Testimoni di giustizia: “Gente ‘pericolosa’ da candidare alle elezioni, anche quelle europee. Ma pericolosa per chi?”

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Riscrive il testimone di giustizia di cui si era gi pubblicato un altro intervento. Ecco quali sono le sue considerazioni questa volta.

Orami i giochi sono fatti, le liste chiuse e allora viene da chiedersi qualcosa a proposito degli 81 testimoni di giustizia sotto protezione, uomini e donne che – a dire di uomini delle istituzioni, politici e societ civile – sono degli esempi, eroi, simboli di quell’Italia che vogliamo. E allora perch degli 81 testimoni di giustizia nessuno candidato alle elezioni europee?

Qualcuno potrebbe dire che non sono competenti, preparati o forse non sarebbero all’altezza. Quindi bisogna iniziare da un paio di paragoni: chi europarlamentare uscente e chi oggi in lista? Partiremo dalla rettitudine morale, credendo che i testimoni di giustisia siano testimonial di tale virt. Continuiamo con quel grande senso di dovere e attaccamento alle istituzioni. Bene, chi pu dire il contrario per i testimoni di giustizia?

Segue poi quel senso di sacrificio e di sopportazione che parte di ogni testimone di giustizia, quell’intrinseca voglia di verit, di legalit che parte integrante del loro essere. Dunque, ora il paragone fatelo voi uomini e donne della societ civile. E se la domanda viene posta a qualcuno, la risposta che giunge sempre la stessa: quegli esempi tanto osannati, tanto citati, vanno tirati fuori al momento opportuno un po’ come un coniglio dal cilindro.
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La lettera di un testimone di giustizia: “Noi, considerati rompicoglioni, siamo latitanti senza aver compiuto reati”

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Ricevo questa lettera da un testimone di giustizia sotto programma di protezione che preferisce rimanere anonimo e che vuole raccontare la sua esperienza. Ecco cosa scrive.

Quasi come un film gi visto e rivisto, la storia di un testimone di giustizia si ripete, cambia solo l'”attore”, cio il testimone. Il resto resta immutato. Immutato nella sua complessit, nella sua burocrazia e nell’indifferenza, fatta di uomini delle istituzioni, che per grazia di Dio non sono tutti uguali. Ma dopo 20 lunghi anni cosa cambiato? Nulla! Se non il numero dei testimoni, sempre pochi, in uno Stato fatto da 60 milioni di cittadini. Rimane quel sentirsi un peso, un rompicoglioni, un rifugiato, a volte un latitante, senza pi diritti, cancellato e invisibile al resto del Paese.

Tristemente a oggi tutto ci persiste ancora, forse con qualche sorriso in pi da parte di chi governa, ma il trattamento riservato uguale a 20 anni fa. Certo, di migliorie ne sono state fatte, ma ci che minimamente non cambiato la mancanza di rispetto umano nei confronti di chi da uomo e cittadino onesto ha deciso di fare il proprio dovere, quello di denunciare. E allora quel film drammatico si ripete e quasi come un copione perfetto nell’essere messo in scena.
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