Trent’anni di storia: la “patria” che diventa un’epica politica e collettiva

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Patria 1978-2008Novecentotrentanove. Tante sono le pagine di un libro che sta riscuotendo una certa attenzione. Si tratta di Patria 1978-2008 (Il Saggiatore), il recentissimo volume firmato da Enrico Deaglio che parte dal caso Moro e arriva alle vicende degli immigrati di Castelvolturno, lo scorso settembre:

La nostra storia in cinquecento storie: anno per anno, i protagonisti, i fatti, le parole, le vittime e i vincitori, le resistenze, la musica e le idee che hanno costruito il nostro paese. Un libro per ricordare quanto successo e per scoprire che molto spesso le cose non erano andate proprio cos.

Uno spaccato interessante del volume lo offre Aprileonline. Inoltre accanto al libro stato creato anche un sito omonimo dove si invitano i lettori a contribuire con il proprio pezzetto di storia legandolo a uno dei trent’anni contenuti nel libro: una barra rossa ad apertura della pagina consente la navigazione cronologica degli interventi. Dice per esempio Davide per l’anno 1992:

Domenica, 19 luglio. Rimango in casa, quattordicenne con alcuni amici a fumacchiare, mentre i nostri genitori vanno in campagna a fare un pic nic. Quando tornano sono pallidi e molto seri, ci chiedono se abbiamo acceso la tv o ascoltato il giornale radio. Perch? dico. stato assassinato Borsellino. Non sapevo bene chi fosse, cosa poteva aver fatto per meritare una fine del genere; cerano le vacanze estive e non avevo modo di parlarne a scuola, cos cominciai a leggere i quotidiani, per saperne di pi. E ancora oggi non ne so abbastanza.

Poi musica e immagini sono inviti a completare la lettura o la scrittura: nelle sezioni jukebox e video vengono radunate suggestioni che parte integrante di quel periodo storico lo sono.

E in coda una segnalazione ulteriore al secondo volume della “trilogia sporca d’Italia” di Simone Sarasso: Settanta che segue Confine di stato.

“Governare con la paura”: quel film non s’ha da proiettare

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Ancora a proposito di Governare con la paura. Prove tecniche di colpo di Stato, un nuovo divieto si aggiunge ad altri recenti. Stavolta lo scenario romano e il fattaccio non riguarda le abitudini da slow food dei milanesi e nemmeno la programmazione di una pay tv, ma ha comunque toni che meritano di essere raccontati. Lo fa Beppe Cremagnani, uno degli autori – insieme a Enrico Deaglio e Mario Portanova – del cofanetto appena uscito per Melampo Editore con il documentario G8/2001 – Fare un golpe e farla franca, che scrive:

Forse sapete gi quello che successo a Roma in occasione della proiezione del nuovo film inchiesta “Governare con la paura”. Era prevista una serata al cinema Nuova L’Aquila. L’iniziativa, organizzata dal Pd romano, prevedeva la presenza della direttrice de “L’Unit” Concita De Gregorio e di Massimo D’Alema, oltre a quella di Enrico Deaglio e mia. Qualche ora prima della proiezione il Comune di Roma ha avvisato il gestore della sala che la “manifestazione” veniva sospesa.

Il divieto aveva avuto un precedente in mattinata quando un consigliere del Pdl, Giorgio La Porta, aveva presentato una mozione sostenendo che la proiezione era inopportuna perch “il regista del suddetto film stato oggetto di una denuncia per aver documentato un tentativo di brogli elettorali e tale tesi stata totalmente smontata dal Ministero dell’Interno”. La censura si messa in moto subito.

Di fronte alle proteste del Pd, di altre organizzazioni politiche e di molti cittadini, Alemanno ha provato a fare marcia indietro dicendo che il divieto era frutto di un errore dei funzionari. Comunque il Comune non ritornato sulla sua decisione e la proiezione stata annullata. Lascio a voi il giudizio di quale clima si respiri nel nostro paese alla vigilia del 25 aprile.

A Roma stata vietata la proiezione di un documentario che critica il governo, mentre stata promossa in pompa magna e con grande dispendio di denaro pubblico la ricorrenza del “Natale di Roma”, festa cara al fascismo, che ai tempi del duce aveva sostituito il primo maggio. Non ho parole.

G8/2001: in download il documentario sui fatti della Diaz

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Il documentario G8/2001. Fare un golpe e farla franca realizzato da Mario Portanova, Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio (questi ultimi insieme avevano gi firmato Quando c’era Silvio) sull’irruzione del 21 luglio 2001, disponibile anche in download da qualche giorno su FilmIsNow.it a 4,90 euro. Prodotto dalla Luben Production e gi in distribuzione su DVD dalla met dello scorso dicembre con L’Unit, il film, che dura sessantadue minuti, direi che merita il suo prezzo (peraltro si specifica che il file, in formato avi, esente da DRM). Intanto, per accertarsene personalmente, si pu vedere l’anteprima pubblicata su Repubblica.tv e su YouTube nei giorni precedenti al lancio del film (il trailer disponibile anche qui). Inoltre perch viene mantenuto quanto raccontato nella presentazione:

Per la prima volta, in questo film parlano le persone che ebbero responsabilit istituzionale negli eventi e la “catena di comando” incomincia a essere ricostruita. Il clima dell’epoca, le responsabilit di governo, il vuoto e gli alibi che si crearono i responsabili stessi, il ruolo che svolse il vicepresidente del Consiglio Fini, unico membro del governo ad essere operativo sul posto. Quello che seppe l’opposizione politica, i tentativi falliti di mediazione. Le testimonianze dei giornalisti e i filmati della Rai che impedirono il silenzio. la ricostruzione pi completa dei fatti di Genova, ottenuta attraverso i risultati dell’inchiesta giudiziaria, del lavoro giornalistico della redazione e di interviste esclusive. Gli avvenimenti e i retroscena di quei giorni vengono rivisti sotto una nuova luce e questo ci aiuta a capire che Genova non fu un episodio isolato, un’esplosione di violenza poliziesca casuale, ma che profondamente in relazione con ci che sta accadendo nell’Italia di oggi.