Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
27 Apr 2010
John D’Agata racconta una realtà statunitense. Ma non è molto difficile estendere il concetto al di fuori di quel Paese e pensarlo altrove. Anche dietro l’angolo. Perché di questo si parla nel suo libro Una montagna – I nostri prossimi diecimila anni con le scorie nucleari (Isbn Edizioni):
Yucca Mountain è a 160 km da Las Vegas, la città dove si è appena trasferita la madre di John D’Agata. Da questo luogo simbolo dell’America comincia un’inchiesta spietata e poetica secondo lo stile del new-new journalism alla Foster Wallace, tra i paradossi della gestione dell’energia nucleare. Sostenuto da Reagan e Bush jr., frettolosamente accantonato da Obama, il progetto Yucca Mountain è la “grande opera” più folle mai concepita da un governo occidentale: trasportare via terra 77 mila tonnellate di scorie radioattive sparse negli Usa, e stivarle nel cuore di una montagna nel deserto del Nevada. Tempo dell’operazione: un secolo o giù di lì. A patto che si riesca a riempirlo senza incidenti, il deposito dovrebbe restare al sicuro da infiltrazioni e sconvolgimenti tellurici per 10mila anni. O forse 300mila, stando alle previsioni degli «esperti». Ma come dovrà essere scritto il cartello «pericolo di morte» perché venga compreso dai nipoti dei nostri pronipoti?
E a proposito di centrali di casa nostra, si dia un’occhiata al video di SkyTG24 Unita di crisi – Trino Vercellese (grazie a BestKevin per la segnalazione) e a quanto si scriveva poco tempo fa a proposito di Caorso.
(Via Booksblog)
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2 commenti per "“Una montagna – I nostri prossimi diecimila anni con le scorie nucleari”"
[...] Ancora a proposito di rifiuti, è online il trailer del documentario La selva di Chiaiano, il parco delle sorprese realizzato da Cecilia Anesi e Giulio Rubino: La Selva di Chiaiano è l’ultimo grande polmone verde della città di Napoli ed è parte integrante del Parco Metropolitano delle Colline. È caratteristica per la sua particolare conformazione geologica: contiene cinquantatré cave di tufo giallo napoletano, di cui una decina di grandi dimensioni, che sono oggetto dei progetti di riqualificazione ambientale voluti dall’Ente Parco [...]. Ma la Selva, come altri luoghi della Campania di simile conformazione, è stata sfruttata dalla camorra prima con attività estrattiva selvaggia e poi, come appurato dalla Sezione Aerea della Guardia di Finanza nel 2008, come ricettacolo di sversamenti illeciti. Come spiega Tommaso Sodano, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, quello delle cave è sempre stato uno dei business principali [...]: si scava e quando non si può più scavare si riempie. [...]
[...] http://www.ilpost.it Antonella Beccaria – Antonella.Beccaria.org Andrea Coccia – Booksblog.it Laura Piccinini intervista John D’Agata – D di Repubblica [...]
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