Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
21 May
L’immagine sopra pubblicata (qui la sua versione in formato più grande) fa parte del progetto Istigazione alla Street Art per lo speciale elezioni 2013: una serie di adesivi da “scaricare, stampare e appiccicare sui manifesti elettorali (senza coprire volti, simboli, scritte)”. Sono messaggi che il Collettivo FX ha diffuso in giro in periodo di caccia ai voti e che hanno teso a dare un’alternativa agli slogan dei partiti. Un’attività, questa, che si integra con quella che il gruppo italiano conduce normalmente:
FX è un collettivo che ha come obiettivo inquinare il cemento armato urbano e di campagna. Sono esclusi gli stabili già deturpati dal tempo e dal buongusto, come palazzi, chiese, castelli, eccetera. Le incursioni o intrusioni sono realizzate direttamente dal Collettivo o in modo Collettivo, cioè coinvolgendo numerose persone che agiscono utilizzando il materiale prodotto dal collettivo (stickers, manifesti, quadri).
Il principio che regola le incurisioni o intrusioni è l’Articolo 9 della Costituzione Italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
(Via Wooster Collective)
2 May
Il documentario si intitola Salviamo la memoria, opera del videomaker Matteo Tortora, e quello pubblicato sopra è il primo trailer. Così si presenta il film:
È un progetto video che vuole restituire alla cittadinanza [...] il senso di una memoria che lentamente si sta sgretolando; gli eventi, le situazioni ma sopratutto le emozioni e i legami affettivi che la seconda guerra mondiale ha scardinato, talvolta distrutto, talvolta ferito cambiando per sempre il volto della nostra nazione, della nostra terra e dei nostri parenti.
Prima che il ricordo diventi soltanto rievocabile attraverso le parole scritte sui libri di storia, il nostro intento è perpetuare il ricordo vivo di chi ancora può testimoniare. Perché soltanto attraverso il racconto, che scaturisce dalle parole, dalle espressioni del viso, talvolta anche dalle lacrime che possono sgorgare dagli occhi, saremo in grado di percepire e di capire realmente l’impatto e le conseguenze che la guerra ha avuto.
Abbiamo paura che le nuove generazioni possano sentire troppo lontano quel periodo storico, perdere il contatto con chi lo ha vissuto e questo progetto di archiviazione digitale delle interviste è un primo passo per un progetto di recupero della storia che passi per la prima attraverso le testimonanze di persone comiuni, il vicino di casa o la nonna, che possano restituire a tutti aspetti persi, ricordi dimenticati, e fare luce su qualcosa che giorno dopo giorno diventa sempre più flebile e lontano.
Il documentario rientra nell’ambito di Produzioni dal basso e dunque chi volesse sostenerlo può farlo qui.
(Via Antonio Mainenti su Twitter)
30 Apr
Open Rights Group, attraverso Jim Killock, Peter Bradwell e Ben Zevenbergen, fa uscire in rete (in versione completa) il libro elettronico Digital Surveillance – Why the Snoopers’ Charter is the wrong approach: a call for targeted and accountable investigatory powers.
(Via Boing Boing)
19 Apr
Dopo Produzioni dal basso, ecco un progetto da tenere d’occhio, Distribuzioni dal basso, che si descrive con tre hashtag: #filmsharing, #folkfunding per nuovi meccanismi della condivisione cinematografica e #creativecommons per la libera circolazione delle idee. Inoltre si presenta così:
L’obiettivo del nostro progetto redazionale è quello di sostenere la circolazione di film e documentari indipendenti realizzati dalla nuova generazione di freelance, nata sull’onda del fenomeno Creative Commons e dei nuovi meccanismi di produzione basati sul crowdfunding.
Tutti i film e documentari che vedrai inseriti nel portale rispondono all’esigenza di costruire un modo nuovo di fare cinema e informazione. Potrai richiedere i titoli che più ti interessano, in formato DVD o FILE, attraverso un meccanismo economico di donazione, che permetterà contemporaneamente di sostenere la gestione del portale e di dare il giusto valore alle opere inserite nel portale.
Sono già poco meno di una quindicina i film distribuiti acquistabili in dvd oppure saricabili dal sito dietro una donazione, suddivisi per ambiente e territori, arte e musica, diritti umani e conflitti, economia e crisi, politica e attualità e sport.
15 Apr
Legal aid per l’informazione libera è un’iniziativa dell’italiana Open Media Coalition, il cui esordio è stato affidato circa un anno fa alla richiesta di chiarezza e meritocrazia – la campagna si chiama infatti Vogliamo Trasparenza – nella nomina degli esponenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante della privacy. Adesso si aggiunge il nuovo progetto che, ispirandosi a un analogo istituto statunitense, si presenta con queste parole:
Capita sempre più spesso che dinanzi a piccole e grandi minacce relative all’esercizio [della libertà di comunicazione di cui alla Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo e del cittadino] o di fronte ad autentiche aggressioni, specie i singoli cittadini e le imprese più piccole, si trovino dinanzi a un drammatico bivio: rinunciare a esercitare la propria libertà di informazione o imbarcarsi in lunghe e costose azioni giudiziarie dall’esito incerto. La campagna legal aid per la libertà di informazione lanciata da Open Media Coalition intende provare a sottrarre cittadini e imprese ad una simile inaccettabile decisione, garantendo loro supporto e assistenza legale contro ogni piccola e grande limitazione o violazione della propria libertà di informazione.
Per avviare l’iniziativa, attraverso il supporto di Justice Iniziative della Open Society Foundation e per affrontare gradualmente la questione a causa di una penuria di risorse, verranno scelte due vicende da seguire fino in fondo e da trasformare in casi di studio. E a questo proposito è disponibile in rete un form attraverso cui inviare le segnalazioni.
(Via Lsdi)
26 Feb
L’annuncio arriva dalla Rete degli archivi per non dimenticare. E così ecco che a Riccione a marzo arriva “Smokin Gun” per capire gli anni Settanta:
Giornali, riviste, musica, tv e letteratura per capire gli anni Settanta sono al centro dell’iniziativa “Smokin Gun”, progetto rivolto agli under 25. A Riccione, 4 appuntamenti a cadenza settimanale su terrorismo, strategia della tensione, pacifismo, Aldo Moro, Pier Paolo Pasolini e molto altro.
I partecipanti saranno messi nelle condizioni di realizzare prodotti radiofonici con materiali originali dell’epoca.
L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Riccione, in collaborazione con l’Associazione Ilaria Alpi e la Rete per gli Archivi per non dimenticare.Il progetto contempla 3 incontri di approfondimento sugli eventi che hanno segnato gli anni Settanta, attraverso l’analisi dei materiali stampa (giornali quotidiani, riveste, telegiornali) e delle produzioni artistiche dell’epoca (brani musicali, testi letterari, ecc.), allo scopo di fornire strumenti critici di lettura e sostenere la cittadinanza attiva dei giovani. Dal progetto emergeranno sicuramente i due principali filoni che hanno contraddistinto il periodo: il terrorismo e i movimenti.
Il coordinamento degli incontro è affidati alla grande Cinzia Venturoli del Cedost – Centro di documentazione storico politica sullo stragismo di Bologna.
25 Feb
Contiene anche documentazione fotografica il volume L’eredità di Antigone – Storie di donne martiri per la libertà del giornalista Riccardo Michelucci, già autore del libro Il conflitto anglo-irlandese. Otto secoli di persecuzione inglese. In uscita il prossimo 4 marzo per i tipi della casa editrice Odoya, questo nuovo lavoro di Michelucci, che ha la prefazione di Emma Bonino, viene descritto con queste parole:
Un viaggio attraverso quattro continenti, dentro le vite di donne che hanno lottato per i diritti civili e per la conquista della libertà, affrontando fino alle estreme conseguenze il supremo scontro tra la ragion di Stato e la coscienza individuale. Dall’Afghanistan agli Stati Uniti, dall’Argentina al Sudafrica passando per il Vecchio Continente: dieci biografie di donne che hanno incarnato l’antico conflitto tra imperativo morale e potere, divenendo archetipi universali di coraggio e sacrificio [...].
Riccardo Michelucci ripercorre le vicende di Sophie Scholl, Franca Jarach e Meena Keshwar Kamal, giovani capaci di sfidare le più spietate dittature del XX secolo. Racconta le vite intense di Marianella García Villas, Ruth First e Anna Mae Aquash, perseguitate e uccise perché difendevano i diritti dei più deboli. Rievoca le battaglie di Emily Davison contro le discriminazioni di genere nell’Inghilterra post vittoriana e quelle di Mairéad Farrell nell’Irlanda vittima del giogo inglese. Di Marla Ruzicka, cooperante statunitense morta in Iraq, e di Norma Parenti, staffetta partigiana divisa tra la maternità e la lotta di liberazione.
19 Feb
Sul sito dell’Anpi Mauro De Vicentiis recensisce un libro uscito a inizio autunno, I martiri ardeatini. Carte inedite 1944-1945 (Edizioni AM&D), curato da Mariano Cingolani, docente di medicina legale all’università di Macerata, Martino Contu, direttore della rivista “Ammentu. Bollettino storico, archivistico e consolare del Mediterraneo”, e Cecilia Tasca, che insegna archivistica all’ateneo di Cagliari. Il volume viene descritto così:
Dedicato ai 335 martiri delle Fosse Ardeatine, [il libro] ricorda il medico legale Attilio Ascarelli, nella ricorrenza del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. Ascarelli, all’indomani della strage nazista (24 marzo 1944, Roma), ricevette l’incarico di ricostruire le dinamiche dell’eccidio e di identificare i corpi delle vittime. I relativi documenti, prodotti nel corso del suo difficile esame, furono raccolti, ordinati e conservati dallo stesso Ascarelli. Dopo la sua scomparsa, la famiglia donò le carte all’istituto di medicina legale dell’università di Macerata.
È stata così ricomposta, con questa pubblicazione, la serie completa delle biografie dei martiri, offrendo un contributo storiografico che apporta nuovi elementi nello studio di questa strage nazista. Il sacrificio di uomini, di giovani e di anziani, di ebrei e di cattolici, di antifascisti e non, è ricordato attraverso le singole schede, unica fonte di notizie – tuttora – per molte delle vittime delle Fosse Ardeatine [...].
Il risultato dell’opera è “un’amarissima Spoon River che non dovremmo mai dimenticare”.
(Via Il Manifesto Bologna)
15 Jan
Da Diritto di sapere si può scaricare LegalLeaks, il primo manuale sull’accesso all’informazione dedicato a cittadini e giornalisti:
Come si scrive una richiesta di accesso alle informazioni del mio Comune o della mia Regione? E a un Ministero? Posso richiedere dati anche sulle società controllate dallo Stato? [...] Il testo è scritto in maniera semplice e diretta per rispondere alle domande più immediate dei non addestti ai lavori, ma comprende anche riferimenti alla legislazione e strumenti di approfondimento. In Italia, infatti, non esiste un Freedom of information act come nei Paesi scandinavi, in Usa e in Gran Bretagna, ma c’è una regolamentazione per l’accesso che può essere utilizzata.
Il manuale è rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo.
3 Jan
Il blog del master in comunicazione storica dell’università di Bologna pubblica un post che si intitola Due milioni di documenti a portata di mano? È possibile con Gallica:
Il 30 ottobre la Bibliothéque national de France (BnF) ha lanciato nel mondo delle app Gallica, costola dell’omonima biblioteca digitale fiore all’occhiello dell’istituzione francese, per dare libero accesso a circa due milioni di documenti digitalizzati provenienti dai suoi fondi.
Fedele alla vocazione enciclopedica della BnF, l’applicazione permette di consultare un corpo di materiali ricco ed eterogeneo: più di 240.000 libri, 880.000 fascicoli di giornali e riviste, 470.000 immagini così come carte, manoscritti, spartiti musicali, stampe, cartelloni pubblicitari a cui si aggiungono ogni settimana migliaia di nuovi documenti.
L’iniziativa segue quella della British Library che nel 2011 lanciò un’applicazione a pagamento che permetteva di esplorare un’accurata selezione dei suoi tesori, ma punta sulla presentazione di una più grande varietà di opere. Questo a scapito però della qualità dei documenti, non essendo purtroppo le immagini caricate in alta definizione.
Continua qui.
24 Dec
In rete si è affacciato Hackers for charity, che si presenta così:
è un’organizzazione non profit che mette a frutto le competenze dei tecnici per affrontare le sfide tecnologiche di varie realtà (sempre) non-profit e per fornire cibo, attrezzature, formazione professionale e formazione informatica ai cittadini più poveri del mondo.
Si può seguire su Twitter attraverso l’utente @ihackcharities e anche su Facebook.
17 Dec
È l’iniziativa della Freedom of the Press Foundation:
[La fondazione] offre in modo semplice la possibilità di effettuare una donazione alle organizzazioni giornalistiche che lavorano secondo criteri di trasparenza e responsabilità.
Le organizzazioni sono WikiLeaks, MuckRock News, The National Security Archive e The UpTake.
(Via Boing Boing)
7 Dec
Alex Giordano, direttore dell’Accademia Mediterranea di Societing, annuncia la traduzione italiana di Condividi o muori – Voci di una generazione smarrita in tempo di crisi (qui la presentazione in lingua originale Share or Die). Curata da Malcolm Harris e da Neal Gorenflo e con prefazione di Cory Doctorow, la pubblicazione italiana – scaricabile da qui – viene presentata così:
Virtualmente una cultura di sharing rende possibile rendere denaro qualsiasi cosa: conoscenze o abilità specializzate, beni usati e reti sociali, passioni o tempo libero. Non è un caso che molti dei nuovi modelli di business emergenti in rete sono fondati sul baratto (non scambi monetari) e sullo scambio di tempo e responsabilità.
Per questo ringrazio il caro amico Neal Gorenflo, fondatore del magazine online Shareable che ci ha dato l’opportunità di tradurre per il pubblico italiano questo bellissimo e popolare ebook Share Or Die che raccoglie, come recita il sottotitolo, voci di una generazione smarrita in tempo di crisi. Si tratta di una serie di testimonianze positive di giovani che sono riusciti a rispondere al fallimento del presente mettendo in gioco le loro passioni, i loto talenti, la loro creatività. Giovani che stanno facendo prove generali di futuro sostituendo, ad esempio, la parola “proprietà” con la parola “accesso”, la parola “acquisti” con la parola “scambio”.
(Via Pandemia)
6 Oct
Il numero di ottobre del mensile Piazza Grande è dedicato ai naviganti senza dimora, a chi vive senza casa ma non rinuncia a una connessione per comunicare, informarsi o aggiornare il suo blog. Nell’inchiesta del mese, Francesca Mezzadri e Leonardo Tancredi, raccontano le storie di Luigi, Angelo e Marco persone con passato o un presente da senza dimora che hanno trovato nel web un rimedio alla solitudine, la possibilità di conoscere persone fuori dal mondo dell’emarginazione e anche un’opportunità di lavoro. Luigi e Marco si sono avvicinati ai computer grazie al Laboratorio di informatica di del Centro diurno di via del Porto, Angelo ha imparato in carcere, a Rebibbia. Racconta Luigi:
Per due anni uscivo dal dormitorio alle 8 e mi precipitavo all’internet point per restarci fino a sera all’inizio chattavo moltissimo, mi iscrivevo a qualsiasi lista, non dicevo di essere senza dimora, parlavo della mia vecchia vita.
Angelo dopo il corso da detenuto ha fatto uno stage in un’azienda, Marco invece sta cercando di ottenere la patente europea di informatica e gestisce i contatti del sito dell’associazione culturale Fraternal Compagnia. Per Marco e tanti altri senza dimora non solo a Bologna internet è diventato uno strumento di comunicazione non solo individuale: sono molti i blog nati in dormitori e centri diurni in tante città italiane. Massimiliano Salvatori ripercorre l’esperienza di Asfalto, il primo blog di senza dimora in Italia, nato nel Centro diurno e chiuso nel 2010 per i tagli al welfare.
2 Oct
Si parla di smartphone ma anche di Ogm, di computer e di farmaci, di cibo e di fumetti. Il tutto nel libro Il brevetto di Andrea Capocci in uscita per i tipi di Ediesse:
Grazie al brevetto, un’invenzione cessa di essere un bene comune per diventare una merce da scambiare sul mercato. Secondo alcuni, il brevetto rappresenta uno stimolo fondamentale all’attività di innovazione tecnologica, ma, come tutti i monopoli, esso limita la competizione tra le idee innovative e può rallentare la diffusione del progresso. Per farsi un’opinione sui brevetti, dunque, occorre esaminarne costi e benefici sulla base di dati oggettivi e senza pregiudizi ideologici.
Il dibattito sul brevetto dura sin dal Rinascimento e ha visto prevalere ora l’una ora l’altra posizione. Le nazioni e i gruppi sociali che dai brevetti traggono vantaggio o ne subiscono le conseguenze mutano continuamente. Gli Stati Uniti, l’Europa e il Giappone, che hanno scritto le regole del sistema brevettuale globale, devono ora fronteggiare la competizione della Cina, dell’India e degli altri paesi emergenti, che chiedono regole nuove. Gli sviluppi della tecnologia, dall’informatica alla genetica, spingono questo dibattito in territori finora sconosciuti e pongono nuove domande alla politica, al diritto e all’economia.
Pubblicato nella collana Fondamenti, un estratto del libro è disponibile qui.