La battaglia di Stalingrado torna sotto forma di diorama

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WWII Stalingrad 1942C’è da rimanere affascinati da alcune attività in cui si inciampa in rete durante qualche percorso imboccato partendo da tutt’altro argomento. Come WWII Stalingrad 1942, il diorama della battaglia di Stalingrado: il fronte di guerra ricostruito nei minimi dettagli e le immagine pubblicate su Flickr. L’autore si dichiara un appassionato di storia e della trilogia del Signore degli anelli (da cui scrive di aver tratto un altro diorama).

Gli aggiornamenti di questo set fotografico andranno così ad aggiungersi a uno precedente, quello di Dolls and Murder, già segnalato in precedenza.

CitizenMedia.it: progetti collaborativi a Roma il 23 giugno

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Giornalismo e media partecipativi: voci, strumenti, prospettive è un incontro in programma per il prossimo 23 giugno a Roma, presso la Sala Walter Tobagi della Federazione Nazionale della Stampa, organizzato da CitizenMedia.it, iniziativa che ha come “obiettivo primario quello di stimolare, aggregare e dare visibilità ai citizen media italiani nel momento in cui l’intero pianeta vede sbocciare la produzione di culture aperte, non filtrate”. Dietro il nome del sito ci sono Bernardo Parrella, Eleonora Pantò e Antonio Rossano che lanciano ai progetti partecipativi un call for participation:

Il programma della giornata è in corso di definizione: prevediamo 10-12 presentazioni e ci sono ancora degli spazi liberi. Stiamo cercando progetti collaborativi e aperti ai contributi degli utenti, centrati sull’attualità locale, nazionale o internazionale, di taglio non-profit. Chiunque fosse interessato a proporre una presentazione, o anche a coinvolgersi attivamente nel progetto, può contattarci qui.

Le censure di Stato “ispirate da una visione apocalittica della rete”

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Di utopie tradite e censure di Stato parla Bernardo Parrella sul suo blog e su Alias, l’inserto del Manifesto, dell’11 aprile scorso (scaricabile in pdf da qui). E si domanda Bernardo:

È emersa la pratica dei singoli governi di implementare tecniche per controllare le comunicazioni via Internet provenienti dall’esterno, affermando così le proprie leggi tramite la loro imposizione all’interno dei confini nazionali. E sempre più tale tendenza va sforando anche nelle democrazie contemporanee… Superata giustamente la fase della cyber-euforia, stiamo forse cedendo alla tentazione opposta, quella del controllo diffuso? E cosa ne sarà della sbandierata salvaguardia della Rete come bene pubblico?

Nello stesso pdf si può leggere un articolo di Raffaele Mastrolonardo (disponibile su web anche qui) in cui l’autore fa il punto delle tre proposte di Pdl e Udc per la rete tricolore. Sono l’emendamento D’Alia, la proposta di legge di Gabriella Carlucci (tanto se n’è parlato nelle scorse settimane) e un’altra firmata da Luca Barbareschi. Partendo dal prossimo futuro e presentando la situazione in cui si potrebbero trovare tre navigatori immaginari, dice Mastrolonardo:

Queste situazioni sono iscritte in una serie di proposte normative presentate negli ultimi mesi in Italia, ispirate da una visione apocalittica della rete considerata un maligno brodo di coltura per pedofilia, criminalità e “pirateria”.

Pougala: “L’odio del governo verso gli stranieri non ha limiti”

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Lettera aperta a Silvio BerlusconiIl testo che segue è stato scritto da Jean Paul Pougala, autore del libro uscito per Einaudi con il titolo In Fuga dalle tenebre, una denuncia sia delle condizioni sociali in Africa che di quelle di immigrato in Italia (lo scrittore di origine camerunense ha infine acquisito la cittadinanza l’estate scorsa). È una lettera aperta che, datata 2 aprile 2009, Pougala indirizza da Moncalieri al presidente del consiglio e che viene pubblicata il giorno successivo sul sito di Peacelink per affermare che “passano i giorni e l’odio del Suo governo verso gli stranieri dimostra di non avere limiti”. Non si può che riportarla integralmente.

Presidente Berlusconi,

Una settimana dopo l’insediamento del Suo governo, il ministro dell’Interno dichiarava ad una trasmissione televisiva, con una ingenuità sconcertante, che tutti potevano constatare che da quando il Suo governo era ritornato al potere, non c’erano più sbarchi dei migranti sulle coste meridionali del Paese. Egli contrapponeva il presunto lassismo del precedente governo della sinistra al nuovo pugno duro della destra al potere. Soltanto che non aveva consultato la meteorologia per accorgersi che in quei giorni il mare era mosso e impediva a quei morti di fame di mettersi in viaggio.

Qualcuno è veramente convinto che esista uno solo dei migranti che prima di mettersi in viaggio si preoccupa di una qualche legge restrittiva fatta in Italia o altrove? Lei pensa che il famoso “Libretto Rosso”, che bollava i migranti italiani in America negli anni 20 come “analfabeti” e li costringeva alla “quarantena”, li scoraggiasse veramente a sbarcare nel “nuovo mondo”?

Presidente, da che mondo è mondo, i poveri che vivacchiano qui è là alla ricerca di una vita felice non hanno mai goduto di alcuna libertà.

Hanno sempre subìto. Oggi i paesi poveri si vantano del fatto che i soldi loro mandati a casa dai loro emigrati nei paesi ricchi sono il doppio dei soldi dei vari prestiti che ricevono dal sistema finanziario internazionale, anche se nel paese di arrivo sono trattati peggio dei topi da schiacciare.
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Le strade delle parole: riscoprire i racconti di viaggio in Italia

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Le strade delle paroleMi segnala Luca Reitano un’iniziativa su web che effettivamente è interessante. Si intitola Le strade delle parole che di sé dice:

[è] un invito rivolto ad alcuni giovani scrittori italiani a ripercorrere le opere e gli itinerari legati al “viaggio in Italia” (dalle “Passeggiate romane” di Stendhal a “Vecchia Calabria” di Norman Douglas, da “Mare e Sardegna” di D. H. Lawrence al “Viaggio in Italia” di Guido Piovene) e a raccontarli dalla propria prospettiva. Un invito a mettere in movimento intelligenza e sensi per recuperare un rapporto preciso tra la scrittura e il senso dei luoghi, tra la memoria e la contemporaneità. L’intento del progetto è di innestare su questa memoria nuove storie, nuovi viaggi, nuove strade di parole che attraversino l’Italia di oggi raccontandola e descrivendola nella sua varietà di paesaggi, contesti storici e sociali, dimensioni umane. In questo senso è una dimensione creativa del viaggio che si è voluta stimolare: una creatività che è il modo più genuino di “salvaguardare” quegli straordinari palinsesti di voci, emozioni, immagini che sono le città e i vari territori d’Italia.

I racconti sono qui mentre le visioni invece qui. Inoltre esiste anche un blog sul quale, avvalendosi anche di immagini e video, si prosegue con quanto narrato nelle pagine del progetto. Infine, per chi volesse partecipare, è stato pubblicato un vademecum utile a chi si avvicina alle strade delle parole.

Kaizen: tra bancarotta, social card e interessi da rendere

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KaizenologyHo ricevuto questa mail dall’ensemble narrativo Kaizen e la pubblico perché contiene una storia interessante.

Breve comunicazione di servizio… parentesi aperta e chiusa.
Oggi mi telefona mia madre. “Sono preoccupata…”
“Che succede?”
“Mi mancano soldi sul conto postale. Dovevo avere X e invece ho X -350. Oggi è giorno di pensione. È davvero strano.”
“Uhm…”
“La cosa si complica perché devo pagare l’affitto…”
Un giro di telefonate tra ex colleghe. Poi richiama: “Strano davvero. Anche a… e a… mancano 350 euro”
Sento G all’altro capo d’Italia per questioni Kai Zen e poi racconto an passant la storia di mia madre e colleghe, tutte pensionate in Provincia di Bolzano. G da Messina mi dice: “Cazzo, anche delle colleghe di mia madre hanno preso 3-400 euro in meno di pensione…”

Io, da tempo faccio repubblica per conto mio. Ho avvisato per cortesia anche il presidente della repubblica italiana di questa mia secessione personale, una gentilezza tra capi di stato… In fin dei conti l’Italia non perde nulla: guadagno miserie come precario e le tasse che pago sono più alte di quello che guadagno ma comunque sono cifre che non spostano nulla.

In un paese in cui la scuola, la ricerca, la formazione e l’istruzione sono in bancarotta e in cui a nessuna di esse si può destinare l’8 per mille, in un paese in cui il Vaticano, uno stato estero, come me, incassa tra contributi e bonus fiscali 4 miliardi di euro l’anno (si pensa al futuro, ma a quello dopo la morte) e in un paese in cui si tutela la vita di chi è in coma vegetativo da vent’anni (la politica scriveva Camus, è un affare da massaie, serve a tenere in ordine la cucina, ad amministrare, quando parla di etica cessa di essere politica…) ma non di chi lavora e in cui si produce la maggior quantità di mine antiuomo al mondo, ora si tagliano le pensioni. Forse, chi come mia madre, dopo 45 anni di lavoro, ha preso i 40 euro di bonus governativo non sapeva che si trattava solo di un prestito a breve durata e che avrebbe dovuto pagarlo con gli interessi.

O forse no. È tutta colpa dei rumeni.

Libertà d’espressione: risorsa spostata o rimossa

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Si chiama (chiamava? Chiamerebbe?) libertà di espressione. Ma:

Libertà d'espressione

PS: certamente non la troverai qui [mappa]

Qui qualche ulteriore (e condivisibile) spiegazione. Altrettanto si può dare qui. E un segnale positivo c’è (soprattutto alla luce di chi dice che va fatto “ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli”, il massimo dell’aberrazione di una mente maschile non solo su una persona in stato vegetativo, ma sul corpo di una donna in quelle condizioni): la nascita – si segnalata su Lipperatura – del sito ZeroViolenzaDonne.it.

L’horror, la trasfigurazione della realtà e un nuovo blog

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In argomento, seguo il blog di Andrea C. Colombo, Lil e Horror blog: la materia mi incuriosisce (soprattutto nelle sue rappresentazioni letterarie, più che in quelle cinematografiche, come in questo caso) e il genere, quando ben usato, è un grande strumento di interpretazione e di critica politica . Per questo credo che per il futuro, almeno per quello prossimo, leggerò anche Horror – Riflessi di paura, nato ieri e che si presenta così:

È […] un viaggio che ci conduce dalla paura dell’immagine all’immagine della paura, un metodo d’indagine che ci permette di cogliere tutta una serie d’informazioni relative ai molteplici modi di “dire” la paura, quel sentimento fobico primordiale che accomuna il genere umano. Naturalmente – ci auguriamo – con sommo divertimento in quello che sarà principalmente un dialogo in itinere curatore-lettore alla scoperta di tutte le trasfigurazioni orrorifiche che questo mondo ci riserva.

Il digitale, i giornali e l’oscillazione delle notizie

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Bernardo Parrella sottolinea una disattenzione a un argomento che, se sta facendo parlare al di là dell’oceano, da questo lato dell’Atlantico sembra persistere: quella per l’indagine Living and Learning with New Media recentemente pubblicata dalla MacArthur Foundation e incentrata sulle competenze tecniche e sociali che la fascia d’utenza più giovane della rete va sviluppando. E a proposito dell’eco italiana di questi e altri studi, sottolinea Bernardo:

Nonostante i molti anni trascorsi dalla genesi della Rete, per la stragrande maggioranza dei giornalisti (o presunti tali) nostrani urge piuttosto scrivere di nefandezze o gossip. E spingere le mode o i gadget del momento. Cosa c’è di più facile allora che sbattere variamente Facebook in prima pagina pressochè ogni dì? Preferendo alle necessità di spunti e riflessioni articolate, un approccio quasi sempre scandalistico, fuori contesto, inaccurato.

Sempre a proposito di rete, indagini e notizie, è poi interessante quando pubblica Miki Fossati nel post Perdere lettori facendo notare qualche stranezza nei suoi accessi – e qualche link inspiegabile, oltre che imbarazzante – in corrispondenza di testi che parlano del ministro Gelmini e del decreto sulla scuola.

Renato Biagetti: un dossier su ciò che accadde

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  • Carmilla, Per Renato Biagetti, dopo l’aggressione fascista a tre militanti:

    Tre giovani militanti di sinistra sono stati aggrediti e picchiati a Roma da dieci giovani estremisti di destra, mentre ritornavano da un concerto in ricordo di Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate due anni fa da due estremisti di destra, a Focene. I tre giovani sono stati colpiti con armi da taglio e catene, e uno di loro è ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia. Su Renato Biagetti sembra essersi steso il silenzio, come al solito in casi consimili. E’ per questo motivo che invitiamo tutti i lettori a scaricare e leggere l’accuratissimo memorandum Renato Biagetti, il dossier sulla sua morte, a cura dei compagni e delle compagne di Renato. Ulteriori informazioni su veritaperrenato.noblogs.org.