“La variante Moro”: il romanzo di Elena Invernizzi che dalla strage di via Fani arriva in America Latina

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La variante Moro - Tra via Fani e il Plan Condr

La variante Moro – Tra via Fani e il Plan Condr il libro appena uscito per Round Robin e firmato dalla brava scrittrice Elena Invernizzi, gi comparsa su queste pagine. La sinossi anticipa i seguenti passaggi:

Due giocatori si contendono, con una partita a scacchi, il loro segreto. Ogni volta che uno dei due mangia un pezzo all’avversario, l’altro deve raccontare una storia. Il Bianco un avventuriero, un reduce della Legione straniera con un passato al servizio delle dittature del Sud America. Il Nero un uomo dai modi sfuggenti e dai trascorsi oscuri. Se il Bianco ripercorre gli anni del Plan Cndor, l’operazione voluta dagli Stati Uniti in Sud America tra gli anni settanta e i primi anni ottanta per contrastare l’avanzata della sinistra nel Cono Sur, il Nero ritorna quasi ossessivamente alla mattina del 16 marzo 1978, ai momenti precedenti all’agguato di via Fani in cui venne rapito l’onorevole Aldo Moro e sterminata la sua scorta dalle Brigate rosse. Due narrazioni che procedono parallele fino a trovare il loro punto di convergenza e cominciare a diradare la fitta nebbia che avvolge i due protagonisti e l’intera vicenda di via Fani.

Il libro sar presentato il 16 febbraio a Milano, presso la libreria Shake Interno 4 (vicolo Calusca 10/f), e parteciper con Elena anche Alessandro Braga di Radio Popolare Network. Se intanto se ne vuole leggere di pi, si dia un’occhiata qui e qui.

Notte Criminale: l’esercito per liberare Aldo Moro? Imposimato: “Se si archivia linchiesta su via Montalcini, andremo a Strasburgo”

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Assassinato Aldo MoroTrentatr anni dopo il sequestro e lomicidio di Aldo Moro, si in attesa della decisione del gip di Roma sullopposizione allarchiviazione di unindagine aperta nel 2008 dalla procura di Roma. Indagine partita dalla testimonianza di un militare che sostenne di essere stato in via Montalcini 8 tra il 23 aprile e l8 maggio 1978. Con lui ci sarebbe stato un contingente pronto a fare irruzione nel covo brigatista dove Aldo Moro era tenuto prigioniero, ma ha raccontato il testimone alla vigilia delleliminazione dello statista sarebbe giunto lordine di smobilitare.

Lopposizione stata presentata a met dellestate scorsa da Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Cassazione e gi giudice che segu dal 1978 al 1984 listruttoria sul caso Moro. Oggi lavvocato che rappresenta Maria Fida Moro, che ha firmato a sua volta lopposizione, e nel documento di 26 pagine c una richiesta specifica: che si continui a indagare su quello che accadde in via Montalcini. E soprattutto su ci che non accadde.

Nellaula dove iniziata la discussione Imposimato ha compiuto due azioni. La prima sollevare un difetto di giurisdizione ordinaria chiedendo che il fascicolo sia preso in carico dalla magistratura penale militare, dato che parte del suo lavoro comprende anche la strage di via Fani del 16 marzo 1978, quando per rapire il politico Dc venne sterminata la sua scorta, composta dai carabinieri Domenico Ricci e Oreste Leonardi e dai poliziotti Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. La seconda invece un annuncio: se la sua opposizione dovesse essere rigettata, ha gi pronto un ricorso in Cassazione. Ricorso che comprende anche la richiesta di rimozione di segreto militare da alcuni dei documenti che riguardano via Fani. Inoltre, oltre alla Suprema Corte, si rivolger anche alla giustizia europea, portando la questione a Strasburgo.

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Seguendo il memoriale Moro: un blackout dei telefoni. Poich siamo appassionati di elementi secondari

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Black out - Foto di FabianQuesto estratto contenuto nel documento XXIII, numero 64, volume primo, tomo VI della commissione stragi. In attesa che si tenga fede alla parola data e gli atti siano reperibili online a partire da ottobre (dopo una molto parziale pubblicazione un paio d’anni fa e repentino ritiro), le righe che seguono, parte del capitolo “Seguendo il memoriale Moro”, raccontano un episodio “curioso” che accadde a ridosso del rapimento del leader democristiano. E altrettanto “curioso” il livello di collaborazione che venne dato. Per chi volesse scaricarsi l’intero documento, il link questo.

Un blackout dei telefoni

Poich siamo appassionati di elementi secondari, vorremmo qui citarne uno. Il 15 marzo 1978, il giorno prima del rapimento dell’onorevole Moro, la struttura della Sip fu posta in stato di allarme. La spiegazione della utilit della Sip durante i cinquantacinque giorni del sequestro di Moro data dalle disposizioni di [Luciano] Infelisi [sostituto procuratore della Repubblica di Roma], di [Domenico] Spinella [dirigente capo della Digos] e dell’ingegner [Francesco] Aragona [dirigente della socit dei telefoni]. Il comportamento della Sip, durante il sequestro e la prigionia di Moro, secondo le dichiarazioni del magistrato e dell’allora capo della Digos furono di totale non collaborazione, non un solo telefonista fu bloccato a seguito del blocco della conversazione che consente di risalire rapidamente al chiamante.

Spinella giunge ad affermare che fece due segnalazioni all’autorit giudiziaria e che la Sip doveva essere denunciata. Si badi che Spinella non fa riferimento a comportamenti di alcuni, ma si riferisce all’atteggiamento dell’azienda nei confronti degli inquirenti. La non collaborazione della Sip fu quindi funzionale agli interessi dei sequestratori di Moro. Spinella rappresenta anche la divaricazione tra l’estrema efficienza della Sip nell’operazione che condusse all’arresto di [Michele] Viscardi [militante di Prima Linea] e quanto fece durante il sequestro Moro, giungendo ad affermare che gli sviluppi della vicenda Moro sarebbero stati completamente diversi.
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Caso Moro, in uscita “Via Fani ore 9.02” di Manlio Castronuovo e Romano Bianco

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Via Fani ore 9.02Per la casa editrice Nutrimenti uscir a met mese il libro Via Fani ore 9.02 – 34 testimoni oculari raccontano l’agguato ad Aldo Moro, scritto dal saggista Manlio Castronuovo (gi autore sul caso del volume Vuoto a perdere) e dal giornalista Romano Bianco. L’ottica adottata dagli autori quella di far parlare chi il giorno dell’imboscata era presente:

passanti occasionali, residenti della zona, inconsapevoli protagonisti che hanno potuto osservare il rapimento di Moro, luccisione della sua scorta, la fuga del commando brigatista. Testimonianze a ridottissimo rischio di manipolazione, rese nelle ore immediatamente successive ai fatti, prive delle distorsioni e delle ritrattazioni frutto del lungo percorso giudiziario. Parole passate al setaccio, che permettono la messa a fuoco di molti particolari, spesso inediti, raccolti in “presa diretta”. Le deposizioni ufficiali sono integrate da un ampio apparato di mappe della zona […] allinterno delle quali stata ricostruita minuto per minuto la posizione di tutti coloro che hanno assistito allagguato, alle sue fasi preparatorie o alla fuga, riportando rigorosamente cosa ognuno dei testimoni ha detto agli inquirenti di aver visto […]. La voce narrante e le voci dei testimoni si integrano in uninchiesta tra saggio e noir […] che offre nuovi spunti di riflessione. In primo luogo sul motivo per il quale i brigatisti, contrariamente a come hanno raccontato di aver agito, abbiano abbandonato le auto in Via Licinio Calvo in tre differenti momenti: un codice di comunicazione interno del commando, che sancisse lesito positivo di tre singole fasi dellazione (primo trasbordo di Moro; tutti i brigatisti al sicuro; Moro nel covo). E ancora, nuovi elementi: come la certezza che lAlfasud beige, accorsa sulla scena pochi istanti dopo loperazione, fosse a tutti gli effetti unauto in borghese appartenente alla Questura; e la figura di Bruno Barbaro, testimone rimasto nellombra per quindici anni, e recentemente scoperto legato al colonnello Pastore Stocchi, direttore del centro di addestramento dei “gladiatori” di capo Marrargiu.

E ancora a proposito di Moro, ma di un’altra via, via Gradoli, un assiduo frequentatore di questo blog segnala (grazie!) questo articolo di Paolo Brogi: Mokbel, il giallo di via Gradoli. La sorella parl del covo delle Br. Chi sia Gennaro Mokbel si pu vederlo qui.