E rimasero impuniti: “Se domani il santissimo non mi paga le fatture della Polonia, lo faccio saltare”

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E rimasero impunitiL’istituto vaticano, dunque, sembra proiettato verso un futuro che annulli – o quanto meno riduca – le malversazioni per le quali i suoi conti hanno fatto molto parlare. Malversazioni che, lungi dall’essere state punite, non sono state neanche mai del tutto chiarite. La banca vaticana nacque nel 1942 per farsi carico dei possedimenti terreni di pochi clienti d’lite e per questo chiedeva loro opere di carit. Che la carit non fosse per proprio uno stile di vita condiviso da tutti era emerso gi nella seconda met degli anni Settanta, quando intercorrevano i primi abboccamenti tra Santa Sede e governo italiano per il rinnovo del concordato nel 1929, siglato il 18 febbraio 1984.

In quel periodo, un gruppo di cronisti dell’Europeo, capitanato da Paolo Ojetti e sotto la direzione di Gianluigi Melega, inciamp negli estratti catastali di molti palazzi romani, concentrati soprattutto nel centro della capitale e nelle zone pi prosperose delle periferie collinari. Scavando, si arriv a stabilire che uno su quattro di quegli edifici era o era stato di propriet del Vaticano e che le attivit di compravendita avevano generato guadagni e plusvalenze mai toccate dal fisco.

Lo scandalo che ne segu fu notevole, considerando poi che si era lavorato su una sola citt, Roma, per quanto conosciuta come la citt delle 1265 chiese. Da oltre Tevere si accusarono direttore e giornalisti di condurre una battaglia contro la religione cattolica e il clero. E sebbene tutto ci che era stato scritto fosse dimostrabile, Melega lasci il suo posto alla direzione del mensile di casa Rizzoli, nel frattempo sotto l’arrembaggio di Licio Gelli, Umberto Ortolani e Bruno Tassan Din, che volevano il Corriere della Sera. Ma ci che emerse dalle pagine del periodico milanese sarebbe stata la punta dell’icerberg.
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L’Europeo Photo Awards 2010: fino al 14 giugno per partecipare via Flickr

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L’Europeo, storico mensile di casa Rizzoli, ha lanciato la prima edizione di un proprio concorso di fotografia. Si chiama L’Europeo Photo Awards 2010 e il bando disponibile su Flickr, dove stato creato anche un apposito gruppo:

Il tema […] “All’uscita dal lavoro. Le fabbriche, gli uffici, le scuole, i cantieri”. Uno scatto per sorprendere, leggere e ascoltare una nazione che lavora. La fotografia deve essere scattata in Italia.

Per confermare la tua partecipazione al concorso, devi inviare una mail all’indirizzo europeophotoawards[at]rcs.it con i seguenti dati: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero civico, citt, cap, telefono cellulare o fisso, e-mail, id del profilo Flickr, indirizzo completo dell’url del profilo; la partecipazione al concorso riservata ai maggiori di 18 anni.

La mail deve essere inviata subito dopo aver postato la foto. La mancata comunicazione di uno solo dei dati anagrafici richiesti comporta l’esclusione da L’Europeo Photo Awards. Le foto devono essere senza cornice, senza watermark e senza note [e] devono avere una didascalia esplicativa (chi, dove, quando).

Il bando completo disponibile qui e la scadenza per l’invio delle immagini fissata per il 14 giugno prossimo. Al primo classificato una Nikon D90, obiettivo Nikkor 18-105 VR e una scheda da 4GB. Infine, se si vuole dare un’occhiata alle ultime copertine della rivista, si veda l’account Flickr della rivista.