Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
10 Mar
Finora Jasmina Tesanovic, già citata più volte, era stata tradotta solo una volta in italiano. Era il 2000 e il libro si intitolava Normalità. Operetta morale di un’idiota politica (Fandango Libri). Forse, per leggere qualcos’altro di tradotto dell’attivista politica serba, occorreva una piccola e nuova casa editrice, le Edizioni XII, che a giorni inizierà a distribuire Processo agli Scorpioni:
cronaca del processo alla banda degli “Skorpion”, gruppo paramilitare serbo macchiatosi di terribili crimini di guerra durante la guerra del Kosovo, tristemente famosi per essere i protagonisti di un video – che ha fatto il giro di Internet – in cui sei prigionieri civili e quasi tutti minorenni vengono giustiziati a sangue freddo dopo essere stati malmenati e insultati.
Qui è possibile vedere un recente intervento dell’autrice balcanica alla LIFT08 di Ginevra mentre la prefazione del libro è stata scritta dal giornalista Luca Rastello, che di quell’area geografica e delle sue traversie già si era occupato. In ultimo, per chi fosse in zona, la presentazione del volume è in programma per il prossimo 20 marzo a Torino, presso la Scuola Holden. Il 12 marzo, invece, si parlerà del libro a Tempi Dispari su Rainews24.
9 Mar
Come Danilo Arona faccia a trovare il tempo di scrivere tutto quello che scrive me lo chiedo spesso. Fatto sta che, perfetta organizzazione del tempo o diabolici patti che racconta nei suoi libri, da Perdisa Editore mi è arrivato Santanta, più recente fatica dello scrittore alessandrino (o bassavillese):
È impossibile stare a letto in una notte del genere. Apro la porta ed esco. La sabbia scagliata a tutta velocità provoca dolore, soprattutto sotto le ascelle. Ed è una sabbia che sa di cenere. Nel vento si sentono urla stridule che provengono da un oliveto in alto, oltre la litoranea: pavoni, poveracci, che stanno morendo di paura. E un luccicchio sinistro mi saluta dalla casa vicina. Anche lei, tanto per cambiare, non dorme. E, tanto per cambiare, sta brandendo quella sua maledetta lama con la quale un giorno o l’altro provocherà un casino.
Insomma, quanto prima si passerà alla lettura. E, in ultimo (ma non ultimo), il libro sta dentro la collana Perdisa Pop diretta da Luigi Bernardi.
2 Mar
Dalla Madrid del 1939 alla Bagdad del 2003 per l’iniziativa Libri senza pace. Organizzato dalla biblioteca di Cologno Monzese, la stessa che ha dato un contributo determinante alla nascita della campagna Non pago di leggere contro il prestito bibliotecario a pagamento, l’incontro è fissato per il prossimo 7 marzo e si presenta con queste parole:
Dai giorni della guerra civile spagnola, in cui una generazione bibliotecaria difese palmo a palmo ogni metro di scaffale ancora integro, a quelli del saccheggio della Biblioteca nazionale di Bagdad, passando per il fuoco etnico che mandò in cenere le collezioni di Sarajevo, sembra essersi compiuto un ulteriore passo nella direzione di una violenza che non è più possibile definire semplicemente cieca. Per chi ha a cuore le biblioteche, i beni culturali e la pace, questa iniziativa è l’occasione per pensare a una strategia di protezione che sia anche un’opera di prevenzione.
Parteciperanno lo scrittore venezuelano Fernando Báez (Storia universale della distruzione dei libri), Blanca Calvo, direttrice della biblioteca spagnola di Guadalajara e curatrice della mostra Biblioteca en guerra, e Marco Capolupo, responsabile del progetto La casa dei libri di Bagdad, promosso da Un ponte per. A coordinare il dibattito sarà Massimo Belotti, direttore di Biblioteche Oggi.
25 Feb
“Rispetto alla realtà c’è ben poco”.
La repubblica del ricatto di Sandro Orlando è il ritratto di un paese che in decenni non è cambiato, ma che – rispetto ai tempi dell’infedele generale De Lorenzo – è per diversi aspetti peggiorato ancora, affidandosi com’è accaduto a personaggi improbabili, spioni mendaci, mercenari dell’informazione e abitué nell’abuso delle proprie prerogative professionali o istituzionali. Il sottotitolo del libro è esplicito, “dossier, segreti e depistaggi nell’Italia di oggi”, e i casi di cui si occupa sono tre: l’affaire Telecom-Sismigate, la vicenda Telekom Serbia e la commissione Mitrokhin. Che, quando saltano per aria, rivelano tutto il loro contenuto da commedia all’italiana che vede tra i propri protagonisti uomini di stato, aspiranti golpisti, professionisti della disinformazione o manager che aspirano alle scalate aziendali a suon di indagini private e illegali.
Non si dimentichi un elemento di base: per cinque anni, dal 2001 al 2006, c’è stato chi ha tenuto sotto controllo, spiato, intercettato e diffamato giornalisti, magistrati, politici e appartenenti alle forze armate. Per colpire gli avversari sono stati per esempio fabbricati dossier falsi. A realizzarli era un oscuro funzionario con ufficio in pieno centro romano, quel Pio Pompa che, unico sfigato in un mondo di galantuomini, da tutta quella vicenda sembra averci guadagnato solo lo scaricamento del suo capo, Nicolò Pollari. Quest’ultimo – una carriera che lo ha portato a diventare generale della guardia di finanzia e al vertice del servizio militare dal 15 ottobre 2001 al 20 novembre 2006 finendo per essere coinvolto, oltre che nello scandalo Telecom-Sismi, anche nel rapimento dell’imam Abu Omar – un galantuomo però deve esserlo per forza: chi ne dubita pensi che nel gennaio 2007, lasciato il suo ufficio a Forte Braschi, ha “meritato” una promozione diventando consigliere di stato alle dirette dipendenze della presidenza del consiglio dei ministri. Altrettanto dovrebbe forse dirsi di un altro personaggio di questa vicenda, Renato Farina, conosciuto in certi ambienti come la “fonte Betulla“, che ha gentilmente (ma non gratuitamente) prestato il “suo” Libero ai depistaggi di Pompa (e per questo è stato radiato dall’ordine dei giornalisti), ma subito dopo è stato candidato all’Ambrogino d’Oro, onorificenza che il comune di Milano assegna a quei cittadini che con le loro attività hanno dato lustro al capoluogo lombardo, e oggi dimostra di aver piantato le radici in un terreno generoso dato che probabilmente sarà candidato a un ruolo ben più influente, un seggio parlamentare per il centro-destra.
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16 Feb
«Dio dei ladri, uccidimi prima che canti».
Renato Vallanzasca è il simbolo della certezza della pena: compirà cinquantotto anni a maggio e, tra riformatorio e carcere, ne ha trascorsi oltre trentacinque dietro le sbarre. Condannato a quattro ergastoli, per lui – a differenza di molti altri, stragisti compresi – le porte della galera non si riaprono, malgrado la richiesta di grazia recentemente respinta e i benefici di legge che non arrivano mai, tanto da aver fatto lievitare a sessantuno gli anni di reclusione del bandito milanese. La cui vita sembra segnata da un destino criminale fin dall’infanzia, racconta Etica criminale – I fatti della banda Vallanzasca di Massimo Polidoro, quando il Grande Circo Medini pianta le tende alla periferia del capoluogo lombardo, in zona Lambrate, e i fratellini Vallanzasca, Renato e Francesco, proprio non ce la fanno a vedere gli animali maltrattati dentro le gabbie. Così decidono di farli evadere, ma il futuro bandito finisce in questura e capisce, in attesa che i genitori vengano a recuperarlo, che «cinghiate o non cinghiate, ne era valsa la pena».
L’evasione è una costante nella vita del Vallanzasca criminale. Ogni volta che viene arrestato, ci prova e sorride, il “bel René”, perché sa che l’ostacolo tra lui e la libertà è solo temporaneo. Almeno fino all’Asinara, nel 1996, quando da un’ispezione nella sua cella trovano una pistola e un telefono cellulare. Forse è proprio quello il momento in cui finisce la carriera di un personaggio che ha attraversato la storia del crimine italiano facendo di sé una specie di leggenda: imprendibile, temerario, raffinato, spendaccione e passionale. Che ha rapinato e assaltato, si è dato alla macchia e sequestrato tenendo l’ostaggio – l’adolescente Emanuela – in prigioni d’oro perché roba come l’anonima non è neanche lontanamente concepibile. E si è assunto la responsabilità morale degli omicidi commessi dai suoi in azioni o conflitti a fuoco condotti autonomamente, al di fuori delle attività del suo gruppo.
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13 Feb
Dal blog di Lorenzo Guadagnucci, Noi della Diaz, sei anni dopo:
È appena arrivata in libreria (e in molte botteghe del commercio equo e solidale) la nuova edizione aggiornata di Noi della Diaz, che uscì nel gennaio 2002, pochi mesi dopo i fatti di Genova. Questa nuova edizione contiene un’ampia introduzione, scritta da me: da un lato è un aggiornamento sugli sviluppi processuali, dall’altro un bilancio politico dei sei anni e più trascorsi dal tragico luglio genovese. E’ un bilancio non positivo, dia risvolti allarmanti, perciò ho voluto intitolare la prefazione “Democrazia umiliata”.
In appendice c’è l’altra novità rispetto all’edizione originaria: il “diario dal cercere” scritto da Paolo Fornaciari, che fu arrestato il 20 luglio 2001 in via Tolemaide senza alcun motivo, per essere poi pestato dai carabinieri (anche all’interno del Forte San Giuliano, la “Bolzaneto” dei carabinieri, cu sui però non c’è stata alcuna inchiesta della magistratura). il diario di Paolo rende bene lo stato d’animo di tanti cittadini arrivati a Genova per dare anima e corpo a un movimento di protesta e di proposta che pareva destinato a raccogliere grandi consensi, e sorpreso dalla inusitata violenza dello Stato.
12 Feb
Tra i “colleghi” di casa editrice (Stampa Alternativa), Mario La Ferla è uno degli autori che ho avuto modo di apprezzare. Per cui non posso che essere contenta del suo ultimo libro, in uscita in questi giorni, Compagna Marilyn – Comunista, spia, cospiratrice. I retroscena della vita e della morte di Marilyn Monroe in un rapporto segreto dell’Fbi:
Da 46 anni si continua a parlare di Marilyn Monroe, ma il suo ritratto appare ancora nebuloso perché manca un capitolo fondamentale della vita sua e dell’America. È il capitolo raccontato in questo libro: la storia della “bomba del sesso” che, grazie allo stretto legame con i Kennedy, conosce i segreti politici e strategici del suo Paese e li passa ai compagni comunisti rifugiati in Messico. Chi è stato a cucire addosso a Marilyn questo ruolo da novella Mata Hari rossa, bollata come “nemico pubblico dell’America”? Il famigerato Edgar Hoover che, in un dossier di oltre tremila pagine costruito come arma di ricatto contro John e Robert Kennedy allo scopo di conservare la guida dell’Fbi, non esita a dare in pasto ai carnefici la sua vittima sacrificale: Marilyn.
Sapevo che dopo aver lavorato al libro precedente – La biga rapita, incentrato sulla vicenda del carro etrusco “scippato” per una miseria dal banchiere americano JP Morgan e oggi esposto al Metropolitan Museum di New York e seguito da una specifica campagna – aveva messo le mani su un malloppo di documenti inediti a proposito dell’attrice americana e che ne avrebbe tratto un libro. Ricevuto nei giorni scorsi, si preannuncia una lettura più che interessante.
3 Feb
Figli, fratelli, mogli, ex mogli, intere famiglie al seguito. E molti soldi che girano. Prima del crollo, dentro il Palazzo si fa festa. Non senza insulti, dispetti e aggressioni. Carmelo Lopapa racconta quello che ha visto e sentito. Il suo viaggio comincia dalla testimonianza inedita di un funzionario, uno di quelli che dentro il Parlamento ci ha passato una vita. Leggere come impiegano il tempo molti dei nostri parlamentari può far ridere: c’è chi vuole una legge per valorizzare il tortello di zucca o per indire la giornata del maccherone, chi vuole un casinò, un bagno turco, le terme per tutti (solo il 7,3% delle leggi sono approvate, contro il 50% della Germania e l’86 della Spagna). Ma fa anche rabbia vedere come trionfi il trasformismo (“Voltar gabbana è nel DNA degli italiani” dice Mastella), si moltiplichino i Fratelli (“Io non rinnego la massoneria”, parola di onorevole) e i “laici devoti” alla Chiesa.
A partire dalla legge Maccanico gentilmente offerta dal centrosinistra al Cavaliere nel 1997, per proseguire col decreto salva-Rete4 e con la legge Gasparri varati dal governo Berlusconi II tra il 2003 e il 2004. Giusto in tempo per il suo probabile ritorno a Palazzo Chigi, dunque, si ripropongono intatti i nobili moventi della sua “discesa in campo” del ‘94: salvare le sue televisioni da una qualunque legge antitrust e salvare se stesso dai processi (a Milano stanno per chiudersi quelli per i fondi neri Mediaset e per la corruzione del testimone David Mills, a Napoli sta per aprirsi quello per la tentata corruzione di Agostino Saccà e di alcuni senatori). La soluzione ideale sarebbe depenalizzare anche la corruzione e trasferire la Corte europea da Lussemburgo a Brescia, o ad Arcore, per legittimo sospetto.
27 Jan
Presentato lo spettacolo Il fiume rubato tratto dal libro Cent’anni di veleno di Alessandro Hellmann:
“Hai mai visto Bormida? Ha l’acqua color del sangue raggrumato, perché porta via i rifiuti delle fabbriche di Cengio e sulle sue rive non cresce più un filo d’erba. Un’acqua più porca e avvelenata, che ti mette freddo nel midollo,
specie a vederla di notte sotto la luna.”
(Beppe Fenoglio, “Un giorno di fuoco”, Einaudi 1988)L’incredibile e travagliata storia della Val Bormida e dell’ACNA di Cengio: la nascita della fabbrica, le lotte degli abitanti della Valle contro l’inquinamento, il rapporto con il versante ligure, la sua inevitabile unione con la storia dell’industria chimica nazionale, la sua chiusura. Tra ricordi d’infanzia e situazioni in bilico tra il drammatico e il grottesco, si snocciola una storia epica e struggente di battaglie, di mobilitazioni, di conflitti tra il mondo contadino e il mondo dell’industria, di convenienze politiche e di interessi del capitalismo, di zone frazionate in maniera illogica, di collusione tra poteri più o meno occulti. Per capire e riscoprire la capacità di indignarsi.
Promo video dello spettacolo.
21 Jan
Giuseppe Genna scrive su Macchianera che è uscito Hitler (si spera per sempre, dalle nostre vite):
La pauperistica premessa è per annunciare che è in tutte le librerie l’ultimo romanzo pubblicato dal sottoscritto: si intitola Hitler ed è il primo romanzo al mondo sulla vita petecchiale del più grande carnefice della storia umana, dalla maledetta culla al benedetto bunker. Sul mio sito (che è ospitato sempre da Gianluca Neri, ma ciò non vuol dire che abbiamo un DICO in corso, io e lui) c’è un’abbondanza imbarazzante di riflessioni su come è nato ed è stato steso il libro, in una sezione appositamente dedicata (anche perché, se l’avessi dedicata casualmente, sarei un cretino, il che non esclude che comunque non lo sia).
20 Jan
La storia segreta dell’impero americano di John Perkins torna su alcuni temi già affrontati nel precedente libro, Confessioni di un sicario dell’economia, e li approfondisce – o raduna – suddividendolo per aree geografiche. E dimostrando per ognuna quali siano stati, almeno negli ultimi quarant’anni, i sistemi di ingresso e condizionamento di politica ed economia singole nazioni. Nell’ultima parte, Perkins stende una serie di punti che legano trasversalmente le diverse vicende che tratta e li elenca per fare un punto della situazione attuale:
17 Jan
Futures From Nature: 100 Speculative Fictions is an anthology of 100 short-short science fiction stories originally published on the back page of the prestigious weekly science journal Nature. The stories come from all matter of writers — science fiction professionals, working scientists, science writers (there’s even one — rather good — story written by a scientist’s 12-year-old daughter!), and take all manner of approaches to the challenge [...]. Many of these stories are flat-out brilliant, and not all of those come from professional writers (though sf pros like Bruce Sterling, Ben Rosenbaum, Joan Vinge, Kathryn Cramer, Robert Charles Wilson and Toby Buckell all have superb little gems here). Clearly, many scientists have a frustrated sf writer lurking within them.
Il link alla scheda del libro.
16 Jan
Ancora dalla parte delle bambine, il libro che Loredana Lipperini ha scritto raccogliendo il testimone di Elena Gianini Belotti, autrice nel 1973 di Dalla parte della bambine, non va a caccia di omicidi. Ma al suo interno si rintracciano elementi che aiutano a comprendere come sia possibile che la vita di una donna finisca per mano di un familiare. Partiamo dai numeri:
tra il 2000 e il 2005 si sono contati in Italia 495 omicidi tra coppie e quasi nove volte su dieci sono stati gli uomini a uccidere [...]. Nel febbraio 2007, vengono pubblicati i risultati dell’indagine Istat sulla violenza contro le donne in Italia: 6.743.000, il 31% delle donne tra i 16 e i 10 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Responsabile di aggressione fisica o stupro è nel 70% dei casi il marito o il compagno. Controprova. Nel rapporto Eures-Ansa, “L’omicidio volontario in Italia”, i numeri ci dicono che un omicidio su quattro avviene tra le mura domestiche. Il 70% delle vittime sono donne, soprattutto casalinghe, uccise quasi unicamente per ragioni passionali o in seguito a liti e difficoltà coniugali.
Il problema non è etnico o religioso. Non c’entrano il livello reddittuale o quello scolastico. Né la latitudine. In un mondo in cui l’universo femminile è rosa fin dalla nascita, in cui Paris Hilton istruisce sulla bellezza del nulla e le Winx allungano le distanze sui prodotti della Mattel a suon di magia e grazia, emerge dalle riflessioni di Loredana Lipperini un percorso culturale che torna – più che in passato – ad attribuire al genere un ruolo definito nelle dimaniche sociali. Ruolo che non è scevro dalla propagazione di strategici sensi di colpa per chi lo viola e anche, paradossalmente, per chi lo rispetta.
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15 Jan
Da 24sette.it. E la data dell’uscita è fissata per il 23 gennaio. Evviva per Monica Viola, il cui Tana per la bambina con i capelli a ombrellone viene pubblicato con Rizzoli:
Roma, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli Ottanta: la bambina con i capelli a ombrellone cresce in una famiglia numerosa, caotica e vecchia maniera, con un padre autoritario, una madre dolcissima, sorelle, fratelli e una nonna rinchiusa nel suo passato di sogno. Inciampa nella vita e nelle sue spine più aguzze, subisce lacerazioni traumatiche (le molestie sessuali), sbanda, ma si reinventa con nuova, sorprendente, trascinante vitalità. Il romanzo di Monica Viola è la storia interiore di una bambina che diventa donna e la reinvenzione di un’epoca tormentata attraverso uno stile semplice e incisivo e uno sguardo penetrante sulla realtà. Il sito dell’autrice, ricchissimo e pieno di sezioni, contiene il booktrailer, le indicazioni della colonna sonora che accompagna le pagine del libro e gli audioclip relativi.
Qui articoli sull’edizione uscita per VibrisseLibri e qui invece una precedente segnalazione.
4 Jan
Del blog Regret the Error – dedicato a correzioni, ritrattazioni, richieste di chiarimenti su ciò che si scrive sui giornali – si era parlato qualche tempo fa come di particolarità non solo in rete, ma anche sulla carta stampata o in altre forme di giornalismo tradizionale. Il suo autore, Craig Silverman, però non si è fermato alla sola presenza online ed è andato oltre scrivendo il libro Regret the Error: How Media Mistakes Pollute the Press and Imperil Free Speech, pubblicato dalla canadese Union Square Press-Penguin Group, che si differenzia rispetto al blog:
While some of the errors can be laugh-out-loud funny, the book contains a sobering journey through the history of media mistakes (including the outrageous hoaxes that dominated newspapers during the circulation wars of the 19th-century) and a serious muckraking investigation of contemporary journalism’s lack of accountability to the public. It shines a spotlight on the media’s carelessness and the sometimes tragic and calamitous consequences of weak or non-existent fact checking.
La prefazione è stata scritta da Jeff Jarvis di BuzzMachine.com e sono disponibili a titolo di saggio solo un estratto del testo, Obiticide: death by media, la bibliografia e, ovviamente, le correzioni apportate all’edizione stampata.