Rosarno, storie di braccianti, stranieri e caporali nella ricostruzione via Storify di Terrelibere.org

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Terrelibere.org sta seguendo la situazione di Rosarno raccontando la storia di arance, braccianti, stranieri e caporali. Qui una cronaca per immagini e per saperne di più si veda anche l’inchiesta multimediale realizzata sull’argomento.

“I muri di Belfast”: scatti dalle “peace lines” che dal 1969 rappresentano una tensione ancora esistente

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I muri di Belfast

I muri di Belfast è il titolo di una galleria fotografica con scatti di Cathal McNaughton pubblicata su Internazionale con questa presentazione:

Le peace lines sono una serie di barriere di separazione fatte di metallo, cemento o reticolati di filo spinato, dotate di cancelli sorvegliati dalla polizia che vengono chiusi di notte. La loro costruzione è cominciata nel 1969, dopo lo scoppio dei Troubles: i residenti di Short Strand, una parte cattolica di Belfast, per difendersi dagli attacchi dei lealisti alzarono dei muri che furono in seguito rinforzati e ai quali negli anni si sono aggiunti nuovi tratti di barriere. Oggi sono un’ottantina e hanno raggiunto i 21 chilometri di lunghezza, la maggior parte dei quali a Belfast.

Anche se negli anni sono diventati una sorta di attrazione turistica, questi muri testimoniano una tensione ancora esistente. Il 3 dicembre scorso, la decisione del consiglio comunale di Belfast di ammainare la bandiera britannica, e di esporla solo venti giorni all’anno, ha scatenato le manifestazioni della comunità protestante.

L’intera galleria è disponibile qui.

Linea Gotica, l’officina virtuale della memoria nata per conservare e promuovere la storia del periodo 1944-1945

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Linea Gotica-Officina della Memoria

Da Castel d’Aiano, in provincia di Bologna, un’associazione, Linea Gotica-Officina della Memoria, creata per preservare un pezzo di storia:

Nasce nel 2010 per volontà di un gruppo di studiosi, ricercatori e appassionati delle tematiche storiche legate alla Seconda guerra mondiale in Italia e, in particolare, alle vicende della Linea Gotica accadute tra l’estate 1944 e la primavera 1945 sul fronte fra Toscana, Marche ed Emilia-Romagna.

I fondatori provengono da diverse parti d’Italia e, per questo, l’associazione si è data, fin dalla sua nascita, una valenza territoriale su scala interregionale. Scopo primario […] è il recupero, la conservazione e la promozione della memoria storica della Linea Gotica in tutti i suoi aspetti: militare, sociale, economico e culturale.

Se di recente è stata aggiunta al sito la sezione risorse con audio, video e altro materiale disponibile sul web, si è iniziato a radunare da ben prima una bibliografia sull’argomento e a proporre luoghi e storie, visite in loco e percorsi didattici.

L’iniziativa della Freedom of the Press Foundation: raccogliere fondi per realtà giornalistiche trasparenti e responsabili

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Freedom of the Press Foundation

È l’iniziativa della Freedom of the Press Foundation:

[La fondazione] offre in modo semplice la possibilità di effettuare una donazione alle organizzazioni giornalistiche che lavorano secondo criteri di trasparenza e responsabilità.

Le organizzazioni sono WikiLeaks, MuckRock News, The National Security Archive e The UpTake.

(Via Boing Boing)

“Il negazionismo. Storia di una menzogna”: nel libro di Claudio Vercelli il racconto di un atteggiamento mentale verso il passato

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Il negazionismo. Storia di una menzognaEsce in questi giorni per i tipi di Laterza il libro dello storico Claudio Vercelli intitolato Il negazionismo. Storia di una menzogna:

«Il negazionismo è un piccolo universo autoreferenziato, per alcuni aspetti quasi un genere letterario a sé, che non viene scalfito dalla ragione poiché ha una sua ragione che riposa sulla negazione»: soprattutto è un fenomeno carsico, perché a intervalli più o meno regolari, si ripresenta con inquietante costanza negando l’evidenza dello sterminio degli ebrei e, con esso, delle condotte criminali assunte dalla Germania nazista. La «totalità della menzogna nonsta nelle singole affermazioni ma nel loro utilizzo in sequenza, all’interno di un universo di significati che è menzognero poiché perviene a negare la realtà dei fatti.

Il negazionismo, sul piano dei concetti, non è propriamente un’ideologia compiuta così come, sul versante di coloro che lo professano e lo condividono, non costituisce una setta, anche se molte delle sue manifestazioni e dei comportamenti di coloro che si riconoscono in esso farebbero pensare altrimenti. Si tratta piuttosto di un atteggiamento mentale che si traduce in un modo di essere nei confronti del passato. Al giorno d’oggi, si presenta come il prodotto della stratificazione e dell’interazione di tre elementi: il neofascismo, il radicalismo di alcuni piccoli gruppi della sinistra più estrema e il viscerale antisionismo militante delle frange islamiste».

Claudio Vercelli ricostruisce storicamente il fenomeno negazionista, ne descrive i protagonisti e gli ideologi e racconta la mappa concettuale che dalla fine della guerra a oggi ne ha segnato l’evoluzione.

Il libro sarà presentato domenica 18 dicembre all’interno della XII edizione del Premio Exodus.

La trattativa Stato-Mafia: in un sito i processi, gli indagati e la storia per eventi e documenti

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La trattativa Stato-Mafia

Il sito è stato creato ad agosto da due ragazze che fanno parte di Agende Rosse, Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice. E si chiama La trattativa Stato-Mafia, un contenitore digitale che tiene traccia dei processi, degli indagati e della storia del “patto” con relativi documenti.

(Via Blog del master in comunicazione storica dell’università di Bologna)

L’Aquila: nasce la casa della fotografia, spazio per le comunità, gli appassionati e gli esperti

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Foto di Daniele Cinciripini

All’Aquila, con l’associazione Segni, nasce la Casa della fotografia, che apre con una mostra di Daniele Cinciripini (autore della foto sopra):

Uno spazio aperto di confronto e crescita nato dalla volontà di alcuni giovani fotografi aquilani che hanno allestito uno spazio a servizio della comunità locale e degli appassionati o degli esperti del settore.

Una camera oscura, una biblioteca con sala studio, una sala conferenze: spazi realizzati per le attività in programma ovvero corsi, incontri, iniziative, proiezioni, documentari, presentazioni di libri, ma anche recupero di tecniche antiche di stampa.

(Via Huffington Post e Micaela Calabresi)

“La fabbrica dei giornalisti”: da Lsdi il rapporto sulla professione (e sul suo andamento) curato da Pino Rea

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La fabbrica dei giornalistiLsdi ha pubblicato nei giorni scorsi il rapporto La fabbrica dei giornalisti curato da Pino Rea:

Sono oltre 112.000 i giornalisti in Italia (103.000 se si escludono gli iscritti all’elenco speciale e gli stranieri): il triplo che in Francia, il doppio che in Uk. Ma solo il 45% sono attivi ufficialmente e solo 1 su 5 ha un contratto di lavoro dipendente, (guadagnando però 5 volte più di un freelance e 6,4 volte più di un Co.co.co). Intanto i rapporti di lavoro subordinato continuano inesorabilmente a calare (meno 5,1% dal 2008) e l’età media degli attivi a crescere.

Per continuare a leggere si veda qui mentre da qui si puà scaricare in formato pdf il lavoro di Pino.

Il fumetto e il giornalismo d’inchiesta: l’esempio di “Dossier Tav. Una questione democratica” di Claudio Calia

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Dossier Tav. Una questione democraticaEsce domani per Beccogiallo il libro a fumetti Dossier Tav. Una questione democratica sceneggiato e illustrato da Claudio Calia. Una lunga recensione scritta da Giuliano Santoro e pubblicata su Microgema ne anticipa diversi aspetti. Eccola per stralci:

“Dossier Tav” […] è un percorso artistico e politico, un’unica striscia lunga e in bianco e nero dal tratto essenziale, mai ridondante, che racconta gli anni che abbiamo alle spalle, che ci conduce a questo libro. Le vignette con in primo piano manganelli delle truppe di occupazione in Val di Susa rimandano ai disegni cupi e poetici del diario del G8 genovese. Leggendo dell’ambiente minacciato e della fredda forza dei numeri di raccontare i dogmi del potere e dei mass media, si scorge l’epopea velenosa delle ingiustizie e delle lotte operaie di Porto Marghera. La legge non è uguale per tutti. E la capacità di mettere in fila gli eventi, di ricollegare le esistenze individuali alla loro trama sociale e universale ricorda È primavera, la poetica intervista disegnata a Toni Negri tradotta in diverse lingue.

Calia fa un’operazione raffinata e sottilmente provocatoria: racconta le ragioni del No alla Tav e le lotte che le hanno sostenute rivendicando in stampatello nelle prime pagine del fumetto: “Non sono mai stato in Val di Susa”. Ciò non gli impedisce, all’occorrenza, di parlare in prima persona, di essere a tutti gli effetti voce narrante. L’autore può rivendicare a pieno titolo di essere parte di questa storia. Per le ragioni che elencavamo prima, per quell’intreccio tra il suo percorso artistico e politico e i fatti della Valle. Ma anche per la capacità dei valsusini di essersi fatti contagiare e di aver posto un tema senza farsi ingabbiare, da ideologie semplicistiche o trappole mediatiche, nella cornice della lotta puramente localistica.

Questo “dossier”, dunque, si presenta come una sintesi della questione, un perfetto saggio di “graphic journalism”.

Continua qui.