“La Repubblica delle stragi impunite”: nel libro di Ferdinando Imposimato la linea che parte da piazza Fontana e arriva a Falcone e Borsellino

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La Repubblica delle stragi impuniteUn testo intessuto da notizie interessanti, La Repubblica delle stragi impunite, il libro scritto da Ferdinando Imposimato e in uscita l’8 novembre per i tipi di Newton Compton:

La storia recente dell’Italia attraversata da una lunga linea rossa, che va dalla bomba di piazza Fontana alle morti di Falcone e Borsellino. Terribili eccidi di persone innocenti, sacrificate a trame segrete e oscure ragioni di Stato. Stragi ancora impunite, che hanno avvelenato il clima politico e sociale del nostro Paese e aumentato la sfiducia del popolo italiano verso le istituzioni. Ferdinando Imposimato – giudice da sempre in prima linea, che durante la sua carriera ha indagato su alcune delle pagine pi drammatiche della parabola repubblicana – ricostruisce, con documenti inediti e una originale visione d’insieme, i fatti di sangue orditi da terroristi di destra e di sinistra, servizi segreti deviati, bande armate. Un’analisi lucida ed efficace, che non pu non sollevare degli angoscianti interrogativi: quale ruolo ha avuto la politica nella stagione delle stragi di Stato? Perch alcuni uomini delle istituzioni hanno favorito quelle menti criminali? Quale collegamento esisteva tra la strategia della tensione e Gladio, tra gli americani e gli attentati che hanno drammaticamente caratterizzato gli anni di piombo e quelli a seguire?

Appena dopo la morte di Pino Rauti e di Amos Spiazzi, utile tornare a riflettere su quel periodo storico.

Moro stato lasciato morire, il giudice Imposimato (oggi avvocato di Maria Fida Moro) insiste nella ricerca della verit

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L'urlo di maggio - Foto di Antonella BeccariaDomani, il giornale online diretto da Maurizio Chierici, ha chiuso lo scorso 30 dicembre, quando stato pubblicato l’ultimo numero. Questo l’articolo con cui si chiusa quell’avventura.

Sulle pagine di Domani qualche segreto di Stato rimasto irrisolto lo si raccontato. accaduto con la rubrica con cui ho iniziato la collaborazione, nel dicembre 2009, I peggiori protagonisti della nostra vita, e si continuato anche altrove. C’ una pagina, di questa storia e di queste storie recenti, che rimane aperta e che ha quasi trentaquattro anni. Li compir il prossimo 16 marzo, anniversario del sequestro di Aldo Moro, il presidente della Dc ucciso cinquantacinque giorni dopo, della strage di via Fani.

A riaprire le pagine di una vicenda rimasta in parte irrisolta stata nel 2008 una testimonianza di un militare che sostenne di essere stato in via Montalcini 8 tra il 23 aprile e l’8 maggio 1978. Con lui ci sarebbe stato un contingente pronto a fare irruzione nel covo brigatista dove Aldo Moro era tenuto prigioniero, ma – ha raccontato il testimone – alla vigilia dell’eliminazione dello statista sarebbe giunto l’ordine di smobilitare. Quello stesso anno la procura di Roma apr un fascicolo d’indagine destinato per a non vedere un nuovo processo.

Domani di Maurizio ChiericiDi fronte al gip di Roma, infatti, a novembre si discusso della sua archiviazione. Anzi, dell’opposizione presentata a met dell’estate 2011 da Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Cassazione e gi giudice che segu dal 1978 al 1984 l’istruttoria sul caso Moro. Oggi l’avvocato che rappresenta Maria Fida Moro, che ha firmato a sua volta l’opposizione, e nel documento di 26 pagine c’ una richiesta specifica: che si continui a indagare su quello che accadde in via Montalcini. E soprattutto su ci che non accadde.
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Notte Criminale: l’esercito per liberare Aldo Moro? Imposimato: “Se si archivia linchiesta su via Montalcini, andremo a Strasburgo”

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Assassinato Aldo MoroTrentatr anni dopo il sequestro e lomicidio di Aldo Moro, si in attesa della decisione del gip di Roma sullopposizione allarchiviazione di unindagine aperta nel 2008 dalla procura di Roma. Indagine partita dalla testimonianza di un militare che sostenne di essere stato in via Montalcini 8 tra il 23 aprile e l8 maggio 1978. Con lui ci sarebbe stato un contingente pronto a fare irruzione nel covo brigatista dove Aldo Moro era tenuto prigioniero, ma ha raccontato il testimone alla vigilia delleliminazione dello statista sarebbe giunto lordine di smobilitare.

Lopposizione stata presentata a met dellestate scorsa da Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Cassazione e gi giudice che segu dal 1978 al 1984 listruttoria sul caso Moro. Oggi lavvocato che rappresenta Maria Fida Moro, che ha firmato a sua volta lopposizione, e nel documento di 26 pagine c una richiesta specifica: che si continui a indagare su quello che accadde in via Montalcini. E soprattutto su ci che non accadde.

Nellaula dove iniziata la discussione Imposimato ha compiuto due azioni. La prima sollevare un difetto di giurisdizione ordinaria chiedendo che il fascicolo sia preso in carico dalla magistratura penale militare, dato che parte del suo lavoro comprende anche la strage di via Fani del 16 marzo 1978, quando per rapire il politico Dc venne sterminata la sua scorta, composta dai carabinieri Domenico Ricci e Oreste Leonardi e dai poliziotti Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. La seconda invece un annuncio: se la sua opposizione dovesse essere rigettata, ha gi pronto un ricorso in Cassazione. Ricorso che comprende anche la richiesta di rimozione di segreto militare da alcuni dei documenti che riguardano via Fani. Inoltre, oltre alla Suprema Corte, si rivolger anche alla giustizia europea, portando la questione a Strasburgo.

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