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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘blog’ Categoria

Blog for Freedom for the EFF 15th AnniversaryIl Demauro riporta questi significati del termine apostasia:

  • TS relig., ripudio pubblico e solenne della propria religione
  • TS dir.can., abbandono totale e deliberato della fede da parte di una persona battezzata
  • CO estens., ripudio di un’ideologia, di un partito e sim.
  • stor., in epoca bizantina, il reato di tradimento dell’impero

Ecco, questo è uno dei reati da ascrivere all’ambito elettronico in discussione presso il parlamento iraniano, che sta discutendo un progetto di legge che prevede la riforma (in termini repressivi) del codice penale per comprendere reati legati al blogging e all’espressione in rete. Ne parla un post pubblicato su ReadWriteWeb in cui si legge che:

The French Press Agency reported on the bill yesterday and according to The Committee to Protect Bloggers, the BBC’s The World radio show will offer a more in depth report in the coming days. Blogging is wildly popular in Iran, where a new generation of young people frequently challenge the old, hyper-conservative religious government. The Committe to Protect Bloggers says that Iran is “among the worst offenders in terms of harassing, arresting and imprisoning bloggers, as well as students.” You can see the group’s extensive coverage of Iranian cyber-censorship and harrasment of bloggers here. The Iranian government has blocked access to Facebook, Yahoo! and Flickr, among other sites.

(more…)

Crossing TV - La TV delle nuove generazioniDel progetto CrossingTV si parlava un po’ di tempo fa. Ora è il caso di tornarci per segnalare la recente pubblicazione a puntate del documentario-inchiesta Chi è¨ il razzista? realizzato durante i Mondiali Antirazzisti svoltisi lo scorso anno a Casalecchio di Reno (l’edizione di quest’anno si terrà sempre nella cittadina in provincia di Bologna nei prossimi giorni, dal 9 al 13 luglio). Da segnalare anche che questo video, come tutti i contenuti della web TV, sono rilasciati con licenza Creative Commons.

Global Voices OnlineGlobal Voices Online, progetto che come scopo ha quello di “dare voce a chi non ha voce” riprendendo notizie che in genere i media tradizionali trascurano, sta preparando il suo summit, che si terrà a Budapest il 27 e il 28 giugno prossimi. Una prima notizia è che in quell’occasione verrà ufficializzato il lancio della localizzazione italiana, partito da alcune settimane sotto il coordinamento di Bernardo Parrella e grazie alla collaborazione di un team di traduttori professionisti ed esperti di nuovi media.

E una segnalazione ulteriore che riguarda Global Voices Online: pochi giorni fa è uscito un lungo pezzo in cui si racconta che Prison Diaries mette a nudo la realtà dei detenuti in Jamaica, dossier scritto da David Sasak e tradotto da Marta Mainieri. Si legge ad apertura del testo:

Quando si pensa a Kingston, la capitale della Jamaica, blog e podcast non sono certo le prime cose che vengono in mente. Solitamente la si associa a notizie tipo “Capitale mondiale per numero di omicidi“, oppure a Bob Marley e alla musica reggae. Ma certo non a un programma di riabilitazione che spiega ai detenuti di un carcere di massima sicurezza come curare un blog, creare un podcast e persino imparare a muoversi in Second Life.

Scenes from the MorgueBlog dedicato al cinema da una prospettiva piuttosto particolare. È Scenes from the Morgue: Retro-Pulp Movie Ads e così si presunta il “tenutario”, Mr. Beerman:

While trolling around the Morgue of a small Metropolitan Newspaper, our boy efforts to unearth a few hidden artifacts from the days of Matinee Double-Features and Dusk to Dawn Drive-In All Night Trash-O-Ramas on the genre films he loves.

Avviato poche settimane fa, il blog presenta qualche post particolarmente interessante. Come questo, Stirring up some old childhood trauma…:

As a child of the ’70s, and being the little chicken-[expletive deleted] that I was back then, I had the fear of [your deity here] put into me by just the previews and advertisements for certain films that skewed toward spooky. Remember the ads for “Magic”, where Fats the ventriloquist dummy is blathering on and on about how much fun magic can be — when your dead, or the dulcet tones of Percy Rodriques scaring us out of the water not once, but twice, with the trailers for “Jaws” and “Jaws 2″? And then there’s John Frankenheimer’s “Prophecy”, whose combination of radio, TV and print ads (like the one over there on your right) gave me a bad case of the drizzles and plenty of sleepless nights back in the day.

We Tell StoriesWe Tell Stories: sei autori (tra cui Mohsin Hamid, autore del romanzo Il fondamentalista riluttante), sei storie, sei settimane. Produzione a due teste tra Six to Start e Penguin Books, al momento propone le prime storie inedite (The 21 Steps e Slice con relativo blog), alcuni classici e competizioni.

Inoltre. Per quanto riguarda altre iniziative letterarie in rete, nasce Dalle prime battute (via False Percezioni).

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  • Scritto per blog, libri
  • Ufficialmente iConflict.com è un progetto che partirà da febbraio. Ma il relativo blog è attivo dallo scorso novembre per raccontare, condividere e discutere informazioni legate a conflitti e aree di crisi in giro per il pianeta. Queste le parole con cui il progetto al momento si presenta (e presenta il proprio futuro):

    Now, people you network and connect with: first responders, relief workers, volunteers, citizens living amidst conflicts, can share their experiences with the world by uploading images and videos to iconflict.com, from their computers, cameras or cell phones. They can also blog about daily life from their vantage point, and become a part of the iConflict blogging network, called Blogflict. Users can upload news stories, comment on posted stories and use their voice to engage in an active dialogue on news events with our other online community members.

    A myriad of other features will exist on the site. These include: originally produced video newscasts from our offices in New York and Washington, DC that will be syndicated on itunes and youtube, online discussion and commentary on user submitted news stories, interactive data mashups on countries in conflict, applications on external social networking sites, and other innovations that will make iConflict the premiere destination for users seeking information on international conflicts.

    Elezioni, Kenia e media per adesso gli argomenti più dibattuti anche su un gruppo appositamente creato su Facebook.

    Regret the ErrorDel blog Regret the Error – dedicato a correzioni, ritrattazioni, richieste di chiarimenti su ciò che si scrive sui giornali – si era parlato qualche tempo fa come di particolarità non solo in rete, ma anche sulla carta stampata o in altre forme di giornalismo tradizionale. Il suo autore, Craig Silverman, però non si è fermato alla sola presenza online ed è andato oltre scrivendo il libro Regret the Error: How Media Mistakes Pollute the Press and Imperil Free Speech, pubblicato dalla canadese Union Square Press-Penguin Group, che si differenzia rispetto al blog:

    While some of the errors can be laugh-out-loud funny, the book contains a sobering journey through the history of media mistakes (including the outrageous hoaxes that dominated newspapers during the circulation wars of the 19th-century) and a serious muckraking investigation of contemporary journalism’s lack of accountability to the public. It shines a spotlight on the media’s carelessness and the sometimes tragic and calamitous consequences of weak or non-existent fact checking.

    La prefazione è stata scritta da Jeff Jarvis di BuzzMachine.com e sono disponibili a titolo di saggio solo un estratto del testo, Obiticide: death by media, la bibliografia e, ovviamente, le correzioni apportate all’edizione stampata.

    Filippo Giardina e Mauro Fratini di Non Rassegnata Stampa hanno ragione:

    L’ottimo riscontro di pubblico avuto sul sito è coinciso con una disarmante indifferenza da parte di media, giornalisti e anche presunti web-paladini della libertà (evito di fare nomi per non incorrere in una caduta di stile). Ci farebbe piacere sapere che cosa ne pensi.

    In una mail con cui presentano la loro iniziativa su web nata quasi un anno fa (e per la precisione il 13 dicembre 2006), hanno prodotto non una e nemmeno due né tanto meno tre puntate, ma novantaquattro puntate di una specie di sit-com così descrivibile:

    una rassegna stampa satirica ambientata in una cantina e trasmessa sul web sfruttando le nuove tecnologie che permettono una forma di espressione libera e senza censura [...]. I temi, di stretta attualità, vengono trattati con una libertà sicuramente non riproducibile dalla tv tradizionale. [Dunque] è satira visceralmente libera.

    Da sottolineare che le puntate sono rilasciate con licenza Creative Commons. Questa, forse, può essere l’occasione di recuperare con materiale che, da quello che ho visto, è effettivamente buono.

    [youtube hzoNInZ2ClQ]

    Sarah McLachlan, World On Fire. Video presentato a Web 2.0 Expo in corso a Berlino. Via Pandemia.

    Renato Vallanzasca, uno dei rarissimi esempi in Italia di certezza della pena (insieme a Vincenzo Vinciguerra, seppur con modalità estremamente differenti), ha avviato un proprio sito attraverso cui raccontarsi. E della sua decisione dice:

    Sono perfettamente conscio che, aldilà del godibile passatempo, sarà un arduo impegno! Arduo almeno per 3 ragioni principali: la prima è che metto già in conto che non saranno poche le persone che mi contatteranno solo per esprimermi i loro non rosei apprezzamenti!… La seconda è che non potendo accedere direttamente alla rete, sarò costretto a spedire tutti gli scritti a chi si è preso il non indifferente impegno di avere cura del sito, facendomi pervenire i vari messaggi di chi si prenderà la briga di mandarmene…. La terza sta nel timore, se non proprio nella certezza che, coloro che sono preposti a vigilare su di me, non vedano di buon occhio questa mia iniziativa: posso capirlo!… ma allo stesso tempo mi rendo conto che, i danni che mi procurerò, non potrebbero essere peggiori di quelli che hanno fatto i pennivendoli riversandomi addosso delle belle camionate di cacca!

    Per chi volesse saperne di più, la vita del bandito – a cui è stata di recente negata la grazia – è raccontata nel libro Etica Criminale. Fatti della banda Vallanzasca di Massimo Polidoro (già segnalato qui), suggestiva ricostruzione non solo dell’attività criminale di un gruppo di malavitosi, ma anche di un periodo – un pezzo degli Anni Settanta – che ha attraversato Milano parallelamente a terrorismo e contestazione politica senza incrociarli in modo diretto.

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  • Scritto per blog, storie nere
    • Charlie Beckett, Networked journalism: for the people and with the people

      The war is over. There is no new media vs old media anymore. The old battle between the professional and citizen journalist is also at an end – we are all on the same side. That was the message from the Networked Journalism Summit in New York last week.

      The guru of networked journalism is US media blogger, entrepreneur and teacher Jeff Jarvis. He told the summit: “Journalism can and must expand even as the institutions that do journalism shrink. The future is ‘pro-am journalism’, doing things together.”

      Networked journalism is where the people formerly known as the audience contribute to the whole editorial process. The public write blogs, take pictures, gather information and comment as part of newsgathering and publishing. The professional journalists become filters, connectors, facilitators and editors.

    In merito ancora alle dispute tra industrie discografiche ed utenti, può essere interessante il blog Recording Industry vs The People. Creato e mantenuto dagli avvocati Morlan Ty Rogers e Ray Beckerman dello studio Vandenberg & Feliu di New York, prende le mosse dalle attività dei due legali che, per conto di Electronic Frontier Foundation, rappresentano persone trascinate in cause legali dalla Recording Industry Association of America. Sul blog è a disposizione una buona documentazione raccolta per atti, modalità di funzionamento di questo genere di cause, una lista di avvocati statunitensi ed europei che difendono gli “accusati” e di procedimenti attualmente in corso negli USA.

    Intanto, venendo alle questioni italiane, Massimo Mantellini scrive:

    Pare che la polizia postale abbia ricevuto incarico di chiudere il blog “Mastella ti odio” un blog satirico sul Ministro della giustizia che per adesso e’ ancora online. Cosi’ che tutti vedano cosa si oscura in questo paese.

    Gramos: un ulteriore passo avanti

    Morgan interviene di nuovo sulla questione di Gramos procedendo nel tirare le prime fila sulle donazioni arrivate e “ripartite” in favore del bambino kosovaro. E lo fa con documenti alla mano (o, meglio, scansioni di documenti):

    Nel frattempo trovate qui la lettera che Miriam ha inviato al medico dell’ospedale Bambino Gesù e qui la fotocopia dell’assegno trasferito a chi si occupa di Gramos.

    Tradotto in altri termini, Gramos potrà contare su un anno della dieta ipoproteica di cui ha bisogno e su un paio di mesi di farmaco. A proposito del farmaco, poi, è ancora possibile firmare la petizione di cui si parlava la settimana scorsa, quella rivolta all’azienda produttrice, Orphan Europe, per sensibilizzarla sulla situazione del piccolo ricoverato a Roma. Infine, nelle prossime settimane via – sempre – Morgan (e gli altri che sostengono l’iniziativa, Sabrina, Pibua, Simone, Hermansji, Samuele, Piggio, Kinozen, Giulianissima) le novità sugli ulteriori passi avanti.

    Alle attività che Morgan sta organizzando per Gramos, dopo quanto già raccontato, si aggiunge un nuovo punto: una petizione per rivolgersi direttamente alla Orphan Europe, l’azienda farmaceutica che produce il mediciale di cui il bambino ha bisogno. E nel cui testo si legge:

    Gramos è un ragazzino kosovaro di dodici anni. Alla sfortuna di essere nato in un Paese ridotto in ginocchio dalla guerra, si è sommata, per lui, la diagnosi di una grave malattia rara: la tirosinemia. I costi altissimi dei farmaci prodotti dalla vostra azienda Orphan Europe, che Gramos deve affrontare ogni mese, sono quanto di più inimmaginabile rispetto al tenore di vita medio nel Kosovo.

    La sua famiglia non può, né, probabilmente, potrà mai sostenere tale spesa. Finora Gramos è sopravvissuto ed ha ricevuto cure, ma grazie all’impegno di un’associazione italiana, SOS Infanzia nel Mondo, che è riuscita a portarlo all’ospedale Bambino Gesù di Roma perché fosse diagnosticata la sua malattia.

    La sua futura sopravvivenza, ora, dipende strettamente dalla possibilità per lui di curarsi con i vostri farmaci. Vi chiediamo di dare una Vostra testimonianza forte e concreta! Siamo convinti che la Vostra azienda farmaceutica non persegua unicamente la logica del business, ma che Vostro intento primario sia quello di salvare le vite umane. Per questo chiediamo a Voi di tenere conto della situazione di eccezionale drammaticità in cui versano questo bambino e la sua famiglia, e di fornire loro gratuitamente i farmaci di cui Gramos ha bisogno per vivere.

    Per chi volesse firmare, il link è qui.

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  • Scritto per blog, dalla rete
  • Macchie di SilenzioLa designer Alice Avallone e il giornalista Giovanni Fasanella lanciano un’iniziativa che si articola su due fronti: da un lato si rivolge agli scrittori nati tra il 1970 e il 1980 e dall’altro si concentra sugli anni di piombo e il terrorismo in Italia. Nasce (anzi si evolve) così, all’interno del blog La storia nascosta, il progetto Macchie di Silenzio:

    L’idea [...] era quella di coinvolgere il web, per far sì che non si dimenticassero gli anni del terrorismo in Italia, e soprattutto far arrivare le testimonianze delle vittime a più persone possibili [...]. Nell’agosto 2007 Alice Avallone [...] ha iniziato ad indagare più a fondo su come i giovani come lei hanno ricevuto la memoria degli anni del terrorismo in Italia. La sua ricerca sta spaziando dai progetti fotografici ai racconti, dalla grafica alle poesie, dal cinema alla musica, dai saggi all’arte digitale.

    Qui si può scaricare un file pdf (940 KB) che racconta i primi cinque mesi di questa esperienza.

    Wikileaks affair


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