Via D’Amelio e altre storie: le indagini cambiano, i nomi sono spesso gli stessi

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Questo post era stato pubblicato tre anni fa, ma in un giorno come questo (per quanto il video sotto si riferisca a un precedente evento correlato a quello commemorato oggi) pu essere utile ricordare che le indagini si succedono le une alle altre, ma troppo spesso i nomi rimangono gli stessi. Come recenti vicende stanno dimostrando.

Strano rivedere oggi immagini simili, quando a prendere la parola non era ancora il presidente della Sicilia, ma uno dei tanti aspiranti notabili che stava iniziano la scalata alla Regione. Tot Cuffaro lamenta di essere stato fin da allora oggetto di un linciaggio mediatico da parte dei Michele Santoro e Maurizio Costanzo di turno. Ma dice poi a proposito degli attentati di Capaci e di via D’Amelio:

La vecchia Dc scompare nella fase cupa e dolorosa delle stragi che colpiscono la Sicilia per mano della mafia, nel 1992, lanno delle autobombe che stroncano la vita a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri innocenti. In meno di due mesi, vengono abbattuti brutalmente due baluardi della lotta alla mafia, la vera lotta combattuta in prima linea, non quella della finzione mediatica e demagogica.

Tuttavia ci che davvero pensava dei magistrati antimafia (compresi quelli che sarebbero finiti ammazzati di l a poco) lo scand chiaramente in tivv:

(Video via Sobborghi)

Corsera, 5 ottobre 1980: “Il fascino discreto del potere nascosto. Parla, per la prima volta, il signor P2”

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Intervista di Maurizio Costanzo a Licio Gelli

[L’intervista riportata sotto divenuta celebre: la realizz Maurizio Costanzo il 5 ottobre 1980, ai tempi in forza al Corriere della Sera, colloquiando con Licio Gelli, maestro di una famigerata loggia massonica, quella che ha segnato in modo quanto pi negativo possibile la storia di questo paese. Alla data in cui usc questo articolo – otto settimane dopo la strage alla stazione di Bologna – mancavano ancora cinque mesi alle perquisizioni a Castiglion Fibocchi e a Villa Wanda. Perquisizioni che portarono alla scoperta della lista degli iscritti, da cui si venne a sapere che intervistatore e intervistato erano “fratelli” di tessera. Da qui si pu scaricare la scansione della pagina originale (formato jpg, 2,7MB).]

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Il Corriere della Sera, domenica 5 ottobre 1980

Il fascino discreto del potere nascosto
Parla, per la prima volta, il signor P2
Licio Gelli, capo indiscusso della pi segreta e potente loggia massonica, ha accettato di sottoporsi a un’intervista esponendo anche il suo punto di vista. L’organizzazione: un Centro che accoglie e riunisce solo elementi dotati di intelligenza, cultura, saggezza e generosit per rendere migliore l’umanit. L’album di famiglia: da Giuseppe Balsamo (Cagliostro) a Giuseppe Garibaldi. Una repubblica presidenziale sull’esempio di De Gaulle. Una frase di Aldo Moro. S, ero all’insediamento di Carter per simpatia. In Italia otto servizi segreti: troppi. I politici: lavorano nell’interesse del paese oppure solo nell’interesse dei partiti?. L’economia e la moglie di Adenauer. Un consiglio al prossimo presidente del Consiglio: meno programmi, pi fatti.
di Maurizio Costanzo

Nella galleria dei personaggi inavvicinabili tra i pi inavvicinabili: si chiama Licio Gelli, ha sessant’anni, di Arezzo e non so cosa abbia scritto sulla carta d’identit alla voce professione: industriale? Diplomatico? Politico? In realt il suo nome compare spesso come il capo indiscusso di una segreta e potente loggia massonica, la P2, e rimbalza di continuo in questioni di non facile identificazione. Nel corso di questa intervista ha espresso, credo per la prima volta, opinioni, pareri, raccontato episodi. Ma non mi illudo: solo una delle sue facce, le altre sono celate in qualche parte del mondo.

Quattro anno fa io l’avevo invitata a una puntata di Bont loro. Declin l’invito. Per timidezza? Per mantenere mistero intorno alla sua persona?

Perch non ravvedevo nella mia persona requisiti tali per essere intervistato alla tv.

Come mai adesso ha accettato questo colloquio?

Per premiarla della costanza che ha avuto nell’inseguirmi per quattro anni. Cos, dopo questa intervista, spero per altri quattro anni di stare tranquillo.
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