Le origini del caporalato moderno e il libro di Pietro Al: un viaggio in un mondo sempre meno deviante

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Il caporalato nella tarda modernita'Quello del sociologo e senatore Pietro Al non stato solo argomento di studio di una vita, ma una dimensione che risaliva alla sua origine, figlio di una famiglia contadina pugliese. Il caporalato, per lui, diventato tema della tesi di laurea in scienze politiche e poi oggetto di indagini nella commissione d’inchiesta a questo fenomeno dedicata dal 15 aprile 1994 all’8 maggio 1996, nel corso della dodicesima legislatura. Ma anche approfondimento di un libro uscito cinque anni dopo la sua morte, avvenuta nel 2005 (la pubblicazione del volume invece del 2010), e intitolato Il caporalato nella tarda modernit – La trasformazione del lavoro da diritto sociale a merce (Wip Edizioni). Una trasformazione che l’incidere del tempo, delle tecnologie produttive e dell’evoluzione del mercato del lavoro non ha modificato in s, se lo si intende come forma di sfruttamento che annienta chi ne vittima. Semmai quel fenomeno stato al passo altri cambiamenti, come la progressiva sostituzione degli italiani con i migranti o la gestione mafiosa sia autoctona che straniera della manodopera schiavizzata.

Sistema illecito di reclutamento per lavori agricoli stagionali sottopagati. La definizione del termine caporalato, contenuta nel dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti, risale al 1978. E nel corso degli anni ha dovuto essere corretta perch, dai campi, il fenomeno si esteso a molti altri settori. Ci sono gli scantinati degli italiani in cui in Campania si produce merce contraffatta e lo stesso avviene dei laboratori cinesi distribuiti nelle Chinatown di tutto il Paese, a Milano come a Bologna e a Prato. C’ l’industria del turismo che ogni estate accoglie in riviera villeggianti da tutto il mondo e ingaggia ragazzi non regolarizzati facendo della Romagna, della Versilia, della Liguria o delle coste calabresi un tutt’uno di sfruttamento, quando non di vera e propria prigionia nel caso degli stranieri che arrivano dai confini extra Schengen e a cui vengono sequestrati i documenti.

E e poi ci sono gli ultrellacinquantenni italiani, quelli espulsi dal mercato del lavoro e con scarse possibilit di rientrarvi, divenuti i nuovi obiettivi del caporalato. Vengono assorbiti in primis nella logistica e nei trasporti da cooperative spurie (forme di collocamento illegale a cui va tra il 30 e il 50 per cento dei compensi dei lavoratori), percepiscono un compenso che oscilla tra i 3,5 e i 4 euro all’ora e i loro turni di lavoro possono arrivare fino a 12 ore non scendendo in genere sotto le 10. Sono i nuovi poveri a rischio schiavit che, secondo la Cgil, possono diventare un fenomeno destinato a consolidarsi se non si interviene per stroncarlo.

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Il corto del 2006 (Libra – Bilancia), le donne, il lavoro e la maternit: qual la storia del 2012?

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Libra (Bilancia) il cortometraggio di Carlota Coronado su donne, lavoro e maternit. Il filmato uscito nel 2006 e si chiede oggi Nazione Indiana:

Se lo girassero oggi che storia racconterebbe? I nuovi aut-aut sono sempre peggiori dei vecchi.

Tedeschini Lalli: cronaca di una strage di donne, i giornali del 25-26 marzo 1911 e la “prima stesura” della storia

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The New York Herald

Interessante post di Mario Tedeschini Lalli a proposito della cronaca di una strage di donne: i giornali del 25-26 marzo 1911:

Grandi titoli, testi dettagliati, ma anche fotoreportage, cartine e infografiche: tutti gli strumenti della cronaca giornalistica sono gi l, tra il 25 e il 26 marzo 1911, 101 anni orsono. uno dei rari casi nei quali possibile veramente dire che “il giornalismo [stato] la prima stesura della Storia“: sono le cronache dell’incendio che si svilupp nei locali della fabbrica di camicie Triangle a New York, dove per le condizioni di lavoro precarie e le misure di sicurezza insufficienti 146 persone persero la vita – 129 di loro donne, per la met adolescenti. Fu uno dei punti di svolta nella storia del movimento operaio ed una delle date clou della storia delle donne.

Per saperne di pi sui fatti riportati negli articoli, si veda qui.