A cinque anni dall’inizio della Primavera araba: la storia di Mohamed Bouazizi

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A map of Arab Spring countries - Wikipedia.org

Sotto l’espressione primavera araba va una serie di insurrezioni che hanno riguardato il Maghreb, il Vicino e il Medio Oriente. I Paesi che sono stati pi o meno attraversati da movimenti per la difesa delle libert civili e politiche comprendono l’Algeria, il Bahrein, l’Egitto, la Tunisia, lo Yemen, la Giordania, Gibuti, la Libia e la Siria. Poi si sono registrati eventi pi episodici anche in Mauritania, Arabia Saudita, Oman, Sudan, Iraq, Marocco e Kuwait. Addirittura una nazione martoriata da pi di vent’anni di guerra civile come la Somalia ha dimostrato qualche sussulto primaverile, soprattutto nell’ostilit contro i fronti islamici pi bellicosi, come quelli rappresentati da Al Shabaab.

Iniziati nel dicembre 2010, i movimenti rivoluzionari hanno preso le mosse da alcune istanze comuni, per quanto poi le differenze si siano evidenziate nella declinazione nazionale delle rivolte. Tra queste, la lotta contro corruzione, disoccupazione, violazione dei diritti umani, miseria, regimi dispotici e sanguinari, penuria alimentare generata dalla nuova crisi e i cui effetti si devono aggiungere alla precedente, articolatasi tra il 2007 e il 2008, oltre a fenomeni di globalizzazione che hanno incrementato la povert in loco e lo sfruttamento di manodopera sottopagata.
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Notte Criminale: parla Carlo Calvi, il figlio del “banchiere di Dio”. “Lacune nei due primi gradi di giudizio”

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Notte criminaleMarina Angelo, direttrice di Notte Criminale, intervista Carlo Calvi, il figlio di Roberto, il banchiere di Dio, per dire che “in base alla mia esperienza esistevano sufficienti lacune nei due livelli di giudizio precedenti per giustificare un rinvio”:

LItalia un Paese ricco. Ricco di perch, lunico dato in crescita allinterno di questa crisi. Molte storie rimangono un giallo dai contorni delineati ma dai colpevoli sfuggenti. Una di queste , sicuramente, il caso della morte di Roberto Calvi […], nato a Milano il 13 Aprile 1920 e trovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra il 18 giugno 1982 con le tasche dei pantaloni pieni di pietre ( 5 chilogrammi) e un documento intestato a Gian Roberto Calvini. Una storia che spende molti di quei perch, e non sconta nemmeno se e ma. Abbiamo interpellato il figlio Carlo da sempre impegnato alla ricerca di quella verit che, ad oggi, pare non voler arrivare.

Sono passati quasi trent’anni da quel delitto, vestito inizialmente da suicidio. E vale la pena continuare nella lettura. Qui

Colarieti per Notte Criminale: “La strana morte di Mario Ferraro, agente del Sismi”

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Mario FerraroC’ chi ha detto che i misteri non esistono se non negli ambiti religiosi. Il resto va rubricato sotto la dicitura “segreti”. Quello raccontato da Fabrizio Colarieti su Notte Criminale da ascrivere alla categoria di cui sopra. la strana morte di Mario Ferraro, agente del Sismi:

Roma, via della Grande Muraglia Cinese 46, 16 luglio 1995. domenica e a Roma una giornata molto calda. Il tenente colonnello dell’Esercito, Mario Ferraro, 46 anni, calabrese, distaccato al Sismi, esperto in informatica, traffici di armi e terrorismo internazionale, in casa insieme alla sua compagna, Maria Antonietta Viali, per gli amici Antonella. Sono al quinto piano, in un attico nel quartiere Torrino, accanto all’Eur. La coppia in assoluto relax dopo aver trascorso una giornata serena e scandita da poche e semplici azioni, ignari che quella sia la loro ultima domenica insieme.

Il post, piuttosto corposo, prosegue qui e si addentra in altri segreti. Tra questi il delitto Alpi-Hrovatin, Gladio e le sue missioni, il sequestro Moro, i traffici d’armi passati per la procura di Torre Annunziata e finiti nell’inchiesta Cheque to cheque. Un interessante spaccato di avvenimenti recenti, metodi e “soluzioni”.

La storia di Alain Gossens e di un suicidio alquanto tempestivo

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Una caduta di venti metri dalla chiesa di Watermael Boitsfort, comune belga che si trova nella regione di Bruxelles Capitale. morto cos il giornalista investigativo Alain Gossens. Era il 6 luglio scorso e sul fascicolo aperto dopo il volo stata scritta la parola suicidio. Una parola che tuttavia ha destato scetticismo non solo in chi lo conosceva (e che sostiene che l’uomo non fosse in preda alla depressione), ma soprattutto in chi attendeva la divulgazione del dossier a cui aveva lavorato per anni e che avrebbe dovuto essere pubblicato alla met di luglio.

Si annunciava esplosivo, il dossier, perch cuore del lavoro del giornalista erano i reati sessuali a danno di minori consumati all’interno della chiesa belga. La stessa ipotesi che a fine giugno aveva portato a una serie di perquisizioni presso istituzioni religiose locali, compreso l’arcivescovado di Malines-Bruxelles, e che aveva consentito di scoprire a Mechelen documenti legati in particolare al rapimento e all’omicidio di Julie Lejeune e Melissa Russo, due delle piccole vittime di Marc Dutroux, il mostro di Marcinelle.

Anche Gossens aveva annunciato di aver trovato, fra l’altro, contatti tra ambienti cattolici belgi e i reati per cui Dutroux stato condannato. E se la condanna che l’uomo e i suoi due complici stanno ancora scontando parla di un pervertito isolato, il giornalista morto a inizio luglio si era unito al coro di chi sostiene ancora oggi l’esistenza di una rete di predatori a cui appartenevano anche persone di primo piano in Belgio.

Dunque, mentre si resta in attesa della pubblicazione postuma del reportage del giornalista, al momento stato possibile appurare che l’uomo, 40 anni, si sentiva minacciato e sotto osservazione al punto da scrivere alla madre una lettera (a casa sua ne sono state ritrovate due, dopo la sua morte) per raccontarle delle pressioni che stava subendo. Alcuni dei dubbi sull’ipotesi del suicidio riguardano anche il luogo in cui Alain morto: la chiesa di Watermael Boitsfort infatti da tempo in ristrutturazione e il cantiere che la circonda rende l’accesso all’edificio estremamente difficoltoso, soprattutto a un uomo sedentario come era Gossens.
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Calvi, il processo di secondo grado e gli impuniti: a breve la sentenza d’appello

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E rimasero impunitiA proposito di coloro che rimasero impuniti, si pu leggere oggi su Calvi [e il suo] processo dimenticato:

Piazzale Clodio, Roma, in unaula semivuota della palazzina A si svolge da mesi il processo per lomicidio di Roberto Calvi, l’ex presidente dellAmbrosiano trovato impiccato il 18 giugno 1982 sotto il ponte dei Blackfriars a Londra. Sono trascorsi 28 anni da quel giorno e questa potrebbe essere lultima occasione per fare luce sulloscura fine dellultimo “banchiere di Dio”. In primo grado i quattro imputati sono stati tutti assolti dallaccusa di aver ucciso il presidente dell’Ambrosiano che – a dire del pm Luca Tescaroli – sarebbe stato eliminato per vendetta dalla mafia siciliana che nel crac aveva perduto centinaia di miliardi di dollari. Gli imputati sono Pippo Cal, Ernesto Diotallevi, Flavio Carboni e Silvano Victor. Ognuno di loro rappresenta un pezzo della storia criminale di questo paese, la mafia, la Banda della Magliana, la P2. La sentenza dappello prevista a giorni ma lipotesi che capovolga il verdetto assolutorio di primo grado appare lontana in quest’aula dove si consumano gli ultimi passaggi del processo pi dimenticato di questi anni. Anche se ci aiuterebbe a capire quale eredit ha lasciato nell’Italia di oggi quel cadavere penzolante tra i grattacieli della City.

Da alcune fonti la sentenza di secondo grado prevista entro i primi dieci giorni di maggio (per cui a brevissimo). E leggere dispositivo e motivazioni sar utile per capire (o avere conferma di?) un pezzo di questo Paese e dei suoi livelli di impunit.

Considerazioni su un operaio suicidato

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Barricata di Francesco De VincenziIncidente a Massa nelle prove in Ungheria, la foto sequenza e i soccorsi, la TAC positiva. Massa sta bene. Vince Hamilton, Raikkonen secondo. Primo, Luca Disar, suicidato impiccandosi il 22 luglio 2009. Per te non ci sono parole. “Manca laria. Manca un grido, manca un Dio” da Il ghetto, di Alberto Radius, 1977.

Tra questa merda che ci inonda la vita, dove le congiunzioni parademocratiche ci indicano la strada, ti abbiamo perduto di vista per un attimo. Noi, gi dispersi ma ignari, credevamo averti al nostro fianco. Manca laria di quegli anni. Manca un grido di lotta. Dio c. Invece. Dio c sempre. A rakkogliere i nostri morti, la nostra morte. Non chiedere cosa faremo per te. Noi non faremo niente. La TAC positiva. Non chiedere cosa diremo a tuo padre. Vince Hamilton. Per te non ci sono parole. Non chiedere come sopravviver tua madre. Le porteremo la foto sequenza e i soccorsi. La tua korsa terminata. Non chiederci dove andremo domani a lavorare.

Torneremo alla Chloride. Dove le Ronde chiedevano a te di andartene via. Dove le Ronde chiedevano a te quello che domani chiederanno a noi. Dove le Ronde pregano Dio. Dio non manca mai. Per te non ci sono parole. Questa una situazione che non possiamo combattere. Dio forte. Loro sono figli di Dio. Figli di puttana. Ma se un giorno troveremo barrikate davanti ai nostri kancelli, sapremo che Dio morto. Allora combatteremo ad armi pari. Allora s. Allora s, che faremo qualcosa per te. E non sarai pi il ragazzo che si suicidato. Allora s che faremo qualcosa per tutti quelli come te. Taglieremo forse in ritardo la corda che ti ha ucciso. Ma la taglieremo.

Torneremo ancora alla Chloride. Ma sar solo per combattere una battaglia. Faremo qualcosa per te. Io non andr da tuo padre. Non andr da tua madre. Ma andr a combattere ci che avrei dovuto fare prima della tua morte. Noi tutti dovremo andare nelle piazze a chiederti perdono. Io non andr da tuo padre. Non potrei guardarlo. E non inseguir la mia colpa cercando tua madre. Perch avr vergogna. Voglio dirtelo. Queste cose devo dirtele. Ma tu dovrai dirmi che mi hai perdonato. E solo cos potr vincere il loro Dio. Non andr nella tua casa. Io forse non arriver mai primo. Forse non vincer mai. Forse non avr mai soccorsi e fotosequenze. Ma forse mi ricorderai, quando avr tra le mani quella corsa che avresti dovuto correre insieme a me. Ma non potr mai andare nella tua casa. In questo maledetto paese, dove i padri seppelliscono i figli.