La lettera di un testimone di giustizia: “Noi, considerati rompicoglioni, siamo latitanti senza aver compiuto reati”

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Ricevo questa lettera da un testimone di giustizia sotto programma di protezione che preferisce rimanere anonimo e che vuole raccontare la sua esperienza. Ecco cosa scrive.

Quasi come un film gi visto e rivisto, la storia di un testimone di giustizia si ripete, cambia solo l'”attore”, cio il testimone. Il resto resta immutato. Immutato nella sua complessit, nella sua burocrazia e nell’indifferenza, fatta di uomini delle istituzioni, che per grazia di Dio non sono tutti uguali. Ma dopo 20 lunghi anni cosa cambiato? Nulla! Se non il numero dei testimoni, sempre pochi, in uno Stato fatto da 60 milioni di cittadini. Rimane quel sentirsi un peso, un rompicoglioni, un rifugiato, a volte un latitante, senza pi diritti, cancellato e invisibile al resto del Paese.

Tristemente a oggi tutto ci persiste ancora, forse con qualche sorriso in pi da parte di chi governa, ma il trattamento riservato uguale a 20 anni fa. Certo, di migliorie ne sono state fatte, ma ci che minimamente non cambiato la mancanza di rispetto umano nei confronti di chi da uomo e cittadino onesto ha deciso di fare il proprio dovere, quello di denunciare. E allora quel film drammatico si ripete e quasi come un copione perfetto nell’essere messo in scena.
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Freedom of the Press Foundation e il progetto per la protezione delle comunicazioni dei giornalisti a un passo dall’essere finanziato

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Sono quelli delle trascrizioni delle udienze del processo a Bradley Manning. E gli attivisti della Freedom of the Press Foundation, con il progetto per la protezione delle comunicazioni digitali dei giornalisti, meritano di essere sostenuti.