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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘dalla rete’ Categoria

  • Eduserv Foundation, Usage of Creative Commons by cultural heritage organisations

    Digital resources produced by publicly funded organisations are a valuable asset to the research and education community. Many people in the sector believe that access to and use of these digital resources could be better and that the wider use of open content licences would help to improve the situation.

  • UCSC Wiki Lab, Wikipedia trust coloring demo

    In this demo, the text background of Wikipedia articles is colored according to a value of trust, computed from the reputation of the authors who contributed the text, as well as those who edited the text.

  • O’Reilly Radar, Law is code

    Code-is-law, a term originating from Professor Lawrence Lessig, has been on the collective mind of Radar lately. Tim blogged about it, and the last issue of Release 2.0 explored it further.

  • Save a film, Help us to save films by providing free public access to films on the Internet Archive

    How would you like to see films in our collection free of charge, any time you want, on the internet? We’ve already digitized several rare and “lost” 16mm films from our noted collection and uploaded them for free public viewing. With your help, we can digitize and upload more. We’d like you to consider sponsoring a film for uploading, and your sponsorship will be tax-deductible.

  • Acme del pensiero, Caffè di Roma sta a Merdonald’s come Caffè Aragno a Spizzico:

    Chi mi conosce bene sa che sono fissato con i caffè letterari, ne ho visitati a decine, a volte mi sono recato in una città italiana o straniera esclusivamente per loro. Ahimè molti sono anche scomparsi e ieri mi sono messo alla ricerca dell’ex caffè di Roma e dell’ex caffè Aragno.

  • Crimelist, I Misteri di Pio Pompa:

    Arriva al mattino a bordo di un’Alfa 159 scura e s’infila nel suo nuovo ufficio alla Cecchignola, la cittadella militare che lo ospita dall’inizio dell’anno. Silenzioso e riservato. Lì è il dottor Pio Pompa, ma da qualche altra parte lo chiamano invece ancora Mantovani.

  • BoingBoing.net, Strange Horizons stories go Creative Commons – fundraiser, too!:

    Ben Rosenbaum asked us Strange Horizons editors a few months back to put a CC license on his Hugo-nominated story “The House Beyond Your Sky.” After we did that, we asked our other authors if they would like us to put CC licenses on their works in our archives.

  • White African, Mobile Phone Reporters in Africa:

    This is a huge, primarily because it means that the on-ground reporters don’t need an internet connection at all – only access to a cell phone tower.

  • Dadblog, The New Journalism, by some Old Journalists:

    “It doesn’t matter where the story goes in the paper… evidence published for all to see… everybody having their say…..the journalists are global.”

  • Creative Commons Blog, The education division of Creative Commons:

    Creative Commons is pleased to announce the launch of a new division focused on education: ccLearn [...] . Our mission is to minimize barriers to sharing and reuse of educational materials — legal barriers, technical barriers, and social barriers.

  • Smithsonian Magazine, The Pirate Hunters:

    Though buccaneering is back with a vengeance, stepped-up law enforcement and high-tech tools are helping protect shipping on the high seas.

  • SFGate.com, Devil in the details for cabbie No. 666:

    the commission brought the weight of government to the question of whether to grant a request by a San Francisco cab driver seeking to retire Medallion No. 666 because of the number’s association with Satan.

Dopo i problemi di Piero Ricca, che si è visto sequestrare il blog a causa di una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede (il blocco al blog è stato rimosso qualche giorno più tardi), viene lanciata una nuova raccolta di firme.

Artefice è AniceWeb e l’iniziativa si muove contro l’oscuramento di siti internet personali e/o blog e a favore della depenalizzazione del reato d’opinione. Indirizzata al presidente del consiglio e ai ministri dei diritti e pari opportunità, della giustizia e delle Comunicazioni, la petizione ha un testo ed esplicito:

La libertà di parola è sacrosanta e sancita dall’articolo 21 della Costituzione Italiana che recita:”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Nel caso un qualsiasi cittadino si senta diffamato da un testo (da un’immagine o qualsivoglia forma di pensiero) pubblicato in un sito Internet o un blog e decida di procedere con una querela, il sequestro preventivo non deve attuarsi finchè le indagini o un tribunale non appurino la colpevolezza dell’autore del pensiero stesso.

Segnalata da Punto Informatico, la petizione può essere sottoscritta qui.

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  • Scritto per blog, dalla rete
    • Giuseppe Genna, De Cataldo: Nelle Mani Giuste

      Avendo voluto narrare trasvolante quel segmento iniziale dei Novanta, so quanto deve essere stato difficile per De Cataldo comporre un disegno, recuperare informazioni che non fossero superficiali e cronachistici articoli di giornale, carte giudiziarie che non possono mai coincidere con la verità.

    • Viviana Vivarelli, Criminalità finanziaria, criminalità mafiosa

      In queste condizioni è proprio impensabile votare ancora per uno come B che ha già dato abbondante appoggio alla mafia ma è anche impensabile che altri schieramenti non diano garanzie a proposito.

    • Uzodinma Iweala, Stop Trying To ‘Save’ Africa

      This is the West’s new image of itself: a sexy, politically active generation whose preferred means of spreading the word are magazine spreads with celebrities pictured in the foreground, forlorn Africans in the back. Never mind that the stars sent to bring succor to the natives often are, willingly, as emaciated as those they want to help.

    Dalla rete: teste da mondi vari

    • Pino Nicotri, Spesso le bugie hanno le gambe corte. A cominciare da Bagdad e dalla Casa Bianca

      È “il fronte interno” quello che comincia a cedere, con la differenza però che se in Vietnam gli americani almeno sul piano statico avevano praticamente vinto, stoppando l’offensiva del Tet, in Iraq invece le cose vanno ben diversamente.

    • Leonardo, Genova fu una dimostrazione fascista

      Altro che le nostre cronache scipite – treno-corteo-mazzate-treno – che ormai fanno sbadigliare gli invitati a cena. L’inizio potrebbe essere ambientato da qualche parte in un ministero. O nei quartieri generali di una forza dell’ordine, con un gruppo di persone che si pone problemi e trova soluzioni.

    • Luigi De Marchi, I terroristi: amici della scienza, nemici dell’arte. Perché?

      Ancora una volta i dati della cronaca quotidiana dimostrano quanto la psicologia di massa e di vertice potrebbe contribuire alla comprensione del terrorismo, ma i nostri politici, come sempre, non capiranno o fingeranno di non capire.

    • Vittorio Zambardino, L’internazionale della censura

      Magari fosse solo una questione italiana, uno potrebbe rifugiarsi dietro l’invettiva per una classe politica che non si documenta, poco capisce e in genere segue lo Zeitgeist censorio. No, no: c’è pure la Svezia che fa come la Siria, cioè come l’Inghilterra, cioè come tutta l’Europa.

    Genova, voci dal G8

    • TV Repubblica, Genova, voci dal G8:

      Le telefonate al centralino del 113: i cittadini terrorizzati, i dialoghi tra le forze dell’ordine, i pestaggi alla Diaz. Voci dalla notte più buia della città

    Inoltre, vengono pubblicare sul sito di Radio Radicale le registrazioni delle udienze di alcuni processi in corso relativi a quei fatti: Caserma di Bolzaneto, Scuola Diaz, Altri fatti legato al G8 di Genova.

    • Ugo Maria Tassinari su Carmilla, La Forza nuova della fede antica

      Nonostante la linea politica sia, per alcuni aspetti, “moderata”, rilanciando battaglie di “destra” capaci di coinvolgere settori di opinione e sociali ben più ampi dell’area dei simpatizzanti, fn riesce a tenersi dentro i militanti “duri e puri”, legati alla “puzza della strada” e allo scontro di piazza come essenza della milizia.

    • Massimo Polidoro, JFK: Oswald non potè sparare quei colpi?

      L’unica volta che si cita il SIFAR si dice che i Servizi segreti italiani volevano che le informazioni fornite restassero segrete. E visto che la Commissione voleva evitare di inserire “segreti” nel proprio rapporto, ci si chiede se le informazioni dei Servizi italiani fossero davvero importanti da giustificare il segreto.

    • Chez ASA, Gomorra

      Ci sono pagine impressionanti, avvincenti, terribili. Un libro essenziale per capire questo Paese, il genio e la sregolatezza, messi al servizio del Male. Per capire la debolezza dello stato, delle istituzioni, la nostra.

    • Premio Oltrecosmo, Inizia la terza tornata

      Il cambiamento più importante a spiccare nel bando è la nascita di un forum all’interno del quale saranno pubblicati i racconti: in questa edizione, infatti, tutti i racconti in gara saranno leggibili e commentabili dagli utenti.

    • Giulio Mozzi per Bottega di lettura, Editori disperati

      Essendo la vita dei veri prodotti di massa (come Desperate Housewives) destinata a essere assai breve*, quando Desperate Housewives sarà diventato, esattamente come I ragazzi di Padre Tobia o Chissà chi lo sa?, un oggetto d’altri tempi (cosa che tende ad avvenire sempre più velocemente), trascinerà nel proprio oblio anche il libro.

    Se in rete è capitato più o meno spesso di imbattersi in richieste di aiuto sulla cui trasparenza non c’era granché da fidarsi, le iniziative che in questi mesi ha curato Morgan attraverso per il suo blog Acme del Pensiero sono di tutt’altra specie: verificabili, con finalità chiare, rendicontate. Dunque, per questo, riporto un post che ha segnalato lo stesso Morgan sulla vicenda di un bambino kosovaro di cui si sta occupando all’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

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  • Scritto per dalla rete
  • 27 Giugno 1980: al largo di Ustica

    27 Giugno 1980 - Al largo di UsticaLuciano Montefusco a proposito di Ustica, del ventisettesimo anniversario dell’abbattimento dell’aereo e dell’inaugurazione del Museo per la Memoria che ospita ciò che è rimasto del velivolo:

    Il 27 giugno 1980, alle ore 21 esatte, i radar di Fiumicino cessavano bruscamente di registrare le battute del volo 870I-TIGI della Itavia, un Dc-9 in volo tra Bologna e Palermo con a bordo 81 persone. L’aereo sembrava scomparso, ma dopo alcune ore spese in frenetiche quanto disordinate ricerche, si raggiungeva la certezza che era caduto in mare a nord di Ustica. Non c’erano superstiti. Quel momento segnava l’inizio di uno di quei misteri italiani – come l’attentato in piazza Fontana o la strage di Bologna – che sono sempre rimasti colpevolmente irrisolti.

    Nella notte tra il 24 e il 25 Giugno 2006 i resti dell’aereo sono stati trasportati a Bologna dopo esser stati custoditi per circa diciannove anni (il relitto venne recuperato dal fondo del mare nel 1987) in un hangar della base dell’Aeronautica Militare a Pratica di Mare, nei pressi di Roma. Nel capoluogo emiliano verrà allestito un museo a memoria della strage.

    Cinzia Andres, Luigi Andres, Francesco Baiamonte, Paola Bonati, Alberto Bonfietti, Alberto Bosco, Maria Vincenza Calderone, Giuseppe Cammarota, Arnaldo Campanini, Antonio Candia, Antonella Cappellini, Giovanni Cerami, Maria Grazia Croce, Francesca D’Alfonso, Salvatore D’Alfonso, Sebastiano D’Alfonso, Michele Davì, Giuseppe Calogero De Ciccio, Rosa De Dominicis, Elvira De Lisi, Francesco Di Natale, Antonella Diodato, Giuseppe Diodato, Vincenzo Diodato, Giacomo Filippi, Enzo Fontana, Vito Fontana, Carmela Fullone, Rosario Fullone, Vito Gallo, Domenico Gatti, Guelfo Gherardi, Antonino Greco, Berta Gruber, Andrea Guarano, Vincenzo Guardi, Giacomo Guerino, Graziella Guerra, Rita Guzzo, Giuseppe Lachina, Gaetano La Rocca, Paolo Licata, Maria Rosaria Liotta, Francesca Lupo, Giovanna Lupo, Giuseppe Manitta, Claudio Marchese, Daniela Marfisi, Tiziana Marfisi, Erica Mazzel, Rita Mazzel, Maria Assunta Mignani, Annino Molteni, Paolo Morici, Guglielmo Norritto, Lorenzo Ongari, Paola Papi, Alessandra Parisi, Carlo Parrinello, Francesca Parrinello, Anna Paola Pellicciani, Antonella Pinocchio, Giovanni Pinocchio, Gaetano Prestileo, Andrea Reina, Giulia Reina, Costanzo Ronchini, Marianna Siracusa, Maria Elena Speciale, Giuliana Superchi, Antonio Torres, Giulia Maria Concetta Tripliciano, Pierpaolo Ugolini, Daniela Valentini, Giuseppe Valenza, Massimo Venturi, Marco Volanti, Maria Volpe, Alessandro Zanetti, Emanuele Zanetti, Nicola Zanetti.

    Dalla rete: diverse forme di tabù

    • Bifo su Information Guerrilla, La Madonna piange sperma

      Ricordate la sollevazione islamista contro le vignette danesi? Un disegnatore impertinente aveva pubblicato dei fumetti in cui Maometto appariva in pose sconvenienti e folle di fanatici si erano riversati nelle strade dei paesi islamici minacciando sfracelli. L’opinione pubblica occidentale era insorta in difesa dei sacri valori della libertà di espressione. Era parso ovvio che la libertà di espressione non può accettare come propri limiti i tabu pruriginosi di qualche maggioranza religiosa. Ma le cose si evolvono.

    • OneMoreBlog, Una legge sbagliata, prepotente e velleitaria

      Mettere d’accordo Feltri, Sansonetti e Travaglio era un’impresa apparentemente impossibile. C’è riuscita la nostra classe politica.

    • Leonardo, “Da poveri eravate più allegri”. Not so gay anymore

      È un luogo comune, anzi un sistema di luoghi comuni. I gay e gli anni Ottanta – gli spensierati anni Ottanta – la spensieratezza dei gay. Mi rendo conto che tutto questo è illusorio, che molti omosessuali nello stesso periodo non ballavano Baltimora né indossavano Versace, ma stavano nascosti e soffrivano molto. Ma da qualche parte nel mio cervello si è annodato questo concetto: Gay=Felice. Tom Robinson ai concerti cantava Sing, if you’re glad to be gay. Sing if you’re happy that way. Sembrava allegro e sardonico. A rileggerla, la canzone è una sequela di violenze, censure, repressioni poliziesche. Ma Tom sembrava ancora allegro di ballare sulle rovine.

    Alturas Hotel, Joe Jaszewski - Idaho StatesmanVendesi nell’Idaho una cittadina fantasma in mezzo al nulla. Annessa alla città, Rocky Bar, ci sono tra l’altro un paio di hotel, una miniera ormai esaurita ma da cui venne estratto nel Diciannovesimo Secolo il corrispondente di sei milioni di dollari in oro e poco meno di una decina di acri di terreno. La notizia, aspetti economici a parte, è suggestiva, almeno per gli amanti del genere, per il carico di storia della zona:

    “I’d like to see it become a historic site,” artist Kerry Moosman said. Moosman, who lives part of the year in nearby Atlanta, owns the Masonic Hall, a house and a onetime saloon in Rocky Bar. “There’s enough left with the jail, saloon, hotel, Masonic Hall and the cemeteries that it would make a nice interpretive site where people could learn about the history of Rocky Bar,” he said.

    It’s history worth learning. Tranquil Rocky Bar once had stores, bars, fraternal lodges, two hotels, a photography studio, mines, mills, a Chinese district, a tailor, a shoemaker and a newspaper. It was one of the region’s larger cities — population estimates vary from 500 to 1,500 — and was briefly the county seat of now-defunct Alturas County, which became all or parts of more than a dozen Idaho counties.

    Rocky Bar had its own wagon road from the Oregon Trail. The steep road over the pass from Rocky Bar to Atlanta claimed the lives of seven mail carriers and was considered the most dangerous in the U.S. Historical icon Peg Leg Annie McInyre lost her legs in a blizzard there. Idaho’s territorial secretary and acting governor, Clinton DeWitt Smith — who helped make Boise the capital by stealing the territorial seal and archives from Lewiston — was said to have keeled over and died during a chess game at Rocky Bar. He’s buried in one of its two cemeteries.

    Though the people and most of the buildings that once made Rocky Bar a vibrant community are gone, Moosman said, “Its history still makes it significant.”

    Jones agreed.

    • Press Gazette, Journalist’s film to lift lid on Sudan conflict

      The first western journalist to report from the war-torn Sudanese region of Darfur is to produce a feature film based on his experiences in the region, after he became increasingly frustrated with the limits on news reporting which prevented him telling his story.

    • BoingBoing, Jasmina Tešanović: Milan Martic sentenced in Hague

      Milan Martic, the leader of Serbs in Croatia, got 35 years although he pleaded not guilty. Yesterday too, Mira Markovic, the fugitive wife of the late president Slobodan Milosevic, was formally accused of organized crime.

    • Editor’s Blog, Innocent Ore guilty? Don’t stigmatise the accused

      In some of these mistaken prosecutions, the accused were subject to widespread publicity in the press and will have forever-tarnished reputations.

    • Neatorama, 10 Mind-Boggling Psychiatric Treatments

      Think of it this way. After finding out what’s not going to happen to you, that couch is going to start looking a lot more comfortable.

    Spammer Targeted Categories Jennifer Granick del Center for Internet and Society scrive in un articolo una serie di considerazioni sullo spam, sulle conseguenze penali per gli spammer e sull’efficacia di incarcerazioni e condanne per fermare il fenomeno delle comunicazioni via posta elettronica non richieste. Parte prendendo spunto dalla cattura di Robert Alan Soloway, il “re dello spam”, e dice:

    [He] was arrested and charged with fraud, money laundering and identity theft. He is facing up to 65 years in prison and a fine of $250,000. I’m not holding my breath expecting this arrest to stop the flood of junk e-mail I receive, however. Law enforcement cannot stop spam with periodic high-profile busts, or with sentences greater than those received by rapists or murderers. Unfortunately, there’s no quick fix, and we should search for something other than these symbolic incarcerations.

    Le considerazioni di fondo di Jennifer Granick sono simili a quelle applicabili in diversi altri ambiti: ricorrere a leggi sempre più restrittive non risulta essere un efficace deterrente. E pur sottolineando i problemi che lo spam porta con sé – dai fastidi agli utenti ai furti di identità, phishing, sovraccarichi per i provider, malware in genere – e le soluzioni che si infittiscono in una rincorsa continua, conclude la docente di Stanford:

    Spam is a difficult challenge, but it’s one we will not solve with Soloway’s incarceration. We need a broader and more comprehensive plan that incorporates technology, private investigation and enforcement and public education. Otherwise we create more problems for e-mail users than solutions, while failing to stop the money flow. And we embarrass ourselves by punishing spammers more severely than criminals who physically hurt people.

    Per farsi qualche idea della situazione italiana: Indagine statistica dell’Iit-Cnr, Diffusione mondiale di spam: l’Italia è l’ottava potenza, Lo spam in Italia supera il 70% del totale delle email.

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  • Wikileaks affair


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