Dennis Stock, fotocronaca di un’epoca intera

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Pacifist demonstrating at Santa Monica - Dennis StockLe star di Hollywood, le comuni dei giovani, i raduni musicali, le leggendarie moto che percorrono le grandi pianure dell’interno, i surf sull’oceano, la contestazione contro la guerra, una società che cambia e della quale viene fatta una cronaca per immagini. Sono solo alcuni degli argomenti di cui raccontano le fotografie che Dennis Stock scattò per l’agenzia Magnum con la quale iniziò a collaborare nel 1951. E dice il fotografo sul sito che riporta diversi dei suoi migliori scatti:

Art is a well-articulated manifestation of an aspect of life. I have been privileged to view much of life through my cameras, making the journey an enlightened experience. My emphasis has mainly been on affirmative reactions to human behavior and a strong attraction to the beauty in nature.

Megachip: appello per una informazione libera

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MegachipSul sito di Megachip, associazione fondata da Giulietto Chiesa nel 2002 per la difesa della democrazia nella comunicazione, viene pubblicato Canale Zero – Appello per una informazione libera per creare e promuovere “strumenti di comunicazione di massa” con cui arrivare a una nuova voce nel panorama italiano. Ecco di seguito il testo completo dell’appello:

Cari amici e amiche, compagne e compagni di un’Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.

Dobbiamo, in primo luogo, difenderci. E possiamo contr’attaccare.
Per farlo è ormai indispensabile dotarci di strumenti di comunicazione di massa che realizzino un’informazione democratica e che ingaggino una battaglia per la difesa della democrazia e del Bene Comune.

Noi riteniamo che milioni di persone, in Italia, aspettino questa proposta e siano pronti a sostenerla.
Ma farla richiede un impegno finanziario non indifferente. Non vi sono partiti, sindacati, imprenditori disposti a finanziarla. Se vi fossero vorrebbero controllarla. Cioè non servirebbe allo scopo. Quindi dobbiamo fare per conto nostro. Ciascuno di noi, di voi, diventi editore e protagonista.
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I crimini di guerra dimenticati e la loro eredità

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Su Information Guerrilla (che in questi giorni sta pubblicando materiale parecchio interessante), viene segnalato il documentario Fascist Legacy – L’eredità del fascismo, girato da Ken Kirby e presentato con queste parole:

Fascist Legacy è un documentario della BBC mandato in onda, in Inghilterra, nel 1989. Racconta la storia dei crimini commessi dagli italiani all’estero durante il fascismo e nel corso della seconda guerra mondiale. Il nostro paese è tra quelli meno abituati a fare i conti con il suo passato coloniale e bellico, nonostante questo sia segnato da ogni genere di atrocità. Guarda il documentario in italiano su Google Video.

Qui una recensione uscita nel 2003 sul Guardian, “Italy’s bloody secret”, mentre qui una scheda curata dallo spazio di documentazione Nexus di Milano.

Infine, sempre in tema di video, ma questa volta si parla di FBI, maccartismo, mafia e spionaggio, ieri Mario La Ferla è stato a presentare il suo Compagna Marilyn (di cui si era parlato poco tempo fa) da Corrado Augias durane Le storie delle 12.45. Per vedere cosa si è detto, qui è disponibile la registrazione.

World Press Photo: il soldato sfinito, ritratto di una nazione

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Tim Hetherington, UK for Vanity Fair - World Press Photo of the YearIl World Press Photo è una specie di leggenda tra i fotogiornalisti, il corrispondente del Pulitzer per chi scrive e quest’anno l’immagine dell’anno è stata scattata dal britannico Tim Hetherington per Vanity Fair a Korengal Valley, in Afghanistan, lo scorso 16 settembre. Qui la descrizione completa della fotografia, considerata la migliore con questa motivazione:

This image shows the exhaustion of a man – and the exhaustion of a nation. We’re all connected to this. It’s a picture of a man at the end of a line […]. I use all my energy to have people notice bad things. There’s a human quality to this picture. It says that conflict is the basis of this man’s life.

Oltre all’immagine di Hetherington, sono consultabili l’elenco dei vincitori per le singole categorie e la galleria

Dalla rete: liste di proscrizione e scomparsa giudiziaria dei fatti

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  • RaiNews, Articolo 21: solidarietà ai docenti inseriti nel “blog della vergogna”:

    “Non solo siamo solidali con tutti i docenti inseriti nel blog della vergogna, ma invitiamo anche tutti gli altri siti e tutti gli altri blog a trovare i modi più opportuni, per sospendere la loro attività ordinaria e segnalare l’opposizione della intera rete a questa barbarie”. Lo afferma in una nota Giuseppe Giulietti, portavoce dell’associazione Articolo 21. “Guai a ridurre questa vicenda ad una semplice goliardata – continua Giulietti – già troppe volte ci è successo di chiudere occhi ed orecchie e di riaprirli troppo tardi. Il blog della vergogna e dell’antisemitismo è stato oscurato, ma adesso è necessario che tutti i media pubblici e privati promuovano un’azione coordinata e persino congiunta”.

    Qui l’articolo che parla della lista di proscrizione contro i 162 docenti di religione ebraica.

  • Paolo Barnard, Censura legale:

    Ecco come funziona la vera “scomparsa dei fatti”, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno. Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori..
    Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare. Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.

    L’elenco dei servizi curati da Paolo Barnard.

Gli archivi del Corriere online a partire dal 1992

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Gli archivi dei quotidiani sono uno strumento di lavoro che torna utile quando si fanno ricerche su fatti passati. Finora, per consultarli, sostanzialmente si andava in emeroteca destreggiandosi tra microfilm e faldoni da sfogliare oppure si pagavano gli abbonamenti per accedervi via web (scegliendo tra quelli a tempo o a consumo). Il Corriere della Sera, invece, da oggi apre con le edizioni uscite a partire dal 1992 e per avviare una ricerca il punto di inizio è questo: http://archiviostorico.corriere.it. L’archivio storico comprende, oltre al quotidiano, anche i suoi supplementi. Un solo commento dopo averlo provato: finalmente. E si spera che sia solo l’inizio.

Con il tuo sasso: monologo-inchiesta sui fatti di Genova

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Con il tuo sasso di Riccardo LestiniPubblicato da Il foglio letterario di Gordiano Lupi e con prefazione di Lorenzo Guadagnucci (autore di Noi della Diaz. La «notte dei manganelli» al G8 di Genova. Una democrazia umiliata. Tutte le verità sui processi, edito in versione aggiornata da Altreconomia), è appena uscito un nuovo libro a proposito dei fatti del luglio 2001. Si tratta di Con il tuo sasso di Riccardo Lestini, il testo che contiene il monologo-inchiesta che dal 2003 al 2006 ha girato per il paese e che a breve riprenderà a essere di nuovo rappresentato. Ecco di che si tratta:

Un racconto teatrale interamente basato su documenti e testimonianze dirette che, partendo dai mesi precedenti al G8, passando attraverso le vicende dei pestaggi di strada, della caserma di Bolzaneto, della scuola Diaz e della tragedia di Piazza Alimonda, prova a ricostruire “l’altra” verità, sepolta dal silenzio dell’informazione ufficiale, da processi negati, sentenze improbabili e commissioni parlamentari d’inchiesta mai avvenute.

Il giudizio universale e il ’68 dopo 40 anni

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Il giudizio universale - Il '68 visto dai trentenniSono trascorsi quarant’anni dal 1968 e le celebrazioni dell’anniversario stanno iniziando a vedersi. Una delle prime è contenuta nel numero di febbraio del mensile Il Giudizio Universale che pubblica uno speciale, Il ’68 visto dai trentenni:

Quarant’anni dopo, il Sessantotto giudicato da chi non era ancora nato. Ascanio Celestini: gli slogan dell’epoca (e gli spot di oggi). E ancora: il libretto rosso di Mao, la canzone Contessa di Pietrangeli, il giornale liceale la Zanzara, i fumetti rivoluzionari di Valentina e Mafalda, L’uomo a una dimensione di Marcuse, il film collettivo Amore e rabbia, i volantini degli universitari davanti alle fabbriche, le armi improprie dei servizi d’ordine.

Un tentativo di raccontare quell’anno – come accaduto per il 1977 per esempio qui – sì dal punto di vista dell’entrante tensione che sarebbe cresciuta drammaticamente per tutto il decennio successivo. Ma anche di recuperare ciò che terroristico non era, pur nella sua forte connotazione politica, e capire cosa poi sarebbe rimasto.

Filippo Facci, la Rai, la querela e i danni concreti

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Una querela per aver sostenuto una posizione tutto sommato condivisibile nei confronti della Rai. E ora Filippo Facci si ritrova anche una richiesta di risarcimento di 10 milioni di euro. Si può discutere se ciò che scrive in generale il giornalista sia più o meno di parte, se sia interessante e presenti spunti di approfondimento o se, nel caso specifico della Rai, potesse usare espressioni più eleganti e meno aggressive. Ma la querela e il relativo malloppo che la televisione pubblica pretende non stanno in piedi e non difendono l’immagine della Rai quando invece, per chi provoca danni ben più concreti, internamente si chiede al massimo un’azione disciplinare.

iConflict.com per raccontare la guerra e condividerne le storie

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Ufficialmente iConflict.com è un progetto che partirà da febbraio. Ma il relativo blog è attivo dallo scorso novembre per raccontare, condividere e discutere informazioni legate a conflitti e aree di crisi in giro per il pianeta. Queste le parole con cui il progetto al momento si presenta (e presenta il proprio futuro):

Now, people you network and connect with: first responders, relief workers, volunteers, citizens living amidst conflicts, can share their experiences with the world by uploading images and videos to iconflict.com, from their computers, cameras or cell phones. They can also blog about daily life from their vantage point, and become a part of the iConflict blogging network, called Blogflict. Users can upload news stories, comment on posted stories and use their voice to engage in an active dialogue on news events with our other online community members.

A myriad of other features will exist on the site. These include: originally produced video newscasts from our offices in New York and Washington, DC that will be syndicated on itunes and youtube, online discussion and commentary on user submitted news stories, interactive data mashups on countries in conflict, applications on external social networking sites, and other innovations that will make iConflict the premiere destination for users seeking information on international conflicts.

Elezioni, Kenia e media per adesso gli argomenti più dibattuti anche su un gruppo appositamente creato su Facebook.