Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
31 Oct
Viene da chiedersi se ci siano o ci facciano, quelli di Flux.it (ex Your Open Source, YOS) di cui si è già parlato qui e di passaggio qui. Più facile pensare alla seconda, leggendo in giro per esempio l’articolo Restyling e nuovi ‘programmi’ per Flux (Mtv) in cui trionfalmente si annuncia, tra l’altro, che «il sito Internet di Flux conta già 120 mila utenti unici, 20 mila abbonati e quasi 2 milioni di pagine viste, con un totale di 8 mila “upload” effettuati dagli stessi utenti».
Bene, allora avranno cambiato anche le politiche di copyright sul materiale degli altri, viene da pensare. Macché. Si ritorna dopo un po’ di tempo sul sito, più tornito a livello di contenuti, home page meglio organizzata e novità esportabili via RSS. Ma i termini di utilizzo? Solito link a pie’ di pagina su «Legal Note» che apre un popup e alla voce «2. Proprietà intellettuale» si viene informati di nuovo che tutto è di proprietà di MTV, compresi contenuti e opere degli utenti e ovviamente ne è vietata la riproduzione totale o parziale. E per apportarvi modifiche o per commercializzarli, l’utente deve chiedere il permesso dell’emittente televisiva. Verrebbe voglia di contare i “non”, “vietato” e derivati, “espressamente” e così via.
Va bene per gli utenti cercare di ritagliarsi uno spazio di visibilità e magari arrivare a guadagnarci un po’ con qualche passaggio televisivo, ma forse il dubbio che rode il team che sta dietro a Flux non dovrebbe limitarsi al rating dei contenuti. Altrimenti sembra di assistere alla brutta copia di un film di Roberto Benigni.
30 Oct
Nuovo arrivo in rete: il blog di Bernardo Parrella, osservatorio d’oltreoceano dedicato ad «annotazioni dal magma digitale». Si può ascoltare in audio l’anteprima del numero di novembre di Wired Magazine. Benvenuto, Bernardo.
Un paio di altre annotazioni. In primo luogo, sono state pubblicate in rete le copertine di Astounding – Analog Science Fiction Magazine a partire dal 1930 per arrivare al 2005. Finora ce n’era qualche altra, tipo questa, che copre un periodo però più ridotto (1939-1960).
Infine, per chi scrive, dal primo novembre può cimentarsi con la sfida lanciata da NaNoWriMo (National Novel Writing Month) per scrivere in trenta giorni (si parte il 1 novembre) una storia da 50 mila parole. Come fare? Lo si spiega in 10 passi.
29 Oct
Le otto del mattino sono un’ora maledetta, ma anche le cinque non scherzano: entrambe segnano un limite tra due momenti, uno dei quali è il lato oscuto del giorno che finisce e strappa l’immaginazione alla realtà. Delle cinque (e venti minuti, per la precisione), poi, si è già parlato più volte e un’altra ci sta tutta. Perché le Cronache di Bassavilla non si fermano (siamo all’infuocato file 77) e gli elementi si moltiplicano in un mosaico di gotica piemontesità con tentacoli per ogni dove.
27 Oct
Cento storie dell’orrore risalenti all’epoca d’oro del radiodramma. Sono disponibili in formato mp3 (e in lingua inglese) sul sito The Monster Club nella sezione The old time horror radio. Tra i radiodrammi, compaiono gli adattamenti di classici come “Il fantasma dell’opera”, “Il fantasma di Canterbury”, “Frankenstein”, “La stanza”. Non manca il problema del diritto d’autore, in merito al quale si legge a pie’ di pagina che:
We do not claim copyright to any of the shows on this site. It is believed that all shows are in the public domain. We will be happy to remove any recording from our site that is shown to violate a copyright.
Sempre in tema di storie nere, una segnalazione da Crime Library su «menti e metodi criminali»: la storia di case maledette che danno origine anche a fenomeni meno esoterici e più commerciali.
26 Oct
Un occhio (elettronico) contro i brogli elettorali. E non è quello del Grande Fratello o, meglio, è quello di un Grande Fratello formato elettore. Si tratta di VideoTheVote.org (qui un video di presentazione), che dice:
In 2000 and 2004, problems plagued the polls in different parts of the country: long lines, eligible voters turned away, voter intimidation, misallocation and malfunctioning of voting equipment. They were underreported on Election Day. Days and weeks later, a more complete picture of voter disenfranchisement emerged—but it was too late. The elections were over and the media had moved on. Starting this election, citizen journalists—people like you and I—will document problems as they occur. We’ll play them online, spread word through blogs and partner websites, doing our part to make sure the full story of our elections is told.
26 Oct
Una guida per i blogger che seguiranno le elezioni del prossimo 7 novembre. Dopo l’invito a seguirle via Google Earth, ora arriva dagli studenti del Center for Internet and Society dalla Stanford University Law School l’appello a sottoporre una serie di domande su aspetti legali e specialistici su cui concentrarsi. Lo scopo è quello di compilare una FAQ a uso di chi indosserà gli abiti del citizen journalist.
24 Oct
Il titolo è The Disney Trap – How Copyright Steals Our Stories (La trappola Disney, ovvero come il copyright ci frega le storie), è stato scritto da Monica Mazzitelli, la coordinatrice de iQuindici, e racconta di come ci sia qualcuno che tenta di blindare le storie. Il video è stato rilasciato con licenza Creative Commons e lo si può vedere su YouTube e su Google Video.
Si può inoltre scaricare (formato AVI, 88 MB) dal sito della Wu Ming Foundation. Infine, contemporaneamente alla pubblicazione dell’articolo Rassegne stampa in rete: quella libertà mai esistita di Valerio di Stefano, è partita l’iniziativa di Frontiere Digitali, Libera riproduzione degli articoli di attualità per riscrivere l’articolo 65 della legge sul diritto d’autore.
24 Oct
Certo che quando c’è di mezzo qualche elemento di oscura comprensione, la fantasia dei cronisti si scatena. È il caso di un articolo pubblicato un po’ di tempo fa dal Giornale di Sardegna e ripreso su web dal sito Villacidro.biz, Blitz contro i Bambini di Satana. I carabinieri: «Banda sgominata». Maddai, viene da pensare, ci risiamo? Pare proprio di sì perché quest’indagine non ha niente a che vedere con l’associazione bolognese che le sue infondate traversie giudiziarie se le è già vissute. In questo caso, più che di malagiustizia, come verificatosi recentemente anche a Chieti, però viene da pensare a pessimo giornalismo: di fronte a un’indagine per vandalismi, ci sarà chi ha pensato a satanisti e il sillogismo con satanisti noti è stato il passo successivo. Chissà se sarà consentito l’esercizio del diritto di rettifica?
23 Oct
Ve lo ricordate il caso di YOS (Your Open Source), l’iniziativa targata MTV con cui si voleva aprire alla “libertà” e invece si blindavano omnia secula i contenuti inviati dagli utenti? Ora che arriva invece la TV di Repubblica, l’impostazione è vagamente meno sfacciata, ma TuaTv, proprio per l’uso di quel tua, lascerebbe presumere un’isola felice per gli utenti che fanno video alla Google Video o alla YouTube (malgrado siano sempre meno felici a causa delle leggi sul diritto d’autore: si legga per esempio qui e qui). Ma andando a vedere i termini di accettazione del nuovo servizio del Gruppo Espresso, si legge che:
L’Utente cede e trasferisce indistintamente alla Società, in via definitiva ed a titolo gratuito, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al Materiale Trasmesso, per l’Italia e per tutti i paesi del mondo e con i termini massimi di protezione ivi previsti.
Altra cappellata dopo l’infelice battesimo di Kataweb News. Della questione TV Repubblica se ne legge anche sul blog mai.abbastanza.info.
23 Oct
Via Pino Scaccia, la presentazione del libro 20 anni in attesa di giustizia di Luigino Scricciolo.
La verità emerge grazie anche alla rete. Ecco una notizia che non ha nulla di trascendentale ma segna la fine di un lungo tunnel. Infatti, sta per uscire il mio Diario “Vent’anni in attesa di giustiazia”, pubblicato dalle Editrice Memori, nel quale ripercorro la mia vicenda umana e giudiziaria. Come Lei ricorderà all’inizio degli anni ’80 fui arrestato con accuse terribili (partecipazione esterna al terrorismo, tentativo di spionaggio, ecc.) mentre ricoprivo la carica di responsabile esteri della Uil. La mia esperienza politica, maturata prima nel Movimento poi in Democrazia Proletaria, era fondata sul ripudio della violenza, sulla solidarietà, sulla difesa dei diritti umani ovunque calpestati. Fui, tra l’altro, l’organizzatore politico del viaggio di Lech Walesa in Italia. Ma tutto ciò non fu sufficiente ad allontanare da me mandati di cattura, carcerazione ed istruttoria con il vecchio rito. La mia vicenda giudiziaria ebbe grande risalto nella stampa e non poteva essere diversamente per le accuse ed il ruolo svolto nel Sindacato. Naturalmente la mia detenzione (oltre due anni in isolamento) mi impediva di far sentire le mie ragioni e riequilibrare l’informazione. Poi dopo un altro anno agli arresti domiciliari, lentamente ed inesorabilmente il mio caso finì nell’oblìo. Quando dopo oltre 20 anni, la Procura di Roma chiuse la istruttoria, fui prosciolto da tutte le accuse. Il proscioglimento in istruttoria chiudeva il “caso Scricciolo” ma nessuno ne diede notizia. Ed era in qualche modo naturale. Questo mio Diario vuole essere occasione per ricordare la mia vicenda e la sua positiva conclusione. E per rivendicare quella verità che a lungo è stata negata.
22 Oct
Prendendo spunto da una recente ricerca sui sistemi radiotelevisi pubblici europei secondo cui il caso italiano, in base a regolamentazione, politica e indipendenza, rientra tra le worst practices, due parole su uno spettacolino andato in onda venerdì in tarda serata che sembra confermare la ricerca.
RaiDue, 23.30 circa: Maria Giovanna Maglie, Luca Telese e Gigi Moncalvo (che in passato aveva dato segno di gradire poco chi parla di lui), durante la puntata di Confronti, hanno messo in campo un tendenzioso dibattito a tre fuori fascia protetta. Pretesto della discussione è stata la contestazione a Gianpaolo Pansa durante la presentazione del suo ultimo libro a Reggio Emilia e la discussione è stata una raffica di sentenze contro la Costituzione fondata sul lavoro e sulla Resistenza, i «no-global» che viaggiano con auto che non si adattano al «proletariato attivo», alcuni partiti dell’attuale maggioranza che avranno mica istigato le agitazioni anti-Pansa?, Giorgio Bocca che alla sua età…, Santoro che si mette in mezzo a una lite tra Storace e Minniti, le prostitute che evadono le tasse, Dario Fo ospite di Serena Dandini biasimato perché non fa satira sulla sinistra al governo ma sulla chiesa, Vittorio Sgarbi che si erige a baluardo anti-fascista intascando il cachet della Pupa e il Secchione ma – furbetto – si fa sbattere fuori.
E via di questo tenore in una specie di predicozzo populista inneggiante ai celoduristi di Vicenza. Probabilmente ha ragione chi parla di Una destra alla Pinochet per toni e aggressività. Del resto qualcuno di loro non stimava profondamente statisti dalle ampie vedute?
21 Oct
Un articolo di Valerio di Stefano di Classici Stranieri sulla questione riforma del diritto d’autore recentemente proposta e poi stralciata. Ma con la possibilità che venga reintrodotta “blindandola”. Il resto è anche un’analisi della situazione attuale e di come la prassi abbia potuto più delle norme. Si legge infatti che:
Quella che veniva legittimamente vista come una scelta liberticida nella gestione della libertà di circolazione delle idee e delle informazioni era, in realtà, solo l’ennesimo giro di vite a un dispositivo di legge che liberticida lo era già per conto proprio [...]. La distanza abissale tra legge e consuetudine segna un solco talmente profondo da risultare ormai incolmabile, e gli emendamenti aggiunti a una legge finanziaria non rendono certo un servizio a nessuno. Di sicuro c’è che soltanto l’uso delle licenze libere permette, allo stato dei fatti, una circolazione delle notizie e delle idee capillare ed efficace. Sfuggendo sia dalle logiche dei grandi gruppi editoriali tradizionali, ma anche da quelle di un palazzo che non è più capace di affrontare le esigenze della comunicazione in rete.
Il testo completo di Rassegne stampa in rete: quella libertà mai esistita
20 Oct
Sono 22 milioni le foto licenziate sotto Creative Commons su Flickr. Un’analisi di questo fenomeno la traccia Mark Glaser, giornalista freelance, nell’articolo Creative Commons + Flickr = 22 Million Sharable Photos, in cui parla dell’esperienza del fotografo Kris Krug. Il quale punta molto sul portfolio messo a disposizione e sulla quantità di sue immagini riprese e a lui attribuite su altri siti e blog. Ma Glaser racconta anche dell’esperienza di JD Lasica, uno dei fondatori del progetto Ourmedia, che invece si concentra maggiormente sulle modalità di gestione «sartoriale» del diritto d’autore.
19 Oct
Aggiornamento del 7 giugno 2007: su Cryptomundo compare l’articolo Maine Mystery Beast Back? con recenti notizie che fanno pensare a nuovi animali del genere in giro per Wiscasset.
Un lupo mannaro si è recentemente aggirato per il Maine. Certo che lo staterello americano, location preferita da Stephen King e più estemporaneamente anche da altri scrittori piuttosto cupi come Dean Koontz, qualcosa di strano lo deve pur avere se determinate storie vengono ambientate tutte lì. E l’agosto scorso, gli abitanti della cittadina di Turner, provando qualche autentico brivido, avranno pensato che non erano pazzi quando sostenevano che un licantropo si aggirava da anni per le loro campagne.Corre il giorno 16, infatti, quando arriva la prova con una notizia riportata da FoxNews: Maine Mystery Beast Possibly Killed by Car. Un banale incidente stradale sulla Route 4 e il mostro che aveva sbranato nelle settimane precedenti un paio di cani di grossa taglia è passato a miglior vita. C’è poi chi è particolarmente ottimista e pensa che con quell’arrotamento sia stata levata di mezzo la strana bestia, «un ibrido di qualcosa», che nei precedenti quindici anni aveva terrorrizzato gli abitanti della contea di Androscoggin. Sul posto arriva anche il criptozoologo Loren Coleman per capire meglio il tipo di animale con cui si ha a che fare e viene pubblicato sul blog di CryptoMundo un reportage dello stesso Coleman (peraltro anche il Sun si mette a seguire l’argomento). (more…)
18 Oct
Mentre prosegue la raccolta delle firme per la petizione avviata da Peacelink contro la proposta di riforma del diritto d’autore recentemente avanzata, un altro provvedimento – anche qui al momento solo a livello di proposta – potrebbe insidiare la blogosfera e chi mette a disposizione contenuti video su web. L’allarme lo lancia il Times con l’articolo Amateur ‘video bloggers’ under threat from EU broadcast rules a proposito di una direttiva che, se passasse, potrebbe imporre licenze o concessioni a chiunque diffonda materiale audiovideo in rete. Il nodo sembra basarsi sull’estensione del concetto di broadcasting.