“Mafia da legare”: quando e come a cosa nostra convenuto simulare la malattia mentale

Standard

Mafia da legareUn altro libro che si preannuncia interessante, questa volta appena uscito per la casa editrice Sperling & Kupfer. Si tratta di Mafia da legare – Pazzi sanguinari, matti per convenienza, finte perizie, vere malattie: come Cosa Nostra usa la follia dello psichiatra Corrado De Rosa e della giornalista Laura Galesi:

Nel codice d’onore di cosa nostra non c’ spazio per la follia. Il mafioso si comporta in modo irreprensibile nella vita privata e in quella pubblica, ascolta, tutto sa, agisce nell’ombra, non perde mai il controllo. Per lui “pazzo” un insulto, un’arma per delegittimare un delatore o attaccare chi diventato troppo scomodo. Il boss un uomo tutto d’un pezzo, o almeno cos si dipinge.

Eppure, in molti casi, pronto a trasformarsi, per convenienza, in un matto da manuale: un comodo ed efficace escamotage per arrivare alla villeggiatura del manicomio giudiziario o, addirittura, degli arresti domiciliari evitando cos il carcere duro e magari anche il processo. Mafia da legare il primo libro che raccoglie e analizza le varie forme di “follia”, a volte vera, molto spesso presunta, che hanno colpito Cosa Nostra. Da quella usata per screditare nemici e traditori a quella simulata che salva dalla prigione, fino alla psicopatia reale e feroce dei criminali sanguinari. Non solo: non c’ follia se non c’ nessuno che “ci crede”.

Del volume ne disponibile anche la versione Kindle.

La storia di Marta, del manicomio San Giovanni di Trieste e di un’alba che arriva quando sembra ormai perduta

Standard

Marta che aspetta l'alba di Massimo PolidoroIl prossimo 29 agosto saranno trascorsi 31 anni da quando mor Franco Basaglia, l’anima della legge 180 con cui si riformava la psichiatria in Italia e si chiudevano i manicomi. Ci sono due storie che possono rievocarla in termini efficaci, la figura del riformatore dell’approccio e della cura della “pazzia”. Sono le storie di una paziente e di un’infermiera, raccontate nel libro appena uscito per Piemme Marta che aspetta l’alba, scritto dal saggista e divulgatore Massimo Polidoro.

Si inizia nel 1967, 15 luglio per la precisione, a Trieste, dove Marta sta per festeggiare il suo diploma di maturit e fantastica del futuro rimpiangendolo quasi in anticipo con la sorella maggiore, Giuliana. Sar l’ultimo scorcio di felicit per la ragazza perch, appena partita per la Gran Bretagna alla ricerca della libert e della vita adulta, torna a casa a causa di un incidente in cui muoiono entrambi i genitori. E la sorella, neosposa di un buon partito del posto, non potr fare nulla per salvarla dall’alcolismo e poi dall’internamento al San Giovanni, il manicomio di Trieste, dove Marta sprofonder nel girone dei “sommersi”, come li intendeva Primo Levi, e poi nella lobotomia.

Domani di Maurizio ChiericiLa seconda storia, invece, quella di Mariuccia Giacomini, andata in moglie a 19 anni all’uomo che pensava quello giusto, e che poi sfida i preconcetti pre-legge sul divorzio lasciandolo e seguendo il suo istinto vitale. Per deve trovarsi un modo per mantenere se stessa e la sua bambina. Lo trova cominciando a fare l’infermiera proprio al San Giovanni. Un lavoro che significa a lungo sgrassare pavimenti, lavare i pazienti, passare i vetri. Fare la sguattera, insomma.
Continue reading