Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

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L’Europeo, storico mensile di casa Rizzoli, ha lanciato la prima edizione di un proprio concorso di fotografia. Si chiama L’Europeo Photo Awards 2010 e il bando è disponibile su Flickr, dove è stato creato anche un apposito gruppo:

Il tema [...] “All’uscita dal lavoro. Le fabbriche, gli uffici, le scuole, i cantieri”. Uno scatto per sorprendere, leggere e ascoltare una nazione che lavora. La fotografia deve essere scattata in Italia.

Per confermare la tua partecipazione al concorso, devi inviare una mail all’indirizzo europeophotoawards[at]rcs.it con i seguenti dati: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero civico, città, cap, telefono cellulare o fisso, e-mail, id del profilo Flickr, indirizzo completo dell’url del profilo; la partecipazione al concorso è riservata ai maggiori di 18 anni.

La mail deve essere inviata subito dopo aver postato la foto. La mancata comunicazione di uno solo dei dati anagrafici richiesti comporta l’esclusione da L’Europeo Photo Awards. Le foto devono essere senza cornice, senza watermark e senza note [e] devono avere una didascalia esplicativa (chi, dove, quando).

Il bando completo è disponibile qui e la scadenza per l’invio delle immagini è fissata per il 14 giugno prossimo. Al primo classificato una Nikon D90, obiettivo Nikkor 18-105 VR e una scheda da 4GB. Infine, se si vuole dare un’occhiata alle ultime copertine della rivista, si veda l’account Flickr della rivista.

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  • Strade drappeggiate a nero e viola



    Draped in black (and violet). Foto scattata durante questa manifestazione.

    Vodou Brooklyn di Stephanie Keith

    Si intitola Vodou Brooklyn ed è il “viaggio” per voce e immagini di una fotografa all’interno di una comunità haitiana trapiantata negli Stati Uniti. L’autrice di questo racconto si chiama Stephanie Keith e, per quanto visuale, si tratta della puntata speciale di una trasmissione radiofonica, Speaking of Faith. È anche possibile ascoltare e scaricare l’mp3 dell’audio-racconto.

    (Via BoingBoing)

    Il vero signore di Bologna

    Prima di uscire mi fermai da Giovanni Battista. Il suo umore era molto migliorato con secondo boccale di birra, e forse gli dava sollievo l’idea di non essere più responsabile della propria vita. Gli consegnai una copia di riserva della chiave di casa mia, lo informai che poteva usare il sacco a pelo sul divano, e gli dissi di non preoccuparsi se non mi avesse visto per un po’.

    «Vieni a bere solo qui» lo istruii. «Eccoti un po’ i soldi. Fatti trovare qui o al magazzino. Non andare in giro. Non battezzare nessuno. Se non mi vedi, avrai mie notizie. Quando riceverai istruzioni, obbedisci senza fare domande».

    Annuì. Tornai per strada.

    Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

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  • Otis Historical Archives Nat'l Museum of Health & Medicine

    Un blog e tre account Flickr (1, 2 e 3) per raccontare la storia della medicina attraverso il materiale diventato di pubblico dominio del National Museum of Health & Medicine. È un progetto unofficial, si precisa online, ed è portato avanti da un gruppo di dipendenti e collaboratori del museo di Washington. La descrizione del materiale del museo può essere scaricata da Archive.org in formato pdf (758 KB) mentre le foto online sono state catalogate per periodo storico: il primo Novecento, il 1900-1945, dalla Corea alla prima guerra del Golfo. Oppure, ancora, la storia dell’educazione dentaria attraverso i cartoni animati, le navi ospedale o la medicina filtrata dalla propaganda. Qui si trovano infine molti altri set fotografici.

    Reportage dall'Afghanistan di Piero Marsili Libelli

    Piero Marsili Libelli è un fotoreporter romano che ha viaggiato per oltre mezzo mondo documentando i fatti e le storie in cui imbatteva. Le sue immagini sono davvero notevoli e per averne un’idea si dia un’occhiata alle gallerie che ha pubblicato sul suo sito. E navighi anche all’interno del set di Flickr che raccoglie le fotografie realizzate in Afghanistan tra l’ottobre 2008 e il dicembre 2009.

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  • 1930s-40s in Color

    Il set si chiama 1930s-40s in Color ed è stato creato all’interno dell’account Flickr della Biblioteca del Congresso statunitense:

    Queste fotografie dai colori vivaci risalenti al periodo della Grande Depressione e della seconda guerra mondiale catturano un’epoca in genere vista solo in bianco e nero. Fotografi alle dipendenze della Farm Security Administration (FSA) e più tardi dell’Office of War Information (OWI) hanno realizzato queste immagini, scattate tra il 1939 e il 1944. Vi invitiamo ad aggiungere tag e commenti, oltre a maggiori informazioni che consentano di identificarne i soggetti (gli attuali titoli derivano dalla documentazione originale dell’agenzia, talvolta incompleta).

    Le fotografie ritraggono, oltre agli Stati Uniti, anche Puerto Rico e le Isole Vergini, hanno a che fare soprattutto con i sommovimenti quotidiani generati dall’approssimarsi del secondo conflitto mondiale e maggiori informazioni sulla collezione sono disponibili qui.

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  • I primi dieci anni del XXI secolo attraverso l’obiettivo dei fotoreporter. Cinquanta immagini scattate dal 2000 al 2009 sono state pubblicare dal Boston Globe. Ne esce un racconto molto più crudo di quanto la memoria l’abbia fissato ed effettivamente alcune di queste fotografie riescono a rendere la valenza di un evento molto più delle parole. Nello specifico poi dell’immagine riportata sopra:

    Un bambino keniano urla alla vista di un agente di polizia che si avvicina alla sua casa brandendo un manganello. Siamo a Kibera, baraccopoli di Nairobi, il 17 gennaio 2008. Centinaia di poliziotti, già scontratisi con i sostenitori di Raila Odinga, leader dell’opposizione in Kenia, all’entrata dello slum si sono spostati verso la bidonville e hanno cercato casa per casa i dissidenti (immagini Walter Astrada/AFT/Getty Images).

    Di quei fatti si possono vedere altri scatti qui.

    (Via Vittorio Pasteris)

    Canadian General Hospital

    Dopo l’Australian War Memorial (con relativo set Flickr) e L’indipendent con le sue trecento fotografie di cui si era parlato tempo addietro, è la volta (a dire la verità, lo è dal 2008) dei Library and Archives Canada – Bibliothèque et Archives Canada (LAC/BAC) di mettere a disposizione in rete il proprio patrimonio di immagini (sempre su Flickr) risalenti agli anni della prima guerra mondiale. In questo caso, a differenza dei precedenti citati, non si vuole tanto dare un nome agli sconosciuti che vi sono ritratti, ma presentare un archivio finora non ancora disponibile e descritto con queste parole:

    L’obiettivo del progetto è quello di esplorare nuovi fronti per migliorare l’accesso e accrescere l’interazione con il patrimonio documentario canadese. Il LAC/BAC è entusiasta delle possibilità che le comunità sociali di condivisione dei contenuti multimediali offrono ai canadesi di discutere e di contestualizzare un’importante selezione della nostra storia collettiva.

    Peraltro, anche per questo archivio, è stata scelta una licenza Creative Commons.

    Belgrade RawUna città spettacolare, una nazione da scoprire ben oltre gli stereotipi veicolati nel corso del precedente decennio e non solo. E ora anche un sito, Belgrade Raw, che è questo:

    Una mostra collettiva di sei fotografi che fanno vedere una Belgrado differente. Non ci occupiamo di roba turistica e glam, ma ci concentiamo sulle persone e sui luoghi reali [...]. Il nostro obiettivo è di costruire una migliore, più aperta e onesta immagine della nostra città. Per questo scopo, seguiremo i seguenti passi:

    • questo sito, una vetrina di set fotografici [...]. In questo modo si potranno vedere soggetti o temi che reputiamo particolarmente interessanti
    • Flickr group BelgradeRaw, luogo della comunità [...]. Carichiamo le nostra immagini, ma invitiamo anche altri grandi fotografi belgrasei che troviamo su Flick. I membri possono partecipare inoltre alle discussioni e commentare le singole fotografie
    • materiale vario stampato, inclusi adesivi, stampe a edizione limitata, opuscoli e un giorno un libro

    Quando viene pubblicato sul sito (e sul relativo gruppo Flickr) è rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate.

    (Via Ultimo)

    Abandoned Loew's Poli Theater 1347 Main Street Bridgeport, CTForse l’affermazione d’esordio delle gallerie pubblicata da OObject può non trovare tutti d’accordo. Ma le immagini che compongono i 15 abandoned theaters sono davvero suggestive. Il punto partenza è questo:

    I teatri sono una reliquia del passato. Non mi credete? Provate a pensare ai drive-in o ai palcoscenici di Shakespeare. Di fatto nell’America moderna non ce n’è più traccia, con qualche rara eccezione sepolta in chissà quale piccola città. Questo elenco rende omaggio a drammaturghi e a film del secolo scorso, ai loro sceneggiatori e registi e agli attori che li hanno fatti esistere.

    Le tappe del percorso, disseminate per i vari continenti, comprendono tra gli altri i teatri di Detroit, Lione, Bluefield, Chernobyl, Hellingly Asylum, Gary o Evinston. La maggior parte delle fotografie sono presenti su Flickr e consiglio di dare un’occhiata al più nutrito set Poli Palace/ Majestic Theaters Bridgeport Ct. a cui si accede da qui.

    Manifesti PoliticiNon è proprio una novità in rete, ma è comunque una risorsa da tenere a mente. Si chiama ManifestiPolitici.it ed è una “banca dati sul manifesto politico e sociale contemporaneo”. Questa la sua presentazione:

    Manifestipolitici.it è un progetto promosso dalla Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna e realizzato da Manifesta. Avviato nel 2000, consiste oggi in una grande banca dati online che conta più di 10.000 manifesti politici e sociali provenienti da diverse raccolte, datati dai primi anni del Novecento fino ai giorni nostri; recentemente si è avviata l’immissione anche di cartoline, sempre a carattere politico e sociale [...]. La banca dati offre una vasta esemplificazione della produzione nazionale ed internazionale di comunicazione politica e sociale su carta: dai manifesti storici della propaganda elettorale alla libertà creativa dei movimenti di inizio millennio, dalla comunicazione degli enti locali alle testimonianze dell’America latina e di molti paesi europei, dai lavori di alcuni dei maggiori studi grafici a livello internazionale alle autoproduzioni dei movimenti giovanili.

    Per consultare via internet la banca dati si veda qui mentre, con le elezioni politiche del 2006, è partito anche il progetto foto di strada. Per partecipare si dia un’occhiata anche qui.

    Manifesti Politici

    Per Giorgiana Masi - Foto di Tano D'Amico

    Tano D’Amico viene raccontato brevemente qui, se ci fosse bisogno di informazioni su di lui. E sempre se ci fosse bisogno di un link in più, ha anche aperto un proprio blog dove pubblica le foto che ha scattato nel corso della sua carriera accompagnandole talvolta con un suo commento ai fatti che ha cristallizzato scattando. A oggi, da Giorgiana Masi al popolo di Chiaiano. Da sfogliare a colpi di mouse per ripercorrere un pezzo di storia italiana.

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  • Rubbed out doll

    Brett aveva anche una figlia, di nome Tillie, detta Till, che viveva a Denver. L’ultima lettera che aveva ricevuto da lei le era sembrata incoraggiante. Till diceva che il suo pappone non la picchiava più tanto, e che quasi tutte le vecchie ferite erano sparite, anche se le era rimasta una piccola cicatrice bianca sopra l’occhio destro, e nei giorni freddi zoppicava un po’. Si era comprata un cagnolino di nome Milo, ma al suo pappa non era piaciuto, e gli aveva sparato. In realtà questo non era poi dispiaciuto troppo a Till, perché si era resa conto che non aveva nessun bisogno di un cane, nel piccolo appartamento dove abitava e intratteneva i clienti.

    Joe R. Lansdale, Bad Chili

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  • Who is in this photograph - Australian War Memorial

    (Clicca qui per ingrandire l’immagine e qui per andare al set su Flickr)

    Da Who is in this photograph?:

    Queste immagini fanno parte della collezione dell’Australian War Memorial. Mostrano persone che hanno combattutto durante la prima e la seconda guerra mondiale e nella guerra di Corea. Della maggior parte non ne conosciamo il nome e speriamo che possiate aiutarci a identificarle. Tutte queste fotografie possono essere viste nella galleria sul nostro sito. Fanno inoltre parte di The Commons su Flickr.

    Da vedere anche le altre foto della Australian War Memorial Collection: pezzi di storia in bianco e nero suddividi in diversi set.

    A (s)proposito


    Foto Carlo Beccaria
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