Talking pictures: images and messages rescued from the past è un libro di Ransom Riggs
(Via BoingBoing)
Talking pictures: images and messages rescued from the past è un libro di Ransom Riggs
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Foto scattata da Andrew Biraj della Reuters a Dhaka, in Bangladesh, il 9 ottobre 2012.
(Via Neatorama)
Bologna, dal 2 al 14 ottobre. Città e date corrispondono al Terra di Tutti Film Festival – Documentari e cinema sociale del sud del mondo, giunto alla sesta edizione e che si terrà in diversi luoghi del capoluogo emiliano. Di che si tratta?
Mostre fotografiche, incontri, approfondimenti sugli aspetti sconosciuti delle cronache del sud del mondo coinvolgono librerie e spazi culturali cittadini. Martedì 9 ottobre al Tpo (via Casarini 17) sarà una serata “Cinemigrante”, con i video provenienti dal festival spagnolo di Santander. Mercoledì 10 ottobre, all’Università di Bologna, appuntamento con il giornalista esperto di migrazioni Gabriele Del Grande, che presenzierà all’anteprima di uno dei corti che compongono La vita che non Cie, il documentario in cui Alexandra D’Onofrio ribalta l’estetica della frontiera offrendo il punto di vista di tre personaggi che subiscono gli effetti della migrazione.
Dall’11 ottobre la rassegna entra nel vivo al cinema Lumière con quattro giorni di proiezioni gratuite: in programma film e documentari provenienti da tutto il mondo, con sessioni di proiezione dedicate a Bosnia, Palestina, migrazioni e nuove povertà, lotte per i diritti e accesso alle risorse, tutela della biodiversità. Si inizia con la sessione “Fortezza Europa”: arriva dal festival di Venezia Mare Chiuso, il documentario in cui Andrea Segre e Stefano Liberti hanno raccolto i tragici racconti degli africani giunti sui barconi fin nel canale di Sicilia e qui respinti dall’Italia verso la Libia. A seguire, l’anteprima assoluta della versione integrale di La vita che non Cie.
A un anno dalla morte di Vittorio Arrigoni, attivista umanitario ucciso nella striscia di Gaza, arriva a Bologna Vik Utopia, il documentario in cui Anna Maria Selini ha seguito il processo per omicidio a carico di un gruppo di estremisti islamici: la pellicola sarà proiettata il 12 ottobre presso il dipartimento di Discipline della Comunicazione (via Azzo Gardino 23 – aula A) e al cinema Lumière, nell’ambito di una sessione dedicata alla Palestina.
Altre informazioni su foto e video si trovano qui.
L’ultimo bacio di moderni Bonnie e Clyde. La foto l’ha scattata Mo Gelber, 42 anni, ed è finita su Project Imaginat10n di Canon. Un ampio resoconto sull’immagine e sulla sua storia lo fornisce l’edizione di New York del Daily News.
Immagini dalla guerra civile irlandese, combattuta tra il giugno 1922 e il maggio 1923. Le ha messe a disposizione su Flickr la National Library of Ireland suddividendole in diverse gallerie e collezioni.
Una spada nella roccia italiana. È nell’eremo di Montesiepi antecedente all’abbazia di San Galgano, a Chiusdino, in provincia di Siena.
Dal golfo della Sirte, gli scontri in Libia nello scatto di Fabio Bucciarelli. Su Verve Photo – The new breed of documentary photographers.
Reportage da Chernobyl & Pripyat, la città fantasma al confine dell’Ucraina con la Bielorussia nata come centro per operai e abbandonata dopo il disastro nucleare del 26 aprile 1986. Le immagini sono di James Charlick.
Quando non esistevano droni né altre tecniche per fare fotografie aeree, si usavano i piccioni. La storia, che risale a inizio Novecento, la racconta Twisted Sifter. Di pigeon photography se ne parla anche in una voce di Wikipedia.
(Via BoingBoing)