“Le stragi ferroviarie tra storia e memorie”: il 13 maggio a Bologna per ricordare l’Italicus (40 anni fa), il Rapido 904 (30 anni) e la stazione

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Le stragi ferroviarie tra storia e memorie

L’associazione Piantiamo la memoria ne sta organizzando di appuntamenti per far in modo che certi periodi della storia italiana non vengano dimenticati. Dopo quella del 6 aprile scorso, Memorie sul binario vivo, il prossimo 13 maggio – a ridosso del giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo – è la volta dell’evento Le stragi ferroviarie tra storia e memorie – Dall’Italicus al Rapido 904, passando dalla stazione di Bologna. E non a caso dato, che il 4 agosto saranno trascorsi 40 anni dalla bomba dell’Italicus (12 morti e 48 feriti) e il 23 dicembre 30 da quella del Rapido 904 (17 morti e 267 feriti).

All’evento del 13 maggio, fissato a Bologna a partire dalle 17.30, saranno presenti la storica Cinzia Venturoli, lo scrittore Carlo Lucarelli, Rosaria Manzo (presidente dell’associazione vittime del Rapido 904), Anna Pizzirani (per l’associazione vittime della strage alla stazione di Bologna) e Franco Sirotti, fratello di Silver Sirotti, vittima della strage dell’Italicus. A coordinare il giornalista Rai Filippo Vendemmiati. Qui il pdf con il programma completo.

I Siciliani Giovani: 6 gennaio 1980, il delitto del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella

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I siciliani giovani

Era l’Epifania del 1980 e quel giorno Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana, non aveva la scorta. La mattina, però, non volle rinunciare ad andare alla funzione religiosa per quella festività insieme alla moglie e al figlio. In auto ci sarebbero andati, ma appena furono saliti sulla vettura i vetri del mezzo esplosero uccidendo il politico democristiano che voleva riformare la politica scudocrociata allontanando la mafia dagli ambienti della cosa pubblica.

Se in un primo momento si pensò a un assassinio politico di matrice neofascista, poi dalle parole del futuro pentito Tommaso Buscetta emerse un’altra versione. Era quella che indicava in qualità di mandante Totò Riina il quale, a poco più di un anno dal suo omicidio e al surclassamento dei corleonesi dopo la seconda guerra di mafia, ebbe la meglio sulla fazione capeggiata dal “principe” di Villagrazia, contrario all’eliminazione di Mattarella.

Del delitto del 6 gennaio 1980 si sarebbe parlato molto meglio anni a venire in tanti processi. Compreso quello che vide un imputato eccellentissimo, il sette volte presidente del consiglio Giulio Andreotti.

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Quarant’anni fa la strage di Fiumicino, evento pressoché dimenticato. Una rievocazione la pubblica Il Post

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Strage di Fiumicino

Della strage di Fiumicino se n’era parlato qui recensendo il libro di Salvatore Lordi e Annalisa Giuseppetti (Rubbettino, 2011). E a quarant’anni di distanza, su quei fatti torna oggi Il Post scrivendo:

Il 17 dicembre 1973, esattamente 40 anni fa, un gruppo di cinque terroristi palestinesi – appartenenti all’organizzazione Settembre Nero – attaccò l’aeroporto di Fiumicino, prendendo ostaggi e lanciando bombe contro un aereo della Pan Am. Morirono 32 persone e i terroristi riuscirono a fuggire. Fu la più grave strage terroristica avvenuta in Europa fino a quella di Bologna del 1980. All’epoca il governo fu criticato per la sua politica “filo-araba” e ci fu chi insinuò complicità tra i servizi segreti italiani e i terroristi. Oggi quella strage è stata quasi dimenticata.

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Ustica, Itavia contro i ministeri: già nel 2003 in una sentenza venivano spiegati i motivi delle colpe istituzionali

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Qui, su Stragi80.it, la sentenza della terza sezione civile della Suprema Corte di Cassazione depositata il 22 ottobre 2013, quella in cui si parla esplicitamente di depistaggi.

E poi una sentenza del 25 luglio 2003, Aerolinee Itavia Spa contro ministeri della Difesa, dei Trasporti e dell’Interno. Già allora la sezione stralcio sesta bis del tribunale di Roma spiegava bene perché le responsabilità istituzionali nella strage di Ustica erano concrete. Ora giunge il nuovo suggello della Cassazione.

“È come sangue e non va via”: la recensione di Booksblog, esseri umani “incastrati in un evento irreversibile”

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E' come sangue e non va viaBooksblog ha pubblicato nei giorni scorsi una recensione di È come sangue e non va via, l’ebook uscito a inizio agosto per I siciliani giovani di Riccardo Orioles:

Erano giovani coppia in partenza per le vacanze, stranieri di passaggio, diretti in altre località del Belpaese, persone comuni, studenti, lavoratori della stazione, c’erano tassisti, promessi sposi, militari in licenza, persone pronte a ritornare, almeno per qualche settimana, nelle loro terre d’origine, quelle regioni del sud che tanto avevano dato in termini di forze fattrici allo sviluppo del centro-nord. E invece rimasero incastrati in un evento irreversibile non solo per gli 85 che non ne uscirono vivi, ma anche per tutti quegli altri nuclei che inevitabilmente, si ritrovarono a dover fare i conti con la tragedia anche dopo, soprattutto dopo.

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A 33 anni dalla strage di Bologna perché c’è bisogno di parlare delle vittime, persone e non numeri o fantasmi

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E' come sangue e non va viaQuesto testo è l’introduzione all’ebook È come sangue e non va via – 2 agosto 1980: la strage, le vittime e la memoria uscito per la rivista I Siciliani Giovani diretta da Riccardo Orioles. Dal sito della rivista il testo è scaricabile gratuitamente in versione completa.

Questo è un Paese in cui non sempre le vittime, neanche quelle di un reato imprescrittibile come una strage, sono persone da tutelare. Il 14 aprile 2012 la sentenza del processo di secondo grado per la bomba di piazza della Loggia, esplosa a Brescia il 28 maggio 1974, ha condannato le parti civili al pagamento delle spese processuali. Una simile disposizione, pur conforme a quanto previsto dai codici, è apparsa discutibile quanto meno sul piano morale e qualche giorno dopo è arrivato l’annuncio che il governo Monti si sarebbe fatto carico delle spese. Analogamente, nel 2005 la corte di Cassazione aveva confermato l’assoluzione per gli imputati dell’attentato milanese di piazza Fontana, la madre di tutte stragi, avvenuto il 12 dicembre 1969, imputando le spese processuali ai familiari delle vittime.

Tuttavia, al di là di quanto si stabilisce in un’aula di tribunale, è al Paese che si deve guardare. E ciò che si vede è che, ancora prima della tutela e del rispetto, a mancare è un ricordo condiviso, collettivo, corale verso chi non sopravvisse a quella lunghissima stagione che va sotto il nome di anni di piombo. A proposito della citata bomba di piazza della Loggia ci fu chi scrisse: “Le vittime della strage di Brescia sono state trattate, in punto di raccolta e di conservazione delle prove oggettive, con meno attenzione e meno pietà di un ubriaco accoltellato in una rissa di osteria”. Queste parole sono di un giudice istruttore, Giovanni Arcai, che venne silurato quando il figlio Andrea fu accusato e poi assolto dall’imputazione di concorso nell’eccidio del 1974.
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“È come sangue e non va via”: le vittime e la memoria della strage del 2 agosto 1980 in un ebook dei Siciliani Giovani

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E' come sangue e non va viaEsce per I siciliani giovani diretto da Riccardo Orioles l’ebook È come sangue e non va via – 2 agosto 1980: la strage, le vittime e la memoria, testo che va ad aggiungersi a un già nutrito panorama di pubblicazioni elettroniche. Disponibile in tre formati (pdf, mobi ed epub), lo scritto si presenta così:

Anche quella di cui si parla in questo libro è una ferita della storia. Ma lo scopo, questa volta, non è raccontare le vittime delle istituzioni, ma le persone comuni – erano ottantacinque – che il 2 agosto 1980 entrarono in una stazione per non uscirne più. E raccontare anche dei duecento feriti che si sono rialzati conservando a vita, dentro e fuori, le cicatrici impresse da quei fatti.

Per scaricare gratuitamente il libro si veda qui.

Stragi80.it e la sciagura di Ustica, va online l’ultimo audio del pilota del Dc9: “Tutto bene”. Poi l’esplosione

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Sono circa le 20.50 del 27 giugno 1980 e Domenico Gatti, il comandante dell’aereo Dc9 I-Tigi decollato dall’aeroporto di Bologna e diretto a Punta Raisi, dove dovrebbe atterrare alle 21.13, pronuncia le ultime parole dirette ai 77 passeggeri, che viaggiano insieme a lui e ad altri 3 componenti dell’equipaggio. L’audio originale, 2 minuti e 10 secondi, lo pubblica Stragi80.it, l’archivio storico-giornalistico creato dai giornalisti Daniele Biacchessi e Fabrizio Colarieti e che riunisce i documenti sulla strage di Ustica, giunta quasi alla vigilia del trentatreesimo anniversario.

Qui il materiale messo a disposizione su Stragi80.it mentre qui prosegue l’articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano.

“Il faccendiere”: il prossimo 2 maggio per “Il Saggiatore” esce la storia di Elio Ciolini, “l’uomo che sapeva tutto”

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Il faccendiereEsce per i tipi della casa editrice Il Saggiatore giovedì prossimo, 2 maggio, il libro Il faccendiere – Storia di Elio Ciolini, l’uomo che sapeva tutto. Il nome di questo personaggio periodicamente torna sulle pagine dei giornali e nelle cronache giudiziarie è ricordato come colui che depistò le indagini sulla strage alla stazione di Bologna. Ma fu anche colui che il 4 marzo 1992 “previde” gli omicidi eccellenti di quell’anno. Il libro in uscita si presenta con queste parole:

Fingere di sapere. Mescolare il falso al vero. Far correre gli investigatori per mezza Europa alla ricerca di riscontri. C’è un uomo in Italia che sa tutto. Questa è la storia di Elio Ciolini, il depistatore dell’inchiesta sulla strage di Bologna. Condannato per calunnia, Ciolini diventa, dieci anni dopo la bomba del 2 agosto 1980, l’anello di congiunzione con la trattativa Stato-mafia.

Servizi segreti, nomi di copertura, bande criminali, viaggi misteriosi in America Latina; questo è il mondo di un personaggio dai contorni sfumati, sul quale grava una sola domanda: chi è il suggeritore? Nelle pagine del libro si ripercorrono le sue gesta, si consultano quarant’anni di carte giudiziarie, si intervistano giudici, carabinieri, testimoni che scelgono di rimanere nell’anonimato, e si traccia il profilo di un uomo incredibile, una macchietta in apparenza, un criminale nei fatti, che ha tessuto una spy story italiana che di romanzesco non ha nulla e che di reale ha vittime in attesa di giustizia.