Un corpo che non può cambiare

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Black and White di Thaniel LeeDal sito del fotografo Thaniel Lee, a proposito di Black and White:

In this world of plastic surgery shows, model search television programs, fake talent shows, and unreal reality TV. I attempt to show a body that cannot change, a body that no amount of plastic surgery will turn into a super model, a body that is not seen in pop culture magazines or MTV […]. I have chosen to document the body as seen through the lens of the camera; the body in which I chose to document is my own. I was born with a condition called Arthrogryposis; this condition has left me with limited use of my arms, legs and fingers. Eleven operations have left me with many interesting scars and stories. Starting in 2000, I began to document my body and the many different shapes contained within. I hope that my work makes people look at their own bodies, and question the existing concepts of beauty that fill our current body obsessed culture.

Belgrado: ucciso il giornalista che indagava sui crimini di guerra

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Dejan AnastasijevicMentre arrivano le prime notizie sulla nuova Columbine, c’è una notizia che è passata quasi completamente sotto silenzio in Italia, con l’eccezione di Osservatorio Balcani: l’omicidio del giornalista di Belgrado Dejan Anastasijevic, collaboratore del settimanale politico Vreme e del Time. BoingBoing pubblica oggi un articolo scritto da Jasmina Tesanovic, che riprende quanto uscito sul sito della storica emittente B92. E in particolare fa notare l’attivista serba che il giornalista assassinato da un’autobomba insieme alla moglie e alla figlia non è stato un obiettivo a caso:

Dejan […] was among the witnesses at the Hague International War Crime Tribunal against Slobodan Milosevic. As a journalist, his main line of inquiry was the connection between war crimes committed by Serbian military and police all over former Yugoslavia in the nineties. A painful issue. Recently the International War Crime Tribunal in Hague held that the regime of Slobodan Milosevic cannot be directly linked to the mass graves in Kosovo and the genocide in Srebrenica. Therefore the Serbian state is not formally guilty of genocide — although genocide took place.

Casalecchio: si parla di media, cittadinanza e Omissis

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Due appuntamenti interessanti alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno nell’ambito di Casalecchio delle Culture:

Anniversari dinamitardi e ombre grottesche

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L'identikit di Unabomber che disegnò Jeanne BoylanUndici anni fa veniva arrestato Theodore Kaczynski, più noto come Unabomber, ricorda Wired. E a chi ha seguito la vicenda, può interessare che su YouTube è stata di recente caricata – e suddivisa in tre parti – la puntata di Unsolved Mysteries (più datata cugina americana di Blu Notte di Carlo Lucarelli) dedicata ai punti di connessione con l’indagine su Zodiac.

Intanto nuovo capitolo nella vicenda di Pietro Gugliotta, l’unico dei banditi della Uno bianca non condannato all’ergastolo perché non uccise, anche se rapinò e se ne stette zitto sulle attività dei complici una volta che abbandonò il crimine. Aveva chiesto di uscire per fare volontariato, manco per idea – aveva risposto la procura di Bologna – perché l’uomo sarebbe stato in collegamento con la criminalità organizzata, secondo la divisione anticrimine.

Ora il rischio è che, per quello che sembra avere le sembianze di un errore, l’ex poliziotto potrebbe uscire in attesa che il tribunale di sorveglianza si pronunci sul ricorso della procura. Secondo l’avvocato Mannino, che lo difende, il termine per farlo era di dieci giorni e aspettando il 17 aprile, quando ci sarà l’udienza, il suo assistito avrebbe diritto a vedersi accolta la richiesta. Mentre la direzione del carcere della Dozza sta verificando il caso e probabilmente si dovrà andare a scartabellare nelle sentenze della Cassazione per scoprire eventuali precedenti, la situazione sa di grottesco.

Soprattutto se si tiene conto che, tra i fatti più recenti sulla vicenda della Uno bianca, oltre alla prescrizione a favore dei supertestimoni che giurarono il falso depistando le indagini, chi scontò carcere preventivo e si vide condannato al posto dei Savi e dei loro complici, qualche settimana fa si è trovato di fronte il rifiuto al risarcimento per l’ingiusta detenzione. Complessivamente si parla di quasi 350 anni di galera.

Pinker: una storia di violenza

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L'immagine è tratta dal fumetto 'A History of Violence' di John Wagner e Vince LockeSteven Pinker, docente al dipartimento di psicologia all’università di Harvard, intervenendo alla TED Conference, ha presentato la sua History of Violence. In cui presenta – a dispetto della percezione che si ha quotidianamente attraverso i media – una teoria in controtendenza:

In the decade of Darfur and Iraq, and shortly after the century of Stalin, Hitler, and Mao, the claim that violence has been diminishing may seem somewhere between hallucinatory and obscene. Yet recent studies that seek to quantify the historical ebb and flow of violence point to exactly that conclusion.

Partendo con lo sfatare quanto sostenuto in passato, e cioè che la natura umana tenderebbe alla pace e che verrebbe corrotta dall’ambiente circostante e dalle istituzioni, sostiene invece che quelle stesse istituzioni hanno contribuito a ridurre la dose di violenza che pervade la società. A sostegno della sua tesi, dice per esempio:

The criminologist Manuel Eisner has assembled hundreds of homicide estimates from Western European localities that kept records at some point between 1200 and the mid-1990s. In every country he analyzed, murder rates declined steeply—for example, from 24 homicides per 100,000 Englishmen in the fourteenth century to 0.6 per 100,000 by the early 1960s […].

According to the Human Security Brief 2006, the number of battle deaths in interstate wars has declined from more than 65,000 per year in the 1950s to less than 2,000 per year in this decade. In Western Europe and the Americas, the second half of the century saw a steep decline in the number of wars, military coups, and deadly ethnic riots.

Però – aggiunge Pinker – questa tendenza non deve portare all’autocompiacimento perché:

the phenomenon does force us to rethink our understanding of violence […]. With the knowledge that something has driven it dramatically down, we can also treat it as a matter of cause and effect. Instead of asking, “Why is there war?” we might ask, “Why is there peace?” From the likelihood that states will commit genocide to the way that people treat cats, we must have been doing something right. And it would be nice to know what, exactly, it is.

Crimespace: social network per appassionati di misteri

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CrimespaceIl noir, la nera, il giallo e la letteratura di genere si stanno conquistando sempre di più i propri spazi in rete dimostrando di essere un ambito trainante, un po’ come avviene nell’editoria tradizionale. Nel reportage che Angolo Nero pubblica su A qualcuno piace giallo, rassegna-omaggio a Sherlock Holmes organizzata dall’assessorato alle attività e beni culturali della provincia di Brescia, si dà notizia anche della nascita di Crimespace:

A place for readers and writers of crime fiction to schmooze, booze and draw up plans for the heist to end all heists. Find new authors to delve into and discuss the latest in crime fiction. Share photos, videos and make some friends. Pull up a chair at the bar and share your poison.

L’idea è venuta a Daniel Hatadi (qui il suo blog), scrittore di gialli con un passato che comprende esperienze che vanno dall’addetto alle pompe di benzina all’ingegnere informatico.

Tasselli di nera, blog, Creative Commons e giornalismo

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Uno bianca: dietro una targa

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Di Uno bianca a lungo non si è più parlato. O quasi. E invece ora, nel giro di pochi mesi, le notizie relative alla banda che, tra il 1987 e il 1994, imperversò tra Bologna e le Marche, si infittiscono. Sui giornali di oggi, si dice che la Procura della Repubblica di Bologna è ricorsa contro la decisione del tribunale di sorveglianza di concedere cinque giorni di permesso a Pietro Gugliotta per consentirgli di lavorare presso una comunità religiosa.

A motivazione del ricorso, una relazione della divisione anticrimine della questura di Bologna circa possibili relazioni tra l’ex bandito e la criminalità organizzata. Mentre l’avvocato difensore protesta, la famiglia di Gugliotta – come già in passato – manifesta il proprio dissenso verso una sua scarcerazione e il comitato dei parenti delle vittime insorge. Dice in proposito Rosanna Zecchi in un’intervista a Il Bologna di oggi:

La richiesta di Savi [e si riferisce ad Alberto Savi e all’invocazione di perdono lanciata alla vigilia delle commemorazioni della strage del Pilastro, tempo addietro] ha generato perplessità nel comitato delle vittime. Dubbi, per esempio, su aspetti ancora ambigui come il raid nel campo nomadi o il duplice assassinio nell’armeria di via Volturno: eventi non collegati alle finalità della banda, quelle di sparare per profitto, per portare a termine le rapine. Cosa c’è dietro la Uno bianca? chiesero a Roberto Savi. Rispose: la targa. Una targa, evidentemente, di cui ancora oggi le vittime non leggono bene i numeri.

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Riflessi di luna e ombre

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  • 30 Strangest Deaths in History

    Death by Embracing the Reflection of the Moon
    Chinese poet Li Po (701-706) is regarded as one of the two greatest poets in China’s literary history. He was well known for his love of liquor and often spouted his greatest poems while drunk. One night, Li Po fell from his boat and drowned in the Yangtze River while trying to embrace the reflection of the moon in the water.

  • Oil, Slick, Yeti, CIA, and Iraq?

    Stay with me here. These are games that boys into men play, deadly, yes, but happening on a strange landscape that takes into account Oklahoma, Texas, Tibet, Nepal, and Iraq – and some characters all too familiar to you.

  • Why Does The Homicide Report List Killings by Police?

    Any death of a human being by the hand of another is included in The Homicide Report. This is the Los Angeles County coroner’s definition of homicide. The definition wraps in both criminal homicides and justifiable homicides by police, as well as justifiable homicides by civilians acting in self- defense.

  • Luci e ombre di Google

    Criticare Google attraverso una disamina della sua storia, la decostruzione degli oggetti matematici che lo compongono, il disvelamento della cultura che incarna significa per noi muovere un attacco alla tecnocrazia.

Giallo Pasolini: ricostruzione di un’inchiesta

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Giallo PasoliniOggi Pierpaolo Pasolini avrebbe compiuto 85 anni e, in corrispondenza, esce il nuovo libro di Enzo Catania, Giallo Pasolini, attraverso il quale il giornalista cerca di fare il punto su ciò che accadde il 2 novembre 1975 all’idroscalo di Ostia. Poco meno di due anni, infatti, Pino Pelosi, l’ex ragazzo di vita che era stato condannato per l’omicidio dello scrittore friulano, ritrattò quanto aveva sostenuto per vent’anni affermando di essere estraneo a quel delitto. Malgrado queste dichiarazioni e agli appelli che ne seguirono, non si arrivò a nuove conclusioni giudiziarie e tutto sembrò finire lì. Ora questo recentissimo libro – si legge nell’articolo di presentazione di ADN Kronos – esce con lo scopo di rivedere l’intera vicenda:

In questa ricostruzione Catania fissa così due punti fermi. Il primo: le indagini privilegiarono una pista (quella dell’assassinio da parte del ragazzo che aveva avuto l’avventura di impattarsi nel “solito” omosessuale assai pretenzioso) trascurandone altre pure accennate dai giornali, anzi sbuffando davanti a ogni tentativo di allontanarsi dal ‘comodo’ filone principale che chiudeva il fascicolo.

Il secondo: si sa che tanto si è veloci nel completare una serie di perizie a 360 gradi, tante più probabilità si hanno di risolvere un caso. “Ebbene – incalza Catania – quando alle 6,45 di quella mattina del 2 novembre 1975 sul posto del delitto arrivò la polizia, intorno al cadavere di Pasolini c’era una piccola armata di sfaccendati e vacanzieri che commentava: ‘Era tutto calpestato e non transennato’, come raccontò poi Elio Pecora, giunto all’Idroscalo insieme ad Alberto Moravia”.