“In Darkness”: il racconto della persecuzione nazista che viene dal confine tra Polonia e Ucraina

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In Darkness

Sul film In Darkness della regista polacca Agnieszka Holland scrive Marco Giusti su Dagospia:

Ricordate l’incredibile prima scena di “Inglourious Basterds” dove Christoph Waltz descrive gli ebrei come topi che vivono nascosti sotto terra? Beh, questo duro, coinvolgente, scurissimo [film] “In Darkness” della regista polacca Agnieszka Holland, ci porta proprio l sotto, nelle tenebre delle fogne di una cittadina polacca al confine con l’Ucraina, l’impronunciabile Lvov, oggi Lviv in Ucraina, dove un buffo omino delle fogne, all’occasione ladro, il signor Leopold Socha, interpretato da un grande Robert Wieckiewicz, ha nascosto un gruppo di ebrei per salvarli dall’occupazione nazista e dall’avidit dei soldati ucraini al soldo dei tedeschi.

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Osservatorio Ossigeno: una task force europea su libert di stampa e giornalisti minacciati

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A proposito di libert di stampa e di cronisti minacciati, scrive l’Osservatorio Ossigeno:

Dal Congresso dell’Aje, venuto un appoggio alla proposta – avanzata proprio […] dal capo della divisione Media del Consiglio d’Europa Jan Malinowski – di costituire “una task force, uno spazio comune in cui fare circolare a livello europeo” le informazioni dell’Osservatorio Ossigeno”, scrive Giampiero Gramaglia su Media Duemila.

Anche perch, osserva il rappresentante dell’Aje presso il Consiglio d’Europa William Horsley, l’ignoranza solo parte del problema: “C’ una mancanza di risposta politica”, che la task force dovrebbe invece sollecitare. Una strada che ha gi condotto a risultati in Ungheria e in Ucraina e che, secondo Malinowski, va ulteriormente sperimentata”.

Per approfondire si vedano gli articoli Informazione: una campagna europea per la libert di stampa di Media Duemila e Informazione: giornalisti europei, serve task force per libert stampa di EurActiv.

Verve Photo: istantanea dall’Ucraina, una delle nazioni pi ferocemente colpite dalla crisi mondiale

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Foto di Misha Friedman

Su Verve Photo c’ uno scatto dall’Ucraina che sembra saltare nel tempo e restituire un’immagine della Londra vittoriana e del suo sottoproletariato. Invece cristallizza un momento attuale in una delle nazioni dell’Est europeo pi colpite dal punto di vista economico e sociale dalle crisi degli ultimi anni. Lo scatto opera della fotografa moldava Misha Friedman, gi collaboratrice di Medici Senza Frontiere. E qui invece tre istanti (uno, due e tre) che risalgono al luglio 2009 nel sud dell’Ucraina.

Ucraina: viaggio tra gli effetti della crisi e le conseguenze di Chernobyl

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On the ukraine roadLa crisi economica ha picchiato duro in Ucraina, tanto che se lo scorso autunno il Fondo monetario internazionale non avesse messo a disposizione 14 miliardi di dollari sotto forma di prestito straordinario, Kiev e la sua nazione sarebbero scivolate verso la bancarotta. E poi c’ sempre la spada di Damocle del gas. Un braccio di ferro con Mosca che si trascina tra debiti restituiti fortunosamente, accordi presto rotti e squadre dei servizi segreti ucraini che sequestrano i contratti stipulati con la Russia.

Benvenuti in una nazione dalle sperequazioni sociali esasperate. Una nazione in cui negli ultimi anni dal 1999, per precisione, con un incremento medio del prodotto interno lordo di 7,4 punti ogni dodici mesi, fino al 2007 la classe media stata spazzata via e, a fronte di una percentuale minima della popolazione dalle ricchezze inimmaginabili, la maggior parte della gente vive di briciole. Quando ci sono. Negli anni appena trascorsi, infatti, i segni di ripresa in Ucraina erano affidati a una piccola imprenditoria che aveva saputo dare prova di qualit professionale e abilit commerciale nell’acquisire commesse dall’Europa occidentale, soprattutto dalla Germania. Cos aveva avuto modo di emergere un tessuto manifatturiero e un terziario attivo soprattutto nel settore informatico che lasciava ben sperare per il futuro. Avrebbe potuto venire da qui la risposta all’emigrazione forzata dalla mancanza di prospettive occupazionali e da stipendi che a fatica garantivano la sussistenza. Ma poi sono arrivati la crisi dei mercati valutari, gli investimenti bancari (anche italiani) rivelatisi del tutto fittizi e i fallimenti collegati che hanno messo in ginocchio l’intera nazionale.

Rural mechanical engineeringIl viaggio in Ucraina inizia alla frontiera con l’Ungheria, dopo controlli lenti e la compilazione di moduli in cui si dichiara di chi si ospite nel Paese. Cos, se accade qualcosa mentre voi siete all’interno del nazione e riuscite ad andarvene, verranno a chiederne conto alla mia famiglia, ci dice Natalija, una badante ucraina che torna a casa per un periodo di vacanza e che accetta di farci da guida nel paese.

Ad attenderla, appena oltre il confine, Volodimir, un amico che venuto a prenderla e che sar l’altra met del viaggio nell’ex repubblica sovietica.

Questa la seconda volta che Natalija torna a casa dal 2000. Per anni ha vissuto come clandestina e oggi mostra con orgoglio alla polizia di frontiera il suo permesso di soggiorno in area Schengen, oltre al passaporto. Era partita, Natalija, contraendo un debito di duemila e 700 euro per farsi un viaggio di quasi duemila chilometri nascosta nel contro soffitto di un tir insieme ad altre tredici persone. Sdraiata e zitta fino a Napoli passando per frontiere dove ogni volta c’era il rischio che lei e i suoi compagni di viaggio venissero scoperti. Italiana era l’organizzazione che gestiva i trasporti e per i suoi referenti Natalija ha dovuto darsi da fare, senza conoscere una parola della lingua e senza avere il tempo per impararla, fino a estinguere il debito che l’aveva portata in Italia.
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