“Ribelliamoci. L’alternativa va costruita”: Luciana Castellina racconta ci che viene dopo l’indignazione

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Ribelliamoci. L'alternativa va costruitaRibelliamoci. L’alternativa va costruita (Aliberti, 2011) un gran bel libro scritto da Luciana Castellina con interventi di don Andrea Gallo, Margherita Hack, Gianfranco Mascia, Germano Nicolini, Tino Tellini, Marco Travaglio ed Enrico Vaime. Anche in questo caso lo spunto nasce dall’ormai celebre Indignez vous! di Stphan Hessel (se ne parlava qui e nel frattempo uscito anche per in italiano per i tipi di Add Editore).

Ecco cosa aggiunge il testo di Castellina a un dibattito sull’indignazione che inizia a comporsi di pi voci:

Si tende a pensare che la propria generazione sia migliore di quelle che le sono succedute. Se a me piace molto il vecchissimo Stphane Hessel, che di anni ne ha novantadue, undici pi di me che pure sono Matusalemme, proprio perch, anzich chiudersi nella nostalgia del suo passato, lo usa come un altoparlante per
mobilitare i giovani cercando di dar loro il massimo della fiducia. E li chiama a tramandare quanto di meglio stato fatto prima che nascessero. Ecco la parola che, insieme a indignazione, ribellione e responsabilit, vorrei esaltare: tramandare. Perch un passaggio di testimone indispensabile per dar senso alla storia dell’umanit.

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Indignarsi non basta, occorre costruire. Riflessioni politiche sul dubbio e sull’azione

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Indignarsi non basta di Pietro IngraoResistere, resistere, resistere. E costruire. Perch Indignarsi non basta, dice Pietro Ingrao nelle sue conversazioni con Maria Luisa Boccia e Alberto Olivetti nel libro che esce domani per Aliberti:

Bisogna costruire una relazione condivisa, attiva. Valuto molto pi forte il rischio che i sentimenti dell’indignazione e della speranza restino, come tali, inefficaci, in mancanza di una lettura del mondo e di una adeguata pratica politica che dia loro corpo. Che l’indignazione possa supplire alla politica e, in primo luogo, alla creazione delle sue forme efficaci illusorio.

Abbiamo iniziato nel dicembre del 2009 a intrattenere con Pietro Ingrao regolari conversazioni su alcuni argomenti e vicende, tra riflessione e memoria, con il proposito di stamparle in un volume al quale stiamo lavorando. divenuta per noi una consuetudine quasi settimanale. Nello scambio di vedute, approfondiamo alcuni temi ai quali Ingrao ha rivolto la sua attenzione, ma ci dedichiamo anche a questioni e fatti che nascono dalle vicende della cronaca politica di questi mesi.

Nei giorni scorsi, leggendo Indignez-vous! di Stphane Hessel, ci capitato di svolgere qualche considerazione sull’impegno politico. Al riguardo, Ingrao ha richiamato alcuni suoi maturati convincimenti espressi in varie occasioni. Accostiamo al testo un secondo colloquio tra noi, Io dico il dubbio.

L’appello all’indignazione di Emiliano Bazzanella passa per le parole chiave dell’attualit

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Indignatevi di Emiliano BazzanellaDi indignazione (e libri correlati) si parlava poco tempo fa (e se ne torner a parlare a breve per ulteriori novit). Una prima reazione il libro Indignatevi di Emiliano Bazzanella (Asterios Editore). Qui (in pdf, 95KB) si pu leggere l’introduzione mentre la presentazione del breve volume (32 pagine) d una serie di parole chiave per capire dove il testo va a parare:

Indignazione, indifferenza, inesistenza, ipocrisia, popolo, berlusconi, bossi, camorra, mafia, corruzione, moralit, prostituzione, chiesa, pedofilia, omofobia, partiti, compravendita, partito democratico, fascisti, ex-fascisti, destra, sinistra, precario, flessibile, welfare, lavoro, mirafiori, marchionne, consumismo, decrescita, PIL, informazione, la tv stupida, speculazione finanziaria, banche, derivati, shock-therapy, obama, lanatra zoppa, frau merkel, la bolla cinese, capital-comunismo, xenofobia, fondamentalismo, sicurezza, bossi-fini, edonismo, adulazione, conformismo.

(Via Marco Del Pozzo)

Stphane Hessel: “Indignatevi!”. Un breve libro per dare vita a un'”insurrezione pacifica” che faccia rete

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Indignez-vous di Stphane HesselPer sapere chi sia Stphan Hessel si dia un’occhiata alla voce che parla di lui su Wikipedia.fr. Lo scorso ottobre uscito il suo libro Indignez vous! (pubblicato dalle Indigne Editions di Montpellier) che cos si presenta:

Novantatr anni. La fine non lontana. Che fortuna poter approfittarne per ricordare ci che innesc il mio impegno politico: il programma elaborato settant’anni fa dal Consiglio Nazionale della Resistenza. Che fortuna potervi nutrire dell’esperienza di questo grande resistente, consolidatosi dopo le esperienze nei campi di Buchenwald e di Dora, co-redattore della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo nel 1948, diventato ambasciatore di Francia e della medaglia della Legion d’onore. Per Stphan Hessel, il motivo di base della Resistenza era l’indignazione. Certo, le ragioni di indignarsi nel mondo complesso di oggi possono sembrare meno nette rispetto a quelle dei tempi del nazismo. Ma cercare e troverete: la disuguaglianza crescente tra ricchissimi e poverissimi, lo stato del pianeta, il trattamento riservato agli irregolari, agli immigrati, ai rom, la corsa per avere sempre di pi, alla competizione, la dittatura dei mercati finanziari fino alla svendita delle conquiste della Resistenza, le pensioni, la sicurezza sociale… Per essere efficace occorre, oggi come ieri, agire mettendosi in rete: Attac, Amnesty, la Federazione internazionale dei diritti dell’uomo… ne sono la dimostrazione. Dunque si pu credere a Stphan Hessel e incrociare il suo cammino quando chiama a una insurrezione pacifica (Sylvie Crossman).

E di come questo breve libro (trentadue le pagine) si sia trasformato in un fenomeno (650 mila le copie vendute) lo si pu leggere sul Fatto Quotidiano nell’articolo da Parigi di Alessandro Verani intitolato Indignatevi! E il libretto di un 93enne partigiano francese diventa un caso editoriale:

Hessel un rivoluzionario? Non proprio. E non lo mai stato. Oggi vicino a Martine Aubry, segretario generale del Partito socialista, Hessel, un anziano monsieur pacato e sorridente, sempre stato un intellettuale dall’animo libero, di sinistra certo, ma senza eccessi […]. S, diventato l’idolo di tanti giovani. E si prende una sorta di rivincita personale. Ha provocato il risveglio di un popolo, finora molto passivo, ha sottolineato il filosofo Edgar Morin, suo amico. Ha ricordato alla sinistra che deve essere ribelle, umana e ottimista, ha sottolineato Harlem Dsir, numero due del Partito socialista. Che, nel frattempo, si sta dividendo sulla candidatura delle prossime presidenziali, previste nel 2012. E appare cos terribilmente lontano dalla sua base. La sinistra francese sar capace di sfruttare l’effetto Hessel?