“Storia dello stupro e di donne ribelli”: Enzo Ciconte racconta in un libro vite al femminile (e al maschile) contro la violenza

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Storia dello stupro e di donne ribelliEnzo Ciconte, gi importante studioso del fenomeno ‘ndranghetista, sta per uscire con un nuovo libro, pubblicato da Rubbettino Editore. Il volume, 388 pagine, si intitola Storia dello stupro e di donne ribelli:

Lo stupro non esiste. L’hanno detto in tanti; una folla di tutte le et e condizioni sociali, vecchi e giovani, ignoranti e colti. Dicevano: se la donna non vuole, l’uomo non riesce a violarla. La violenza? la donna che la cerca. Tutto ci non vero. L’autore, con l’aiuto delle carte di migliaia di processi, ci fa incontrare donne che hanno avuto il coraggio di portare in giudizio gli stupratori che non hanno accettato di ritirare la denuncia in cambio di denaro o del matrimonio riparatore; ci descrive uomini violenti e padri incestuosi, ma ci fa scoprire altri uomini – i parenti delle vittime – che non si vendicano uccidendo, ma ricorrono alla giustizia; ci presenta giudici – tutti uomini – che emettono sentenze sorprendenti. Pagine dense e scorrevoli che delineano una nuova storia di donne e di uomini: francesi, inglesi, sammarinesi, settentrionali, meridionali, calabresi. Una storia in gran parte sconosciuta.

La data d’uscita del libro fissata per il prossimo 8 ottobre.

Franca Rame, lo stupro che sub e un paio di articoli che ne rievocano i contorni (verificati e non verificati)

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Girolamo De Michele scrive su Carmilla un articolo interessante sullo Lo stupro di Franca Rame: fascisti, carabinieri e una volont superiore:

La sera del 9 marzo 1973, alla notizia dell’avvenuto stupro, qualcuno a Milano gio: era il generale Palumbo, comandante della divisione Pastrengo. La notizia dello stupro della Rame in caserma fu accolta con euforia, il comandante era festante come se avesse fatto una bella operazione di servizio. Anzi, di pi…, secondo la testimonianza di Nicol Bozzo, che sarebbe diventato stretto collaboratore di Carlo Alberto Dalla Chiesa, e che all’epoca era in servizio alla Pastrengo:

Arriv la notizia del sequestro e dello stupro di Franca Rame. Per me fu un colpo, lo vissi come una sconfitta della giustizia. Ma tra i miei superiori ci fu chi reag in modo esattamente opposto. Era tutto contento. “Era ora”, diceva. […] Era il pi alto in grado: il comandante della “Pastrengo”, il generale Giovanni Battista Palumbo. […] Allora io vissi quella reazione di Palumbo solo come una manifestazione di cattivo gusto. Credevo che il generale fosse piacevolmente sorpreso della notizia, nulla di pi. D’altronde Palumbo era un personaggio particolare, era stato nella Repubblica Sociale, poi era passato con i partigiani appena prima della Liberazione. Non faceva mistero delle sue idee di destra. E alla “Pastrengo”, sotto il suo comando, circolavano personaggi dell’estrema destra, erano di casa quelli della “maggioranza silenziosa” come l’avvocato Degli Occhi.

Continua qui. In proposito si vedano anche le considerazioni di Aldo Balzanelli sul suo blog, a proposito questa volta delle “rivelazioni” di Izzo e Franca Rame.