Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

Archiviato per August, 2008

For the Thrill of ItIl delitto di cui si macchiarono Nathan Leopold e Richard Loeb è passato alla storia come il crimine del secolo: nel 1924 i due giovani, appartenenti ad agiate famiglie di Chicago, rapirono e uccisero un quattordicenne, Bobby Franks, figlio di amici dei loro genitori, con lo scopo di farsi un po’ di bella vita con i soldi del riscatto. Di fatto vennero catturati a causa di un paio di occhiali abbandonati vicino al corpo del ragazzino e da lì si poté risalire prima alla loro identità e poi a ricostruire un articolato piano fatto di cambi d’identità, documenti falsi e spostamenti. A questo proposito The True Crime Blogroll segnala la recente uscita (risale al 5 agosto scorso) del libro For the Thrill of It: Leopold, Loeb, and the Murder That Shocked Chicago scritto da Simon Baatz, docente di storia presso il John Jay College of Criminal Justice, che ricostruisce il caso e racconta del processo che ne seguì e che forse fu uno dei primi a essere largamente seguito dall’opinione pubblica attraverso i mass media. Al volume il NYT dedica una lunga recensione, Murder Most Rational and Confounding, ed estratti del testo possono essere letti sul sito dell’editore, Harper Collins.

Un documentario sulla storia della televisione durante il terzo reich. A recuperarlo è stato il regista Michael Kloft, già autore di altre opere ambientate nello stesso periodo storico, e il video è disponibile online. Scopo di questa produzione, come si legge nella sua presentazione, è quello di dimostrare che la “marcia trionfale” della televisione nella vita pubblica non è iniziata negli Stati Uniti durante gli Anni Cinquanta, ma risale a due decadi precedenti. Adesso Spiegel TV ha recuperato il materiale filmico (che tra l’altro comprende immagini del congresso di Norimberga del ‘36 del partito nazionalsocialista e la visita di Mussolini a Berlino del ‘37), interviste a personaggi come Albert Speer, Robert Ley e Heinrich George e ha preso in considerazione diversi generi. Infatti:

The entertainment programs are particularly curious. Cabaret artists are featured – alongside singers extolling the virtues of the “brown columns of the SA and SS.” This documentary by Michael Kloft will reveal a rare and intriguing view of the Third Reich, one far removed from the propagandistic presentations of Leni Riefenstahl & Co. and the weekly cinema newsreel, yet no less ideologically slanted. This is Nazi Germany expressed in an aesthetic medium that we ourselves have only really known since the ‘fifties.

Gramsci è morto - Dall'egemonia all'affinitàIl testo che segue si intitola Seattle, l’anarchismo e i mass media ed è l’introduzione del libro Gramsci è morto – Dall’egemonia all’affinità del sociologo Richard J.F. Day (Eleuthera, 2008, traduzione di Roberto Ambrosoli) attraverso cui l’autore “esamina a livello globale – con un occhio attento al «laboratorio Italia» – le tante e originali forme di organizzazione autonoma, dando una nuova lettura dell’anarchismo”.

Per la maggior parte dei nordamericani, le proteste anti-OMC di Seattle, alla fine degli anni Novanta, hanno segnato il punto in cui una nuova militanza è prepotentemente emersa alla superficie di una struttura politica liberal-democratica altrimenti serena. A quel tempo vivevo a Vancouver, British Columbia, e all’ultimo momento avevo deciso di non andare a Seattle. Una delle solite proteste, mi dicevo, e per di più avrei dovuto fare cinque ore di autobus, tra andare e tornare. Comunque, a un certo punto della giornata ho acceso la televisione, tanto per vedere cosa stava succedendo, e sono rimasto affascinato e sorpreso dalle ormai famose immagini dei giganteschi cortei, dei blocchi stradali, delle squadre anti-sommossa sparse dappertutto, delle nubi di gas lacrimogeno che annebbiavano la scena. Su quello che sembrava lo spettacolo di un altro mondo si è sentita la voce di un reporter locale che si trovava lì in strada:

Inviato: «Qui ci sono delle persone che vanno avanti e indietro… beh, non proprio avanti e indietro, sembrano organizzati. Non so chi sono, sono tutti vestiti di nero, con cappucci neri e bandiere nere… bandiere nere e basta, senza niente sopra».
Presentatore: «Bandiere senza niente sopra?».
Inviato: «Proprio così, tutte nere».
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  • Scritto per libri, politica
  • Alceste CampanileSuddivisa in due post, la storia di Alceste Campanile è andata incrociandosi a quella di Carlo Saronio su cui si basa il prossimo libro in uscita a novembre, “Pentiti di niente” (più avanti ulteriori informazioni, al momento si è ancora in fase di impaginazione). Tangenziale alla vicenda dell’ingegnere milanese sequestrato a Milano nel 1975, vi si intreccia a causa delle parole di sedicenti collaboratori di giustizia, ma si scoprirà – almeno questo – che la fine del militante di Lotta Continua di Reggio Emilia con il caso Saronio davvero non c’entrava nulla.

    L’omicidio di Alceste Campanile, avvenuto il 12 giugno 1975, è rimasto per quasi venticinque anni un mistero che a un certo punto si è innestato sul caso del sequestro e dell’assassinio di Carlo Saronio. Oggi è un mistero che, a meno di risultanze processuali che cambino le carte in tavola in appello e in cassazione, sembra essere stato chiarito e non c’entrare nulla con la sorte dell’ingegnere milanese. Anche se sulla vicenda specifica rimangono dubbi. Dubbi sulla matrice dell’omicidio: per la giustizia, frutto di un litigio improvviso con un reo confesso che se n’è addossato la responsabilità; per la famiglia, che sottolinea una serie di lacune nell’indagine, originato e consumatosi negli ambienti dell’estrema sinistra reggiana.

    Ma come accade che i due casi a un certo punto si incrocino? Per capirlo occorre ripercorrere la vicenda dall’inizio. Siamo nel cuore dell’Emilia Romagna, provincia di Reggio, sono le undici di sera, l’estate è ormai incombente, e una coppia sta percorrendo in auto la strada provinciale che da Montecchio porta a Sant’Ilario. Lei a un certo punto chiede al marito di fermarsi, non si sente bene e meglio che scenda e faccia quattro passi. Ma appena la donna mette piede nel campo a lato della carreggiata, si imbatte in una specie di fagotto: è il corpo di un uomo, un giovane, che giace supino ed è sdraiato sopra il braccio destro ritorto dietro la schiena. Sopra la camicia indossa un giubbotto di tela leggera e su di esso è chiaramente visibile una macchia di sangue provocata da un proiettile che gli si è piantato in un polmone. Porta anche un paio di occhiali da sole che si sono spostati sulla fronte: sotto di essi c’è un secondo foro, largo, un foro d’uscita perché qualcuno gli ha sparato alla nuca.
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  • Scritto per storie nere
  • Mark PowellMondi dell’altrove in miniatura dove l’arte si fa (letteralmente) viscerale, per citare un altro appassionato al genere, Andrea Bonazzi. Quelli che si vedono rappresentati per immagini sono micro universi dai dettagli straordinari, accuratissimi e maniacali: li ricostruisce dalla solitudine delle “lunari periferie sud orientali” di Melbourne – o almeno così viene raccontato – l’artista australiano Mark Powell: sono rievocazioni di una vita di prigionia dalle atmosfere medievali scandita da miseria, tortura ed esseri mostruosi, tanto da sembrare vicende e personaggi contenuti in istoriazioni di qualche edificio dell’età di mezzo. Su Flickr Powell ha raccolto altri scatti che ritraggono questi mondi e li ha suddivisi in diversi set.

    Accade ancora a Mogadiscio. Ne parla (tra i pochissimi ad aver riportato l’informazione) Reporter Senza Frontiere. Sono tre giornalisti: una reporter canadese e due fotografi, uno australiano e un altro somalo. Con loro c’è anche l’autista. E ancora se ne ignorano i motivi.

    Amanda Lindhout, basée à Bagdad, et Nigel Brennan étaient arrivés en Somalie le 20 août. Accompagnés de leur collègue somalien Abdifatah Mohammed Elmi, qui leur sert d’interprète, et de leur chauffeur, les journalistes ont quitté leur hôtel de Mogadiscio dans la matinée du 23 août pour se rendre au camp de réfugiés d’Afgoye, à une vingtaine de kilomètres à l’ouest de la capitale somalienne. D’après les informations de l’Union nationale des journalistes somaliens (NUSOJ), l’organisation partenaire de Reporters sans frontières en Somalie, l’équipe de reportage est tombée dans une embuscade à son retour à Mogadiscio, au kilomètre 13. Le personnel de l’hôtel a donné l’alerte, ne voyant pas revenir les journalistes comme prévu.

    Psychology of Intelligence AnalysisUna raccolta di articoli e saggi usciti tra il 1978 e il 1986 a cui si aggiungono testi più recenti e aggiornamenti su informazione, psicologia cognitiva e percezione. Il libro si intitola Psychology of Intelligence Analysis, è stato scritto da Richards J. Heuer Junior ed è interamente online (qui si può scaricare il pdf) dal sito della CIA, proprio quella il cui acronimo sta per Central Intelligence Agency. Il linguaggio è effettivamente semplice (nella prefazione si dice infatti che è stato svolto un lavoro di editing per trasformare rapporti a uso esclusivo degli analisti in letture più divulgative) e risulta in alcuni passaggi particolare capire come si lavora sul comportamento umano per tentare di modificarlo (anche se nel volume di parla di miglioramento).

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  • Scritto per libri
  • H.P. Lovecraft's graveMentre c’è chi si chiede se le prime immagini di Topolino siano ancora effettivamente protette da diritto d’autore malgrado il Sonny Bono Copyright Act, BoingBoing riporta la storia di un divieto piuttosto particolare. Praticamente accade questo: la scrittrice Caitlin R. Kiernan va con un amico allo Swan Point Cemetery di Providence, dove è sepolto H.P. Lovecraft, ne fotografa la tomba (come pare sia stato fatto da moltissime altre persone) e pubblica l’immagine. Ma viene contattata dai responsabili della sicurezza del mausoleo che le dicono di levare gli scatti: il regolamento del cimitero lo vieterebbe. Lei tra lo stupito e l’annoiato protesta e non ottempera. E allora sono insulti e minacce. Strana storia davvero.

    Seeds of ChangeSi inizia con una prima segnalazione: 10 Great Webcomics You Should Not Share With Your Kids. Parola di Patrick Orndorff per la rubrica Geekdad di Wired. E poi la seconda. Sembra da condividere eccome invece l’antologia di fantascienza in uscita in queste settimane e curata da John Joseph Adams. Si intitola Seeds of Change. Qui la presentazione in cui si legge:

    Imagine the moment when the present ends, and the future begins – when the world we knew is no more and a brave new world is thrust upon us. Gathering stories by nine of today’s most incisive minds, “Seeds of Change” confronts the pivotal issues facing our society today: racism, global warming, peak oil, technological advancement, and political revolution.

    Via Giulio Mozzi arriva la segnalazione dell’articolo L’Europe aura sa bibliothèque numérique, comparso su Le Monde.

    Un prototipo della futura biblioteca sarà reso disponibile in novembre. Gestito dalla Biblioteca nazionale dei Paesi Bassi (Koninklijke Bibliotheek), il portale, battezzato «Europeana», permetterà in un primo tempo l’accesso a circa due milioni di documenti (libri, quadri, fotografie, opere musicali, film) tratti dalle istituzioni culturali dei Ventisette. Il numero dovrà superare i sei milioni nel 2010, quando la messa i rete delle collezioni digitalizzate di tutta l’Unione diventerà operativa al cento per cento [...]. Il portale europeo permetterà inizialmente di accedere alle opere di pubblico dominio. Una delle principali difficoltà del progetto, constata la Commissione, sarà quella di rendere disponibili opere sottoposte al diritto d’autore. Sono in corso discussioni per trovare delle soluzioni, che potrebbero prendere la forma di accordi sulle condizioni di diffusione o di link verso siti gestiti dai titolari dei diritti.

    Qui il comunicato stampa e qui invece un post in proposito su BooksBlog.it. Infine il sito ufficiale della Europeana.

    Storia informale dei centri sociali bolognesi intitolata Una cultura “altra”, in attesa del silenzio (nel link a fianco nella sua stesura originale, sul giornale cartaceo ne è uscita una versione più breve) e raccontata da Valerio Evangelisti sul Manifesto del 13 agosto e su Carmilla. Che scrive:

    Fino a poco tempo fa, tutti questi centri sociali erano spesso in lite tra loro. La politica della terra bruciata di Cofferati – fatta di demolizioni e di chiusure d’autorità, lasciando fosse insensate dove c’era qualcosa di vivente – li ha quasi costretti a compattarsi. Non davano fastidio solo per le attività culturali, di cui la giunta comunale se ne frega altamente, ma anche per il loro attivismo politico antagonista. Manifestazioni contro i CPT, antirazziste, antifasciste, contro la guerra, contro la discriminazione sessuale. Troppo, per un municipio che vagheggia grandi opere in centro e periferie silenziose. Dunque si butti giù, si demolisca. Poco importa che i centri sociali paiano – faticosamente – prefigurare ciò che dovrebbe essere la sinistra. Noi si è una variante moderata della destra. O no?
    Partano dunque le ruspe, e torme di vigili urbani finalmente armati come si deve. Attualmente i centri sociali garantiscono concerti, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, rassegne di cinema quasi ogni giorno. Non se ne può più. Il cittadino medio bolognese ne ha le scatole piene. Non riesce nemmeno a contare, causa il rumore, quanto denaro ha estorto oggi a uno studente per un posto letto. Bisogna finirla. Non ci è riuscito Guazzaloca? Non ci sono riusciti i fascisti? Ci riuscirà Cofferati. Prima o poi, si spera, regnerà su Bologna il silenzio totale. Così confortevole.

    • Bernardo Parrella, “Sequestro preventivo” per The Pirate Bay in Italia

      Da Wikinotizie: Il più ampio e noto motore di ricerca di file .torrent, The Pirate Bay, ha postato sul suo blog un comunicato rivolto agli italiani in cui annuncia che la procura di Bergamo ha «ordinato il blocco del dominio e dell’IP per tutte le richieste provenienti dall’Italia». Il comunicato rivolge critiche durissime al sostituto procuratore che ha firmato l’ordinanza, Giancarlo Mancusi … già noto nella battaglia contro i .torrent per aver chiuso colombo-bt, uno dei riferimenti italiani per gli utenti BitTorrent. (Leggi l’articolo integrale).

      Da Repubblica.it: Il sequestro di The Pirate Bay avvenuto questa settimana, ha caratteri eccezionali e apre rischi inediti per l’internet italiana … Anche se Pirate Bay non contiene file pirata, consente di trovarli (fa come da ponte tra gli utenti che li posseggono) e quindi è accusato di facilitare la pirateria. La vicenda ha sollevato molte polemiche, su vari siti anche internazionali, perché è la prima volta che The Pirate Bay viene bloccato in un Paese. (Leggi l’articolo integrale)

    Si diceva giusto pochi giorni fa che un criminale di guerra sarà pure stato ricercato ovunque, ma che fino alla cattura ha vissuto a Belgrado, nel posto più ovvio. L’intervista che Jasmina Tesanovic ha concesso a Luigi Milani e che è stata pubblicata su Peacelink.it racconta anche questa storia estendendosi alla sorte di altri personaggi che durante il conflitto nei Balcani si sono macchiati di reati gravissimi. Nel testo, intitolato Il “mio vicino” Radovan Karadžic, si legge infatti che:

    Karadžić, psichiatra e poeta, forse è stato persino tuo vicino di casa durante la sua latitanza…

    «Non è il primo, a essere stato mio vicino di casa. Biljana Plavšić, presidentessa della RS (Republika Srpska) dopo che Karadžić si era ritirato dalla politica, ora in prigione dopo la condanna dell’Aja, viveva anche lei vicino a me. Il generale più importante di Milošević, Nebojsa Pavkovic, responsabile dei raid in Kosovo – anche lui adesso all’Aja -, e poi un altro personaggio della Republika, Aleksa Buha, che secondo me non è stato arrestato perché ormai lavora per l’Aja. Tutto questo poi succede vicino alla Corte Speciale per i crimini di guerra di Belgrado, dove ho seguito il processo agli Scorpioni, autori del genocidio di Srebrenica in Kosovo… Io non so dove vivesse in realtà Karadžić, pare si spostasse di frequente… so solo che vicino casa mia, in un ristorante dove vado regolarmente a mangiare, a un certo punto hanno proibito l’ingresso a Natasa Kandic, la donna grazie alla quale sono stati istruiti tutti questi processi di guerra. Allora mi sono guardata intorno, e ho visto facce di criminali di guerra sui muri, i loro avvocati seduti ai tavoli. Bene, posti così esistono a Belgrado, i libri di Radovan Karadžić si vendono liberamente… quindi questo personaggio, Dragan Dabic, il suo alter ego, faceva parte della nostra vita quotidiana; probabilmente lui stesso andava alle manifestazioni pubbliche a favore di Radovan Karadžić».

    Nel Corno d’Africa la guerra prosegue e il bilancio delle vittime pure con l’ultimo, gravissimo episodio che ha colpito un gruppo di donne. Il giornalista Matteo Fagotto firma per PeaceReporter un articolo, Somalia, il vicolo cieco, in cui si fa il punto dei risultati (inesistenti) degli accordi di pace, delle violazioni della tregua e dei giochi politici che non stanno portando ad alcuno sbocco un conflitto che prosegue praticamente dal 1991 senza che sia stato scalfito da nulla, missioni ONU comprese. E scrive l’autore del pezzo:

    Nel marasma generale, la crisi umanitaria continua, acuita dal fatto che alcuni recenti attacchi contro operatori di Ong e organizzazioni internazionali hanno costretto le agenzie a ridurre gli aiuti. Le ultime cifre fornite dall’Onu parlano di almeno 8.000 morti dal gennaio 2007, data dell’inizio della rivolta delle Corti, e di un milione di sfollati solo a Mogadiscio. “Non credo più alla pace in questa città”, continua la nostra fonte. “L’unica speranza è che arrivi una forza di pace seria e numerosa”. Al momento a Mogadiscio sono presenti solo 1.500 uomini forniti dall’Unione Africana. Troppo pochi per assicurare la pace nella Baghdad d’Africa.

    FreaksFreaks (qui la scheda su IMDB) è uno splendido film del 1932 e sicuramente è anche una pellicola strana: di fronte alle macchine da presa di Tod Browning, il regista, hanno infatti recitato veri “freak”, persone con deformità fisiche, che raccontano in una modalità mista a metà tra il grottesco, l’horror e il dramma, la vita in un circo, una vera e propria corte dei miracoli, svelando ciò che accade quando il pubblico se ne va tornando alla propria normalità e gli artisti invece restano con la propria diversità.

    Ora il film è diventato di pubblico dominio e da qualche giorno è disponibile su Archive.org: può infatti essere visto online, in streaming oppure essere scaricato in formato mpeg4. Per cui volesse approfondire le modalità di rilascio, qui il testo pubblicato sul sito di Creative Commons.

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