Si chiama federazione nazionale della stampa, ma sembra far pi spettacolo che sindacato

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Per riprendere ed estendere il discorso avviato da Rita Guma, presidentessa nazionale della onlus Osservatorio sulla legalit e sui diritti, sull’accesso alla professione giornalistica, Christian Diemoz nei giorni scorsi ha pubblicato il post Dopo Bono, Siddi Vox e Natale Jagger (ripreso anche dal Barbiere della Sera). Il tono si evince gi dal sottotitolo (“nell’estate del rock la Fnsi supera gli U2 in quanto a dar spettacolo”) e, per quanto il post meriti di essere letto per intero, eccone un passaggio particolarmente significativo:

Non paradossale sostenere che se un giorno gli autonomi si fermassero, tre quarti dei quotidiani e molti settimanali, che li utilizzano come collaboratori, non riuscirebbero ad uscire. Perch? Per il semplice fatto che i giornalisti assunti, vantando le tutele contrattuali del loro status, non possono essere spremuti come dei collaboratori (pagati quando va bene con co.co.co, oppure in “natura” – telefonini o sim – o a “peso”, come rivela l’ultima drammatica ricerca della LSDI) senza nessun tipo di diritto e ai quali avanzare le richieste pi disparate, perch se non va bene a te, andr bene a un altro al tuo posto. Indovinate un po’, pertanto, chi che scrive i tre-quarti degli articoli che leggete ogni giorno?

un peccato che i rappresentanti della Fnsi non abbiano affrontato un tema del genere con il sottosegretario Bonaiuti. Eppure, un argomento – e nemmeno debole – lo avevano, rappresentato dal recente insediamento della Commissione Nazionale per il Lavoro autonomo (di cui, a scanso di equivoci, chi scrive fa parte), che ha cercato peraltro di divenire il pi operativa possibile da subito, organizzandosi in gruppi di lavoro tematici. Non lo hanno fatto e, da autonomi, non si pu che essere dispiaciuti, e ogni giorno pi arrabbiati, per il fatto che il Sindacato continui a vivere ancorato ad un’immagine della categoria che ha abbandonato da tempo la realt, per transitare nelle accoglienti fila della mitologia.

Al momento, da parte della federazione, pare non sia giunta ancora nessuna risposta. Forse perch si guarda troppo un singolo bavaglio a discapito di altri, non meno insidiosi. Anzi, forse pi subdoli. Come quello segnalato poco tempo fa dalla rivista Mamma.