Alcuni scatti pubblicati sul Fatto Quotidiano dalla manifestazione antirazzista che si è tenuta il 15 dicembre a Firenze.
informazione
“Il delta dei veleni”: su Peacereporter dal Niger il racconto fotografico sullo sfruttamento di petrolio e gli effetti sulla popolazione
StandardIl delta dei veleni è un lavoro fotografico di Luca Tommasini con testi di Elena Gerebizza. Lo pubblica Peacereporter per raccontare, a cavallo del Niger, lo sfruttamento dei giacimenti locali di petrolio e gli effetti sulla popolazione locale.
Rete degli archivi per non dimenticare: nell’anniversario di piazza Fontana, nuova veste e nuovi documenti
StandardNel giorno del quarantaduesimo anniversario della strage di piazza Fontana, che cadeva ieri, è andata online la nuova versione grafica della Rete degli archivi per non dimenticare, inaugurata il 9 maggio 2010. E per rimanere in tema, online ci sono 46 pagine di atti parlamentari del 1969 su quelle bombe:
Atti parlamentari della Camera dei deputati, relativi alla seduta del 12 dicembre 1969: alle ore 18.30 il presidente del Consiglio Sandro Pertini sospende il consesso per commemorare le vittime dell’attentato dinamitardo di piazza Fontana a Milano (Atti Parlamentari, Camera dei deputati, legislatura V, discussioni, seduta pomeridiana del 12 dicembre 1969, pp. 13855-13900).
La Rete degli archivi per non dimenticare, come idea, risale al 2005 attraversso l’impegno del Centro documentazione archivio Flamigni a cui, nel tempo, si è aggiunta una cinquantina di realtà in tutta Italia.
Ows: il 12 dicembre, dall’altra parte dell’oceano (quasi due), si occupano i porti del Pacifico
StandardIn un giorno non qualunque per la storia italiana, Occupy Wall Street reagisce agli sgomberi: il 12 dicembre occuperanno e bloccheranno tutti i porti commerciali della costa pacifica Usa. Il video è pubblicato nella relativa sezione su Peacereporter.
Il Fatto Quotidiano: l’esercito in Campania, la finanza al nord. Gli affari di “capastorta” Zagaria in Emilia
Standard
Anche in Emilia Romagna viene considerato il “re del mattone” essendo considerato qui, dalla Dda di Bologna e dai più recenti rapporti di Dia e Dna, un raìs del ciclo del cemento. Ampia la fetta della regione in cui Michele Zagaria, direttamente o per interposta persona, si è mosso. E questa fetta comprende la Romagna per arrivare fino a Modena a Parma. Qui, per esempio, ci si ricorda ancora di quella volta che Capastorta, il soprannome del boss della camorra, doveva acquistare un immobile e, allo scadere dell’orario di apertura delle banche, riuscì a mettere insieme mezzo milione di euro sull’unghia.
Con la città ducale, aveva quasi finito per “uscire a parenti” tanto che il fratello di Michele Zagaria, Pasquale, aveva sposato la figliastra di Sergio Bazzini, un imprenditore emiliano attivo, oltre che nella provincia di Parma, anche in quelle di Milano e Cremona. Condannato a 3 anni e quattro mesi per associazione a delinquere di stampo camorristico (facendo registrare un record: uno dei primi settentrionali a finire nelle maglie della giustizia per 416 bis), era stato ritenuto una testa di ponte in loco. Compito suo sarebbe stato quello curare gli interessi del clan in due regioni strategiche del nord, Emilia Romagna e Lombardia. In particolare si ritiene che qui fossero stati reinvestiti i milioni di euro, frutto di attività illegali come il narcotraffico, le estorsioni e gli appalti.
La vicenda giudiziaria di Bazzini, nata dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Nicola Cangiano, è stata di recente rispolverata dalle cronache dei giornali. È accaduto solo una settimana fa scarsa, il 1 dicembre, quando Michele e il terzo rampollo della famiglia Zagaria, Carmine, entrambi già in carcere, sono stati raggiunti da una nuova ordinanza di custodia cautelare notificata anche al cugino Pasquale Fontana e l’attuale reggente del gruppo, Michele Fontana.
Continua sul Fatto Quotidiano Emilia Romagna dove è stato pubblicato anche Così i soldi da Forlì finivano alla camorra. I pm: “Sapevano bene chi favorivano”.
Ping the world: editoria indipendente e libri elettronici che raccontano il mondo
StandardNarrativa migrante, citizen media, informazione dal mondo. Sono solo alcuni dei temi di Ping The World, progetto editoriale che si presenta con queste parole:
La casa editrice digitale Quintadicopertina – con la partecipazione delle associazioni Voci Globali, China Files-Report From China, Ashanti Development Italia, del Concorso letterario nazionale Lingua Madre e dell’agenzia letteraria Scritti Erranti – presenta Ping the World […]. I primi titoli disponibili:
- 70 chilometri dall’Italia, Tunisia 2011: la rivolta del Gelsomino, testi di Global Voices Online e Mehdi Tekaia. Versione aggiornata al novembre 2011 (euro 3.60)
- Wired Africa: Tecnologie collaborative e nuovi media per la partecipazione e la trasparenza nell’area Sub-sahariana, testi da Global Voices Online e Voci Globali, dicembre 2011 (euro 3.60)
- La Danza del Drago Digitale, Informazione e censura: voci del web cinese, a cura di China Files, dicembre 2011 (euro 4.10)
- La matematica del migrante, romanzo breve di Besa Nuhi Mone, a cura di Carlo Schiavo, dicembre 2011 (euro 2.50)
Ulteriori informazioni si possono trovare qui. Inoltre, sempre in tema di giornalismo partecipativo, si dia un’occhiata anche a Ctzen, raccontato nell’articolo del Fatto Quotidiano dal titolo Parte l’avventura dei giornalisti di Ctzen, la nuova generazione di news made in Catania.
Lsdi: “Donne e media”, i materiali dell’incontro alla Sapienza dello scorso 26 novembre
StandardA proposito di Donne e media di cui si era scritto, Lsdi pubblica i materiali di un incontro alla Sapienza, curati dal giornalista Marco Renzi, che riporta:
Il ruolo della donna nella nostra società e in particolare quello raccontato dai media, è ancora un ruolo marginale, spesso limitato all’apparire e non all’essere, privilegiando la forma sulla sostanza. E alcune posizioni intransigenti del neo femminismo, tornato prepotentemente in auge negli ultimi anni, non aiutano, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ad elevare l’immagine della donna.
Questi alcuni degli spunti emersi nel corso del convegno “Donne e media, riflessioni sul ruolo della donna nell’immaginario collettivo” organizzato dall’Associazione Pulitzer in collaborazione con Lsdi, il dipartimento Digilab dell’università La Sapienza, e il patrocinio della Fnsi, il 25 novembre scorso nell’ambito della “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” presso la sala Odeion della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università La Sapienza di Roma. Pubblichiamo qui i video con la sintesi degli interventi.
Continua qui.
Licio Gelli alla trasmissione “La zanzara” (Radio24): la massoneria “oggi non conta più niente”
StandardLicio Gelli e la massoneria “che oggi non conta più niente”:
La massoneria di oggi non conta più nulla perché non è ascoltata più da nessuno mentre la P2 l’ascoltavano. C’erano 6 ministri e tutti i capi di tutte le istituzioni. Bene un generale alla difesa. Speriamo sia un generale duro.
Dichiarazione rilasciala alla trasmissione di Radio 24 La zanzara e ripresa dal Fatto Quotidiano.
Palombarini: “La catastrofe della giustizia. È dall’inizio degli anni Ottanta che non si propongono riforme serie”
StandardEra stato invitato a parlare del suo libro, La costituzione e i diritti. Una storia italiana, un testo che abbraccia la storia di Magistratura Democratica (Md) dal primo governo di centro sinistra al quarto esecutivo Berlusconi. Ma Giovanni Palombarini, 74 anni, goriziano, entrato in magistratura nel 1963 e investito di inchieste sul terrorismo negli anni di piombo, ha concentrato parte del suo discorso a Politicamente Scorretto sullo stato attuale della giustizia, che definisce una “catastrofe”. È un campo che conosce bene, quello della magistratura, e che gli è capito di aver subito anche, essendo stato rimosso dalla carica procuratore generale aggiunto della corte di Cassazione per “carenza di motivazione”.
Sta di fatto che Palombarini non è mai piaciuto molto a certi ambienti fin dai tempi in cui contribuì a fondare Md per arrivare, nel corso degli anni, all’esplicito sostegno a battaglie civili, come per le unioni di fatto anche tra persone dello stesso sesso. E dialogando con Pasquale Liccardo, giudice del tribunale di Bologna, e con Carlo Lucarelli, non esprime giudizio positivo.
“Se guardiamo alla crisi della giustizia”, dice appunto, “siamo di fronte a una situazione nella quale non credo sarebbe esagerato utilizzare la parola catastrofe”. Per dare una misura di quanto sia profonda, il magistrato cita un esempio. È quello di un avvocato civilista veneto che sta seguendo un caso che deve giungere a sentenza d’appello. Ma c’è un problema: l’udienza per quel processo è stata fissata per il 2018.
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