“Volevamo essere giganti” di Angela Scarparo: romanzo tra la provincia immigrata e gli scenari degli anni di piombo

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Volevamo essere gigantiÈ un romanzo il libro firmato da Angela Scarparo, scrittrice e una delle menti del mensile Su la testa. Il volume, uscito nei giorni scorsi, si intitola Volevamo essere giganti (Gaffi Editore) e, in base a quello che ne scrive l’autrice Valeria Viganò, si anticipa che:

[Si tratta di] una storia appassionata che abbraccia il microcosmo di una provincia immigrata e il macrocosmo degli anni di piombo, nei quali si poteva tacciare di terrorismo chiunque […]. Lucy è sveglia, e ha uno spirito critico fuori dal comune. Niente sfugge ai sui occhi giovani che vedono le ingiustizie. Al punto che vuole a tutti i costi diventare amica di Cecilia, figlia di una terrorista ricercata e di un padre triste e solo. A lei non importa il pregiudizio, anzi lo sfida. Alla fine molte delle sue precoci battaglie saranno sconfitte ma, dall’insegnamento di quegli anni, Lucy uscirà con un’esperienza diversa e la passione ancora più radicata per le sue idee che si porterà dietro per sempre. Ha imparato a conoscere gli ideali e l’animo umano nella sua grettezza e nella sua nobiltà. La mamma, la zia Iris, lo zio cialtrone Gianni Nasetto e la sua fidanzata Fiamma, Cecilia e il padre sono personaggi di carne e spessore, intensi e divertenti. Dalle pagine si travasano dentro di noi e diventano indimenticabili.

La scheda del romanzo è disponibile qui.

Nasce FrontiereNews.it: raccontare il multiculturalismo lasciando voce a ciascuna cultura

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FrontiereNews.it

È nato FrontiereNews.it, che si presenta così:

Crediamo che per troppi anni l’informazione sull’immigrazione e sulle minoranze sia stata incentrata sulla differenza tra “noi” e “loro”. La nostra sfida è far raccontare, dove possibile, direttamente a “loro” i valori e la ricchezza di questa alterità, piuttosto che a “noi” i pericoli e le insidie della diversità. Abbiamo la fiducia di poter vincere questa sfida perché siamo una redazione eterogenea, composta da persone provenienti da culture molto diverse tra loro, e contiamo quindi di riflettere quest’armonia di diversità anche nei nostri articoli.

Per collaborare, si dia un’occhiata qui. Qui invece i partner.

(Via Reporters)

Pougala: “L’odio del governo verso gli stranieri non ha limiti”

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Lettera aperta a Silvio BerlusconiIl testo che segue è stato scritto da Jean Paul Pougala, autore del libro uscito per Einaudi con il titolo In Fuga dalle tenebre, una denuncia sia delle condizioni sociali in Africa che di quelle di immigrato in Italia (lo scrittore di origine camerunense ha infine acquisito la cittadinanza l’estate scorsa). È una lettera aperta che, datata 2 aprile 2009, Pougala indirizza da Moncalieri al presidente del consiglio e che viene pubblicata il giorno successivo sul sito di Peacelink per affermare che “passano i giorni e l’odio del Suo governo verso gli stranieri dimostra di non avere limiti”. Non si può che riportarla integralmente.

Presidente Berlusconi,

Una settimana dopo l’insediamento del Suo governo, il ministro dell’Interno dichiarava ad una trasmissione televisiva, con una ingenuità sconcertante, che tutti potevano constatare che da quando il Suo governo era ritornato al potere, non c’erano più sbarchi dei migranti sulle coste meridionali del Paese. Egli contrapponeva il presunto lassismo del precedente governo della sinistra al nuovo pugno duro della destra al potere. Soltanto che non aveva consultato la meteorologia per accorgersi che in quei giorni il mare era mosso e impediva a quei morti di fame di mettersi in viaggio.

Qualcuno è veramente convinto che esista uno solo dei migranti che prima di mettersi in viaggio si preoccupa di una qualche legge restrittiva fatta in Italia o altrove? Lei pensa che il famoso “Libretto Rosso”, che bollava i migranti italiani in America negli anni 20 come “analfabeti” e li costringeva alla “quarantena”, li scoraggiasse veramente a sbarcare nel “nuovo mondo”?

Presidente, da che mondo è mondo, i poveri che vivacchiano qui è là alla ricerca di una vita felice non hanno mai goduto di alcuna libertà.

Hanno sempre subìto. Oggi i paesi poveri si vantano del fatto che i soldi loro mandati a casa dai loro emigrati nei paesi ricchi sono il doppio dei soldi dei vari prestiti che ricevono dal sistema finanziario internazionale, anche se nel paese di arrivo sono trattati peggio dei topi da schiacciare.
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Immigrati: un appello contro l’abolizione del diritto di cura agli irregolari

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Un appello e una raccolta di firme promossi dalla FIMP (Federazione italiana medici pediatri) di Modena per ribadire che la salute è uguale per tutti. C’è infatti chi la pensa in modo differente e cinque senatori della Lega Nord hanno presentato un emendamento che, in nome di una presunta sicurezza, porti all’abrogazione del comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, che sancisce il diritto a cure mediche anche agli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno. Via dunque a questo diritto, a cui si aggiunge – nelle intenzioni dei proponenti – la segnalazione obbligatoria degli immigrati clandestini all’autorità giudiziaria. Nell’appello che si oppone a questo provvedimento si scrive:

I pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) operanti nel SSN […] ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il ritiro: esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso passo legislativo verso l’abolizione del diritto alla cura. Ritengono inoltre che la segnalazione all’autorità competente di un paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il primato. Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti “per decreto invisibili e senza diritti” in totale contrasto con la Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato Italiano firmatario con L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11.1989 sui diritti del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla regolarità del soggiorno.

La rivista medica Occhio clinico in proposito interviene con un lungo articolo, Emendare il testo unico sull’immigrazione: un atto inumano e pericoloso, che fa un punto, comma per comma, delle modifiche e riporta anche le posizioni assunte da Medici senza frontiere e Associazione studi giuridici sull’immigrazione.

(Via Nazione Indiana)

Babele 56: otto storie di quotidiano melting pot a Milano

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Babele 56 di Giorgio FontanaDopo il libro uscito poco tempo fa di Toni Fontana, L’apartheid (Nutrimenti), è arrivato un altro volume che parla di immigrazione. Si tratta di Babele 56. Otto fermate nella città che cambia di Giorgio Fontana (Terre Di Mezzo) che, dal nord-est su cui si concentra il lavoro del giornalista dell’Unità, passa questa volta a raccontare il capoluogo lombardo attraverso le vicende di alcuni stranieri che attraversano la città:

Karkadan, rapper tunisino. Kamal, giocatore di cricket dello Sri Lanka, portinaio per campare, José e Milca, editori peruviani a piazzale Loreto […]. I capitoli del libro sono intervallati da un racconto ambientato sull’autobus numero 56, che percorre avanti e indietro via Padova, una della vie più multietniche di Milano […]. Un giorno esci per andare al lavoro e ti accorgi che il tabaccaio sotto casa – Il tabaché del vintitrì, chiuso da tempo – ha ripreso vita: due ragazzi asiatici sistemano bottiglie di liquori e birra sugli scaffali bianchi. Quel giorno “posso dire di non aver visto soltanto un negozio che riapriva, ma una particella del processo di meticciamento”.