Blog e giornalismo. Giornalismo e blog. Chi dice il vero? Chi è il più attendibile? E l’approfittatore, il mendace, l’illuso, il corrotto? Sembra che il dibattito non stai semplicemente accelerando. Di più. Se ne parla oggi sul Corriere della Sera, in un articolo di Beppe Severgnini, Benvenuti i blog nella rete ma la vera informazione è sempre stampata su carta. «Però diciamolo: non è che in rete compaia solo la verità. Spesso si leggono delle gran fregnacce» scrive il curatore della rubrica Sport Italians. Gli risponde Mario Lupi dal suo blog, facendo giustamente notare che «se ci mettiamo a verificare la percentuale di balle scritte dai giornalisti rispetto al totale, potrebbe non discostarsi da quella che troviamo online rispetto al totale dei contenuti digitali disponibili». Severgnini e altri sono stati recentemente etichettati da Beppe Grillo come «i fighetti del giornalismo, intellettualmente onesti, con la cravatta giusta e la rubrica». Continue reading
Month: September 2006
Di nuovo cultura alla fame: digiuno il primo ottobre
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Già nelle scorse settimane si era parlato di cultura alla fame, la campagna – anzi la protesta – lanciata dallo scrittore Paolo Bianchi. Con l’articolo firmato da Anna Tagliacarne, si presenta «il mio digiuno per ribellarmi in difesa degli autori seri» con il chiaro intento di «combattere lo “strapotere delle gnocche”» per «dimostrare che “esistono meccanismi censori che fanno sì che alcune idee non abbiano diritto di cittadinanza presso i media italiani». Dunque il primo ottobre sciopero della fame. Adesioni e commenti sono stati raccolti sul blog Satisfiction mentre della vicenda sono intervenuti Camillo Langone sul Foglio e Marcello Baraghini su Fronte della Comunicazione.
A un anno dalla scomparsa di Federico Aldrovandi
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Oggi ricorre il primo anniversario della morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne di Ferrara sulla cui fine sin da subito si sono addensate nubi piuttosto fosche. Alle notizie in base alle quali il ragazzo sarebbe deceduto a causa di ragioni sempre differenti (un malore, sostanze stupefacenti assunte durante una notte brava con gli amici o nel tentativo di contenerlo da atti di autolesionismo mentre dava in escandescenza) la madre non ha mai creduto. E dopo essersi rivolta ai giornali tradizionali, ha pensato a poche settimane dalla scomparsa del figlio di raccontare su Internet, tramite un blog, ciò di cui era convinta: a uccidere Federico sarebbe stato il pestaggio subito dopo l’intervento di una pattuglia della polizia. Tra perizie, udienze, incontri con i giornalisti e testi sul blog, seppur tra i molteplici tentativi di fermare la donna e dissuaderla dal proseguire sulla strada intrapresa, oggi qualcosa di vero si sa sulla sorte del ragazzo.
Per approfondimenti:
Creative Commons e ridistribuzioni
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Colgo al balzo la palla di alcune concomitante per scrivere qualche parola in merito all’incontro di venerdì scorso al Milano Film Festival su Creative Commons e percorsi culturali. Sala piuttosto piena, fitta così di filmaker talentuosi, molti dei quali senza probabilmente molte possibilità di vivere delle loro produzioni artistiche. E la domanda, sentita da più parti prima dell’inizio del dibattito e poi espressa a voce alta da un regista di film di animazione: «Ma le licenze CC mi permetteranno di sbarcare il lunario? Lo chiedo perché con il sistema attuale non è possibile e perché la gente prende e non restituisce, anzi è abituata a prendere tutto ciò che è gratis e magari è il lavoro di anni e io che faccio?». Continue reading
Informazione che deforma
StandardLinkato qui di seguito una parte del video tratto dal dibattito su satanismo e informazione a cui ho partecipato sabato scorso durante la manifestazione Parole nel Tempo al Castello di Belgioioso in qualità di autrice del libro Bambini di Satana. Si è trattato di un confronto con Rinaldo Bernardi, autore di Satana in Ticino (Liberodiscrivere, 2006). Un ringraziamento a chi si è occupato degli aspetti tecnici.
Milano film festival e Parole nel tempo
StandardUn paio di appuntamenti a cui prenderò parte tra domani e dopo. Il primo è un dibattito il 22 settembre su percorsi culturali e Creative Commons all’interno del Borsa Democratica del Cinema, in programma da ieri a domenica a Milano nell’ambito del Milano Film Festival. All’incontro parteciperanno Maurizio Borghi (Creative Commons), Rodrigo Vergara (Arcoiris tv), Marco Trotta (PeaceLink), Andrea Curiazi (Iberamericana), I Licaoni (Kiss Me Lorena) e, come moderatore, Giacomo Cosenza (Sinapsi).
Sabato, invece, sarà la volta di Parole nel Tempo, mostra della piccola editoria che si terrà fino a domenica presso il Castello di Belgioioso. Sarà un confronto con un altro scrittore, Rinaldo Bernardi, autore di Satana in Ticino (LiberoDiScrivere, 2006). Dal canto mio, parlerò di Bambini di Satana (Stampa Alternativa, 2006).
TuttoScienze e TuttoLibri: anche gli archivi sotto CC
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Dopo un primo annuncio di un paio di mesi fa relativo alla volontà del quotidiano piemontese di orientarsi verso licenze libere e dopo la conferenza La rivincita di Promoteo di ieri (è disponibile anche il webcast), CreativeCommons.it informa che «La Stampa di Torino ha annunciato che rilascerà gratuitamente sotto licenza Creative Commons anche tutto l’archivio storico degli inserti culturali TuttoScienze e TuttoLibri» a partire dal 23 ottobre 2006 prossimo.
In proposito: Proprietà della conoscenza, diritti digitali e nuovi modelli di business per la libera circolazione delle idee nelle web notes di Anna Masera.
CafèBabel.com: partecipazione limitata
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(Da giornalismi possibili) CafèBabel.com aveva fatto notizia alla fine dell’estate scorsa per l’ennesimo esperimento nel mondo dell’informazione: prendere cinque giornalisti di altrettante nazionalità differenti, metterli in una capitale – Amsterdam – e studiare la crescita di una redazione e dei relativi contenuti in base alle inchieste pubblicate. Rivista elettronica redatta in sei lingue europee, CafèBabel.com è così: dal 2001 prova a riscrivere le regole di una professione declinandola nei termini del «giornalismo partecipativo». E se l’esperienza costituisce una delle forme più interessanti di network al di fuori dei circuiti mainstream, rimane il fatto che questa iniziativa soffre di una mancanza che la rende tuttavia «poco partecipativa»: il tipo di informazione proposta è frontale, come per le testate giornalistiche tradizionali, e l’interazione con cui utenti-lettori è limitata a un forum. Continue reading
Blog e politica: incontro e scontro
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Sul numero di settembre-ottobre di Giornalisti, rivista di categoria edita dell’omonima associazione, si dedica, nella rubrica Tendenze, un articolo a Blog: la politica italiana li scopre solo in campagna elettorale. A firma di Stefano Martello (coadiuvato da Carlo Baldi e Gennaro Pesante), il pezzo suddivide grosso modo in due fronti i blogger di casa nostra orientati alla politica: da un lato i cittadini che si attivano in nome della partecipazione e i politici di professione che utilizzano troppo spesso il dialogo diretto con gli elettori solo come ulteriore veicolo propagandistico. Con rarissime eccezioni, come quella di Antonio Bassolino. Inoltre, fastidioso sarebbe per i candidati e gli eletti confrontarsi con anonimi utenti che lasciano commenti senza assumersene la responsabilità. Morale dell’articolo? Mancherebbe una reale attenzione da parte del mondo della politica alla comunicazione verso i cittadini, ma altrettanto latitante sarebbe – secondo gli autori – una piena coscienza da parte degli elettori delle modalità di relazione con i propri referenti politici. Da qui ne deriverebbero alcuni interrogativi al momento senza risposta. Continue reading
Esce «Blog!» in italiano
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Per i tipi di Sperling & Kupfler, è uscita la versione italiana del libro dei giornalisti statunitensi David Kline e Dan Burstein Blog! – La rivoluzione dell’informazione in politica, economia e cultura (purtroppo non ha una versione elettronica scaricabile dalla Rete). Con la prefazione di Beppe Grillo, l’ho tradotto insieme ad Andrea Plazzi e Alessio Catania occupandomi della terza parte, media e cultura. Dalla quarta di copertina:
Il blog è una realtà globale. La sua sensazionale affermazione come strumento di pubblico dibattito e di espressione individuale ha catturato l’attenzione del mondo. E se ne capisce facilmente il perché. Con i blog c’è chi ha stroncato la carriera di politici e costretto alle dimissioni pezzi grossi della televisione. In altri casi, invece, il blog ha premiato i prodotti di aziende poco note proiettandole al successo da un giorno all’altro, e sanzionato la rovina di altre, colpevoli di aver ignorato le giuste lamentele dei consumatori. Chi sono questi esperti dilettanti, e come si sono serviti del nuovo mezzo di comunicazione per trasformare non solo la propria vita, ma anche la società? E la rivoluzione dei “senza voce in capitolo” contro la sciatteria del potere? Un libro che porta dritti nel cuore e nel cervello dei più influenti blogger del pianeta. È il caso di Joe Trippi, ex collaboratore del candidato democratico alla Casa Bianca Howard Dean, primo in assoluto a ricorrere all’uso del blog politico come mezzo di finanziamento e strumento organizzativo di base, rivoluzionando così i meccanismi di una campagna elettorale. O di Robert Scoble, ex manager di Microsoft, che, con la franchezza dei suoi posting, ha fatto quello che centinaia di milioni di dollari di pubblicità non erano riusciti a fare: umanizzare un’azienda accusata di strapotere monopolistico.