“Tutto vero: ti querelo!”: Cinquegrani torna sui revolver giudiziari puntati contro i giornalisti

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Forbidden - Foto di Carsten UllrichAncora dal mensile La voce delle voci di gennaio un articolo di Andrea Cinquegrani, codirettore del giornale insieme a Rita Pennarola, che scrive un pezzo intitolato Tutto vero: ti querelo!:

C’ la guerra preventiva, stile Usa. C’ la galera preventiva, come invoca oggi Gasparri per chi protesta contro la legge Gelmini. Ci sono le citazioni milionarie per mettere il bavaglio a quel poco di stampa libera che resta sul campo (sempre pi martoriata…). L’abbiamo gi scritto e ri-scritto, denunciato e ri-denunciato: le citazioni civili sono un revolver puntato contro chi osa documentare gli affari dei Palazzi e dei loro Potenti Inquilini. Senza se e senza ma. Non esiste paese al mondo in cui le Ferrovie ti sparano addosso – come successo a Milena Gabanelli e al suo Report, oppure a Claudio Gatti, autore del libro denuncia sulle Fs Fuori Orario – una citazione per danni da milioni di euro, per fare un solo esempio.

Cos fece esattamente vent’anni fa, l’allora potente zar del Bilancio, Paolo Cirino Pomicino, con noi della Voce, che avevamo scritto e pubblicato il libro O ministro: ci chiese, allora, 11 miliardi di vecchie lire, ovviamente da devolvere in opere di bene. Mentre siamo al centosettantesimo posto o gi di l per tasso di sviluppo, superati anche da Haiti, siamo al primo, in assoluto, su questo fronte: negli altri paesi europei – pochi lo sanno – un simile sistema intimidatorio non esiste, in Spagna e in Francia, due soli casi, previsto un tetto (tipo 20-30 mila euro), a maggior ragione valido per le testate minori, altrimenti facilissimo bersaglio del Ras di turno che a costo zero (tanto per loro, gli Inquilini dei Palazzi, le spese legali sono un optional) ti spara bordate mortali.

Il tutto, senza freni, senza regole, senza pagarne minime conseguenze (quando poi dopo anni verr fatta giustizia in aula). Non sarebbe il caso – per dirne una con Gabanelli – di depositare in via cauzionale un tot, mettiamo il 10 per cento presso il tribunale, su un conto infruttifero, come cauzione: ti chiedo 1 milione di euro per danni, deposito 100 mila euro come cauzione. Almeno si darebbero una regolata o ci penserebbero un attimo prima di imbracciare la lupara.

Fra le novit di stagione, comunque, ci sono anche le citazioni “autogol”, in cui vieni accusato per aver scritto cose assolutamente veritiere, come ammette il “presunto” diffamato persino nell’atto giudiziario che ti viene notificato. Non contento, cita l’autore dell’articolo, il direttore responsabile e anche il condirettore. Non gli basta, perch la pancia non piena: confeziona il tutto in un pacchetto-regalo e sporge anche un querela, passando cos sul piano penale, tanto per dimostrare d’aver un pizzico di coraggio (si sa, nel penale esiste un pm, possibile introdurre testi etc.). Succede a noi della Voce, bersaglio privilegiato per Potenti di prima e seconda repubblica, camorristi, faccendieri e compagnia cantando.

Per continuare a leggere si clicchi qui. E a proposito di ci che non si pu scrivere – e nemmeno citare – si dia un’occhiata a questo post pubblicato sul blog della casa editrice Chiarelettere.

L’olio nero di Sarroch: tra documentari censurati e il racconto del reale

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Le rane di Alessandro Gilioli piovono su chi denuncia Oil, il documentario di Massimiliano Mazzotta girato in Sardegna tra la fine del 2007 e il 2008:

Lintervista di Piovono Rane a Massimiliano Mazzotta, regista del documovie Oil sugli impianti petroliferi dei Moratti a Sarroch, in Sardegna. Nel film si parla anche, in modo assai critico, dei subappalti e delle condizioni di sicurezza degli operai. I Moratti hanno fatto azione legale per chiedere il sequestro del documentario. Oggi a Sarroch sono morti asfissiati tre operai.

Per saperne di pi: Censure italiane: il caso Moratti-Oil e il blog censurato.