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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘scatti’ Categoria

Fresh Stuff From C215 in Paris

Ritratti dalle banlieue parigine: quando la street art racconta più di un pezzo di cronaca. Via WoosterCollective.com.

Shadows of PhotographyBreve storia degli inganni fotografici: è un articolo con relativa galleria pubblicati dal New York Times. A firmarlo è Larry Rohter che recensisce il libro Shadows of Photography di José Manuel Susperregui, un ricercatore che sembra destinato a sollevare qualche dibattito. Infatti, partendo dalla ripresa che fa del libro Exibart:

il docente del dipartimento di comunicazione audiovisiva dell’Universidad del País Vasco, si dice certo di poter documentare che l’immagine del miliziano Federico Borrell Garcia morente sia stata realizzata a Llano de Banda, una zona di campagna vicino al piccolo villaggio di Espejo, Spagna del sud, circa 25 miglia da Cerro Muriano e quindi lontano dal fronte di guerra, dove invece la storiografia colloca la scena.

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  • An angel in a wood. Alone.

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  • Shoes on the Danube Promenade

    In memoria delle vittime degli eccidi nazisti nella capitale ungherese. La storia del monumento e degli eccidi si può leggere alla voce di Wikipedia Shoes on the Danube Promenade.

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  • Photographers in ConflictPhotographers in Conflict è una pubblicazione che nasce all’interno del festival internazionale di fotogiornalismo Visa pour l’Image in Perpignan (si tiene a Perpignan, nel sud della Francia) da un’idea che ha avuto una coppia di addetti ai lavori, Goran Galic e Gian-Reto Gredig:

    Dopo Abu Ghraib e lo tsunami, un gruppo di trentadue fotografi è stato invitato dai due artisti in uno spartano studio verniciato di nero. Lo scopo: catturare il ritratto [di chi aveva seguito quelle e altre storie] e fare loro anche interviste video. Isolando i fotogiornalisti e piazzandoli di fronte alle loro macchine, Galic e Greding invertono la relazione di potere asimettrica tra fotografo e soggetto ed esplorano l’auto-percezione dei fotografi.

    Per vedere i risultati di quanto realizzato, una dozzina di scatti è disponibile online così come alcuni dei video realizzati. La versione cartacea del progetto è stata pubblicata da Kodoji Press di cui altro bel libro – sempre fotografico – è Reality and fiction, opera della tedesca Katja Stuke.

    (Via Ultimo)

    Foto dalla prima guerra mondialeIl quotidiano inglese The Indipendent pubblica un’esclusiva che arriva dagli anni della prima guerra mondiale: quasi trecento fotografie scattate a Warloy-Baillon, in Francia, probabilmente da un amatore e ritrovate poco tempo fa. Nel lungo articolo che accompagna le immagini, si racconta che probabilmente quello fu l’ultimo scatto per la maggior parte di loro: a una quindicina di chilometri dal paese, che si trova nel dipartimento della Somme, c’era il fronte che vedeva i soldati di alcune nazioni della Triplice Intesa contrapporsi agli eserciti degli imperi centrali. Una linea di fuoco che nel giro di pochi mesi – dal luglio al novembre 1916 – causò un milione di morti tra i diversi schieramenti.

    Le immagini sono state conservate da due abitanti della Somme: Bernard Gardin, sessantenne con la passione per la fotografia, e Dominique Zanardi, un ristoratore della zona. I quali, ritrovate per caso le lastre, le hanno fatte restaurare e ne hanno fatto una copia digitale. Ma non hanno molte delle risposte alle domande che quelle fotografie hanno sollecitato. Neanche dopo che sono state sottoposte all’analisi di storici specializzati in quel periodo. Per esempio non si sa come si chiamasse nessuno degli uomini ritratti, sono tutti sconosciuti, e altrettanto sconosciuti sono i civili che in alcuni casi compaiono accanto a loro: bambini, a volte, oppure donne dallo sguardo intimidito. E così un redattore del giornale britannico, Jack Riley, si è rivolto ai lettori e alla rete per chiedere aiuto nel ricostruire la storia delle fotografie e dei suoi personaggi.

    WWII Stalingrad 1942C’è da rimanere affascinati da alcune attività in cui si inciampa in rete durante qualche percorso imboccato partendo da tutt’altro argomento. Come WWII Stalingrad 1942, il diorama della battaglia di Stalingrado: il fronte di guerra ricostruito nei minimi dettagli e le immagine pubblicate su Flickr. L’autore si dichiara un appassionato di storia e della trilogia del Signore degli anelli (da cui scrive di aver tratto un altro diorama).

    Gli aggiornamenti di questo set fotografico andranno così ad aggiungersi a uno precedente, quello di Dolls and Murder, già segnalato in precedenza.

    Unbearable pressure

    Con un precedente. E a questo punto diventa ricerca. Per quanto ancora agli albori.

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  • Rebibbia - Foto di Luca FerrariIl blog Prison Photography, dedicato alla “pratica della fotografia nei luoghi di carcerazione”, pubblica un estratto del reportage realizzato da Luca Ferrari, italiano ma da tempo emigrato in Gran Bretagna, all’interno dell’istituto di detenzione romano di Rebibbia. Le immagini sono state scattate nel corso di un periodo che va dal 2001 e al 2003 e il reportage completo può essere visto sul sito del fotografo all’interno della sezione “works”. Cliccando inoltre su ognuna di queste fotografie, è possibile leggere la storia delle persone che vengono ritratte: frammenti di passato, motivi dell’arresto, timore e speranze dopo il periodo trascorso dietro le sbarre.

    (Via Ultimo)

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  • Kosovo - Osservatorio Balcani

    Quattro gallerie fotografiche dedicate al Kosovo e ai moti che l’attraversano. Le pubblica Osservatorio Balcani e sono queste le esposizioni:

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  • Paesaggi invernali oltre un vetro

    Winter landscape

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  • 2008 International Photography Contest

    2008 International Photography Contest: view winners from the 2008 International Photography Contest, plus honorable mentions from each category.

    Le categorie sono “worldwide winners”, “english edition winner” ed “english edition viewers’ choise.”

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  • Enrique MenesesEnrique Meneses è un fotoreporter nato a Madrid nel 1929 che ha lavorato per grandi testate (come Life, Paris Match e Playboy) e attraversato numerosi paesi dal Medioriente all’India passando per il continente americano. Nei suoi viaggi si è fermato anche a Cuba e ha seguito l’evolversi della rivoluzione che nel 1958 Che Guevara e Fidel Castro portarono a compimento contro il regime di Fulgencio Batista. A cinquant’anni da quella storia, Time pubblica le immagini di Meneses riunendole nella galleria Fidel Castro in the Jungle (altre hanno dato vita a libri come Fidel Castro, uscito nel 1966 per Afrodisio Aguado e Castro, empieza la revolución, pubblicato nel 1995 per Espasa Calpe). Il settimanale statunitense, accanto alle immagini scattate in quegli anni, mette online anche l’articolo After 50 Years of Castro’s Cuba, Will the Cold War End?

    Infine un’ultima nota su Enrique Meneses, che oltre al leader cubano ha fotografato alcuni dei più celebri personaggi del passato recente. Un po’ come si raccontava poco tempo fa a proposito di Sergio Lepri, che a quasi novant’anni punta sul web per il suo 1943. Cronache di un anno, anche il fotoreporter spagnolo ha scelto uno strumento di condivisione per i suoi scatti: su Flickr infatti c’è un centinaio di immagini suddiviso tra 40 years of international photography e Fidel Castro y Sierra Maestra.

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  • Short and Sweet e Getty Images hanno lanciato una sfida: usare le immagini dell’Hulton Archive per creare dei corti attraverso le idee di giovani filmmaker. Un sistema per promuovere un bacino di materiale ricco, disponibile e di materiale estremamente eterogeneo. Altri tre video sono disponibili qui.

    (Via Claudio e The Online Photographer)

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