“Blocco 52 – Una storia scomparsa, una citt perduta”: e Lou Palanca racconta Luigi Silipo, il sindacalista ucciso nel 1965 a Catanzaro

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Blocco 52Di Fabio Cuzzola si gi parlato pi volte da queste parti, soprattutto per il suo Cinque anarchici del Sud. Adesso si torna a farlo incontrandolo coinvolto nelle sorti di Lou Palanca, nome del collettivo di scrittura ispirato alla New Italian Epic concepita da Wu Ming. E qui dentro racconta la storia intitolata Blocco 52 – Una storia scomparsa, una citt perduta (Rubbettino):

La sera del primo aprile 1965, fra i vicoli del centro storico di Catanzaro, viene ucciso Luigi Silipo, sindacalista dei braccianti ed esponente di rilievo del Partico comunista italiano. Dopo una prima ondata di partecipazione e interesse, l’accaduto viene progressivamente dimenticato, sepolto fra oblii e reticenze, fino a scomparire dalla memoria collettiva. Ci pensa l’opera di Lou Palanca con “Blocco 52. Una storia scomparsa. Una citt perduta” a ripescare quei fatti e a puntare l’attenzione su una vicenda rispetto alla quale non c’ nessuna verit giudiziaria accertata: si trattato di un omicidio politico, passionale o mafioso?

Da quell’evento dimenticato prendono vita altre storie che dal capoluogo calabrese arrivano fino a Praga, oscillando tra le passioni del “secolo breve” e il disincanto dei nostri giorni. Una narrazione a pi voci racconta queste vicende fra il richiamo al sogno interrotto di una societ pi giusta e il mistero di un caso irrisolto.

Per leggere qualcosa di pi della storia si veda qui mentre un’estesa intervista stata pubblicata su Catanzaro Informa.

“Cinque anarchici del Sud”: il libro di Fabio Cuzzola diventa copyleft ed scaricabile dalla Rete in versione integrale

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Cinque anarchici del SudTempo addietro si parlato degli anarchici della Baracca e del libro che racconta la loro storia, Cinque anarchici del Sud, scritto da Fabio Cuzzola e pubblicato nel 2001 da Citt del Sole Edizioni. Da qualche giorno, trascorso tanto tempo dall’uscita in libreria, in volume passa a una modalit copyleft e diventa liberamente scaricabile in formato pdf (204MB), cliccando qui. Dalla prefazione si introduce quanto segue:

Quella maledetta notte del 26 settembre ha segnato, distrutto, violentato tante famiglie, ha spezzato legami forti, amicizie sanguigne, ha cancellato le speranze e i sogni di cinque giovani del sud. Del Profondo Sud. I meridionalisti d’inizio secolo scrivevano polemicamente che l’Italia si divideva in nordici e sudici, e forse non sbagliavano. Se una strage, perch di strage si trattato, di queste dimensioni si fosse registrata in altra parte dell’Italia che conta ci sarebbero state inchieste, dossier e quant’altro perch tutti i dati, immediatamente disponibili, sul cosiddetto “incidente” non convincevano. Ed invece niente. Il silenzio sceso come una fossa comune dove sono state sepolte e cancellate le storie, i documenti e i terribili segreti che questi giovani portavano con s.

Ci sono voluti 25 anni perch un magistrato, il giudice Guido Salvini del tribunale di Milano, riaprisse il dossier relativo al deragliamento del treno a Gioia Tauro il 22 luglio del 1970. Anche in questo caso si parl subito di incidente, ma qualche anno dopo si scopr che si trattava di un attentato, senza per altro che emergessero colpevoli e mandanti. Era proprio quello che avevano scoperto questi giovani anarchici e avevano raccolto in un dossier che stavano portando a Roma. Ci son voluti dei pentiti fascisti e mafiosi che parlassero di tutto questo perch, per un attimo, ritornasse l’attenzione su quella notte maledetta quando, in un’ora incerta, improbabile, tra la fine dell’ora legale e l’inizio dell’ora solare, un camion di frutta (probabilmente con l’ausilio di un’altra macchina) spargesse sull’asfalto il sangue innocente di chi credeva veramente nella libert e nella giustizia.

I post che hanno preceduto questo sullo stesso libro sono La storia di cinque anarchici del sud e I cinque anarchici della Baracca: la memoria a quarantanni dallautotreno che li uccise.

“Fuori dalle barricate”: la rivolta di Reggio Calabria 40 anni dopo con immagini inedite

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Fuori dalle barricate - Fotoracconto della rivolta di ReggioUn altro libro (stavolta uscito poco tempo fa) da segnalare. Si intitola Fuori dalle barricate – Fotoracconto della rivolta di Reggio, stato pubblicato da Citt del Sole Edizioni – di cui s’ gi avuto modo di parlare in passato – ed stato curato da Fabio Cuzzola e Valentina Confido:

Fuori dalle barricate, foto racconto, con scatti inediti, della rivolta di Reggio Calabria nel suo quarantesimo anniversario. Storie e immagini di una citt in lotta, otto mesi di scontri, barricate, incendi e attentati al tritolo in una citt che era si vista soffiare da Catanzaro il titolo di capoluogo regionale ed aveva deciso, per protesta, di sfidare lo Stato che laveva penalizzata e mortificata ancora una volta, una guerriglia urbana senza precedenti che ha tenuto a lungo lItalia col fiato sospeso.

Una recensione stata pubblicata su Strill.it mentre per una ricostruzione dei fatti di quarant’anni fa si pu andare ai i giorni della rabbia.

I cinque anarchici della Baracca: la memoria a quarant’anni dall’autotreno che li uccise

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Cinque anarchici del SudLa storia degli anarchici della Baracca – morti non lontano da Roma il 26 settembre 1970 in uno scontro stradale con un camion su cui viaggiavano i fratelli Aniello, in rapporti di lavoro con Junio Valerio Borghese – era stata raccontata qui, recensendo il libro Cinque anarchici del Sud. Una storia negata, scritto da Fabio Cuzzola e pubblicato nel 2001 da Citt del Sole Edizioni. E il prossimo 26 settembre, a quarant’anni da quell’impatto, ci sar a Frosisone (Cantina Mediterraneo, via A. Fabi), una manifestazione per ricordare:

Il 26 settembre 1970 cinque anarchici calabresi morivano in un incidente stradale sull’autostrada del sole, tra Napoli e Roma, all’altezza di Ferentino. Andavano a Roma per consegnare un dossier di controinformazione alla redazione del settimanale anarchico Umanit Nova. L’incidente dest molti interrogativi gi all’epoca data la stranezza della dinamica, la sparizione dei documenti trasportati dai compagni e tantissime altre incongruenze e coincidenze. Nel corso degli anni i dubbi si sono rafforzati: periodicamente qualche pentito e qualche dossier trovato negli archivi dei servizi segreti confermano i sospetti sul fatto che si sia trattato di una strage mascherata da incidente stradale.

Quarant’anni e ancora torniamo a ricordare questa storia che si sempre tentato di far dimenticare. nostra intenzione denunciare pubblicamente l’omicidio dei compagni e ricostruire la loro vicenda, indissolubilmente legata agli avvenimenti dei quali furono testimoni e protagonisti: dal 1969 con gli attentati culminati con Piazza Fontana, inizio della stagione delle stragi, alla rivolta di Reggio Calabria. Il 26 settembre 2010 a Frosinone cercheremo di raccontare la storia di Angelo, Annelise, Franco, Gianni e Luigi e di un viaggio mai terminato in cui avevano riposto aspettative e speranze.

Si inizier alle 17 con la proiezione di un documentario sulla strage di Gioia Tauro e nel dibattito a seguire interverranno, tra gli altri, Tonino Perna e Antonella Scordo (familiari dei ragazzi assassinati), Roberto Gargamelli (uno degli anarchici accusati ingiustamente della strage di piazza Fontana) insieme agli autori Franco Schirone (La giovent anarchica) e Fabio Cuzzola. Per maggiori informazioni: fairoma[at]federazioneanarchica[dot]org.

La storia di cinque anarchici del sud

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Cinque anarchici del SudQuella dei cinque anarchici della Baracca oggi una storia forse quasi dimenticata. Se ne accenna qua e l quando si parla della stagione delle stragi e non si pu fare a meno di parlarne in coda ai moti di Reggio Calabria, quando tra il 1970 e il 1971 la citt esplose contro la decisione di fare di Catanzaro il capoluogo di regione. L’epilogo della vicenda di quei giovani anarchici si consum il 26 settembre 1970: Nixon era in visita a Roma, si annunciavano manifestazioni di protesta e i cinque ragazzi stavano viaggiando in automobile alla volta della capitale.

Ma non andavano ai cortei contro il presidente statunitense: in base a quanto dissero prima di partire, avevano con loro un dossier che dimostrava le responsabilit degli estremistri di destra e della criminalit organizzata nell’attentato al Treno del Sole Palermo-Torino avvenuto poche settimane prima, il 22 luglio, che fece sei vittime e 54 feriti. Ma gli anarchici della Baracca a Roma non ci arrivarono: mancavano pochi minuti alle undici e mezza di sera che, a meno di sessanta chilometri dalla meta, la Mini Morris su cui erano venne coinvolta in un incidente. In tre morirono sul colpo, un quarto passeggero non sopravvisse nemmeno il tempo di arrivare al pronto soccorso mentre l’agonia dell’unica ragazza presente dur ventun giorni.

Il libro Cinque anarchici del Sud. Una storia negata di Fabio Cuzzola ricostruisce la storia di questi giovani, che si chiamavano Gianni Aric, Angelo Casile, Franco Scordo, Luigi Lo Celso e Annalise Borth, e lo fa con una delicatezza e una passione tangibili in ciascuna delle pagine del libro. Parte da un’esigenza, questo lavoro, resa efficacemente nella prefazione da Tonino Perna, che l’ambiente dell’anarchismo di quegli anni lo conosce bene perch ne faceva parte:
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