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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘scatti’ Categoria

Project Unbreakable

Si intitola Project Unbreakable – The beginning of healing through art e di questo si tratta:

Questo progetto è stato creato nel mese di ottobre del 2011 da Grace Brown. Grace usa la fotografia per avviare un percorso di recupero per coloro che sono state vittime di abusi sessuali chiedendo loro di scrivere su un foglio una frase sull’aggressore che le ha braccate e di fotografarsi con il foglio stesso. Vittima di una violenza e attivista a favore delle vittime di abuso, Yvonne Moss descrive il progetto come un modo per le vittime di reagire – o iniziare a farlo – al potere che è stato usato contro di loro almeno una volta.

Chi accetta di partecipare non sempre si fa riprendere in volto, ma in poche righe, a volte poche parole, e uno scatto racconta più di un libro intero.

(Via Jay Rosen)

La mujer del difunto llego'

Si intitola Weegee: Murder is my Business. Sono gli scatti realizzati tra il 1935 e il 1946 da Weegee, al secolo Arthur Fellig (1899-1968), colui che lo spagnolo El Pais definisce el fotógrafo de los asesinos:

Le sue fotografie, graficamente drammatiche e spesso violente, ritraggono crimini ed eventi che hanno avuto luogo a New York. Sono immagini che hanno fissato nuovi standard diventando quello che è conosciuto come “tabloid journalism”. Freelance per diversi giornali e agenzie, ha lavorato in seguito come photo editor per PM (1940-1948), quotidiano liberale dalla vita breve, e ha combinato in modo innovativo scatti e testi distinguendosi dal lavoro proposto da altre riviste fotografiche.

(Via E-Il mensile)

1,000 Portraits Of Occupy Wall Street Faces

Un’intervista a Vanessa Bahmani, la fotografa che ha scattato 1000 ritratti ai manifestanti di Occupy Wall Street. L’ha realizzata Robyn Gee di Turnstyle.

(Via BoingBoing)

La storia del più giovane fotografo dell’Iraq. La racconta la Reuters:

Qamar Hashim è un fotografo di otto anni. Gira per le strade di Baghdad con la sua macchina e [...] ha vinto numerosi premi, secondo la Iraqi Society Photographic (Isp).

Qui anche alcuni scatti.

Hidden Europe - Foto di Ms Larsen

Hidden Europe è un percorso fotografico di Ms Larsen pubblicato su E – Il mensile di Emergency. Si tratta di questo:

Una breve sessione in pellicola dedicata all’Europa nascosta, nata dall’amore per i Paesi un tempo parte di quella che oggi è l’ex Unione Sovietica rappresentati in questa gallery dalla Lituania, il Paese baltico che più ha pagato il prezzo dell’oppressione sovietica e dall’enclave di Kaliningrad, avamposto in Russia circondato dai Paesi della comunità europea.

Continua qui.

Una galleria fotografica su Flickr sui luna park e sui circhi tra Ottocento e inizio Novecento. Le immagini sono state recuperate dal Discovery Museum dei britannici Tyne & Wear Archives & Museums.

Alcuni scatti pubblicati sul Fatto Quotidiano dalla manifestazione antirazzista che si è tenuta il 15 dicembre a Firenze.

Firecracker - Supporting european women photography

In rete è approdato Firecracker – Supporting european women photography. Si tratta dell’iniziativa di Fiona Rogers, che lavora dal 2005 per Magnum Photos London come coordinatrice del settore cultura ed educazione. Per vedere cosa è stato pubblicato, si può visitare l’archivio. Qui invece le indicazioni per sottoporre i propri scatti.

(Via Daria Scolamacchia)

Amedeo Vergani, lo scatto che racconta

Amedeo Vergani, lo scatto che racconta è una mostra che sarà presentata a Merone (Como) il prossimo 29 ottobre e che resterà aperta dal giorno successivo al 6 novembre a Palazzo Civico Zaffiro Isacco. Questa la sua presentazione:

Scatti che raccontano, appunto. Storie che si intuiscono nella luce talcata di un tè nel deserto la mattina presto, nella grinta acerba di bambini guatemaltechi precocemente armati, nella nebbia di una Sicilia inconsueta e ovattata, nel volto attento di una donna seminascosto dietro un velo nero, negli arabeschi di due mani tatuate, nelle maschere di un carnevale veneziano, nel lampo colto al volo di un pugnale yemenita. Storie che parlano di gente che sforna pani rotondi come la luna, che raccoglie olive, benedizioni, foglie di tè e fatiche con la stessa concentrazione. La silenziosa compostezza di un monastero copto. La lattina rossa di una Coca Cola bevuta su un’intatta spiaggia atlantica. Lo scroscio di una cascata di Dominica. Fino al meraviglioso controluce di un agnello sollevato e offerto a Sant’Antonio in una chiesa della Brianza, in bilico tra benedizione cristiana e rito pagano. Inquadrature diventate grandi servizi e copertine delle più prestigiose riviste di viaggio italiane ed europee.

Per saperne di più sul fotoreporter scomparso a 66 anni nel 2010 si veda qui.

Life Watches TV: trentacinque fotografie per raccontare la storia di volti che osservano il piccolo schermo tra grandi eventi e visioni private.

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  • Inside a clandestine Mexican meth lab

    Inside a clandestine Mexican meth lab (big photo gallery). Lo pubblica Xeni Jardin su BoingBoing riprendendo le fotografie targate Reuters di Alejandro Acosta. Si tratta di scatti effettuati a cavallo di un’operazione antidroga avvenuta lo scorso 23 settembre a Zapotlanejo, in Messico, dove sono state sequestrate decine di tonnellate di componenti per produrre metanfetamine e di cristalli già pronti per la vendita.

    Slideshow delle foto scattate ieri per Il Fatto Quotidiano a Parma, alla via Crisis, processione dei cittadini contro i debiti accumulati dalle casse pubbliche comunali nel corso della giunta di Pietro Vignali. A osservare, in un anfratto del muro, c’era anche lui.

    Vaudeville ventriloquists

    Go to public school pubblica una galleria fotografica di ventriloqui d’epoca e stile vaudeville. Nel post sia i ventriloqui che le immagini che li ritraggono vengono definiti “creepy”, che fanno paura, che inquietano. E in effetti è una definizione azzeccata.

    (Via Neatorama)

    Ho sempre subito il fascino dei luna park decadenti o innegabilmente abbandonati. E anche dei teatri che versano nelle stesse condizioni. Lasciano spazio alla fantasia, consentono di immaginare un tempo che non c’è più, permettono di dare fisionomia a vecchi frequentatori, scoloriti fino a scomparire per sempre. Il set Lost Big Easy pubblicato su Flickr è una rappresentazione per scatti perfetta da cui partire per fantasticare su quanto sopra. Le fotografie sono opera di Lost Los Angeles.

    (Via BoingBoing)

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  • La manifestazione del 6 maggio a Bologna attraverso la fotogallery pubblicata sul Fatto Quotidiano Emilia Romagna.

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  • Wikileaks affair


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