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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per December, 2009

Storie nell'ombraDomenica prossima, 6 dicembre, si inizia con Storie nell’ombra. Viaggio negli enigmi bolognesi, la rassegna curata con Riccardo Marchesini in collaborazione con Giostrafilm. Un appuntamento al mese, fino a marzo, all’interno della stagione Sguardi del Teatro Biagi D’Antona di Castelmaggiore (via La Pira 54). Di seguito date e argomenti che verranno affrontati.

  • Domenica 6 dicembre 2009, ore 17 – 6 dicembre 1990: un aereo militare sulla scuola Salvemini. Dodici ragazzi di sedici anni tra le vittime e quattro gravi feriti, tre studenti e un insegnante. È il bilancio di uno dei più gravi incidenti provocati da mezzi militari a scapito della popolazione civile, insieme alla strage di Ustica del 27 giugno 1980 e del Cermis del 3 febbraio 1998: un aviogetto militare che si abbatte sulla succursale dell’istituto tecnico “Salvemini” durante un addestramento. A fronte di un evento così grave, seguirà un iter processuale deludente e l’umiliazione dei familiari delle vittime.
    Ospiti: Simona Lembi, assessore alla scuola del comune di Bologna ed ex studentessa dell’istituto Salvemini; Roberto Alutto, associazione parenti vittime Istituto Salvemini; Gianni Devani, ex assessore di Casalecchio di Reno e ai tempi vice-preside dell’istituto.
    Letture: Francesca Mazza
  • Domenica 24 gennaio 2010, ore 17 – Il caso Nigrisoli: la clinica della paura. La sera del 14 marzo 1963 Ombretta Caleffi, moglie di Carlo Nigrisoli, figlio del titolare di una nota casa di cura bolognese, viene trovata morta nel suo appartamento. E’ l’inizio del giallo del curaro, che dividerà in innocentisti e colpevolisti l’opinione pubblica bolognese, in modo analogo a quanto avvenuto alcuni decenni prima con il delitto Murri. Nel febbraio del 1965 Carlo Nigrisoli, che si è sempre proclamato innocente, verrà condannato all’ergastolo.
    Ospiti: Marilù Oliva, docente e scrittrice; Nathalie Dodd, operatrice culturale e scrittrice; Roberto Landi, avvocato della difesa di Carlo Nigrisoli.
    Letture: Elisa Rampon
  • Domenica 21 febbraio 2010, ore 17 – Da Mamma Ebe a Vanna Marchi: gli imbrogli dell’occulto. Maghi, fattucchieri, guaritori e santoni: le cronache hanno raccontato di frequente raggiri, tecniche di convincimento, leve esercitate su vittime fragili che spesso non hanno strumenti contro chi vuole sfruttare buona fede e una dose di credulità. I casi di Mamma Ebe, esploso nel 1984, e quello di Vanna Marchi, in attesa di giudizio definitivo, sono le due vicende che ci porteranno in un mondo dove imbrogli e fregature sono una minaccia costante.
    Ospiti: Cristiano Governa, giornalista e scrittore; Carmelo Pecora, scrittore ed ex poliziotto.
    Letture: Angela Malfitano
  • Domenica 28 marzo 2010, ore 17 – Paura a Bologna, storia di cinque rapimenti. Sempre più di frequente, negli anni Ottanta Bologna si fa teatro di crimini e violenze di varia matrice. La cittadinanza è sotto shock, si barrica nelle case, installa inferriate e sistemi d’allarme che non appaiono però sufficienti a fermare la ferocia senza scrupoli dell’anonima sequestri. Nel giro di pochi anni vengono messi a segno cinque rapimenti, con modalità ed esiti diversi: solo cinque giorni per il giovane Francesco Segafredo, “re del caffè”; oltre tre mesi per la bella e fragile Ludovica Rangoni Machiavelli, che si rivela ben presto un ostaggio “sbagliato”; 67 giorni e una ferita difficile da rimarginare per Patrizia Bauer; fino ai ben più tragici episodi, terminati con la morte, di Alessandro Fantazzini ed Eugenio Gazzotti. Cinque storie di paura raccontate dai protagonisti dell’epoca.
    Ospiti: Achille Melchionda, avvocato e scrittore; Vittorio Di Santo, investigatore privato ed ex appartenente all’Arma dei carabinieri

Mimmo Lombezzi racconta dalle “colonne” del blog Antefatto la storia di piccoli branchi [che] crescono:

Ieri sera mia figlia Giulia (21 anni) è andata a far due passi “in Colonne”, cioè alle Colonne di S. Lorenzo, nel pieno centro di Milano con un amico che conosco da anni. Si chiama “Ahmed” [1], è italo-marocchino, si mantiene agli studi lavorando ed è un ottimo disegnatore.

È l’una di notte, Giulia e Ahmed stanno per rientrare e nella piazza, quasi deserta, ci sono solo tre ragazzi (uno di colore) seduti su una panchina. Uno dei tre apostrofa Ahmed: “Ehi, quella lì è la tua ragazza?”. “No. È solo un’amica” risponde Ahmed che prosegue e raggiunge uno dei bagni chimici che si trovano sulla piazza. A quel punto il tizio si alza dalla panchina e tempesta di colpi la porta del bagno. Ahmed esce e gli chiede: “Che cazzo fai?”. Quello risponde: “Ho da spiegarti due cose” poi – seguendo una tecnica già collaudata in altre aggressioni, come quella tragica di Verona – gli chiede una sigaretta. Ahmed risponde che non ne ha. L’altro gli strappa quella che ha in mano, e visto che Ahmed non si scompone, gli da uno schiaffo.

Ahmed mantiene la calma e questo irrita i ragazzi. Giulia si interpone, cerca di trascinar via l’amico, dice ai ragazzi “siete matti?” e quelli rispondono: “vieni qui che ce n’è anche per te”. Giulia e Ahmed si allontanano e in Corso di Porta Ticinese, commentano ad alta voce quello che è accaduto: “Possibile” si chiede Ahmed “che uno venga schiaffeggiato solo perché è gay?”. Quattro adolescenti sdraiati su un prato gli urlano “ricchione!”. Ahmed risponde: “Cosa hai detto?” poi, nonostante la rabbia, decide di tornare a casa per non coinvolgere mia figlia in una rissa. Mi chiedo cosa sarebbe successo se Ahmed avesse accettato la provocazione.

Stamattina, davanti a un caffè, Giulia mi racconta un mondo che le sembra incredibile, che conosceva solo dai giornali o dai film, che non avrebbe mai immaginato di vedere dal vero. Milano diventerà come Roma? Anni di battute da telecaserma o da talk-shock hanno seminato il terreno: ciò che conta è trovare un “diverso” da pestare per passar la serata.

[1] Il nome è cambiato

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