L’Europa delle destre: Peacereporter pubblica un dossier su populisti, conservatori e nazionalisti nel Vecchio Continente

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L'Europa delle destre

Peacereporter pubblica un dossier sull’Europa delle destre (qui la gif con l’ingrandimento della mappa). Curato da Luca Galassi, ecco su alcuni dei temi su cui si concentra:

Sono solo due (riferito a Finlandia e Danimarca, ndb) delle spie, accese in tutta Europa, che segnalano l’aumento del consenso per i partiti populisti, conservatori e nazionalisti. I meccanismi ricalcano ormai modelli noti. Se il voto alle destre riflette condizioni diverse da Paese a Paese, ad accomunare tutti l’identificazione dello stesso nemico, individuato nell’altro, nel diverso, nello straniero. Contro di esso, l’elettorato si chiude, rilanciando nazionalismo e protezionismo. Questo prende forme spesso xenofobe, e influenza l’azione di governo nell’elaborazione di misure anti-immigrati: dalla sospensione di Schengen al divieto di indossare il velo, al bando sulla costruzione di moschee e via dicendo. Dal 2009, anno delle europee, e in quasi tutte le consultazioni successive, le formazioni della destra populista hanno raggiunto e superato il dieci percento in undici Stati: Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Italia, Lituania, Norvegia, Olanda, Ungheria, Svizzera.

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Sinistra e destra sotto forma di mappa concettuale (made by anglo-saxon people)

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Left vs Right political spectrum

Valori, convinzioni, religione, forme di governo sotto forma di una mappa concettuale che rappresenti lo spettro politico (inteso come raggio, non come ectoplasma, anche se forse si pu iniziare a pensarlo anche in termini oltretombali). A lavorarci sono stati lo scrittore e designer londinese David McCandless e l’artista di origine statunitense Stefanie Posavec partendo da un libro prossimo all’uscita, The Visual Miscellaneum, dello stesso McCandless. Scopo? Capire se determinati concetti sono davvero riconducibili a una specifica parte politica. E soprattutto se in essa ci si riconosce. Avvertenza: lo schema rappresenta le opinioni dei due autori cos come si sono sedimentate in loro e non parla di affari tricolori, ispirandosi a percezioni diffuse nei paesi anglossassoni.