L’assalto alla Diaz del luglio 2001: la Cassazione conferma le 25 condanne per quanto siano intervenuti indulto e prescrizione

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Scrive Mario Portanova sul Fatto Quotidiano a proposito di questa notizia arrivata da poco, Diaz, confermate le condanne ai 25 poliziotti. Interdizione agli alti dirigenti:

Sono definitive tutte le condanne ai 25 poliziotti per l’irruzione della polizia alla scuola Diaz al termine del G8 di Genova la notte dei 21 luglio 2001. Lo hanno deciso i giudici della quinta sezione della Corte di Cassazione. Confermata anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, che dunque colpisce alcuni altissimi gradi degli apparati investigativi italiani: Franco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine, Gilberto Caldarozzi, capo dello Servizio centrale operativo,Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell’Aisi, l’ex Sisde.

Tutti condannati per falso aggravato, l’unico reato scampato alla prescrizione dopo 11 anni, in relazione ai verbali di perquisizione e arresto ai carico dei manifestanti, rivelatisi pieni di accuse infondate. Nessuno dei condannati rischia invece il carcere, grazie ai tre anni di sconto dall’indulto approvato nel 2006. La Suprema corte ha dichiarato prescritte le condanne per le lesioni inflitte ai capisquadra dei “celerini” del reparto mobile di Roma.

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Ci sono stati dei disordini: al G8 del 2001 accadde di tutto e non si può dimenticare

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Ci sono stati dei disordini di Luigi MilaniLuigi Milani mi aveva inviato tempo addietro il manoscritto. E finalmente Ci sono stati dei disordini, romanzo ambientato nei giorni del G8 di Genova del 2001, è diventato un libro per i tipi di Arduino Sacco Editore. Di seguito la prefazione scritta per questo bel testo (accanto al quale è stato creato anche un blog e una pagina su Facebook).

Il G8 di Genova rimane una ferita aperta nel recente passato italiano. Da quel luglio 2001 sono passati quasi dieci anni: un tempo infinitesimale sulla linea del tempo ed enorme per chi ricorda i fatti che sconvolsero una città riportando alla memoria (diretta o formatasi sui libri, dipende dall’età) gli scontri del giugno 1960 quando – a quindici anni dalla fine della lotta di Resistenza – venne dato il nulla osta al sesto convegno nazionale del Movimento Sociale Italiano.

Genova è una città complessa. A costituirne la complessità è la conformazione del territorio, che mischia il mare agli Appennini in una rapida e tortuosa ascensione di palazzi e strade. Il suo centro storico, immortalato nelle ballate di Fabrizio De Andrè e nelle canzoni di Ivano Fossati, ha ispirato gli artisti e al pari si è prestato a nidi di criminalità comune che talvolta hanno fatto innervosire la popolazione dei carrugi. E nel decennio precedente era balzata agli onori delle cronache per i delitti di Donato Bilancia, uno di quelli che, con una punta di morboso orgoglio e di attraente repulsione nazional-popolare, è passato alla storia della nera come uno dei rari assassini seriali italiani.
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G8/2001: in download il documentario sui fatti della Diaz

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Il documentario G8/2001. Fare un golpe e farla franca realizzato da Mario Portanova, Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio (questi ultimi insieme avevano già firmato Quando c’era Silvio) sull’irruzione del 21 luglio 2001, è disponibile anche in download da qualche giorno su FilmIsNow.it a 4,90 euro. Prodotto dalla Luben Production e già in distribuzione su DVD dalla metà dello scorso dicembre con L’Unità, il film, che dura sessantadue minuti, direi che merita il suo prezzo (peraltro si specifica che il file, in formato avi, è esente da DRM). Intanto, per accertarsene personalmente, si può vedere l’anteprima pubblicata su Repubblica.tv e su YouTube nei giorni precedenti al lancio del film (il trailer è disponibile anche qui). Inoltre perché viene mantenuto quanto raccontato nella presentazione:

Per la prima volta, in questo film parlano le persone che ebbero responsabilità istituzionale negli eventi e la “catena di comando” incomincia a essere ricostruita. Il clima dell’epoca, le responsabilità di governo, il vuoto e gli alibi che si crearono i responsabili stessi, il ruolo che svolse il vicepresidente del Consiglio Fini, unico membro del governo ad essere operativo sul posto. Quello che seppe l’opposizione politica, i tentativi falliti di mediazione. Le testimonianze dei giornalisti e i filmati della Rai che impedirono il silenzio. È la ricostruzione più completa dei fatti di Genova, ottenuta attraverso i risultati dell’inchiesta giudiziaria, del lavoro giornalistico della redazione e di interviste esclusive. Gli avvenimenti e i retroscena di quei giorni vengono rivisti sotto una nuova luce e questo ci aiuta a capire che Genova non fu un episodio isolato, un’esplosione di violenza poliziesca casuale, ma che è profondamente in relazione con ciò che sta accadendo nell’Italia di oggi.