Giancarlo Siani, le cronache dai luoghi di camorra e il giornalismo precario pagato a prezzo troppo alto

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Giornalisti precari che hanno saputo lavorare meglio e di pi dei contrattualizzati. Troppo, come si racconta su I siciliani giovani a proposito di Giancarlo Siani, vittima della camorra 28 anni fa esatti:

Per arrivare alla condanna degli esecutori materiali dell’omicidio di Giancarlo Siani, avvenuto il 23 settembre 1985, ci sono voluti anni. Agendo per conto del clan camorristico di Torre Annunziata, a uccidere sono stati Ciro Cappuccio, giudicato colpevole nel 1997, e Armando Del Fiore, che rimasto il libert, latitante, fino al 2002. Tanto tempo per trovare i responsabili dell’esecuzione di un giovane cronista che aveva compiuto pochi giorni prima, il 19 settembre, 26 anni e che gett il cuore oltre l’ostacolo, dato che pur partendo come precario – e rimanendovi troppo a lungo – aveva deciso di occuparsi di criminalit organizzata raccontando quegli affari, quelle alleanze e quelle guerre che devastavano Napoli e le aree circostanti. Non che un contratto vero, un articolo 1 si dice tra chi mastica di cose giornalistiche, avrebbe potuto salvargli la vita. Affatto. Ma a fronte di tante penne famose e tutelate, ecco l’articolo del 10 giugno 1985 che un cronista poco pi che ragazzino scrisse decretando definitivamente la sua condanna a morte:

Potrebbe cambiare la geografia della camorra dopo l’arresto del super latitante Valentino Gionta. Gi da tempo, negli ambienti della mala organizzata e nello stesso clan dei Valentini di Torre Annunziata si temeva che il boss venisse scaricato, ucciso o arrestato.

Il boss della Nuova famiglia che era riuscito a creare un vero e proprio impero della camorra nell’area vesuviana, stato trasferito al carcere di Poggioreale subito dopo la cattura a Marano l’altro pomeriggio. Verr interrogato da pi magistrati in relazione ai diversi ordini e mandati di cattura che ha accumulato in questi anni. I maggiori interrogativi dovranno essere chiariti, per, dal giudice Guglielmo Palmeri, che si sta occupando dei retroscena della strage di Sant’Alessandro.

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Tedeschini Lalli: cronaca di una strage di donne, i giornali del 25-26 marzo 1911 e la “prima stesura” della storia

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The New York Herald

Interessante post di Mario Tedeschini Lalli a proposito della cronaca di una strage di donne: i giornali del 25-26 marzo 1911:

Grandi titoli, testi dettagliati, ma anche fotoreportage, cartine e infografiche: tutti gli strumenti della cronaca giornalistica sono gi l, tra il 25 e il 26 marzo 1911, 101 anni orsono. uno dei rari casi nei quali possibile veramente dire che “il giornalismo [stato] la prima stesura della Storia“: sono le cronache dell’incendio che si svilupp nei locali della fabbrica di camicie Triangle a New York, dove per le condizioni di lavoro precarie e le misure di sicurezza insufficienti 146 persone persero la vita – 129 di loro donne, per la met adolescenti. Fu uno dei punti di svolta nella storia del movimento operaio ed una delle date clou della storia delle donne.

Per saperne di pi sui fatti riportati negli articoli, si veda qui.