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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘stranezze’ Categoria

Laughter is Stalin’s Secret WeaponSconfiggere l’esercito nazista costruendo un soldato-macchina come Terminator. Se l’è immaginato un modellista russo che ha calato la fantascientifica arma protagonista del film di James Cameron in un contesto inusuale. E dall’immaginazione è passato ai fatti costruendo un diorama: l’ambientazione è quella di un campo militare dell’Armata Rossa, l’arco temporale quello dell’invasione dell’Unione Sovietica e Neatorama, che riporta il link alle immagini riprendendolo da Metafilter, dice che il lavoro si chiama “Laughter is Stalin’s Secret Weapon” (la pagina in cui sono pubblicate le fotografie del diorama è scritta in cirillico). Un lavoro davvero ben divertente e curato nei particolari: dalle uniformi ai dettagli, come il cibo dei soldati sul tavolo e gli attrezzi usati per costruire il terminator contro Hitler.

La donna idealeIn un periodo in cui l’immagine femminile, oltre che opinabile quando si parla del corpo delle donne, è anche considerata per la sua auspicabile orizzontalità al mondo del potere (ma mica solo quello), il bollettino di letture e scritture curato da Giulio Mozzi, Vibrisse, ha avviato la pubblicazione di una serie di retoriche radunate sotto la dicitura La Donna Ideale.

E così signori venghino a vedere la donna ideale (nell’era televisiva) o la d.i. (messa in sicurezza), quella (da montare) con relativi suggerimenti per i problemi di assemblaggio, la d.i. (secondo Giacomo Biffi) o la d.i. (formula) o l’evergereen (gonfiabile) (che m’ha fatto tornare in mente il quasi omonimo racconto di Joe R. Lansdale – Love Doll: A Fable il titolo originale – contenuto nell’antologia Maneggiare con cura). Ne viene fuori una graffiante satira sulla concezione della donna per luoghi comuni che passano attraverso rappresentazioni pubblicitarie, boutade, segreti desideri sbandierati in giro e stereotipi di genere vario. Soprattutto di ‘sti tempi – e ci si riaggancia all’inizio – in cui, citando Stefano Di Michele sul Foglio, pare che il dramma [sia] alle porte.

The beauty of women - Foto di Daniel Horacio AgostiniSe il contenuto è opinabile, lo si dica solo dopo averlo visto, il documentario Il corpo delle donne. Vederlo non è operazione complessa, dato che sta per intero online. No, perché la definizione dell’aggettivo opinabile mi sembra abbastanza chiara: “discutibile, controverso”. Il film di Lorella Zanardo mi sembra che più che discutibile debba far discutere. E invece si provi a dare un’occhiata al suo post di oggi La trasmissione viene momentaneamente interrotta?:

Da stamane chi si vuole collegare al sito www.ilcorpodelledonne.com si trova l’accesso sbarrato da un avviso: “Alcuni lettori di questo blog hanno contattato Google poiché ritengono che il contenuto del blog sia opinabile”. Quali sono i contenuti opinabili? È ancora possibile portare avanti una critica educata e circostanziata nella società in cui viviamo? Siamo fiduciosi di potervi dare risposte rassicuranti al piu’ presto: ci siamo attivati per capire da Blogger chi e perché ci vuole oscurare.

Se ne parla anche su Lipperatura mentre per leggere una chiacchierata con Lorella Zanardo si veda l’intervista realizzata da Luigi Milani.

All work and no play makes Jack a dull boyTroppo lavoro e niente svago fanno di Jack un ragazzo annoiato. Questa frase, che in originale è “all work and no play makes Jack a dull boy”, è diventata celebre in italiano come “il mattino ha l’oro in bocca”. Ed è la frase che Jack Torrance, il protagonista di Shining, romanzo di Stephen King e poi film diretto da Stanley Kubrick, scrive con ossessività quando, prigioniero dell’inverno nell’Overlook Hotel, è lì lì per impazzire. In realtà dovrebbe scrivere un libro, Jack, ma tutti pensano – a leggere o a vedere la storia – che la follia gli abbia avvelenato la vena narrativa di cui non resta che una litania maniacale. Il che può essere vero per la seconda parte dell’affermazione, ma non per la prima dato che a 32 anni dall’uscita del best seller di King anche Torrance ha pubblicato la sua opera. Almeno in un certo senso.

A dare una mano all’ormai fulminato protagonista della vicenda è l’artista newyorkese Phil Buehler che, per ottanta pagine, ripete che “all work and no play makes Jack a dull boy” riprendendo all’inizio il dattiloscritto che si vede nel film e poi inizia a riproporre la frase incidendo la pagina con caratteri tipografici, dando forma grafica alla pazzia di Jack Torrance e trasformando così il testo in un metatesto. Della particolare performance se ne parla sul britannico Guardian, sui forum di MySpace, su PasteMagazine.com e Kataweb ci fa hatto un servizio video (questa volta in italiano). In copertina compare il celebre primo piano di Wendy, la moglie di Jack Torrance, quando scopre che forse il marito non stava proprio scrivendo un romanzo (di certo non in termini tradizionali). E altrettanto forse si sbagliava.

Aggiornamento del 23 gennaio: sul blog Vita di un io si segnala che prima di Phil Buheler, c’era chi aveva già pensato a un’operazione del genere. Si vedano questi link:

Welcome to MarsSi intitola Welcome to Mars, è stato scritto dall’autore britannico Ken Hollings e uscirà a fine mese nel mercato anglofono per i tipi della Strange Actractor Press. Non si tratta però di un’opera di fantascienza: le storie rievocate – si legge nella descrizione del volume – sono state raccontate come vere (o come verosimili) nel periodo che va dal 1947 al 1959 e abbracciano sia l’Europa che gli Stati Uniti. Nel volume vi sono raccolti infatti resoconti giornalistici, campagne pubblicitarie, documenti governativi declassificati e li si mette in relazione a un tempo tanto cupo quanto straordinario in cui la minaccia atomica marciava di pari passo alla scoperta di mondi sconosciuti attraverso stati di coscienza alterati e forme alternative di cultura.

Qui si trova la scheda di presentazione del libro mentre qui c’è il blog dell’autore. Infine, a questo proposito, BoingBoing.net segnala i podcast realizzati nel 2006 per Resonance FM prima di diventare libro. Un episodio, il quarto, è dedicato all’Italia.

H.P. Lovecraft's graveMentre c’è chi si chiede se le prime immagini di Topolino siano ancora effettivamente protette da diritto d’autore malgrado il Sonny Bono Copyright Act, BoingBoing riporta la storia di un divieto piuttosto particolare. Praticamente accade questo: la scrittrice Caitlin R. Kiernan va con un amico allo Swan Point Cemetery di Providence, dove è sepolto H.P. Lovecraft, ne fotografa la tomba (come pare sia stato fatto da moltissime altre persone) e pubblica l’immagine. Ma viene contattata dai responsabili della sicurezza del mausoleo che le dicono di levare gli scatti: il regolamento del cimitero lo vieterebbe. Lei tra lo stupito e l’annoiato protesta e non ottempera. E allora sono insulti e minacce. Strana storia davvero.

[youtube I9FlvJX8PLU]

Matt Ficner è un artista canadese che declina il suo talento in modo eterogeneo: dalla musica alla scrittura, dal design alla scultura fino alla fotografia. E poi gli viene un’idea che, una volta concretizzata, si chiama Dusty Zombies: a Creepy Puppet Project. Quasi più uno sfogo dopo un periodo di superlavoro, ma anche una dimostrazione delle sue qualità creative e delle sue abilità tecniche. E così capita che una canzone degli Scorpions diventi un video in cui a esibirsi sono i non morti che non solo sfoderano proprietà canore, ma suonano facendo di deterioramento fisico virtù. Grottesco e geniale (via BoingBoing).

Graham Hotel, Georgia

  • Frikoo, 15 Historical Events That Fascinate Us:

    Since the time of the ancient Egyptians thousands of years ago, there have been many secrets that we today are just beginning to learn about, or that we still don’t have answers for. The secrets of the Great Pyramids, famous shipwrecks, the lost city of Babylon, hidden treasures of the Incas, lost jewels, the secrets of the Vatican, and many more mysteries of our history continue to fascinate people from around the world.

  • ProTraveller, 16 Abandoned & Decaying Hotels From Around The World:

    Abandoned hotels range from decrepit to like-new and exist everywhere from remote parts of the globe to modern urban cities. Following are some of the most interesting of those spots that serve as reminders that even the best laid plans don’t always work out over time.

Scenes from the MorgueBlog dedicato al cinema da una prospettiva piuttosto particolare. È Scenes from the Morgue: Retro-Pulp Movie Ads e così si presunta il “tenutario”, Mr. Beerman:

While trolling around the Morgue of a small Metropolitan Newspaper, our boy efforts to unearth a few hidden artifacts from the days of Matinee Double-Features and Dusk to Dawn Drive-In All Night Trash-O-Ramas on the genre films he loves.

Avviato poche settimane fa, il blog presenta qualche post particolarmente interessante. Come questo, Stirring up some old childhood trauma…:

As a child of the ’70s, and being the little chicken-[expletive deleted] that I was back then, I had the fear of [your deity here] put into me by just the previews and advertisements for certain films that skewed toward spooky. Remember the ads for “Magic”, where Fats the ventriloquist dummy is blathering on and on about how much fun magic can be — when your dead, or the dulcet tones of Percy Rodriques scaring us out of the water not once, but twice, with the trailers for “Jaws” and “Jaws 2″? And then there’s John Frankenheimer’s “Prophecy”, whose combination of radio, TV and print ads (like the one over there on your right) gave me a bad case of the drizzles and plenty of sleepless nights back in the day.

Mentre si moltiplicano le tendenze centrifughe in politica internazionale, il giornalista Alessandro Ursic racconta del processo movimento di Autodeterminazione per Ceppaloni:

Italia. Effetto Kosovo nel Belpaese: cresce il sostegno per l’autodeterminazione della repubblica separatista di Ceppaloni, popolata al 90 percento da mastelliani e al 10 percento da italiani, due popoli che conducono da tempo vite parallele e si guardano in cagnesco, in un rapporto logorato dalle reciproche recriminazioni. Crescono invece le tensioni separatiste padane nelle valli bergamasche e nel Trevigiano, dove alcuni pizzaioli napoletani vivono ormai in un’enclave sotto la protezione di una forza di pace internazionale. Nel calderone politico italiano finisce anche l’abbattimento del satellite fuori controllo da parte degli Usa. Proteste del centrosinistra, che contava su un rinvio dell’operazione sperando nel frattempo di obbligare Rete4 a trasmettere solo da quel satellite, in modo da risolvere il problema Emilio Fede una volta per tutte. Apprezzamenti invece dal centrodestra, secondo cui la facilità con cui il satellite si è fatto distruggere dimostra ancora una volta che la tecnologia del futuro è il digitale terrestre. Nel frattempo milioni di italiani, esasperati per l’attuale livello della tv pubblica, hanno scritto a Bush pregandolo di far fuori anche qualche ripetitore della Rai.

Sempre cara mi fu quest’ernia al colonUn evviva per eio (che qualcuno chiama anche Alessandro Bonino) che oggi è il suo giorno: esce infatti, con prefazione di Stefano Bartezzaghi, il libro che ha curato insieme a Stefano Andreoli e che significativamente si intitola Sempre cara mi fu quest’ernia al colon. È una “raccolta” di 214 pagine di Fincipit:

un gioco semplice e meravigliosamente divertente. Si prende l’incipit di un’opera famosa, sia essa un romanzo, una poesia o una canzone. E proprio nel bel mezzo della sua solennità si inserisce una frase, un verso, un colpo di frusta comico che la porta inesorabilmente verso una conclusione brusca ed esilarante.

Se in quelle pagine si ride come a leggere le pagine web dedicate al “gioco semplice e meravigliosamente divertente”, allora non ci sarà che da leggerle. Del resto, ne scrive lo stesso eio (assicurando che il “libro è proprio bello”):

Voi non ci crederete, ma se dobbiamo dar credito a un piccolo sondaggio che abbiamo fatto tra di noi (Alessandro e Stefano, i due che han curato il libro), questo qua è il libro più importante della nostra vita (finora) e sempre secondo noi, che siam gente non coinvolta quindi assolutamente imparziale, anche voi dovreste leggere questo libro, o per lo meno comprarlo (e dovreste anche dirlo a tutti i vostri amici, eh).

Al libro è stato dedicato un sito dove gli autori-curatori si mettono a disposizione dei loro lettori per “distruggere i classici” (o essere distrutti dai classici. Ma questa, semmai, sarà un’altra cronaca. In futuro).

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  • Scritto per libri, stranezze
  • Carlo mi segnala When Zombies Attack:

    Backyard FX came over to the Make: Labs check out my zombie proximity device and I lost a leg. Learn how to rip anyone’s leg off (or at least appear to do so) in this video

    Aggiornamento del 12 ottobre: sempre in argomento, non è male la galleria Dawn Of The Dead, zombie realizzati sferruzzando e ricamando con la lana.

    A Pigeon finally does something goodMi capita spesso di visitare Cute Overload, un blog dedicato agli animali: molte fotografie per raccontare le loro storie e documentare la loro vita a contatto con l’uomo (la maggior parte dei post) e in natura. A volte le immagini sono divertenti, altre toccanti e altre ancora strane. Ma questa, finita sotto il titolo A Pigeon finally does something good!, è davvero la storia migliore:

    According to reports, this abandoned baby monkey, “close to death, is revived by the love of a bird. Taken to an animal hospital, he was weaned back to physical health but still showed little appetite for life. It was not until a fellow patient, a white pigeon, took him under her wing and showed him love and affection that he perked up.

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  • Scritto per blog, stranezze
    • Bucknasty, Togliti dalla croce, ci serve la legna

      Prendete il Rolling Stone di Settembre, cercate di trattenervi dal prendere a pugni la copertina, e dirigetevi a pagina 194.

      Lasciate perdere il contenuto dell’articolo, l’esilarante agiografia del libro di una seminota attention whore a cui viene pronosticata una influenza sulla letteratura fra l’Ulisse di James Joyce e la Sacra Bibbia, e leggete semplicemente il primo paragrafo.

      Più o meno dal 2004 il fenomeno dei cosiddetti blogger è andato via via svolgendosi nel dare voce (salvo rarissime eccezioni) a sfiati diaristici contraffatti o sostegni teorici al più consuetudinario degli immaginari dark. Eppure doveva arrivare qualcuno che, attraverso lo scivoloso dispositivo della rete, gettasse le basi e i perimetri supplementari di un cut up burroughsiano miscelante i takes d’agenzia col suo diario di bordo online

      Che problema hai con le cose belle della vita, tipo per arrivare a scrivere “cut up burroughsiano miscelante i takes d’agenzia col suo diario di bordo online”? E questo è solo il climax che ti esplode in faccia e sui capelli dopo 54 parole che ti graffiano la schiena, a cui non importa di farlo con la luce accesa perché pensano che non sei affatto grassa e che ti promettono che ti richiameranno il giorno dopo, ma non lo faranno mai perché sono tutte uguali. Stavo leggendo sta cosa in viaggio su un treno e, rileggendola qualche dozzina di volte incredulo che qualcuno avesse potuto scrivere una cosa così, m’ero convinto che la mia stazione d’arrivo sarebbe stata “Cernusco Su Sostenuto Pretenzioso Con Il Thesaurus di Word”.

    (Via Il buco nella blogopalla)

    Il dio dei piccoli mondi - AnatoméUn’idea folle e un blog per seguirne l’evoluzione. È Il dio dei piccoli mondi, creazione di un farmacista di Matera, Giorgio Filardi, che del suo esperimento dice:

    Perché ho fatto ciò vi starete chiedendo ed effettivamente è abbastanza bizzarro costruire e gestire un formicaio, però… però cambiate per un attimo punto di vista, operate un allucinante traslazione di prospettiva… e immaginate di essere lì in mezzo in piccolo mondo allucinante che non ha più niente di bucolico, in mezzo a miriadi di esemplari di una specie guerriera, spietata, in guerra con il mondo intero e con nessun rispetto per l’ambiente circostante, visto solo come un serbatoio inesauribile di risorse da sfruttare. Sembra la descrizione di noi sapiens ma in realtà parlavo delle formiche, razza affascinante, unica società dove il socialismo reale ha attecchito, prosperando per milioni di anni.

    Così ha messo un formicaio in un terrario – o qualcosa del genere – e sta allevando gli operosi insetti facendo una cronaca quasi quotidiana – con testi e foto – degli avvenimenti che vi accadono (e delle modifiche che introduce al suo ecosistema).

    (Grazie a Carlo per la segnalazione)

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