress ed è ospitato da Carlo Beccaria. Il tema Illacrimo è stato creato da Design Disease e LifeSpy. La personalizzazione è opera di Claudio Cicali.