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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Si intitola La mia Bandiera. La Resistenza al femminile il film documentario di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese che sarà presentato lunedì prossimo, 17 ottobre, nella sala Mastroianni del bolognese Cinema Lumière (la proiezione è programmata per le 18). Si tratta della ricostruzione del ruolo che le donne ebbero durante la Liberazione. Scrivono gli autori:

Dalle testimonianze delle partigiane, uniche protagoniste del documentario, si ha uno spaccato inedito delle loro esperienze di lotta e di vita quotidiana come rivoluzionarie, attraverso le quali viene messo in evidenza il ruolo essenziale che le donne hanno avuto per la sopravvivenza e la vittoria della Resistenza stessa. Il progetto, nato da un’idea di Giuliano Bugani, operaio e giornalista, realizzato con Salvo Lucchese [...], con Alessandra Cesari, presidente dell’associazione Elenfant Film e responsabile sviluppo progetti, e con Roberta Bononi, ex collaboratrice della Cineteca di Bologna, ha inizio nel 2009 ed è una raccolta di interviste a partigiane dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini.

Questo il sito di Elenfant Film, la realtà che ha curato la produzione. Il progetto ha poi avuto il contributo della fondazione Carisbo e dell’Anpi di Bologna, Reggio Emilia, Modena, Forlì, Ravenna, Rimini, Castelfranco Emilia, Parma e Piacenza. Tra gli enti che lo hanno patrocinato compaiono il Comune di Bologna, l’Istituto storico Parri, Isrebo, l’Istituto per gli studi della storia contemporanea e della Resistenza di Ravenna e provincia e l’Istituto storico della Resistenza di Alfonsine. Le musiche originali, inoltre, sono state composte da Gianluca Nuti e il brano di coda, “Partisan’s Bella Ciao”, è dei Modena City Ramblers.

Infine la coppia Bugani-Lucchese aveva già lavorato insieme. Era accaduto con un altro documentario, Anno 2018: verrà la morte, sulle morti per amianto, di cui si era parlato qui.

  • 1 commento
  • Scritto per guerra, visioni
  • Anno 2018: verrà la morte è un documentario girato da Giuliano Bugani, autore già comparso varie volte da queste parti, e da Salvatore Lucchese. E racconta una delle storie nere di questo Paese:

    L’amianto è un minerale fortemente cancerogeno che è stato utilizzato per oltre quarant’anni nell’isolamento di edifici, tetti, navi, treni, per fabbricare vernici, tegole, pavimenti e tubazioni. Sino ad oggi sono centinaia di migliaia le morti in Europa causate dall’esposizione all’amianto e il numero è destinato a crescere. Prima di scoprire defi nitivamente i terribili effetti dell’amianto dovremo attendere trent’anni, forse quaranta. Il picco delle morti di amianto è previsto per il 2018.

    Anno 2018: verra' la morteEcco, chi volesse vedere il documentario e incontrarne gli autori, può scegliere tra due appuntamenti nel fine settimana. Sabato sera, alle 20.45, si inizia al teatro comunale di Dozza, con un incontro organizzato dalla compagnia Della Luna Crescente. Domenica, invece, alle 20.30, sarà la volta della sede dell’associazione culturale La Barberia (via Riva Reno 77/79). Per i dettagli, si può scaricare questo pdf (550KB). Che racconta anche questo:

    Il documentario pone un serio interrogativo: dov’è l’amianto oggi? Il documentario mette in evidenza denunce sociali come la presenza dell’amianto in moltissime fabbriche metalmeccaniche, nella raffineria dell’olio da tavola, olio di semi filtrato con polvere di amianto, e le tubature in amianto di tutti gli acquedotti pubblici italiani. Ma già alla prima presentazione del DVD, sono emerse altre denunce dal pubblico presente in sala, come la presenza dell’amianto negli edifici pubblici, le scuole, i pavimenti di molte palestre, fondi stradali, zuccherifici.

    E intanto qui c’è un’intervista agli autori mente qui il trailer del documentario.

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