“Salviamo la memoria”: un documentario indipendente per non dimenticare la seconda guerra mondiale attraverso le parole di chi la visse

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Il documentario si intitola Salviamo la memoria, opera del videomaker Matteo Tortora, e quello pubblicato sopra è il primo trailer. Così si presenta il film:

È un progetto video che vuole restituire alla cittadinanza […] il senso di una memoria che lentamente si sta sgretolando; gli eventi, le situazioni ma sopratutto le emozioni e i legami affettivi che la seconda guerra mondiale ha scardinato, talvolta distrutto, talvolta ferito cambiando per sempre il volto della nostra nazione, della nostra terra e dei nostri parenti.

Prima che il ricordo diventi soltanto rievocabile attraverso le parole scritte sui libri di storia, il nostro intento è perpetuare il ricordo vivo di chi ancora può testimoniare. Perché soltanto attraverso il racconto, che scaturisce dalle parole, dalle espressioni del viso, talvolta anche dalle lacrime che possono sgorgare dagli occhi, saremo in grado di percepire e di capire realmente l’impatto e le conseguenze che la guerra ha avuto.

Abbiamo paura che le nuove generazioni possano sentire troppo lontano quel periodo storico, perdere il contatto con chi lo ha vissuto e questo progetto di archiviazione digitale delle interviste è un primo passo per un progetto di recupero della storia che passi per la prima attraverso le testimonanze di persone comiuni, il vicino di casa o la nonna, che possano restituire a tutti aspetti persi, ricordi dimenticati, e fare luce su qualcosa che giorno dopo giorno diventa sempre più flebile e lontano.

Il documentario rientra nell’ambito di Produzioni dal basso e dunque chi volesse sostenerlo può farlo qui.

(Via Antonio Mainenti su Twitter)

“Distribuzioni dal basso”, un progetto web per la libera circolazione di film e documentari indipendenti

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Dopo Produzioni dal basso, ecco un progetto da tenere d’occhio, Distribuzioni dal basso, che si descrive con tre hashtag: #filmsharing, #folkfunding per nuovi meccanismi della condivisione cinematografica e #creativecommons per la libera circolazione delle idee. Inoltre si presenta così:

L’obiettivo del nostro progetto redazionale è quello di sostenere la circolazione di film e documentari indipendenti realizzati dalla nuova generazione di freelance, nata sull’onda del fenomeno Creative Commons e dei nuovi meccanismi di produzione basati sul crowdfunding.

Tutti i film e documentari che vedrai inseriti nel portale rispondono all’esigenza di costruire un modo nuovo di fare cinema e informazione. Potrai richiedere i titoli che più ti interessano, in formato DVD o FILE, attraverso un meccanismo economico di donazione, che permetterà contemporaneamente di sostenere la gestione del portale e di dare il giusto valore alle opere inserite nel portale.

Sono già poco meno di una quindicina i film distribuiti acquistabili in dvd oppure saricabili dal sito dietro una donazione, suddivisi per ambiente e territori, arte e musica, diritti umani e conflitti, economia e crisi, politica e attualità e sport.

“1980”: il documentario spagnolo in crowdfunding su un anno, un’organizzazione – l’Eta – ed eventi da non rimuovere

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Teaser Documental “1980” from Iñaki Arteta on Vimeo

1980 – Proyecto de documental cinematográfico è il film di Leize Producciones diretto da Iñaki Arteta e finanziato attraverso il crowdfunding. Il documentario ripercorre a cavallo di quell’anno le azioni dei baschi dell’Eta e queste sono le ragioni per il quale è stato realizzato:

In un periodo come quello attuale – un periodo in cui diffonde l’oblio che potrebbe condurre alla tentazione di “voltare pagina”, di dimenticare che cosa sono state le attività terroristiche di allora e quali le conseguenze per i suoi protagonisti – è particolarmente importante per rivedere episodi come questi per trarne riflessioni valide per il presente.

Il veterano delle guerre sporche sudamericane in Iraq: Guardian e Bbc Arabic raccontano l’addestramento alle torture dei paramilitari

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Su Internazionale, la Cia implicata nelle torture in Iraq, articolo sul documentario James Steele: America’s mystery man in Iraq:

Il Pentagono aveva inviato in Iraq un veterano delle “guerre sporche” dell’America Centrale a supervisionare e addestrare alcune unità speciali della polizia irachena che avevano creato una rete di centri di detenzione e di tortura per ottenere informazioni dai ribelli.

Secondo i risultati di un’inchiesta del Guardian e della Bbc Arabic, il colonnello in pensione James Steele, 58 anni, statunitense, veterano delle guerre nel Salvador e in Nicaragua, era stato nominato direttamente dal segretario della difesa degli Stati Uniti Donald Rumsfeld per aiutare a organizzare i paramilitari nel tentativo di sedare una rivolta sunnita nel 2003, ed è rimasto in Iraq fino al 2005.

Anche il colonnello James Coffman, un altro veterano dell’esercito statunitense, era stato inviato in Iraq per organizzare le forze di sicurezza e lavorare a fianco di Steele. Coffman riferiva direttamente al generale David Petraeus, ex capo della Cia, costretto a dimettersi a novembre del 2012 in seguito a uno scandalo per una relazione extraconiugale.

Secondo gli autori dell’inchiesta, le forze speciali irachene hanno commesso alcuni dei peggiori atti di tortura documentati durante l’occupazione degli Stati Uniti e hanno accelerato lo scoppio di una guerra civile. Le accuse, riportate nel documentario del Guardian, coinvolgono per la prima volta i consiglieri della Cia negli abusi commessi dalle forze speciali.

Qui il documentario completo.

Internazionale: il video “Il mondo diseguale”, come la ricchezza si è andata concentrando in poche mani

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Il mondo diseguale, video del settimanale Internazionale pubblicato lo scorso novembre su questi temi:

Nonostante il livellamento degli stili di vita, oggi la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani.

Realizzato da Maria Abdulhamid e Fabio Bartolomei, il video, con i dati che fornisce, prende spunto da un’inchiesta dell’Economist uscito sulla versione cartacea del giornale.

1977-1982, quegli “Anni spietati” a Torino: un documentario su attentati, assemblee e processi per terrorismo

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Anni spietati a Torino è il documentario scritto da Stefano Caselli e Davide Valentini e girato da Igor Mendolia che racconta questa storia:

323 attentati tra il 1969 e il 1982, 48 feriti, 26 morti. È il tributo di sangue pagato da Torino agli anni di piombo, soprattutto nel quinquennio 77-82: dall’omicidio del brigadiere Ciotta all’esecuzione delle guardie giurate Pedio e D’Alleo, senza dimenticare gambizzazioni, sequestri, incendi e sabotaggi. Torino è una città-fabbrica che vive “al chiuso” dietro i cancelli della Fiat, dell’università, dei palazzi eleganti del centro. Una metropoli impaurita, che reagisce alla violenza e diventa laboratorio per la vittoria contro il terrorismo: è la città delle mille assemblee e dei grandi processi a Br e Pl.

“Anni spietati” intende ricostruire e far capire un periodo della nostra storia recente, gli anni di piombo, che dal 1969 al 1982, hanno trovato in Torino una capitale involontaria, uno scenario preferenziale a tanti assassini e ferimenti che hanno segnato una generazione. Vuole dar voce ai protagonisti della parte giusta, i torinesi che soprattutto da sinistra avevano compreso la follia del partito armato e che agirono.

Il documentario, uscito nel 2007 e della durata di un’ora circa, trae ispirazione dall’omonimo libro di Caselli.

“Girlfriend in a Coma”: l’Italia come non va mostrata prima delle elezioni. No alla proiezione romana del film dell’ex direttore dell’Economist

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È l’Italia la “ragazza” priva di coscienza del film Girlfriend in a coma della filmaker Annalisa Piras e dell’ex direttore dell’Economist Bill Emmott, autore del libro Good Italy, bad Italy. Si tratta di un documentario con questi scopi:

Mira a introdurre gli italiani al lato oscuro del declino politico, economico e sociale del loro paese, prodotto di un collasso morale senza eguali in Occidente.

E forse proprio per questo non può essere proiettato nel Belpaese prima delle elezioni. Come se svelasse chissà quale verità non già nota ai cittadini tricolori. Si veda cosa se ne dice su Twitter e su Facebook.

Girlfriend in a Coma on Twitter

(Via Marco Castelnuovo)

“Long live the kings”: un mini documentario in 16 mm che racconta la filosofia di chi viaggia su due ruote

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Long live the kings, lunga vita ai re, è un mini documentario di Clement Beauvais e Arthur de Kersauson che dura meno di sette minuti e che racconta la storia di alcuni viaggiatori su due ruote facendo dei chilometri percorsi in moto una filosofia di vita. Girato interamente in 16 mm, presenta immagini, fotografia e colonna sonora spettacolari. Accanto al film è stato creato anche un blog.

“In Darkness”: il racconto della persecuzione nazista che viene dal confine tra Polonia e Ucraina

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In Darkness

Sul film In Darkness della regista polacca Agnieszka Holland scrive Marco Giusti su Dagospia:

Ricordate l’incredibile prima scena di “Inglourious Basterds” dove Christoph Waltz descrive gli ebrei come topi che vivono nascosti sotto terra? Beh, questo duro, coinvolgente, scurissimo [film] “In Darkness” della regista polacca Agnieszka Holland, ci porta proprio lì sotto, nelle tenebre delle fogne di una cittadina polacca al confine con l’Ucraina, l’impronunciabile Lvov, oggi Lviv in Ucraina, dove un buffo omino delle fogne, all’occasione ladro, il signor Leopold Socha, interpretato da un grande Robert Wieckiewicz, ha nascosto un gruppo di ebrei per salvarli dall’occupazione nazista e dall’avidità dei soldati ucraini al soldo dei tedeschi.

Continua qui.

“Il passaggio della linea”: i treni di notte e l’umanità che trasportano nel documentario di Pietro Marcello

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Un documentario toccante e intenso. È Il passaggio della linea di Pietro Marcello, un film sui treni di notte, gli espressi che percorrono tutta la penisola. Com’erano, come sono, dove conducono, soprattutto l’umanità che accompagnano. Uscito nel 2007, ha ricevuto una nomination ai David di Donatello nel 2008 e il titolo deriva da un romanzo di Georges Simenon, Le passage de la ligne.

(Via @RecTicino)