Oltre a diverse inchieste che fanno pensare più a un’organizzazione da Watergate che a una setta, per quanto ricca e potente, Scientology è stata in passato protagonista (attiva) anche di strumentalizzazioni della legge sul diritto d’autore per zittire chi la criticava soprattutto su web. Ma ora pare giunto il momento della riscossa perché proprio il diritto d’autore, coniugato nei termini del copyleft, potrebbe rivelare dettagli compromettenti sulla condotta della chiesa fondata dall’ex scrittore Ron Hubbard. È il caso del film The Bridge (che rientra all’interno della Operation Clambake) di Brett Hanover. Il quale ha pensato bene di prendere il suo lavoro e farlo circolare su Internet Archive e Google Video. Che si può fare con il materiale di Hanover? Come si legge nelle FAQ del sito (la numero 8, per la precisione), si può copiarlo e diffonderlo liberamente, a condizione che sia correttamente indicata l’attribuzione del lavoro. Certi documenti, come già accaduto con Fahrenheit 9/11, non devono restare chiusi all’interno di sale cinematografiche o salotti privati.
Month: September 2006
Libri che van per mare
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Cory Doctorow, per chi mastica di fantascienza o di copyleft letterario e culturale o di entrambi, non è di certo un nome nuovo (per chi invece lo sentisse nominare per la prima volta, scoprirà un mondo). E di recente arriva proprio dal suo blog una (ulteriore) conferma che funziona la formula del rilascio sotto Creative Commons delle proprie opere letterarie. Nel post Heartwarming Creative Commons success-story, si legge infatti quanto segue.
«La settimana scorsa, ho ricevuto la migliore mail da Jamie della Marina statunitense di stanza nel Mediterraneo. Dato che i miei romanzi sono rilasciati sotto Creative Commons, ha potuto scaricarli e stamparli a bordo passandoli anche ai suoi commilitoni. La mancanza di materiale di qualità da leggere sulla nave ha trasformato i testi Creative Commons in un boom marittimo». Fin qui le parole di Doctorow a cui seguono quelle di Jamie il quale racconta che, una volta digeriti gli sdruciti libri di John Grisham conservati nella biblioteca di bordo, inciampa nella versione elettronica dei volumi dello scrittore canadese che diventano davvero l’«hot item» tra i marinai che li leggono, ne parlano e arrivano a discutere tra di loro di questione legate al copyright e al copyleft invece che delle solite avventure di bevute.
Centoundici colpi: «Gli infedeli dell’Arma»
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I giornalisti che seguono la storia di Bagnara di Romagna (i cinque carabinieri morti il 16 novembre 1988 per colpi d’arma da fuoco all’interno della caserma presso cui prestano servizio), nel giro di pochi mesi, mettono in fila una serie di episodi che finisce per abbracciare una zona che da Bologna va alla costa romagnola. Un’efficace ricostruzione di ciò che accadde la fa Aldo Balzanelli di Repubblica in un articolo che esce il primo dicembre 1988 a pagina V della cronaca di Bologna. Lo ripropongo integralmente perché risulta particolarmente utile nel comprendere i fatti che si susseguono in quel periodo. Successivamente gli episodi qui citati saranno oggetto di uno specifico approfondimento in modo che tutti gli eventi possano essere meglio sviscerati.
«Gli infedeli dell’Arma» di Aldo Balzanelli – Repubblica – Cronaca di Bologna (1 dicembre 1988)
Alfonsine, 21 aprile 1987, un carabiniere di leva di 21 anni viene rapito ad Alfonsine. È di stanza a Bosco Mesola, nel ferrarese, ma quella sera è in licenza ed è uscito con la fidanzata. Dopo averla riaccompagnata a casa scompare nel nulla. La sua auto, una Golf rossa, verrà ritrovata a poche centinaia di metri dalla piazza principale del paese, regolarmente chiusa, senza segni di violenza.
I 35 anni di Stampa Alternativa
StandardE li si festeggia con la quarta edizione del Festival Internazionale della Letteratura Resistente, da domani a domenica a Pitigliano e a Elmo di Sorano, in provincia di Grosseto. Fitto il programma delle presentazioni, oltre a performance artistiche e a nuove proposte editoriali.
Storia delle narrazioni di invenzione
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Da Fronte della Comunicazione di Stampa Alternativa.
Efficace combinazione di pubblico dominio e informazioni liberamente disponibili. Su Vibrisse, contenitore telematico curato da Giulio Mozzi, è stata pubblicata l’edizione completa del Trattato sull’origine dei romanzi di Pierre-Daniel Huet, vescovo di Avanche. Apparsa per la prima volta nel 1670 come prefazione al romanzo Zayde di Madame Lafayette (alla quale l’autore si rivolge in forma epistolare con lo pseudonimo di Monsieur de Segrais), rappresenta «la prima vera storia delle narrazioni di invenzione», come si legge nell’introduzione dello stesso Mozzi. Il testo in italiano è stato reperito su una pubblicazione del XVIII secolo non meglio identificata e per redarre la sezione introduttiva con notazioni storiche e letterarie, le informazioni sono state trovate sull’edizione francofona di Wikipedia.
Per scaricare il testo dal sito Vibrisse:
Libri futuribili
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Da Fronte della Comunicazione di Stampa Alternativa.
Testi digitalizzati: sembra la tendenza del momento. Nelle ultime settimane, infatti, sono state molteplici le iniziative in questo senso. La più celebre è probabilmente il Progetto Biblioteche, noto a livello internazionale come Google Books Library Project, che ha avviato da qualche giorno il servizio di scaricamento dei classici in formato pdf, dopo aver stretto accordi con università straniere (soprattutto americane come Harvard, Michighan, Oxford, Stanford) e italiane (la Cattolica). Ma non è l’unica. La Jamia Millia Islamia University di New Delhi, per esempio, sta digitalizzando e rendendo liberamente consultabili volumi e manoscritti per un totale di oltre quattromila file che vanno dal XVI al XIX secolo.
Centundici colpi: i giorni immediatamente successivi
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Riprendendo il discorso sulla strage dei carabinieri di Bagnara di Romagna per aggiungere un nuovo tassello, innanzitutto va ripetuto che dal 22 novembre 1988, della vicenda si inizia a parlare sempre meno. Almeno per quanto riguarda il fatto in sé. Se ne riaccenna solamente un paio di giorni dopo quando a Lisbona, in Portogallo, un caporale del centro di addestramento della guardia repubblicana spara sui cadetti e ne uccide quattro.
Il 24 novembre di quell’anno, Antonio Saraiva Antunes, 28 anni, si apposta sulla terrazza della caserma Ajuda mentre è in corso un’ispezione ai cadetti da parte del tenente colonnello Jorge Duarte. Il caporale si mette a fare il tiro al bersaglio: centra sedici obiettivi, tre dei quali muoiono sul colpo. La sparatoria dura venti minuti poi Antunes fugge e su un prato vicino si suicida con la pistola d’ordinanza. Nella ricostruzione della personalità del militare, emerge un quadro positivo: un ottimo soldato che aveva fatto il paracadutista senza mai manifestare squilibri. A questo proposito il generale Lemos Couto parla di una qualche forma di «follia» che si è scatenata nella caserma vicino al palazzo presidenziale. Ma il Portogallo è lontano, guidato in quegli anni dall’economista di matrice socialista Aníbal António Cavaco Silva, in carica dal 1985 al 1995 per diventare nel 2006 presidente della repubblica iberica. A parte le ovvie concidenze che i giornali rilevano tra le due storie – le forze armate, la furia imprevedibile, le schede di servizio positive dei due militari -, tutto si chiude qui.