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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


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Profumo d'ItaliaA giorni in uscita il libro pubblicato da Editori Riuniti che si intitola Profumo d’Italia – Il paese della continua emergenza rifiuti, scritto dal giurista esperto in tematiche ambientali Fulvio Di Dio:

In un viaggio allucinante tra inceneritori e cumuli che avvelenano le falde freatiche, [l'autore] dopo averci raccontato gli interessi volutamente nascosti della privatizzazione dell’acqua, indaga sul business d’oro dei rifiuti in Italia, svelando crimini e colpevoli con la consueta attenzione e il rigore scientifico che lo contraddistinguono.

“Partendo dall’emergenza napoletana, quello che salta agli occhi è che si sta consumando una durissima lotta di interessi e potere, di soldi e politica – spiega l’autore – in ballo ci sono proprio le centinaia di milioni di euro che la monnezza produce. Non è una esagerazione quindi considerare il problema della gestione dei rifiuti un punto di vista privilegiato per osservare le relazioni tra la qualità delle istituzioni e della società civile”.

Nel volume sono inoltre raccolti anche il testo della sentenza della Commissione Europea che ammonisce l’Italia in merito alla gestione sul ciclo di smaltimento dei rifiuti, i risultati di uno studio della Protezione civile che indaga sugli effetti sanitari della gestione rifiuti in Campania.

È una platea con una caratteristica: quella di avere una predominanza femminile. Tra chi ascolta la filosofa e saggista Michela Marzano, docente all’università Paris Descartes e ospite a Bologna del festival Gender Bender, il rapporto tra i sessi è almeno di uno a quattro per le donne. E poi c’è un’altra caratteristica che contraddistingue chi ha voluto assistere alla libreria Ambasciatori di via Orefici alla presentazione del suo Volevo essere una farfalla (Mondadori, 2011): essere per lo più over 35, per quanto qualche volto più giovane qua e la spunti.

Sarà un caso – o forse no, perché, dice Marzano, “il caso non esiste” – che siano queste le due peculiarità attorno a cui si articola il pubblico che vuole sentire il suo racconto sull’anoressia, un “sintomo” che porta “all’euforia perché ci si sente più forti della propria fame. Quindi, a quel punto, pensi di non aver più bisogno di niente e di nessuno. Però poi arrivi a non controllarla più, la fame, e nel mio caso la fame era diventata tutto. Non c’era altro, non pensavo ad altro che al cibo perché morivo di fame”.

Si mette a nudo, Michela Marzano, incurante – come le facevano notare familiari e amici prima di scrivere il libro – del fatto di essere un personaggio pubblico. Perché parte da un concetto: lo studio dell’”evento che attraversa l’essere umano” così come lo concepiva Hannah Arendt, che partiva dal “suo” evento, le ceneri lasciate dal totalitarismo nazista. “Il ‘mio’, invece, mi ha portato per 15 anni a studiare a temi particolari, come il corpo, la sessualità, le violenze contro le donne. Poi è giunto il momento di mostrare ciò che c’era dietro e dare un nome a quell’evento che ha attraversato me”.
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The Revolution will be Digitised: Dispatches from the Information War

The Revolution will be Digitised: Dispatches from the Information War, scritto da Heather Brooke, di questo si occupa:

Al centro c’è il Sistema: governi, corporation e singoli individui potenti che sanno più informazioni su di noi e più potere che in qualsiasi altro momento storico. Intorno a lui esiste una nuova generazione di hacker, militanti per la democrazia e attivisti digitali che non accettano ulteriormente che il Sistema conduca lo spettacolo.

Nel suo nuovo e avvincente libro, la pluripremiata giornalista Heather Brooke ci porta dentro la Information War, la Guerra dell’Informazione, dagli ambienti hacker di Boston e di Berlino all’hub giornalistico britannico fino alla rivoluzione della libertà di espressione in Islanda. E poi ancora dai quartier generali di Google e di Facebook a Collateral Murder, ai cablogrammi e all’ombroso mondo di Julian Assange e di Wikileaks.

Nel corso della narrazione Brooke esplora le questioni più pressanti dell’era digitale: dove si colloca il punto di equilibro fra libertà e sicurezza? In un mondo online, la privacy esiste ancora? E Internet può rendere più forti le persone o inaugura una nuova epoca di censura, sorveglianze e oppressione?

Qui il booktrailer del libro. Ci sarebbe da auspicare che qualche editore italiano, se già non l’ha fatto, pensi a tradurlo.

Non ci resta che crescerePeacereporter, attraverso un pezzo di Enrico Piovesana, racconta di quella percentuale, l’1 per cento che controlla il mondo:

La prestigiosa rivista New Scientist ha rivelato nei giorni scorsi i risultati di un complessa ricerca condotta da un team di economisti dell’Istituto Svizzero di Tecnologia, che rivela come una rete di poche decine di multinazionali, soprattutto banche, controlli di fatto l’economia mondiale.

Gli studiosi di sistemi guidati dal professor James Glattfelder hanno analizzato le relazioni che intercorrono tra circa 43mila multinazionali, scoprendo che al centro della mappa della struttura del potere economico mondiale vi sono 1.318 multinazionali che detengono l’80 per cento della ricchezza economica globale.

Tra queste, secondo la ricerca, ce ne sono 147 che controllano il 40 per cento del sistema. Le più potenti di queste super-entità sono quasi tutte banche (Barcalys, JP Morgan Chase, Ubs, Merryl Lynch, Deutsche Bank, Credit Suisse, Goldman Sachs, Bank of America, Unicredit, Bnp Paribas), più alcune grandi società finanziarie americane e compagnie assicurative.

L’articolo di Piovesana fa parte di un dossier più ampio, Non ci resta che crescere, che parte dall’omonimo libro (la casa editrice è Egea e il sottotitolo si riferisce alle “riforme: chi perde, chi vince, come farle”) curato dal docente della Bocconi Tommaso Nannicini. Il quale parte da una domanda e da una risposta:

Perché in Italia, da oltre un decennio, si fa un gran parlare di riforme finendo per fare poco o nulla? La risposta è apparentemente semplice: i potenziali vincitori non hanno voce presso partiti e parti sociali, mentre i potenziali sconfitti sanno bene come far pesare la loro influenza.

Dal sito della casa editrice si possono scaricare in pdf l’introduzione (593KB), l’indice (51KB) e i profili dei singoli autori (112KB).

Amedeo Vergani, lo scatto che racconta

Amedeo Vergani, lo scatto che racconta è una mostra che sarà presentata a Merone (Como) il prossimo 29 ottobre e che resterà aperta dal giorno successivo al 6 novembre a Palazzo Civico Zaffiro Isacco. Questa la sua presentazione:

Scatti che raccontano, appunto. Storie che si intuiscono nella luce talcata di un tè nel deserto la mattina presto, nella grinta acerba di bambini guatemaltechi precocemente armati, nella nebbia di una Sicilia inconsueta e ovattata, nel volto attento di una donna seminascosto dietro un velo nero, negli arabeschi di due mani tatuate, nelle maschere di un carnevale veneziano, nel lampo colto al volo di un pugnale yemenita. Storie che parlano di gente che sforna pani rotondi come la luna, che raccoglie olive, benedizioni, foglie di tè e fatiche con la stessa concentrazione. La silenziosa compostezza di un monastero copto. La lattina rossa di una Coca Cola bevuta su un’intatta spiaggia atlantica. Lo scroscio di una cascata di Dominica. Fino al meraviglioso controluce di un agnello sollevato e offerto a Sant’Antonio in una chiesa della Brianza, in bilico tra benedizione cristiana e rito pagano. Inquadrature diventate grandi servizi e copertine delle più prestigiose riviste di viaggio italiane ed europee.

Per saperne di più sul fotoreporter scomparso a 66 anni nel 2010 si veda qui.

La sentenza di Valerio VaresiNon stupisce che Valerio Varesi abbia messo in pausa il più noto dei suoi personaggi, il commissario Soneri. Lo aveva già fatto in passato, per esempio, con “Il paese di Saimir” (Verdenero, 2009) per raccontare la storia di un ragazzino albanese finito sotto il crollo di un edificio in un cantiere edile in cui non avrebbe dovuto esserci. Almeno non così, in nero. Ed era accaduto anche con “Le ombre di Montelupo” (Sperling & Kupfer, 2008), vicenda di un’impresa alimentare che cresce fino al punto di trasformarsi in uno scandalo finanziario e che richiama senza troppi veli il crac Parmalat, consumatosi nella terra d’origine dello scrittore, quella “piccola Parigi” nel cuore dell’Emilia finita tante volte sulle pagine di cronaca dei giornali.

Varesi è così, racconta storie prima che queste vengano classificare a seconda dei generi narrativi. E dunque, si diceva, non stupisce che la Parma che rievoca nel libro appena uscito, La sentenza (Frassinelli), sposti l’asse del tempo per assestarla sull’anno del Signore 1944. Seconda guerra mondiale, dunque, e soprattutto lotta di Liberazione, in piena occupazione tedesca che, nella realtà geograficamente poco distante da lì significava gli eccidi di Monte Sole con i fatti di Marzabotto che seguivano a ruota la lucchese strage di Sant’Anna di Stazzema.

Continua sul Fatto Quotidiano Emilia Romagna

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Domani, 20 ottobre, presso la sede milanese della Fiap – Federazione Italiana Associazioni Partigiane (Saletta Incontri – via De Amicis 17) a partire dalle 17.30 si parlerà di Un archivio per la Resistenza e per la storia. Questo il programma:

  • Giovanni Scirocco – L’uso pubblico della storia tra memoria e politica
  • Andrea Torre – Gli archivi della Resistenza: tipologie documentarie e accessibilita alle fonti
  • Fiorella Imprenti – La storia e gli archivi della EIAR: un contributo per la memoria della Resistenza
  • Federica Artali – La memoria costruisce il futuro: nuovi percorsi per una nuova cittadinanza

(Via Circolo “Giustizia e Libertà” di Sassari)

Sta arrivando Notte criminale, la rivista. Il nuovo portale sul crimine in Italia sarà online dal 9 novembre 2011.

Assassination Archives and Research Center

Si chiama Assassination Archives and Research Center (Aarc) e si tratta di una realtà fondata nel 1984 per radunare informazioni sugli omicidi politici. Dalla presentazione della biblioteca pubblica:

La biblioteca pubblica è una collezione di oltre 35 mila pagine di report, trascrizioni e altri dossier [...]. Molti di questi documenti sono stati recentemente declassificati in base ai termini della JFK Assassination Records Collection Act il cui mandato deriva dall’Assassination Records Review Board.

La prima legge è illustrata qui mentre l’Assassination Records Review Board è spiegato qui.

Loretta Napoleoni, autrice del recente Il contagio. Perché la crisi economica rivoluzionerà le nostre democrazie, in tema di finanza fa affermazioni interessanti, da approfondire. E soprattutto prospetta scenari diversi rispetto a quelli che in genere si sentono declinare dagli addetti ai lavori. Nel post Default: sarà l’Italia a far saltare l’Europa, pubblicato su Cado in piedi, traccia un (drammatico) quadro di quanto sta accadendo in Grecia, tra ospedali con farmacie sempre più vuote, incremento di pasti erogati dagli enti caritatevoli, scioperi e scontri di piazza. “C’è una situazione quasi da guerra civile”, scrive, ma non si limita a quanto avviene nella penisola ellenica. A proposito dell’Italia e della sua condizione economica, considera:

Per quanto riguarda l’Italia la maggior parte degli economisti anglosassoni e tra questi ci sono anche gli americani, si domanda come mai in Italia non si parli di questo, come mai l’Italia non abbia iniziato a livello proprio di intellettuali e di economisti, un dibattito sulla possibilità di un default pilotato o anche sulle alternative a una politica che chiaramente è una politica che non funziona, si pensa infatti che questo declassamento delle società di rating sia solamente l’inizio di una serie di declassamenti che dovrebbero presentare l’economia italiana come quella più malata e quella più cruciale alla rottura dell’Euro.

Perché? Perché l’Italia non è la Grecia: la Grecia è una piccola parte dell’economia europea, l’Italia è il terzo paese dell’Unione Europea, quindi è in un certo senso, un paese troppo grande per fallire, ma nello stesso tempo anche troppo grande per essere salvato. Il debito è decisamente troppo elevato per poter essere assorbito anche dalla Bce o anche dal Fmi che adesso pare voglia acquistare anche parte del debito.

Quindi quello che si pensa è che il paese che potrebbe portare alla rottura dell’Euro e quindi alla disintegrazione di questo Euro così come l’abbiamo conosciuto noi e quindi a uno sdoppiamento dell’Euro, non sarà la Grecia ma sarà l’Italia che è il paese che seguirà a ruota la Grecia, qualora questa vada in bancarotta.

Continua qui.

Giornalismo digitaleLsdi – Libertà di stampa, diritto all’informazione pubblica il post in cui annuncia la disponibilità di Giornalismo digitale: la traduzione integrale di “The story so far” in un unico file, dopo averlo messo online – come si diceva qui – a puntate sul sito:

Pubblichiamo [...] il testo integrale di “Giornalismo digitale: lo stato delle cose”, la traduzione di “The Story so far” (la ricerca della Columbia sul giornalismo digitale) che nelle settimane scorse avevamo pubblicato a puntate. Il lavoro di traduzione è stato curato da: Valentina Barbieri, Elena Bau, Stefania Cavalletto, Claudia Dani e Andrea Fama.

Giornalismo digitale. Lo stato delle cose

Domani di Maurizio ChiericiÈ un “giornalista” che fa “politica da 25 anni” e che si è iscritto alla massoneria a metà degli anni Ottanta, appena maggiorenne, perché era alla ricerca di stimoli culturali. Poi dà consigli a Silvio Berlusconi sugli spostamenti della barca presidenziale ormeggiata ai Caraibi o giù di lì. E gli ricorda anche il disastro sul taglio dei finanziamenti pubblici ai giornali, se si attuasse, oltre al fatto che Gianfranco Fini non è fesso, anche se considerato pregiudizialmente contrario a un ipotetico lodo Alfano bis. Potrebbe non avere torto Stefano Menichini, direttore del quotidiano “Europa”, quando nel corso della trasmissione “Bersaglio mobile” di Enrico Mentana su La7, scrive su Twitter: “Adesso vi dico una cosa, non vi scandalizzate. Questo Lavitola è un tipo interessante, uno sfacciato mica male”.

Ha una risposta per tutto, Valter Lavitola. Attacca i magistrati già nell’abboccamento pre-diretta in coda al tiggì delle 20 e si dimostra affezionato ai fratelli Craxi, del “bravi ragazzi”. Lavitola sembra ciò che appare: una cerniera tra generazioni – quella di suo padre, psichiatra che tra i suoi assistiti vantava tal Raffaele Cutolo, leader della Nuova camorra organizzata, e i piduisti vecchio stampo che incontrò in giovanile carriera politica – e la sua, ex giovane rampante che a a 45 anni non si capisce bene che lavoro faccia, tanto da farselo chiedere a telecamere accese dalla firma di “Repubblica” Carlo Bonini.

Imprenditore del settore ippico, faccendiere, filantropo (perché aiuta i coniugi Tarantini), anticipa denari per il presidente del consiglio, usa utenze cellulari di Paesi esteri perché non intercettabili, fa il giornalista ma non si arrabbia mai per un “buco” (cioè una notizia lisciata che hanno le altre testate), non ricatta ma ricorda di essere depositario di qualche segretuccio. Questo il sunto di Bonini e allora ripropone la domanda: “Lei che lavoro fa? Lei è un uomo fortunatissimo o sfortunatissimo”.
(more…)

Inside a clandestine Mexican meth lab

Inside a clandestine Mexican meth lab (big photo gallery). Lo pubblica Xeni Jardin su BoingBoing riprendendo le fotografie targate Reuters di Alejandro Acosta. Si tratta di scatti effettuati a cavallo di un’operazione antidroga avvenuta lo scorso 23 settembre a Zapotlanejo, in Messico, dove sono state sequestrate decine di tonnellate di componenti per produrre metanfetamine e di cristalli già pronti per la vendita.

Come i giornalisti usano Internet

Più di 3 ore al giorno su internet per la gran maggioranza dei giornalisti Usa tra lettura di notizie (98%), ricerche (91%), reti sociali (69%), blogging (53%) e webcast (48%). Ma non solo. Se ne parla su Lsdi.

TEDx Reggio Emilia - Italia da esportazione

Gli eventi locali “organizzati in modo indipendente” del TEDx, che si richiama al più noto TED, arrivano a Reggio Emilia il prossimo 8 ottobre per parlare di un tema portante riassunto nel titolo Italia da esportazione – Siamo un Paese con un gran futuro alle spalle?:

Spesso, tra politica-horror, rischi di bancarotta e lavoro precario, sembrerebbe di sì. Eppure abbiamo ancora tante risorse da mettere in campo. Sul terreno della creatività, della cultura e dell’innovazione. Ma anche di una società civile che, tra mille disincentivi, continua a fare la sua parte. Come la selezione di “best of” italiani che saranno presenti a TEDxReggioEmilia ampiamente dimostra.

Qui l’elenco dei relatori con relativo programma. Da segnalare in particolare l’appuntamento “C’è chi dice no” con l’imprenditore di Palmi che denunciò 48 persone per estorsione, Gaetano Saffioti (Le conseguenze dell’onestà), il vice prefetto calabrese Filippo Romano (Piantare l’idea dello Stato dov’è difficile farla attecchire) e il sindaco di Cassinetta di Lugagnano che fa parte dell’Associazione Comuni Virtuosi, Domenico Finiguerra (Un’Italia a cemento zero è possibile).

Wikileaks affair


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